
Secondo le regole comunitarie, l'aiuto colpisce la libera concorrenza nel mercato unico
La Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia per il mancato recupero di un aiuto illegale a New Interline spa. Il provvedimento è stato deciso in base all’articolo 88, paragrafo 2, del trattato Ce, per il mancato rispetto di una decisione della Commissione dell’aprile 2008 che ordinava all’Italia di recuperare un aiuto illegale e incompatibile di 2,75 milioni di euro concesso a New Interline spa., fabbricante italiano di poltrone ubicato in Basilicata. Finora l’Italia non ha recuperato l’aiuto dal beneficiario.Il commissario responsabile per la Concorrenza Neelie Kroes (nella foto) ha osservato: “Il recupero degli aiuti illegittimi e incompatibili mira a ripristinare eque condizioni di concorrenza nel mercato unico. La Commissione adotterà tutte le misure giuridiche necessarie per garantire che gli Stati membri adempiano ai loro obblighi di recupero.” Il 16 aprile 2008 la Commissione ha accertato che l’Italia aveva concesso l’aiuto all'azienda in difficoltà senza previa approvazione della Commissione e dopo sei mesi non aveva né interrotto l’aiuto né presentato un piano per il ripristino della redditività, come previsto dagli orientamenti della Commissione del 2004 per gli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione. La Commissione ha pertanto ordinato all’Italia di recuperare l’aiuto, maggiorato degli interessi, da New Interline spa. Oltre un anno dopo l’adozione della decisione, l’Italia non ha preso provvedimenti per recuperare l’aiuto. La rigorosa posizione assunta dalla Commissione nei confronti degli Stati membri che non rispettano l'obbligo di recuperare gli aiuti illegali è in linea con il piano di azione nel settore degli aiuti di Stato presentato nel giugno 2005 e con la comunicazione sull'esecuzione delle decisioni di recupero.
Nessun commento:
Posta un commento