L’implantologia è quell’insieme
di tecniche chirurgiche messe in pratica da parte dell’odontoiatria che prevede
di sostituire i denti mancanti con impianti (detti radici artificiali), ovvero
elementi metallici, nell’osso mandibolare o mascellare. Gli impianti possono
sostituire un singolo dente oppure più denti. L’implantologia dentale
può essere di due tipi diversi: endossea e iuxtaossea. Quella endossea consiste
nell’inserire nell’osso mascellare o mandibolare dei pilastri artificiali di
diverso materiale (metallico, ceramico o sintetico), questi pilastri sono in
grado di supportare un dente artificiale. L’implantologia iuxtaossea invece è
un impianto che viene inserito tra osso e gengiva e non direttamente nell’osso.
Qualsiasi impianto viene preparato specificamente per ogni paziente e richiede
un intervento chirurgico.
Gli impianti dentali sono
formati da titanio, un metallo bioinerte e di neutralità biologica, che a
contatto con l’osso non da nessun problema allergico o di rigetto. I pilastri
in titanio sono di solito cilindrici, di diversa lunghezza e diametro, in modo
da adattarsi alla perfezione alle differenti configurazioni del segmento osseo.
La superficie di questi pilastri è trattata in modo da accentuare la possibilità
di osteointegrazione, cioè l’ incorporazione completa nel complesso osseo. Secondo
la normativa di legge definita dalle autorità europee , gli impianti dentali
devono essere prodotti e confezionati, oltre ad essere accompagnati da un
certificato che può essere conservato come garanzia da parte del paziente. Inoltre
l’implantologia dentale richiede che il paziente mantenga un’adeguata igiene
orale , anche se la resistenza all’infezione causata dalla placca batterica di
una implatoprotesi è molto minore che per un dente naturale.
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