Gli speakeasy a Roma sono il nuovo fenomeno della notte! “Speakeasy”, termine inglese che tradotto letteralmente vuol dire “parlare sottovoce o piano”, è una tipologia di locale che affonda le sue origini nei primi anni del secolo scorso, negli Stati Uniti. Nei primi anni ’20, con il passaggio della legge del Proibizionismo, divenne illegale vendere alcool.
Chiunque fosse trovato a vendere alcolici, meritava la galera. Ma in una nazione fondata sull’alcool (molti padri fondatori possedevano distillerie o erano importatori di melassa), in cui il consumo di alcolici era uno dei passatempi preferiti dalla popolazione, una legge di questo genere non era affatto ben vista. I gangster dell’epoca, tra cui il famigerato Al Capone, icona del periodo e del gangsterismo, resa celebre anche da film che sono entrati nella storia, come Gli Intoccabili, fiutarono subito l’affare e si gettarono nel contrabbando di alcolici. Lavorando con contatti oltreconfine, o attivando delle distillerie segrete, questi gangster iniziarono a produrre illegalmente gli spirit, e iniziarono a venderli in modo segreto, senza dare nell’occhio. Una soluzione molto creativa e originale per vendere i loro alcolici, fu proprio la creazione degli speakeasy, luoghi fuorilegge che proprio per questo motivo venivano mimetizzati nei quartieri e nelle vie più nascoste delle città. Gli speakeasy di allora, proprio come gli speakeasy a Roma di oggi, erano mimetizzati, camuffati come altri tipi di attività, un barbiere, una lavanderia. Solo a chi conosceva una parola d’ordine, era consentito accedere all’area riservata, al retro, alla porta e alle scale che conducevano al locale vero e proprio, in cui avrebbe trovato di tutto, fiumi di birra, whiskey pregiati e non, rum, gin, donne e spazi dedicati al gioco d’azzardo. Non si poteva dare troppo nell’occhio per cui i locali venivano posizionati spesso nei basement, la cantina, il seminterrato, di edifici esistenti. Dove c’era il rischio di far udire il baccano all’esterno, si doveva prestare attenzione a tenere basso il “volume” per non destare troppa attenzione e attirare il sospetto della polizia e dei puritani. Per questo bisognava conversare assumendo un tono tranquillo e basso, “speakeasy”, appunto.
In quegli anni si diffuse anche la mixology, l’arte del bere miscelato, e proprio allora sono nati alcuni tra i più famosi cocktail della storia. Negli speakeasy a Roma, si celebra quel fenomeno e, oggi come allora, si possono gustare cocktail che si rifanno proprio alla tradizionale arte della mixology e che rappresentano dei capolavori del bere miscelato.
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