mercoledì, ottobre 03, 2012

Le malattie esantematiche

Le c.d. "malattie esantematiche" sono malattie infettive contraddistinte dalla comparizione di uno sfogo epidermico per lo più diffuso a tipo maculoso (macchie di modeste dimensioni sulla cute), papuloso (cioè una sorta di rilievo solido e rotondeggiante della cute) e/o vescicoloso. Solitamente, non riverberano nessun pericolo particolare. Oltre alla comparizione di macchioline di pigmentazione rossa caratteristicamente pruriginose, si possono mostrare ulteriori sintomi associati, ad esempio tosse, dolori di gola e piressia più o meno elevata. Questa situazione non perdura per più di una settimana e scompare con un idoneo trattamento a base di farmaci su sorveglianza del pediatra. Queste malattie colpiscono innanzitutto i bambini, anche perché essi non hanno sviluppato appropriatamente le difese immunitarie, e poiché si tratta di malattie molto contagiose. La diffusione è agevolata dal periodo d'incubazione di queste malattie, un periodo di latenza tra l'avvenuta contaminazione e la manifestazione della sintomatologia. Le piccole comunità, ad esempio gli asili e la scuola, sono il punto in cui si diffondono particolarmente le più comuni malattie esantematiche (morbillo, rosolia, scarlattina, varicella, pertosse ed orecchioni), oltre a tutta una sequenza di patologie tipiche dell'infanzia come, per esempio, la diarrea infantile. Per certi versi è anche un fattore favorevole: queste malattie tipiche dell'infanzia, difatti, se contratte in età adulta sono viceversa alquanto più serie e pericolose per la salute. Una di queste malattie, la rosolia, è particolarmente rischiosa per le mamme in stato di maternità, in quanto può dare malformazioni al nascituro (rosolia congenita). Il contagio di queste malattie accade assai naturalmente, dato che gli agenti patogeni che le cagionano si diffondono per via aerea (dai colpi di tosse agli starnuti) e sono assai resistenti nell'aria e in ambiente inospitale. Il tempo primaverile è quello in cui si verificano il più alto numero di contagi: solitamente, se uno scolaro ne viene afflitto, afflitto presto tutta la classe si ammala, nel volgere di una settimana o, al massimo, di dieci giorni.

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