venerdì, luglio 31, 2009

Siciliaebraica




Chi erano gli ebrei siciliani?
di Mariarosa Malesani

Narra una leggenda che dopo aver distrutto il Tempio di Gerusalemme ( 70 D.C. ), il malvagio Tito riempì tre navi di uomini e donne ebrei e li abbandonò al mare senza un capitano. Dio mandò una Tempesta e le fece naufragare in tre reami: la prima a Genova, la seconda in Sicilia e la terza in Africa.
L’arrivo di gruppi di ebrei a Siracusa è difficile da datare , poiché ci sono pochissime testimonianze dirette dal momento che mancano documenti cartacei ed epigrafici; solo negli ultimi anni si sono trovati reperti che aprono qualche spiraglio in più. Molta parte della storia siracusana manca dei necessari supporti per poterla raccontare approfonditamente dal momento che calamità naturali, invasioni ed anche incuria hanno cancellato archivi, raccolte e reperti. Per quanto riguarda gli ebrei abbiamo una difficoltà in più perché, dopo la cacciata del 1492, vennero cancellate le tracce della loro più che millenaria permanenza, quasi con accanimento, soprattutto da parte dell’autorità religiose e dalla Santa Inquisizione. Si ha anche un tentativo di oscuramento degli edifici civili e religiosi: la sinagoga viene trasformata nella chiesa di s. Filippo Apostolo e pure S. Giovannello occupa il posto di luogo di culto ebraico.
Dietro questa chiesa è stato ritrovato in via Alagona, sotto il palazzo Bianca, un ipogeo che ha le caratteristiche di un bagno rituale ebraico, il miqweh. Il ritrovamento di un documento notarile del 1496 ha confermato che la sinagoga medievale di Ortigia era l’attuale S. Giovanni Battista e quindi il miqweh di Via Alagona è il proseguimento posteriore dell’area della sinagoga. Notizie, comunque, da confermare, anche se già sicure.
Secondo l’archeologia il primo ebreo siciliano è documentato dalle catacombe di Roma: Amachios da Catania. Vive intorno al III sec. a.C. e porta un nome greco che è la traduzione di Shlomo.
dal Sito della Comunità Ebraica Siciliana

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