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| Labisi, Palmeri, Cavallaro |
ENNA - Qualche mattina fa il presidente del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa, prof. Attilio Cavallaro e il presidente onorario, avv. Corrado Labisi, si sono recati alla Procura di Enna per consegnare a S.E. il Procuratore Capo della Repubblica di Enna Massimo Palmeri, il prestigioso Premio Internazionale Livatino Saetta Costa.
Insieme
a loro la prof.ssa Anna Marmo, preside del liceo scientifico “Pietro Farinato”,
da anni impegnata a sensibilizzare gli studenti del suo istituto sul tema del
rispetto delle leggi, che anche in questa occasione ha voluto confermare il suo
interesse a riguardo, ospitando il Comitato e la sua lezione di legalità.
Presenti
una numerosa rappresentanza di allievi, tutti attenti e partecipativi, pronti
ad ascoltare il dott. Palmeri nella sua spiegazione sulla funzione della
Procura, sul ruolo del magistrato, e su come, nonostante la carenza di organico
del 50% alla Procura di Enna, i vuoti siano stati colmati con l’impegno e
l’abnegazione.
Amico
e collega di Rocco Chinnici, di lui ha raccontato il periodo in cui furono
insieme uditori giudiziari: “Un grande uomo, un grande maestro, un grande
magistrato”, ha voluto ricordare.
A
prendere la parola poi il prof. Cavallaro, che ha spiegato la missione del
Comitato e del tour della legalità nelle scuole: “Tra Stato e mafia non c'è una
contrapposizione. La politica è il terzo livello della mafia: i colletti
bianchi, l’antimafia, sono tutte maschere dietro alle quali si nasconde la
criminalità, ed è per questo che il Comitato Livatino Saetta Costa ha avanzato
al Capo dello Stato la proposta di non concedere più finanziamenti pubblici
alle associazioni antimafia, così che non si possa più parlare di un’antimafia
di professione.”
“Non
esiste pace senza giustizia sociale”, ha affermato l’avv. Corrado Labisi,
presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata
Li Battiati, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo
(Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 –
1050 Bruxelles), nonché docente di Diritto Internazionale presso le facoltà di
Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università Uniesi di Ginevra e
direttore del Dipartimento di Pubbliche relazioni internazionali della stessa.
Figlio
della prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto e antesignana
della lotta alla mafia, ha parlato con ammirazione della madre, una donna
attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno
fortunati. Ma si è soprattutto soffermato sulla povertà del Meridione,
conseguenza di una politica sorda: “Già sociologi e psicologi lo hanno
affermato, e mia mamma lo verificò personalmente, che la delinquenza nasce dal
disagio culturale e socio-economico. Negli anni Sessanta lei chiedeva aiuto
alla classe politica, che però sorrideva, criticando la sua spiritualità. E
ancora oggi nei quartieri c’è la corsa all’acquisto del voto in cambio di buste
colme di spesa. Ci stanno togliendo la speranza e la dignità.”
Poi
l’avv. Labisi ha voluto regalare alla scuola due copie del libro del generale
Angiolo Pellegrini, “Noi, gli uomini di Falcone. La guerra che ci impedirono di
vincere”: uomo di fiducia del pool e più stretto collaboratore di Giovanni
Falcone, negli scorsi mesi presente all'auditorium comunale di San Gregorio
“Carlo Alberto dalla Chiesa”, alla presenza della stampa e di alte autorità
civili e militari, in un evento fortemente voluto dall’avv. Labisi, il generale
Pellegrini è stato testimone di una stagione sanguinosa e incancellabile,
denunciata nel suo libro.
La
consegna della pergamena del Premio Livatino Saetta Costa a S.E. Massimo
Palmeri, Procuratore della Repubblica di Enna, ha suggellato l’incontro.


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