“Più che di maestri, l’umanità ha
bisogno di testimoni”. Esordisce con le parole di Giovanni Paolo II il
presidente del Comitato Antimafia Livatino Saetta Attilio Cavallaro, durante
l’incontro sulla legalità tenuto all’Istituto Superiore De Felice di Catania.
Un tour che dall’inizio dell’anno
scolastico ha toccato quasi tutti gli istituti superiori del capoluogo etneo ed
alcuni anche della provincia, incontrando circa ottomila ragazzi, con
l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani alla cultura della legalità e del
rispetto per le regole.
“Vogliamo in questa occasione
ricordare gli ideali di giustizia di uomini come Rosario Livatino, Antonino
Saetta, ma anche Paolo Borsellino, Giovanni Falcone – spiega Attilio Cavallaro
– e della prof.ssa Antonietta Labisi, eroina della carità, antesignana della
lotta alla mafia negli anni Sessanta, quando nel quartiere di San Cristoforo, dove
operava, portò assistenza ai piccoli e agli anziani.”
Relatori dell’incontro il presidente
dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” avv. Corrado Labisi, il
presidente dell’Associazione antiracket Asia dott. Salvo Campo e l’ing. Ugo
Tomaselli del Quotidiano La Sicilia, i cui interventi sono stati introdotti dal
Dirigente Scolastico Prof. Francesco Ficicchia.
“Non esiste pace senza giustizia
sociale”, afferma l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico
Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura
d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n.
054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles). Figlio
della prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto e antesignana
della lotta alla mafia, ha parlato con ammirazione della madre, una donna
attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno
fortunati. Ma si è soprattutto soffermato sulla povertà del Meridione, conseguenza
di una politica sorda: “Mia madre già negli anni Sessanta chiedeva aiuto alla
classe politica, che però sorrideva, criticando la sua spiritualità. E ancora
oggi nei quartieri c’è la corsa all’acquisto del voto in cambio di buste colme
di spesa. Ci stanno togliendo la speranza e la dignità.”
Poi l’intervento del presidente
dell’Associazione Asia Salvo Campo, da anni impegnata nella lotta al racket
delle estorsioni, ha portato la testimonianza di due imprenditori catanesi,
entrambi minacciati dalla mafia, entrambi pronti a denunciare. Sono Salvo
Scillato, impegnato nel settore della carpenteria pesante, e Andrea Comisi, nel
settore alimentare: due storie diverse eppure simili, due attività prese di
mira dagli uomini del pizzo e stroncate dalle loro pressanti minacce ed
intimidazioni. Due storie che hanno come unico denominatore la legalità, e il
coraggio di denunciare.
“Le testimonianze di Salvo e Andrea
sono testimonianze di vittoria – interviene l’ing. Ugo Tomaselli – non sono
vittime della mafia, ma è la mafia che è vittima loro.”
Una serie di interventi da parte
degli studenti dell’Istituto De Felice, attenti e pronti ad esprimere la
propria opinione sull’argomento legalità, ha poi concluso la giornata.
Ma il Comitato Antimafia Livatino
Saetta ha raggiunto anche un altro istituto nelle ultime settimane, il Liceo
Classico Cutelli di Catania, dove a parlare di legalità sono stati ancora una volta il Prof. Attilio Cavallaro,
l’avv. Corrado Labisi, il dott. Salvo Campo, Salvo Scillato con la sua
testimonianza di denuncia, oltre al Commissario della Polizia di Stato Carmelo
Cavallaro, e il consigliere presso la Corte d'Appello di Catania Sebastiano
Mignemi.
A prendere la parola, introdotto dal
dirigente scolastico prof.
Raimondo Marino, il dott. Mignemi, che racconta alla giovane e partecipe platea,
pronta a porgere interessanti domande ai relatori, le indagini dell’omicidio
Livatino da lui stesso condotte, e di quanto le testimonianze dirette siano
state preziose: “Bisogna essere protagonisti della propria vita e delle proprie
azioni, rifiutando i compromessi.”
“Se la vostra reazione alle
ingiustizie è il ribrezzo – aggiunge – ciò significa che state dalla parte
della legalità e di chi ha il coraggio delle proprie idee. Su questo sentimento
però dovete adesso costruire un modus operandi: solo così onorerete il
sacrificio di questi uomini.”
Una riflessione sul concetto di
prevenzione arriva poi dall’avv. Labisi, che così spiega il suo punto di vista:
“E’ necessario lavorare sulla prevenzione, educare i ragazzi al concetto di
legalità, per questo siamo qui oggi. Servono centri di aggregazione nei
quartieri – continua – per togliere i giovani dalla strada, questo mia mamma
l’aveva capito già nel 1958, ma da allora nulla è cambiato. La speranza per la
Sicilia siete voi, alzate la testa, e non abbiate paura di andare contro
corrente. I grandi esempi della nostra terra che non vogliamo dimenticare, vi
siano di esempio per cambiare il mondo. Il futuro vi appartiene.”
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