venerdì, gennaio 23, 2026

Perché le candele scintillanti, dopo la tragedia di Cras-Montana, non sono ancora state vietate? →M!X AD! by AllaDiscoteca 22/01/26 - Lorenzo Tiezzi

Perché le candele scintillanti, dopo la tragedia di Cras-Montana, non sono ancora state vietate? M!X AD! by AllaDiscoteca 22/01/26 - Lorenzo Tiezzi


Le candele scintillanti, dopo la tragedia di Cras-Montana, non sono ancora state vietate. Perché? Perché siamo un paese di melma, in difficoltà assoluta. La politica non decide, i media amano la tensione (che genera infodemia) e affondiamo sempre di più. 


Potremmo indignarci, come italiani, per il nostro 'stato' italiano (minuscola), in cui ogni decisore politico ed amministrativo (quindi: comuni, province, vigili del fuoco, ministri, regioni, presidenti vari), non si fa avanti per dire e poi legiferare sul tragedia di Cras-Montana, dicendo:

intanto, al chiuso, vietiamole subito per decreto, queste candele scintillanti, poi vediamo. Sia nei locali di pubblico spettacolo (discoteche), sia in bar e ristoranti. Lasciamo che tutto ciò che è fuoco, al chiuso, lo gestiscano, sul palco e altrove, solo i professionisti del settore, che dovrà essere presente sul posto (chi fa 'fuochi d'artificio, per capirsi)… Non più, o camerieri che hanno fatto magari il corso anti-incendio e basta. 

Che ci voleva fare tutto questo? Siamo al 22 gennaio mentre scrivo e il nostro magnifico ministro dell'interno (minuscola) fa solo una vaga direttiva in cui non dice niente… Certo che la tragedia di Cras-Montana deriva prima di tutto dal soffitto basso non ignifugo,  dalla mancanza di uscite di sicurezza e pure dal sovra-affollamento… ma queste sono cose che sono già tutte vietate.

Le candele scintillanti non sono vietate. Vietiamole. Sono passati 22 giorni e non ne parla nessuno. Non ne parla la politica, che con il suo 'braccio' (prefetti, questori e compagnia) vuol tenere sotto controllo i locali, i quali, si sa, «fanno business quasi illegalmente con il divertimento dei 'nostri giovani'»… Solo pochissimi sindaci hanno legiferato in merito. Tutti gli altri no.

Sto estremizzando, ma è davvero così. La burocrazia italiana (o itagliana con la G) attanaglia i gestori seri di locali, quasi tutti, e i locali italiani sono quasi tutti sicuri. Non lo so per sentito dire. Sono trent'anni che vado nei locali più o meno una volta la settimana tra Milano, Brescia, Puglia, Riviera Romagnola, Firenze, Maremma

E quindi, perché non le vietiamo, queste maledette candele scintillanti, al chiuso ovunque, se non sui palchi dei grandi eventi? Se non quando ci sono professionisti del fuoco (se c'è un mangiafuoco, avrà pure una certificazione, immagino, saprà cosa fa… un cameriere non può saperlo, fa altro come lavoro).

Tutto questo  Potrebbe essere fatto con un decreto, simile al totalmente inutile decreto sicurezza sui rave party fatto da questo governo, avrebbero potuto farlo, se ho ben capito, i sindaci di grandi città come Roma, Milano, Firenze, Palermo… L'hanno fatto? No. 

E noi, noi dei media, perché invece di piantaci inutilmente davanti al rogo di Cras-Montana, perché non facciamo noi una campagna? Perché i direttori di importanti testate (Mediaset, Rai, Corriere, Repubblica, etc) non ci mettono la faccia per dirlo? VIETIAMOLE, 'ste maledetta candele.  Non lo facciamo, neanche noi dei media, perché spesso i media sono legati alla politica, che non agisce

E ancora di più perché i media, anche o soprattutto le testate importanti, guadagnano con la disperazione di chi clicca senza leggere sui social. Perché se c'è infodemia e c'è una situazione vagamente tragica,  se c'è vaga tensione, ci attacchiamo di più ai media. Gli editori l'hanno capito, lo dicono i numeri. Noi giornalisti / comunicatori ci siamo adeguati. 

Non è stato fatto niente. Non c'è nessuna campagna. Non c'è nessun decreto, nessuna proposta di legge dell'opposizione, che, si sa, essendo sinistra è "contro le discoteche". Non è stato vietato niente. Non verrà vietato niente. E così la 'tensione' continua e niente cambia.  

Sono stato a lungo bagnino. Se ci sono tuoni, nelle piscine all'aperto, tutti devono uscire dall'acqua, anche se la possibilità che un fulmine colpisca la piscina è davvero vaga. Sono eventi rarissimi, casi unici… ma la legge è chiara

Perché non possiamo imparare da questa tragedia e legiferare, subito? Perché siamo un paese in difficoltà assoluta. Siamo un paese di melma. Un paese di cui mi vergogno. E allora lo scrivo, da solo. In splendida solitudine. Beata solitudo, sola beatitudo. E mi sento un po' meglio. 

(Lorenzo Tiezzi)


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