Si tratta di una tecnica chirurgica che affidata a mani esperte può dare dei notevoli miglioramenti alla qualità della vita dei pazienti.
Gli anelli di Ferrara intracorneali sono degli impianti di alta precisione utilizzati per correggere le irregolarità della superficie corneale e ridurre gli errori refrattivi associati al cheratocono e ad altre ectasie corneali.
Possono correggere sia i gradi moderati che elevati di miopia e astigmatismo. I Ferrara rings sono utilizzati da molti anni in tutto il mondo: abbiamo a disposizione il follow up di oltre 150.000 impianti eseguiti nel corso di 18 anni e vari studi indipendenti hanno dimostrato che gli anelli di Ferrara sono sicuri ed efficaci.
E' importante sottolineare che questo tipo di impianto può essere rimosso in qualsiasi momento, permettendo alla cornea di tornare alla sua forma originaria. Si tratta quindi di una procedura reversibile.
Inoltre i Ferrara rings possono essere utilizzati in combinazione con altre tecniche come il crosslinking corneale, la PRK e l'impianto di lenti fachiche e non interferiscono con la normale esecuzione della cheratoplastica lamellare.
Questi tipo di impianti sono disponibili in oltre 40 differenti combinazioni, in cui varia sia l'arco di curvatura che lo spessore per adattarsi perfettamente alla situazione corneale del paziente.
Ricordiamo qui di seguito le peculiarità di questo tipo di protesi impiantabili:
- rimodellamento della cornea con mantenimento dell'integrità corneale;
- regolarizzazione della topografia corneale e correzione refrattiva con la conservazione del profilo naturale, riduzione delle aberrazioni ottiche e miglioramento dell'acuità visiva e della tolleranza alle lenti a contatto
- spostamento dell'apice corneale verso il centro della pupilla
- stabilizzazione della cornea, con consegunete ritardo o eliminazione della necessità di operare un trapianto di cornea.
Dott. Alberto Bellone
chirurgia refrattiva
Torino | Milano | Busto Arsizio
Tel. (+39) 011.318.6318
albertobellone@fastwebnet.it
www.albertobellone.it
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mercoledì, marzo 23, 2011
lunedì, gennaio 10, 2011
Lenti intracorneali per Presbiti: la Tecnologia ci Aiuta a Eliminare gli Occhiali.
La presbiopia non è una malattia, ma il processo di perdita della capacità di messa a fuoco da vicino che incomincia all’età di 40-45 anni e si completa intorno ai 55-60 anni.
Anche chi non ha mai portato occhiali nella sua vita è costretto ad utilizzarli per leggere e svolgere molte attività quotidiane. Alcuni lavori di precisione sono svolti con maggiore difficoltà in quanto l'occhiale può interferire con una messa a fuoco ottimale.
Grazie alle attuali conoscenze sullo stroma, cioè sul corpo della cornea, la ricerca ha potuto mettere a punto delle lenti particolari di soli 3 millimetri di diametro che abbinate ad una specifica chirurgia sono in grado di correggere la presbiopia.
Perchè nella cornea? Perchè gli impianti corneali sono i meno invasivi in assoluto e garantiscono il miglior confort e soddisfazione per il paziente, rispetto ad altri trattamenti proposti per la correzione della presbiopia che eliminano sì gli occhiali, ma hanno come effetto collaterale la monovisione, che per molti pazienti non è una soluzione ideale o luna maggiore difficoltà a reintervenire in caso di necessità.
Chi non sopporta la scomodità degli occhiali da lettura può prendere in considerazione questo tipo di soluzione che è l'ideale per correggere una presbiopia compresa tra 2.5 e 3.5 diottrie.
Il materiale di cui sono fatte le lentine è un polimero idrofilo che è utilizzato da oltre 20 anni per produrre le lenti intraoculari (IOL). La zona centrale della lente non ha potere refrattivo, mentre la zona periferica ha potere refrattivo positivo per garantire la visione da vicino.
Inoltre lo specialista può rimuovere facilmente la lente e sostituirla nel caso sia necessaria nel corso degli anni una lente di maggiore potenza. Tutto il trattamento richiede pochi minuti ed è indolore.
Dott. Alberto Bellone
Torino | Milano | Busto Arsizio
Tel. (+39) 011.318.6318
albertobellone@fastwebnet.it
www.albertobellone.it
Anche chi non ha mai portato occhiali nella sua vita è costretto ad utilizzarli per leggere e svolgere molte attività quotidiane. Alcuni lavori di precisione sono svolti con maggiore difficoltà in quanto l'occhiale può interferire con una messa a fuoco ottimale.
Grazie alle attuali conoscenze sullo stroma, cioè sul corpo della cornea, la ricerca ha potuto mettere a punto delle lenti particolari di soli 3 millimetri di diametro che abbinate ad una specifica chirurgia sono in grado di correggere la presbiopia.
Perchè nella cornea? Perchè gli impianti corneali sono i meno invasivi in assoluto e garantiscono il miglior confort e soddisfazione per il paziente, rispetto ad altri trattamenti proposti per la correzione della presbiopia che eliminano sì gli occhiali, ma hanno come effetto collaterale la monovisione, che per molti pazienti non è una soluzione ideale o luna maggiore difficoltà a reintervenire in caso di necessità.
Chi non sopporta la scomodità degli occhiali da lettura può prendere in considerazione questo tipo di soluzione che è l'ideale per correggere una presbiopia compresa tra 2.5 e 3.5 diottrie.
Il materiale di cui sono fatte le lentine è un polimero idrofilo che è utilizzato da oltre 20 anni per produrre le lenti intraoculari (IOL). La zona centrale della lente non ha potere refrattivo, mentre la zona periferica ha potere refrattivo positivo per garantire la visione da vicino.
Inoltre lo specialista può rimuovere facilmente la lente e sostituirla nel caso sia necessaria nel corso degli anni una lente di maggiore potenza. Tutto il trattamento richiede pochi minuti ed è indolore.
Dott. Alberto Bellone
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mercoledì, luglio 21, 2010
Presbiopia un Problema Comune che le Moderne Tecnologie Cercano di Risolvere senza l'Utilizzo degli Occhiali
La presbiopia, dal greco presbys (πρέσβυς) che significa vecchio è un fenomeno naturale che si manifesta intorno ai 40 anni. Tutti gli individui di entrambi i sessi dopo questa età diventano presbiti. Questo fenomeno si presenta più precocemente nei soggetti ipermetropi e negli astigmatici e in modo meno evidente, nei miopi.
Nell’occhio si trova una lente chiamata cristallino. Nel bambino e nel giovane in assenza di malattie questa lente permette di vedere chiaramente sia da lontano che da vicino in quanto l’accomodazione, meccanismo di messa a fuoco naturale, permette una precisa messa a fuoco delle immagini sulla retina. Attorno ai 40 anni la presbiopia inizia poco alla volta a presentarsi rendendo gradualmente più difficile la lettura a distanza ravvicinata.
Va subito detto che la presbiopia non è una malattia, ma è la fisiologica e naturale evoluzione dell’occhio nel corso degli anni: con la perdita di elasticità del cristallino la lettura è più difficoltosa ed è consueto il gesto di allungare le braccia per riuscire a distinguere chiaramente le parole scritte. Interessando moltissime persone, da molti anni si sta cercando di ovviare al problema degli occhiali da lettura. Chi fa certi tipi di lavori e professioni mal sopporta l'utilizzo degli occhiali da lettura. Inoltre la lenta progressività del fenomeno rende necessario dopo un certo numero di anni l’aumento della potenza degli occhiali per vicino, anche se, attorno ai 65 anni si ha una stabilizzazione del fenomeno.
Sintomo principale della presbiopia è la difficoltà di lettura alla quale sono associati altri disturbi come l’affaticamento visivo nella lettura prolungata, lo sdoppiamento delle lettere, arrossamento agli occhi, lievi bruciori e anche mal di testa.
Possiamo avvalerci di diversi tipi di trattamento come gli occhiali, le lenti a contatto, la chirurgia, il laser e la radiofrequenza, i cristallini artificiali, la monovisione. Oltre ai ben conosciuti occhiali da lettura, le lenti a contatto multifocali per la presbiopia non sono così largamente impiegate come avviene invece per la miopia: ciò è dovuto al grado di qualità visiva offerta che non è spesso ottimale, associato alla scarsa praticità e alla manutenzione che è laboriosa.
Per quanto riguarda il capitolo chirurgia, sono diversi i tipi di intervento chirurgico che sono stati utilizzati ed altri sono in via di perfezionamento per curare la presbiopia. Gli inserti sclerali utilizzano un impianto di piccoli tasselli di materiale plastico nella sclera in prossimità del muscolo ciliare dell’accomodazione per costringerlo a mantenere una maggiore capacità nella messa a fuoco. E’ un intervento che non è più utilizzato a causa della procedura macchinosa e per i possibili fastidi che possono manifestarsi dopo l’intervento.
Le incisioni radiali sulla sclera si eseguono con il bisturi o con il laser sulla sclera ottenendo una discreta correzione della presbiopia, ma con diversi inconvenienti per cui si utilizza raramente.
IL laser e la radiofrequenza (REFRATEC) rientrano nelle tecniche termiche che sono approvate all’ente americano FDA e utilizzano il calore per modificare la curvatura della cornea e correggere la presbiopia o una leggera ipermetropia. La tecnica è di semplice utilizzo ed è a basso rischio. Ha una durata limitata nel tempo (circa 3-6 anni) per cui è necessario ripeterla periodicamente. Ciò non è da considerarsi negativamente in quanto la presbiopia evolve gradatamente nel tempo per cui una nuova correzione si renderebbe comunque necessaria. E’ una tecnica utilizzata soprattutto nella monovisione.
Sono anche allo studio varie tecniche multifocali con i laser di superficie quale il laser ad eccimeri. E’ necessario ancora un perfezionamento di queste tecniche per ottenere una qualità della vista soddisfacente sia per lontano che per vicino.
Queste tecniche possono comportare vari tipi di disturbi funzionali come un calo visivo per lontano, uno sdoppiamento delle immagini, una difficoltà di visione notturna).
Queste tecniche sono utilizzabili specie in soggetti che hanno una moderata ipermetropia e richiedono una grande precisione nell’esecuzione e di apparecchiature laser appropriate. Bisogna anche considerare che il trattamento multifocale della cornea con il laser può essere fatto solo una volta, per cui non può risolvere la presbiopia che essendo un processo evolutivo, si ripresenterà dopo alcuni anni.
Ci sono poi i cristallini artificiali e cristallini fachici che consistono in lentine che vengono inserite all’interno dell’occhio (senza rimuovere il cristallino naturale) con un breve e rapido intervento ambulatoriale, eseguibile con un’anestesia di superficie con collirio. La lentina è inserita nell’occhio davanti all’iride e rimane centrata in corrispondenza della pupilla. Non sempre forniscono una buona qualità di vista, sia per vicino che per lontano per cui sono raramente utilizzate per la presbiopia, mentre sono adatte per correggere la miopia.
Invece i cristallini Pseudofachici multifocali e accomodativi si basano su lentine che sono inserite all’interno dell’occhio in sostituzione del cristallino con un meccanismo simile con cui si sostituisce la cataratta con un cristallino artificiale, per consentire una buona visione sia per lontano sia per vicino senza la necessità di utilizzare occhiali. Sono state realizzate delle lentine di tipo multifocale che sono composte da diversi sottili anelli concentrici con diverso potere proprio per sfruttare al meglio la visione contemporanea da lontano e da vicino.
Le lentine accomodative sono state realizzate invece per riprodurre il meccanismo fisiologico meccanismo della messa a fuoco del cristallino umano. La lentina subisce dei minuscoli movimenti in avanti e indietro che le consentono di mettere correttamente a fuoco le immagini, come se fosse un cristallino naturale.
Questi tipi di lente, multifocali o accomodative, possono in qualche caso comportare una moderata riduzione della sensibilità al contrasto (capacità di differenziare gli oggetti) con possibile difficoltà di guida notturna e possono presentare qualche difficoltà di visione al computer. Tali problemi, quando si presentano, si riducono nel tempo e nella maggioranza dei casi trattati scompaiono nel giro di qualche mese.
Sono lenti che forniscono un risultato ottimale, ma è necessaria molta precisione nel calcolo e nella procedura d’impianto; cosa non sempre possibile. Nel caso non si ottenga ciò può essere necessaria o la sostituzione del cristallino o un ritocco con il laser per correggere un eventuale difetto visivo residuo oppure l’uso saltuario di occhiali.
Le tecniche con cristallino multifocale sono ormai ben collaudate, ma richiedono un’attenta selezione del paziente per il loro impiego e una preparazione di alto livello del chirurgo, oltre che una disponibilità del paziente ad accettare qualche piccolo inconveniente per raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione totale dell’occhiale.
La monovisione è invece una articolata modalità per correggere parzialmente il problema della presbiopia e consiste nel dare al paziente la monovisione. Si fa in modo che l’occhio dominante sia usato per vedere da lontano e quello non dominante usato per la visione da vicino. (Ogni individuo ha un occhio che viene utilizzato più dell’altro ed è chiamato dominante).
Prima di sottoporsi a questo tipo di trattamento è importante valutare attentamente le necessità visive e lavorative del soggetto, infatti qualche individuo potrebbe avere difficoltà ad adattarsi alla monovisione. E’ possibile fare delle simulazioni del risultato finale con l’utilizzo di lenti a contatto, così che ci si può rendere conto di come sarebbe la propria vista in monovisione.
La monovisione si ottiene rendendo l’occhio dominante leggermente miope: ciò è possibile con l’utilizzo di tecniche come gli occhiali, le lenti a contatto, il laser ad eccimeri, il laser ad olmio (LTK), la radiofrequenza, le lenti intracorneali, le IOL fachiche, le IOL pseudofachiche. Sono necessarie normalmente da due a quattro settimane perché ci si adatti alla nuova situazione: il cervello impara a sopprimere ad ogni distanza l’immagine sfuocata, usando solo l’immagine a fuoco di uno dei due occhi.
Dott. Andrea Valli
medico oculista
www.andreavalli.it
Dott. Luigi Fusi
medico oculista
www.luigifusi.it
Nell’occhio si trova una lente chiamata cristallino. Nel bambino e nel giovane in assenza di malattie questa lente permette di vedere chiaramente sia da lontano che da vicino in quanto l’accomodazione, meccanismo di messa a fuoco naturale, permette una precisa messa a fuoco delle immagini sulla retina. Attorno ai 40 anni la presbiopia inizia poco alla volta a presentarsi rendendo gradualmente più difficile la lettura a distanza ravvicinata.
Va subito detto che la presbiopia non è una malattia, ma è la fisiologica e naturale evoluzione dell’occhio nel corso degli anni: con la perdita di elasticità del cristallino la lettura è più difficoltosa ed è consueto il gesto di allungare le braccia per riuscire a distinguere chiaramente le parole scritte. Interessando moltissime persone, da molti anni si sta cercando di ovviare al problema degli occhiali da lettura. Chi fa certi tipi di lavori e professioni mal sopporta l'utilizzo degli occhiali da lettura. Inoltre la lenta progressività del fenomeno rende necessario dopo un certo numero di anni l’aumento della potenza degli occhiali per vicino, anche se, attorno ai 65 anni si ha una stabilizzazione del fenomeno.
Sintomo principale della presbiopia è la difficoltà di lettura alla quale sono associati altri disturbi come l’affaticamento visivo nella lettura prolungata, lo sdoppiamento delle lettere, arrossamento agli occhi, lievi bruciori e anche mal di testa.
Possiamo avvalerci di diversi tipi di trattamento come gli occhiali, le lenti a contatto, la chirurgia, il laser e la radiofrequenza, i cristallini artificiali, la monovisione. Oltre ai ben conosciuti occhiali da lettura, le lenti a contatto multifocali per la presbiopia non sono così largamente impiegate come avviene invece per la miopia: ciò è dovuto al grado di qualità visiva offerta che non è spesso ottimale, associato alla scarsa praticità e alla manutenzione che è laboriosa.
Per quanto riguarda il capitolo chirurgia, sono diversi i tipi di intervento chirurgico che sono stati utilizzati ed altri sono in via di perfezionamento per curare la presbiopia. Gli inserti sclerali utilizzano un impianto di piccoli tasselli di materiale plastico nella sclera in prossimità del muscolo ciliare dell’accomodazione per costringerlo a mantenere una maggiore capacità nella messa a fuoco. E’ un intervento che non è più utilizzato a causa della procedura macchinosa e per i possibili fastidi che possono manifestarsi dopo l’intervento.
Le incisioni radiali sulla sclera si eseguono con il bisturi o con il laser sulla sclera ottenendo una discreta correzione della presbiopia, ma con diversi inconvenienti per cui si utilizza raramente.
IL laser e la radiofrequenza (REFRATEC) rientrano nelle tecniche termiche che sono approvate all’ente americano FDA e utilizzano il calore per modificare la curvatura della cornea e correggere la presbiopia o una leggera ipermetropia. La tecnica è di semplice utilizzo ed è a basso rischio. Ha una durata limitata nel tempo (circa 3-6 anni) per cui è necessario ripeterla periodicamente. Ciò non è da considerarsi negativamente in quanto la presbiopia evolve gradatamente nel tempo per cui una nuova correzione si renderebbe comunque necessaria. E’ una tecnica utilizzata soprattutto nella monovisione.
Sono anche allo studio varie tecniche multifocali con i laser di superficie quale il laser ad eccimeri. E’ necessario ancora un perfezionamento di queste tecniche per ottenere una qualità della vista soddisfacente sia per lontano che per vicino.
Queste tecniche possono comportare vari tipi di disturbi funzionali come un calo visivo per lontano, uno sdoppiamento delle immagini, una difficoltà di visione notturna).
Queste tecniche sono utilizzabili specie in soggetti che hanno una moderata ipermetropia e richiedono una grande precisione nell’esecuzione e di apparecchiature laser appropriate. Bisogna anche considerare che il trattamento multifocale della cornea con il laser può essere fatto solo una volta, per cui non può risolvere la presbiopia che essendo un processo evolutivo, si ripresenterà dopo alcuni anni.
Ci sono poi i cristallini artificiali e cristallini fachici che consistono in lentine che vengono inserite all’interno dell’occhio (senza rimuovere il cristallino naturale) con un breve e rapido intervento ambulatoriale, eseguibile con un’anestesia di superficie con collirio. La lentina è inserita nell’occhio davanti all’iride e rimane centrata in corrispondenza della pupilla. Non sempre forniscono una buona qualità di vista, sia per vicino che per lontano per cui sono raramente utilizzate per la presbiopia, mentre sono adatte per correggere la miopia.
Invece i cristallini Pseudofachici multifocali e accomodativi si basano su lentine che sono inserite all’interno dell’occhio in sostituzione del cristallino con un meccanismo simile con cui si sostituisce la cataratta con un cristallino artificiale, per consentire una buona visione sia per lontano sia per vicino senza la necessità di utilizzare occhiali. Sono state realizzate delle lentine di tipo multifocale che sono composte da diversi sottili anelli concentrici con diverso potere proprio per sfruttare al meglio la visione contemporanea da lontano e da vicino.
Le lentine accomodative sono state realizzate invece per riprodurre il meccanismo fisiologico meccanismo della messa a fuoco del cristallino umano. La lentina subisce dei minuscoli movimenti in avanti e indietro che le consentono di mettere correttamente a fuoco le immagini, come se fosse un cristallino naturale.
Questi tipi di lente, multifocali o accomodative, possono in qualche caso comportare una moderata riduzione della sensibilità al contrasto (capacità di differenziare gli oggetti) con possibile difficoltà di guida notturna e possono presentare qualche difficoltà di visione al computer. Tali problemi, quando si presentano, si riducono nel tempo e nella maggioranza dei casi trattati scompaiono nel giro di qualche mese.
Sono lenti che forniscono un risultato ottimale, ma è necessaria molta precisione nel calcolo e nella procedura d’impianto; cosa non sempre possibile. Nel caso non si ottenga ciò può essere necessaria o la sostituzione del cristallino o un ritocco con il laser per correggere un eventuale difetto visivo residuo oppure l’uso saltuario di occhiali.
Le tecniche con cristallino multifocale sono ormai ben collaudate, ma richiedono un’attenta selezione del paziente per il loro impiego e una preparazione di alto livello del chirurgo, oltre che una disponibilità del paziente ad accettare qualche piccolo inconveniente per raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione totale dell’occhiale.
La monovisione è invece una articolata modalità per correggere parzialmente il problema della presbiopia e consiste nel dare al paziente la monovisione. Si fa in modo che l’occhio dominante sia usato per vedere da lontano e quello non dominante usato per la visione da vicino. (Ogni individuo ha un occhio che viene utilizzato più dell’altro ed è chiamato dominante).
Prima di sottoporsi a questo tipo di trattamento è importante valutare attentamente le necessità visive e lavorative del soggetto, infatti qualche individuo potrebbe avere difficoltà ad adattarsi alla monovisione. E’ possibile fare delle simulazioni del risultato finale con l’utilizzo di lenti a contatto, così che ci si può rendere conto di come sarebbe la propria vista in monovisione.
La monovisione si ottiene rendendo l’occhio dominante leggermente miope: ciò è possibile con l’utilizzo di tecniche come gli occhiali, le lenti a contatto, il laser ad eccimeri, il laser ad olmio (LTK), la radiofrequenza, le lenti intracorneali, le IOL fachiche, le IOL pseudofachiche. Sono necessarie normalmente da due a quattro settimane perché ci si adatti alla nuova situazione: il cervello impara a sopprimere ad ogni distanza l’immagine sfuocata, usando solo l’immagine a fuoco di uno dei due occhi.
Dott. Andrea Valli
medico oculista
www.andreavalli.it
Dott. Luigi Fusi
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www.luigifusi.it
lunedì, luglio 12, 2010
Cataratta. Vedere Senza Occhiali dopo l'Intervento.
Dopo un intervento di cataratta noi possiamo vedere senza occhiali: fino a qualche anno fa si poteva vedere senza occhiali per lontano, ma c'era necessità di mettere un occhiale per leggere.
Attualmente la tecnologia ci offre dei nuovi cristallini che correggono anche la presbiopia: con questo tipo di cristallino, dopo che abbiamo tolto la cataratta, possiamo vedere sia lontano che vicino senza occhiali.
Oramai l'intervento di cataratta si esegue senza anestesia tramite puntura, ma solo con delle gocce di collirio. I cristallini che vengono messi sono dei cristallini molto più evoluti di quelli in uso un tempo: sono innanzitutto gialli, quindi hanno un pigmento che protegge dai raggi UV. Inoltre hanno dei cerchi concentrici che permettono di dare una multifocalità alla lente: quindi proprio come per un occhiale progressivo noi possiamo vedere sia lontano che vicino.
L'intervento di cataratta dura pochi minuti: si fa un microtaglio di 1,5 mm e da questo tagliettino si agisce sulla lente che si chiama cristallino e che sciogliamo con gli ultrasuoni. Poi si inserisce la lentina nuova arrotolata con un iniettore apposito. Non si danno punti, l'intervento dura pochi minuti e il paziente dopo l'intervento già ci vede e può andare a casa con un occhiale da sole per ripararsi dalla luce.
Il giorno successivo può riprendere la sua attività vedendo sia per lontano che per vicino senza usare occhiali.
Dott. Carlo Orione
Via Gozzellini, 3
14049 Nizza Monferrato (AT) - Italia
tel. 0141.721.427
www.orioneye.com
Attualmente la tecnologia ci offre dei nuovi cristallini che correggono anche la presbiopia: con questo tipo di cristallino, dopo che abbiamo tolto la cataratta, possiamo vedere sia lontano che vicino senza occhiali.
Oramai l'intervento di cataratta si esegue senza anestesia tramite puntura, ma solo con delle gocce di collirio. I cristallini che vengono messi sono dei cristallini molto più evoluti di quelli in uso un tempo: sono innanzitutto gialli, quindi hanno un pigmento che protegge dai raggi UV. Inoltre hanno dei cerchi concentrici che permettono di dare una multifocalità alla lente: quindi proprio come per un occhiale progressivo noi possiamo vedere sia lontano che vicino.
L'intervento di cataratta dura pochi minuti: si fa un microtaglio di 1,5 mm e da questo tagliettino si agisce sulla lente che si chiama cristallino e che sciogliamo con gli ultrasuoni. Poi si inserisce la lentina nuova arrotolata con un iniettore apposito. Non si danno punti, l'intervento dura pochi minuti e il paziente dopo l'intervento già ci vede e può andare a casa con un occhiale da sole per ripararsi dalla luce.
Il giorno successivo può riprendere la sua attività vedendo sia per lontano che per vicino senza usare occhiali.
Dott. Carlo Orione
Via Gozzellini, 3
14049 Nizza Monferrato (AT) - Italia
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mercoledì, luglio 15, 2009
“Benessere a prima vista”: l’iniziativa educativa di Look Occhiali, a misura di bambino
Look Occhiali ha promosso la campagna educativa “Benessere a prima vista”, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che permetterà a tutti di ricevere una consulenza personalizzata nella scelta del prodotto più adeguato al bambino ed accedere ad un particolare concorso a premi, valido fino alla fine del mese di novembre.
Il benessere del bambino è un bene prezioso, da salvaguardare ogni giorno. Molto dipende dall’educazione degli adulti, dalle piccole attenzioni che vanno riservate quotidianamente alla salute del bambino, adottando comportamenti adeguati per garantire loro le migliori condizioni di vita.
Lookkino, brand di Look Occhiali, leader nella produzione in Italia di occhiali da bambino, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è protagonista della particolare campagna di sensibilizzazione verso queste tematiche “Benessere a prima vista”, che offre l’opportunità a tutti i genitori di ricevere dei semplici consigli e vincere anche un premio pensato per favorire, attraverso il movimento fisico, il benessere del bambino.
L’iniziativa prende subito il via e durerà fino al 30 novembre 2009: in questo periodo sarà possibile avere la consulenza necessaria dal proprio ottico per la scelta più adatta di un paio di occhiali, a seconda delle necessità di ogni singolo bambino, ed inoltre partecipare all’estrazione di 130 premi così suddivisi:
_ dal 1° al 10° estratto: omaggio di una bicicletta a marchio italiano
_ dall’11° al 30° estratto: omaggio di un monopattino
_ dal 31° al 130° estratto: omaggio di un gioco da fare all’aria aperta (come un pallone o un set di racchettoni da spiaggia)
Inoltre in tutti i punti vendita saranno presenti le brochure, coordinate all’iniziativa, create dall’azienda che riportano i 10 consigli utili per il benessere del bambino, come: importanti regole per un’alimentazione sana, favorire gli interessi nei confronti dello sport e delle attività all’aria aperta, scegliere fibre naturali per l’abbigliamento e materiali altrettanto naturali per i giochi di cui dispongono quotidianamente.
Per ulteriori info:
Ufficio stampa
BLU WOM www.bluwom.com
20123 Milano - Via San Vittore, 40 tel 02-87384640
Business Dev. Director: Patrizia Fabretti patrizia.fabretti@bluwom.com
33100 Udine – Via Marco Volpe, 43 tel 0432-886638
Responsabile Ufficio stampa: Laura Elia laura.elia@bluwom.com
Per info
http://www.lookocchiali.it
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