giovedì, febbraio 24, 2011

Google fa il bello e cattivo tempo nel search marketing

Tra Google e la Commissione Europea di feeling ce n’è poco: una nuova indagine anti-trust è stata infatti aperta sul colosso di Mountain View, in aggiunta a quella già aperta sulla base di diversi reclami per il fatto che il motore di ricerca più noto al mondo affossi deliberatamente il ranking dei competitor e alteri i quality score nelle campagne di pay per click. In poche parole, faccia il bello e il cattivo tempo riguardo ad azioni di search marketing nel settore della ricerca.

Adesso, la francese 1PlusV ha dichiarato che Google la sta obbligando a usare la sua tecnologia di ricerca per poter usare Adsense sulle sue pagine, privandola dell’unico modo per avere un advertising veramente targhettizzato su un motore di ricerca. Questa pratica di fatto impedisce ad altri siti di sviluppare delle tecnologie proprie per competere con l’offerta di search marketing di Google. Ma l’accusa non si ferma qui: sembra che di fronte a un reclamo precedente, la risposta del motore di ricerca sia stata quella di far scomparire dalle SERP il sito eJustice.fr, con risultati catastrofici in termini di traffico. Insomma, repressione neanche tanto velata.

Da parte di Google, il commento a questa nuova grana, è stato che stanno lavorando a stretto contatto con l’Unione Europea per chiarire come funzionano alcuni meccanismi del loro business, aggiungendo che “c’è sempre spazio per un miglioramento”. Una risposta che dice tutto e niente, come spesso nel loro stile.

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