mercoledì, ottobre 03, 2012

Alcune note sui disturbi del sonno

Il sonno è per ogni essere vivente, e perciò pure per l'essere umano, un frangente indispensabile di soddisfazione e di riacquisto delle energie disperse durante il corso della giornata. Esso invero stimola e influenza molteplici processi di crescita e molteplici fattori cognitivi come ad esempio la fissazione nel cervello degli avvenimenti e delle nozioni processate nel corso del dì. Il sonno è essenziale per il riposo non solo corporeo, ma anche e soprattutto per il riacquisto delle funzionalità psico-cognitive. Nello spazio di tale fondamentale momento difatti avvengono una successione di meccanismi a livello del sistema nervoso come per esempio, e specialmente, la codificazione dei dati acquisiti nella parte mnemonica durante la veglia e l'eliminazione di quelli in eccesso; una specie di riassetto e ripulitura dei nostri circuiti e componenti del cervello, allorché i dati utili e impiegati vengono mantenuti, mentre quelli ridondanti e superflui vengono cancellati. Tutto questo fa agevolmente comprendere l'indispensabile esigenza di avere e difendere un sonno neuropsicologicamente e realmente corroborante. Il cenno che può far risalire alla manifestazione di disturbi del sonno è la impressione da parte dell'individuo di un riposo qualitativamente e/o per quantità scarso e/o deludente. La sintomatologia può essere varia, i 10 sintomi più comuni di disturbi del sonno sono quelli più classici e caratteristici. Quindi laddove l'individuo non riesce a ottenere vantaggio dal riposo in quanto dorme troppo poco, oltremodo, malamente, o con frequenti e repentini risvegli o sogni angosciosi e/o oppressivi, si può riflettere sulla esistenza di un difetto del sonno. Pare che tali disturbi si manifestino dopo un'eventuale sfasamento dei meccanismi di formazione o di regolazione del ritmo sonno-veglia ingenerato da motivi psicologici e ambientali. La razione e la qualità del sonno imprescindibili all'organismo sono parecchio soggettive, e appunto per questo cambiano da persona a persona; per di più esse possono evolvere secondo l'età e/o la presenza di motivi soggettivi come forti stati di ansia, problemi socio-familiari o di motivi esterni, come ad esempio svolgere un lavoro snervante o di forte responsabilità oppure dormire in un luogo percepito come pericoloso o in ogni modo inospitale. Tali situazioni possono in quel momento realizzare stati psico-emotivi di timore e/o logorio e dunque abbassare sia la quantità che la qualità del sonno. Ecco perché, alle prime avvisaglie, è opportuno ottenere una diagnosi di disturbi del sonno.

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