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venerdì, gennaio 14, 2011

INFLUENZA: Esperto,tanta acqua miglior sciroppo contro la tosse.



(ASCA) - Roma, 14 gen - Mucolitici sedativi?

E' questo il dubbio che assilla dopo l'ultimo colpo di una tosse che non via piu' via. Ma prima degli sciroppi c'e' l'acqua.
''Senza liquidi abbondanti, anche ricorrendo a sostanze fluidificanti in sciroppo o pastiglie, il nostro catarro non ci abbandonera' mai'', spiega ad ASCA Claudio Cricelli, il presidente della Simg (Societa' italiana di medicina generale).
Spazio quindi a tanta acqua, ''che da sola basta a fluidificare l'espettorato - dice l'esperto -, ma anche agli umidificatori per l'ambiente, che soprattutto nelle camere dei bambini aiutano la respirazione ed evitano che l'aria secca asciughi le mucose, e ai fumenti con o senza sostanze balsamiche''. La tosse non e' una malattia ''ma un riflesso naturale dell'organismo ad un'infezione delle vie respiratorie e il ricorso a farmaci sedativi - sottolinea Cricelli - va limitato a casi eccezionali, soprattutto nei neonati e nei bambini'' e i mucolitici funzionano, come ricordato, ''solo se si beve tanta acqua''.

Fà differenza quale acqua bevi?
Come abbiamo letto catarro e muco sono la risposta fisiologica del nostro organismo per portare fuori le sostanze nocive che ci stanno intossicando; ACQUA KANGEN grazie alle sue caratteristiche di alcalinità,microstrutturazione ed al suo forte potere antiossidante è la scelta migliore.

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Aaron Bonassi
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Il mio stato

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venerdì, novembre 19, 2010

Influenza e raffreddore addio grazie ai rimedi naturali

Influenza e raffreddore addio grazie ai rimedi naturaliI malanni di stagione come influenza e raffreddore possono da sempre essere curati con medicinali, antibiotici e tanto riposo, parola dei nostri medici di fiducia. Ma cosa direste dopo aver scoperto che è possibile trovare dei rimedi naturali a tutto ciò, utili sia per prevenire che per curare l’influenza?

In uno studio condotto da un team di ricercatori britannici è stato notato come l’aglio possa avere un chiaro effetto sul raffreddore.

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lunedì, settembre 27, 2010

Prodotti calabresi: ed anche qui la natura suggerisce validi alleati contro i fastidi dell'inverno!!

Che belli, i ricordi dell’estate appena trascorsa, la canicola della stagione che ci consentiva di uscire ad ogni ora con indumenti decisamente “leggerini”, le eccezionali giornate assolate che ci regalavano ogni tipo di lecita trasgressione.

Purtroppo l’autunno ci riporta al consueto tran-tran della vita ordinaria, lo stress, il corri e fuggi e (…ahinoi!!) si comincia a fare i conti con i primi fastidi della stagione fredda. Saranno le escursioni termiche tra notte e giorno, lo stare nuovamente in ambienti chiusi (scuole, uffici,..) dove bacilli e virus vanno a nozze e si trasmettono con grandissimi facilità, e ci accorgiamo di un certo “solleticare” alle vie respiratorie, discreto e silenzioso, che suona come un campanello di allarme per la nostra salute. Piccole noie, ma fastidioso “toc toc” che bussa alle porte del nostro benessere!!

D'altronde non scopriamo mica l’acqua calda, anche le statistiche e le previsioni del ministero della salute parlano chiaro: è in arrivo, con anticipo rispetto agli ultimi anni, la prima ondata dell’influenza stagionale che rischia di relegare al letto la popolazione italiana, accompagnata dall’abbassamento graduale delle temperature, con un picco di “allettati” previsto per il prossimo mese di dicembre.

Utile risulta, quindi una attività di prevenzione contro questi tediosi e piccoli malesseri; trovarsi, insomma, pronti e discretamente protetti per combatterli opportunamente ed in tempo utile. E la natura ha tante di quelle soluzioni a tal riguardo, che ci consentono di evitare interminabili file dal medico curante e costose panacee di tipo farmaceutico, composte solo da eccipienti chimici e altre magagne ai più sconosciuti.

Su portali di vendita on line di prodotti tipici calabresi, ad esempio, si ritrova lo sciroppo propoli,miele ed eucalipto, che parte appunto da elementi assolutamente naturali per prevenire e combattere le influenze stagionali.

In particolare, la propoli rappresenta un antibiotico naturale che protegge dai molti microrganismi che si possono incontrare durante le stagioni fredde. Il nome Propoli deriva dal greco "PROPOLIS" che tradotto letteralmente significa "davanti alla città": infatti questo prodotto viene usato dalle api per erigere un muro di difesa immediatamente dietro l' ingresso dell' alveare, allo scopo di evitare che indesiderati intrusi ( insetti , piccoli roditori ecc. ) entrino nell' arnia. E’ stata usata nella medicina popolare come antibatterico, disinfettante, anestetizzante per ferite, piaghe, ulcere, ecc. e negli ultimi anni se ne è rivalutata la sua indubbia efficacia sulle vie respiratorie

Del miele sono più che conosciuti i notevoli effetti benefici che esso svolge sulle vie respiratorie in particolare, per le sue proprietà emollienti e decongestionanti. E sul benessere della persona in generale, sui muscoli (aumento della potenza fisica e della resistenza), sul cuore (azione cardiotropa), sul fegato( protezione e disintossicazione), sull’apparato digerente (specifica funzione stimolante e regolatrice), sui reni (azione diuretica) e sul sangue (apporto antianemico e fissazione del calcio-magnesio).

L’eucalipto, infine, svolge notevoli effetti di natura espettorante, facilitando la respirazione in pazienti “costipati” nei bronchi: proprio il caso di chi è soggetto a raffreddori!!

Lo sciroppo così proposto è arricchito di preziosi oli essenziali (infusi di erbe) con azione balsamica, dà un immediato sollievo alla gola e al naso chiuso ed è indicato in caso di tosse e malattie da raffreddamento. Utile ai fumatori che sicuramente avranno ammorbidita e calmata la fastidiosa tosse secca spesso presente e legata al vizio del fumo.

Quindi, e come al solito, la natura insegna: vale sempre il detto “prevenire è meglio che curare”!!

venerdì, settembre 11, 2009

Vaccinare i bambini per la nuova influenza?

Il Dott. Eugenio Serravalle, Specialista in Pediatria Preventiva, e autore di Bambini- super vaccinati scrive una lettera informativa ai genitori sull'influenza A/H1N1, valutando l'utilità o meno di sottoporre i propri figli alla vaccinazione.

Lettera ai genitori sulla “Nuova Influenza”

Cari genitori,

ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini.

La mia risposta è NO! Un ‘no’ motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un ‘no’ controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti:

avranno le loro ragioni.

Influenza stagionale e influenza A/H1N1: alcuni dati a confronto

L’epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l’unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell’influenza A hanno poca sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A/H1N1.

Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola-pandemia-fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. La mortalità, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l’A/H1N1 è circolato ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore. Perché generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità).

Non deve meravigliare: purtroppo si può, e si muore, di influenza, se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si è anziani.

Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell’inverno australe (che coincide con l’estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell’inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno “normale” i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000.

La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili.

Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65 anni di età, l’influenza A colpisce invece prevalentemente persone di età inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l’influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni anno per l’influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni.

Perchè allora il panico?

Quanto successo nei Paesi dell’Emisfero australe ci rassicura: l’influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E’ un tipico esempio di “invenzione delle malattie” (disease mongering). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l’influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si tratto’ di un gravissimo errore prognostico?

Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l’attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari.

I medicinali funzionano?

Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l’azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell’influenza. Ne’ va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato l’Oseltamivir contro l’A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici.

…E i vaccini?

I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l’Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un’attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.

Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l’influenza stagionale, sappiamo che ha un’efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani.

Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l’influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu un’epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barrè, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non è mai utile, tanto più per fermare un’influenza come quella A, la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l’errore del 1976.

Un’altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di ridurre la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.

Come curarsi?

Per curare l’influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è dimostrato che l’uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell’epidemia.

Se decidete comunque per la vaccinazione, vi verrà richiesto di firmare il “consenso informato”, una informativa sui rischi. Leggetelo bene, prima di decidere, chiedete informazioni scritte sui benefici e i rischi. Chiedete e chiediamo insieme, per tutti i vaccinati, che sia attivato un programma di sorveglianza attivo, capace davvero di registrare e trattare i gravi problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione. Chiedete e chiediamo che si prevedano risorse economiche per l’indennizzo ai danneggiati.

Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura.

Dott. Eugenio Serravalle,

Specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura-Patologia Neonatale