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giovedì, maggio 17, 2012

ECOmunicazione una nuova consapevolezza ecologica anche nel mondo della comunicazione.








 Anche in Italia si sta finalmente sviluppando una consapevolezza ecologica, un’idea di utilizzo sostenibile delle risorse.
La mentalità degli italiani sta (lentamente) cambiando in termini di attenzione all'ambiente e di riflesso anche le aziende si stanno muovendo in questa direzione.

Anche nell’ambito della comunicazione si sta diffondendo una cultura mirata al creare campagne di comunicazione basate su supporti ecosostenibili. 

Studio Castelli, agenzia della provincia di Bergamo che si occupa di comunicazione integrata, fondata nel 1975, si sta a sua volta impegnando nella diffusione di questa mentalità “verde”, proponendo soluzioni innovative che mirano all'utilizzo di supporti ecologici.

Nasce quindi la prima agenzia di ecomunicazione ecologica, a supporto di aziende che credono nell'ecosostenibilità e nella salvaguardia delle risorse naturali.

“Non si tratta di semplice business, di un modo per distinguersi o di atteggiarsi ad ecologisti a tutti i costi: l’attenzione verso le tematiche ambientali è per noi una vera e propria scelta di vita.
Il concetto di ecomunicazione è ampio, articolato, ma molto semplice da comprendere e condividere: abbraccia tutti gli aspetti della comunicazione aziendale, dagli eventi allo studio del materiale corporate al packaging, dalla realizzazione di stand fieristici al materiale promozionale.
Tutti i supporti per la comunicazione aziendale possono essere ecosostenibili.
Da questo presupposto è nata la nostra idea: creare un’agenzia di comunicazione che possa fornire alle aziende servizi di comunicazione a basso impatto ambientale, affidandoci quindi a partner certificati che possano fornire quanto richiesto per realizzare strategie di comunicazione ecosostenibili”.

Studio Castelli si pone quindi tra le agenzie di comunicazione come player che propone una
ecomunicazione aziendale, offrendo soluzioni rispettose dell’ambiente, partendo dallo studio della creatività, fino alla realizzazione finale del progetto.

Ma utilizzare strumenti di comunicazione ecocompatibili non è solo utile all'ambiente: le aziende possono trarre vantaggio in termini di immagine:
l’investimento in comunicazione su supporti ecologici diventa quindi strumento di ecoposizionamento, comunicando dei valori a partire dalla scelta dei materiali uilizzati.
Il valore aggiunto dall’adozione di una strategia di ecomunicazione consentirà quindi all’azienda di presentarsi come attenta alle tematiche ambientali, aprendo nuove strade di business.
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi0znEfusthF9BKgI9DLfku34rCiUxdNXyl01TCtqO2cBUXlR1O0rL2eR99J9PCfVTM5j5ZMwXGYSty-4W5sP1nb-JIFs-OOxyYx_ObQHcEWt2SomXfFbOjvbCkhCKvMeGgKJBI/s1600/sito_ecomunicazione.jpg
Insomma un percorso che tutte le aziende dovrebbero fare è senz'altro quello ecologico: prestare maggiore attenzione per l'ambiente, con semplici accorgimenti, è la mossa giusta per chi tiene alla natura e vuole dare il proprio contributo per preservarla.
Per maggiori info

lunedì, novembre 15, 2010

il rendering e la pubblicità

Nella pubblicità il rendering sostituisce la fotografia

rendering: ©2009, studioDIM associati

Continua a crescere il numero di agenzie di comunicazione e pubblicità che dovendo realizzare cataloghi con immagini di interni, elementi o complementi di arredo, oggetti di design, ricorrono al set virtuale in sostituzione di quello fotografico.


Questa scelta non è specificamente dovuta alla maggiore economicità che in taluni casi è possibile raggiungere. Il vero motivo è un altro. Il mondo della comunicazione vive di tempi stretti e nel campo della pubblicità il ripensamento in corso d'opera è una costante e la miglioria sempre auspicabile. La velocità e la flessibilità nel realizzare e modificare una scena costruita in digitale sono incomparabilmente maggiori rispetto ad un set tradizionale e offrono opportunità creative altrimenti negate. Non è cosa da poco. Inoltre il rendering 3D, cioè l'immagine che della scena virtuale viene generata, può arrivare ad essere sostanzialmente indistinguibile da una fotografia di un set reale. Le agenzie pubblicitarie hanno capito che ricorrere ad un rendering in sostituzione di una fotografia può essere un modo per rispondere con maggiore prontezza alle esigenze dei propri committenti e per questo si rivolgono sempre più spesso a professionisti specializzati in illustrazione attraverso il computer.


Dal punto di vista della agenzia di comunicazione, i passaggi per giungere alla definizione dell'immagine virtuale da realizzare sono esattamente gli stessi necessari per definire l'allestimento della scena per lo scatto fotografico tradizionale. Al pubblicitario non occorre alcun cambiamento nella propria metodologia di lavoro per sostituire il computer alla macchina fotografica. Non avverte la transizione nel proprio flusso di lavoro, ma solo nella celerità con cui sperimenta le proprie visioni e perviene al risultato voluto.


Una delle firme europee più autorevoli nel campo del rendering, studioDIM associati, ha sede in Italia, a Firenze. La sua esperienza, sviluppata nella illustrazione digitale ad alto realismo, si accumula dal 1995. La qualtà tecnica e la valenza estetica delle immagini generate sono garantiti dal lavoro di un'equipe costituita da professionisti che sanno integrare le proprie competenze e passioni nel campo dell'architettura, del design, della fotografia, delle arti grafiche e figurative, della comunicazione visiva, per raggiungere risultati sorprendenti per la loro efficacia.

martedì, dicembre 30, 2008

Perché la pubblicità non ci ha salvati dalla crisi?

La settimana scorsa è circolata la notizia che un’agenzia pubblicitaria belga, dovendo procedere ad una riduzione del personale, ha indetto un concorso online attraverso il quale è possibile decidere chi verrà licenziato.Si trattava naturalmente di un falso, di un’operazione di marketing virale che aveva lo scopo di creare un passaparola e dare visibilità all’agenzia e alla sua capacità inventiva.Difficile valutare i ritorni di un’operazione del genere: di sicuro ha avuto il pregio di portare agli occhi di tutti, in modo paradossale, un fenomeno che proprio nei giorni precedenti il Natale ha fatto tabula rasa di creativi in diverse agenzie di pubblicità italiane.

Nulla di cui stupirsi: la crisi economica ha portato ad una notevole riduzione del budget destinato alla pubblicità, che si è trasformata in tagli al personale creativo di piccole e grandi agenzie italiane.Pare che qualcuno sia stato licenziato per telefono, altri all’indomani della festa aziendale.

Dopo la crisi economica e finanziaria, dopo la crisi dell’informazione, assistiamo ora anche alla grande crisi della pubblicità.O forse quella che crediamo essere l’ultima è stata in realtà la prima.Già. La crisi nel settore pubblicitario è arrivata prima della crisi economica, è arrivata quando le nostre agenzie di pubblicità si sono manifestate incapaci di rinnovarsi nel tempo, quando i creativi hanno smesso di inventare, quando si sono adagiati sul loro status quo e hanno smesso di produrre idee.

I media classici sono in crisi da tempo, la pubblicità italiana non ha saputo cogliere le nuove esigenze dei consumatori, non ha saputo rinnovarsi, non ha sfruttato le potenzialità delle nuove tecnologie: ha rinunciato, in tre parole, ad essere efficace, e anziché costituire il traino verso la ripresa è rimasta impigliata lei stessa nelle maglie della crisi.

Si parla di imprenditori che non possono più permettersi di investire in pubblicità.Io parlo di imprenditori che non vogliono investire perché non ci credono, perché non si fidano.Le imprese, come i consumatori, chiedono una comunicazione commerciale innovativa, una nuova spinta verso la creatività.

La pubblicità è un’opportunità, non un obbligo.Le agenzie di pubblicità devono farsi conoscere come promotrici di cambiamento.Devono saper ascoltare, perché la comunicazione è relazione.E devono tener conto di una nuova generazione di consumatori che lavora, si diverte e si nutre di Internet.Se i direttori delle grandi agenzie navigassero si renderebbero conto che il Web non è solo un insieme di informazioni ma una Rete di idee e di spunti offerti.Il loro concetto di comunicazione si deve evolvere, approfittando di quei giovani talenti che sono ancora capaci di giocare e di fare magie.

Pamela Ferrara
www.pamelaferrara.com