giovedì, maggio 17, 2012

La capacità basilare dell'arte fotografica

Le qualità che l'arte fotografica è chiamata a raccontare sono diverse, possono in molti casi rivelarsi parecchio distanti tra loro in base alle diverse interpretazioni. Certo è chiaro che anche questa prima frase è in grado di far rizzare i capelli a tutti coloro che hanno un'idea ben chiare, precisa e delineata riguardo il mondo della fotografia e che considerano la propria visione (senza dubbio sostenuta da menti eccelse) quale unico modo corretto di interpretazione. Rimane comunque il fatto che la fotografia si modifica in continuazione nella propria immobilità in base al contesto in cui è inserita e questo è uno svilupparsi dell'effettività che risulta impossibile fermare. Certamente uno dei target più condivisi a riguardo dell'azione/inazione della foto è la capacità di saper raccontare. Cosa, dove, come, quando e perché sono senza dubbio elementi altrettanto importanti ma vengono ovviamente in un immediato secondo tempo, quando la fotografia non riesce a narrare se stessa risulta il più delle volte invisibile quanto in essa vi è contenuto, malgrado l'effettiva presenza. Senza dubbio qualcuno potrebbe qui obiettare che ogni foto, anche quella realizzata nel peggiore dei modi e con il soggetto più confuso ha la capacità di raccontare, ed in effetti questo è vero. La capacità della foto nel regalarci la sua storia è senza dubbio un'operazione di rapporto che vede l'osservatore impegnarsi, in modo più o meno intenso, nel capire il linguaggio dell'immagine che ha davanti. Un linguaggio alcune volte complesso, distante dalla nostra dialettica visiva. Per ulteriori informazioni in merito: fotografo matrimonio bologna

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