giovedì, luglio 21, 2011

Cave ed edilizia. Settore in mobilitazione: si chiede un rilancio del comparto

La crisi che ci si trova ad affrontare oggi è una verticale. Essa tocca l’attività estrattiva come i dati elaborati dall’Osservatorio della Regione Umbria sui materiali inerti ha chiaramente confermato. Essendo questo uno tra i settori primari, risulta completamente inutile sottolineare quanto la sua crisi non colpisce unicamente e direttamente il piano occupazionale e produttivo, vi sono altre importanti conseguenze di cui tener conto. Nei giorni scorsi i sindacati di settore insieme ai principali esponenti dell’ANCE, hanno rese note una serie di iniziative utili a coinvolgere l’apparato delle istituzioni nell’opera di rilancio per settore delle costruzioni e dell’attività di estrazione. Dall’anno 2006 al 2010 è diminuito notevolmente il numero di cave attive, in Umbria, ad esempio, si è passati da oltre 120 a 90 cave, questo secondo i lavoratori e gli industriali del comparto d’interesse. La nota discorda con quel che è stato riportato poco tempo fa dal Corpo Forestale dello Stato, in occasione di una conferenza stampa si è infatti parlato di ben 155 cave per la regione Umbria. Il comparto sostiene che nel medesimo arco di tempo è calato in modo altrettanto significativo il volume dei materiali estratti, circa il 33% di metri cubi scavati. Nel prossimo anno si prevede poi un ulteriore calo che potrebbe portarci alla soglia del 50%. Per ulteriori informazioni in merito: costruzioni sala bolognese

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