Uno dei problemi di maggior spessore legati all’e-commerce è
senza dubbio quello della sicurezza nei pagamenti ed nello scambio di dati che
avvengono tra commerciante ed acquirente. Le metodologie di pagamento
utilizzate sono il bonifico bancario, il contrassegno o la carta di credito ed
è proprio quest’ultimo il sistema maggiormente afflitto dalla problematica,
facilmente intuibile in quanto lo scambio di codici che consentono la
riscossione dell’importo può facilmente essere oggetto di frodi. La sicurezza
dunque in un portale di e-commerce sta nel proteggere questo scambio di dati e
nel fare in modo che nessuno, al di fuori delle due parti, ne possa venire in
possesso. La maggior parte dei siti di e-commerce oggi utilizza livelli di
crittografia elevati come ad esempio il “Transport Layer Security”, che
consente di ottenere un nuovo protocollo, HTTPS, che garantisce l’invio delle
informazioni personali sottoforma di pacchetti criptati, oppure il “Secure
Electronic Transaction”, il quale, grazie a collaborazioni importanti con
Mastercard e Visa, garantisce una maggiore sicurezza nelle transazioni e nel
trasferimento dei dati, tramite lo sfruttamento di appositi certificati
digitali, consentendo di identificare con precisione e nel dettaglio il
venditore, ossia colui al quale verranno indirizzati i pagamenti.
La legge italiana scende in campo di e-commerce
disciplinando la presenza obbligatoria sul sito della denominazione
dell’azienda e della partita IVA, inoltre, per i siti di maggior rilievo, come
detto sopra, è previsto un certificato digitale che ne autentica la veridicità.
Possiamo dunque affermare che la “tecnologia si è messa al
servizio della tecnologia”, rendendo più sicuri ed affidabili i portali di e-commerce.
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