mercoledì, settembre 19, 2012

La meditazione Zen

La meditazione zen è una esperienza relativa alla meditazione che mette in comune le 4 scuole del buddismo zen (Rinzai, Soto, Fuke e Obaku), che a loro volta formano una delle quattordici shu (dottrine) del buddismo nipponico. L’attenzione qui viene posta sulla postura e sulla respirazione: come insegnano le scuole zazen, durante la meditazione è imprescindibile “essere seduti e stabili come una montagna”. Zazen è un nome fatto da za (che significa “da seduti”) e zen, termine giapponese, che risale al sanscrito dhyana, contemplazione. Zazen è dunque la “meditazione da seduti”. Secondo la tradizione, lo zazen è in principio la postura del Budda Shakyamuni (altro titolo con cui è insigne il Gautama Budda), tramite la quale egli raggiunse la completa redenzione, la suprema saviezza e la vera autonomia. In realtà, proprio per il fatto che la meditazione zen vede imprescindibile la posizione seduta, si usa un apposito cuscino nominato zafu (notare la radice “za”). Gli elementi centrali della meditazione zen sono la postura e il respiro sfumato, su cui focalizzarsi per rinvenire la presenza mentale in ogni singola azione del consueto: "Quando cammini cammina, quando sei seduto sii seduto e prima di tutto non vacillare". Una esperienza che ci dice pertanto come sgombrare la mente dai pensieri insistenti. Lo zazen invita a conquistare la piena coscienza del proprio stato, del “qui e ora”, invita a cominciare la meditazione. Una volta raggiunta la perseveranza della posizione e uniformato il respiro, bisogna rilassare il basso addome e tentare di tranquillizzarsi al flusso del pensiero. I pensieri, benefici o negativi che siano, vanno accolti, mai allontanati o lottati. Per gradi, la mente trova la pace, si rischiara, e i pensieri, così come sono venuti vanno via. Il corpo e la mente si riconciliano, e l’individuo può darsi del tutto a quei valori di comprensione e sviluppo del sé che costituiscono tanta parte della tranquillità zen.

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