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mercoledì, gennaio 30, 2013

Folloni Uno Mattina: Web regulation, la par condicio nell’era digitale 2.0


Campagna elettorale. Regole per talk show, programmi televisivi e programmi radiofonici. Ma come dare equilibrio e correttezza alla campagna elettorale che passa per il Web? Nonostante il presidente Monti abbia esplicitamente dichiarato che proprio la Rete è lo strumento principe per le prossime elezioni di febbraio 2013 non è stata stabilita alcuna normativa a riguardo. Intervento di Gian Guido Folloni, presidente ISIAMED, a Uno Mattina.
Web regulation
Nell’era del digitale 2.0 cercare la “par condicio” in campagna elettorale attraverso il bilancino dei tempi televisivi è come traversare l’oceano in transatlantico dopo l’invenzione dell’aeroplano.
Eppure mentre la vigilanza RAI ha fissato, com’è suo compito, le regole per talk show, programmi televisivi e radiofonici in genere, nessuno ha assunto iniziativa su come dare equilibrio e correttezza alla campagna elettorale che passa per il Web. Questo nonostante il presidente Mario Monti abbia esplicitamente dichiarato che proprio la Rete è lo strumento principe per le prossime elezioni di febbraio 2013. E nonostante Grillo, Bersani, Casini e tutti gli attori grandi e piccoli usino twitter e i social network ogni giorno e si affannino a migliorare la loro personale web reputation.
La web reputation è un po’ come la tela di Penelope: lei la tesseva di giorno e la smontava di notte. Sul web qualcuno tesse e qualcun altro disfa. Le diverse opinioni sono legittime, ma spesso non si tratta di opinioni bensì di false notizie o di messaggi calunniosi, anonimi, artatamente costruiti per spargere discredito. La natura della rete è tale che un messaggio anonimo, falso e calunnioso può divenire istituzionale, solo perché ripreso da una fonte autorevole. Il cittadino è così esposto a un’informazione in Rete, somministrata anche attraverso i forum del servizio pubblico Rai, priva di responsabilità individuata, che necessaria in caso di aggressione all'onorabilità dei candidati e delle Istituzioni.
Il Comunicatore Italiano si è fatto parte diligente per segnalare la necessità di dare rilevanza alla comunicazione in Rete durante la campagna elettorale. A tale fine, dopo il convegno promosso alla Camera dei Deputati nel luglio 2012, nel dicembre ha segnalato il problema durante un’audizione all’8° Commissione permanente del Senato della Repubblica. Tra dicembre 2012 e gennaio 2013 ha incontro i vertici AGCOM, proponendo la creazione di una Camera arbitrale che, avvalendosi di una piattaforma tecnologica oggi disponibile, possa in costanza di campagna elettorale rilevare sulle 80.000 fonti certificate in Italia il traffico 1.0/2.0 di notizie/informazioni e corrispondere al cittadino/candidato la responsabilità dell'informazione cui è esposto.
In assenza di una specifica norma di legge nulla è stato finora fatto e la campagna elettorale è iniziata senza che ai 24 milioni d’italiani che utilizzano (pc, tablet, smartphone) la comunicazione digitale sia garantito un minimo di equilibrio inteso almeno come rilevazione delle manipolazioni delle notizie e dei fatti comunicati in Rete e percepibili come verità e realtà espressa di giudizio su di una Persona o Istituzione.
Sui media televisivi e radiofonici a regole equilibratrici si arrivò solo dopo che dal 1994 l’Osservatorio di Pavia aveva attivato un monitoraggio poi adottato istituzionalmente.
La storia si ripete. Anche per il Web si potrebbe iniziare partendo da un Osservatorio; dando conto ai cittadini di cosa passa (o non passa) il convento. Mancherebbero norme regolatrici. Ma potremmo frequentare il Web a occhi più aperti.
IlComunicatoreItaliano_240

venerdì, dicembre 28, 2012

L’Ambasciatore del Kazakistan consegna targa d’onore al Presidente Isiamed Gian Guido Folloni


L’Ambasciatore del Kazakistan consegna targa d’onore al Presidente Isiamed Gian Guido Folloni
Targa d'onore Gian Guido Folloni
In occasione della Festa Nazionale della Repubblica del Kazakistan, lo scorso 13 dicembre l’Ambasciatore Andrian Yelemessov ha consegnato una targa d’onore a Gian Guido Folloni, nella sua veste di presidente di ISIAMED, “Per aver contribuito allo sviluppo delle relazioni diplomatiche in occasione del 20° Anniversario” delle giovane Repubblica del Centro Asia. In quella occasione, analogo riconoscimento è stato attribuito a dieci personalità italiane per l’azione da loro svolta nella promozione delle relazioni bilaterali tra i due paesi.
Gian Guido Folloni targa d'onore
Tra di loro, il senatore Tiziano Treu, presidente del Comitato di Cooperazione Italia – Kazakistan, e il presidente della Commissione degli Affari Esteri del Senato della Repubblica, Lamberto Dini.

giovedì, giugno 21, 2012

Gian Guido Folloni sul blog Il Comunicatore Italiano.

Il Web è caldissimo: interattività, immediatezza, chat, youtube, social network, community. Dal Matterallum al Porcellum, riforma elettorale e web reputation per ridare coerenza a consenso e consapevolezza. Gian Guido Folloni, Presidente ISIAMED sul think-tank blog Il Comunicatore Italiano.


Ah, La legge elettorale! Come l’Araba fenice, la riforma, annunciata da sei anni, “che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa”. Scherzi a parte, il tormentone della legge elettorale perseguita le nostre istituzioni fin dall’antico Mattarellum.
Fu varato per fronteggiare il primo terremoto politico, quello del 1994, e mettere comunque in salvo –fu inventato allora il “listino” – una quota di classe dirigente, ma si rivelò poco efficace sia sul fronte della governabilità sia su quello, meno nobile, della tutela dei leader in zona bocciatura.

Da allora siamo andati di male in peggio. L’ultima “riforma” ci ha dotato del Porcellum. Il termine lo coniò l’onorevole Calderoli, forse con nella testa il porco che avrebbe voluto portare al guinzaglio sui terreni destinati alla costruzione di una moschea. In ogni caso è definizione appropriata, perché fu subito bollata come la stortura cui porre prontamente rimedio. Invece siamo ancora lì. La lista bloccata toglie ai cittadini ogni voce in materia di formazione della classe politica. Induce l’onorevole servilismo verso i capi partito, che possono, di fatto, nominare quelli che invece dovrebbero essere eletti. E’ poi il Porcellum che ha portato in Parlamento autisti, famigli, segretari, portaborse e – qualcuno semplifica – nani e ballerine.
Con il Porcellum è tornato alla ribalta un antico dilemma delle società a democrazia elettiva. Se c’è consenso c’è anche consapevolezza? Questione antica, anzi antichissima. Erano consapevoli i cittadini di Gerusalemme che gridavano: “Libera Barabba”? La folla è poco razionale e come diceva Hertzl: “Con una bandiera si può portare la gente dove si vuole”. Anche l’urna del voto democratico è sempre stata custode di questo interrogativo. Il referendum che abolì le preferenze si fondò sul fatto che con i giochi di partito e di corrente in auge allora l’elettore entrava in cabina, scriveva i nomi cui dava consenso, ma spesso non aveva consapevolezza alcuna di chi fosse colui che aveva indicato come suo rappresentante. Il Porcellum ha portato questa dicotomia alla massima potenza. Si vota la lista a scatola chiusa. Tutto consenso, zero consapevolezza.
In teoria, democrazia sarebbe: consenso più consapevolezza. Ma a complicare l’assioma sono entrati in gioco gli strumenti stessi del consenso che da interpersonale è divenuto, per forza di cose nelle società complesse, mediatico. Uno studio – oggi datato ma sempre illuminante – è quello di Neil Postman. Nel suo saggio “Divertirsi da morire” egli analizzava le campagne elettorali per l’elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America. La ricerca del massmediologo americano arrivò alla conclusione che l’avvento della televisione ha si potenziato i meccanismi del consenso, ma ha contemporaneamente ridotto la consapevolezza dell’elettore americano medio.
In sostanza: talk show, intrattenimento, dibattiti, spot elettorali sono potenti macchine di consenso ma in quanto a consapevolezza sono cattivi strumenti. Proprio nel 1994, intervenendo in aula durante il voto di fiducia al Senato della Repubblica invitai l’onorevole Berlusconi – lui mogul televisivo arrivato con grande consenso mediatico alla politica – a riflettere su questo dilemma. Non se ne curò allora e nemmeno in seguito. Ma non è stato il solo.
Dopo diciotto anni di Mattarellum, Porcellum e di Porta a Porta, di cosa pensano i cittadini italiani dei parlamentari (che peraltro sono l’esito di un loro consenso espresso) non parlo. Nessuna meraviglia, invece, se Fareed Zakaria, direttore di Newsweek international, scriverà poi (“Democrazia senza libertà”) che gli elettori americani hanno poca stima dei loro rappresentanti al Congresso. Apprezzano di più la Corte Suprema, non elettiva, dei rappresentanti istituzionali – presidente incluso – da loro votati.
Come stanno consenso e consapevolezza al tempo del Web, degli smartphone e dei tablet? Postman faceva i suoi studi con la Tv a tubo catodico. Mediaticamente la Tv di Postman è uno strumento freddo. Strumento più caldo erano i giornali con i quali egli la confrontava. Il Web è caldissimo: interattività, immediatezza, chat, youtube, social network, community.
Riforma elettorale e web reputation possono ridare coerenza a consenso e consapevolezza. Ma bisogna farla ed è necessario crederci. Chissà se qualcuno (e chi?) ci pensa.

FONTE: Il Comunicatore Italiano

giovedì, marzo 22, 2012

Gian Guido Folloni: Il Comunicatore Italiano incontra il Marocco

Il Comunicatore Italiano incontra il Marocco. Gian Guido Folloni, Presidente di Isiamed-Istituto Asia Mediterraneo e Pier Domenico Garrone, Comunicatore esperto di web reputation ed innovazione, co-fondatori del think-tank blog indipendente Il Comunicatore Italiano, incontrano l’Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, S.E. Hassan Abouyoub nella sede dell’Ambasciata in Roma

Gian Guido Folloni e Pier Domenico Garrone hanno incontrato l’Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, S.E. Hassan Abouyoub nella sede dell’Ambasciata in Roma. L’incontro è stato volto a presentare all’Ambasciatore Il Comunicatore Italiano, mettendo in evidenza le sue finalità tese a dare dimensione etica ed istituzionale alla comunicazione. Particolare attenzione è stata riservata all’azione orientata verso la regione mediterranea, nell’ambito della focalizzazione in questa zona delle azioni di comunicazione.
A tal proposito vanno ricordati i dati economici positivi della crescita del Regno del Marocco ed il fatto che è lo Stato che ha riformato la propria Costituzione con una innovazione fondamentale nella ridistribuzione democratica e devoluzione dei poteri al Governo unita alla valorizzazione del ruolo della Donna in Politica e alla tutela delle religioni monoteiste. L’Ambasciatore ha manifestato il suo pieno interesse. Si sono anche valutati progetti di comunicazione utili ad una migliore comprensione del Marocco in Italia e dell’Italia in Marocco.
Proprio in quest’ottica avrà luogo la prima visita ufficiale de Il Comunicatore Italiano all’ottava edizione del Moussem di Tan Tan, dal 23 al 25 marzo 2012, organizzata sotto il Patrocinio di Sua Maestà il Re Mohamed VI.

L’argomento del confronto sarà: Regionalizzazione: modello Italia.
La delegazione sarà composta da:
Pier Domenico Garrone, Il Comunicatore Italiano;
Gian Guido Folloni, Isiamed, Istituto Italiano per l’Asia e il Mediterraneo;
Domenico Naccari, Roma Capitale
La delegazione sarà accompagnata dal Sig. Sidi Mohamed Fadel Dadi, Ministro Plenipotenziario dell’Ambasciata del Regno del Marocco.
FONTE: Il Comunicatore Italiano