Un maxi schermo, cinque illustri
premiati e la professionalità di un mattatore siciliano, Nino Graziano Luca. Si
è svolta all’insegna della semplicità la ventitreesima edizione del Premio
Posidone, al teatro della villa comunale di Fiumefreddo, ideato con Carmelo
Scalora e dedicato al padre del conduttore e direttore artistico dell’evento,
Michele Luca, scomparso prematuramente qualche anno fa.
Integrazione sociale, rispetto
per la natura, corretta informazione: questi gli ingredienti di una serata che
ha premiato le eccellenze che hanno contribuito con il loro impegno alla crescita
morale e culturale della società.
A ritirare il prestigioso
riconoscimento la Congregazione
Salesiana, nel bicentenario della nascita di Don Bosco, rappresentata per
l’occasione dal Vicario del Rettore Maggiore Don Francesco Cereda; per il
lavoro svolto nelle operazioni di soccorso dei migranti, il contrammiraglio Nicola De Felice della Marina Militare Comandante Comando Marittimo di Sicilia, e il
colonnello Vincenzo Sicuso,
comandate del 41° stormo dell’Aeronautica Militare; per l’informazione Antonio Preziosi, editorialista del Tg2
e già direttore di Rai Radio 1, premiato per il libro su Giovanni Paolo II
“Immortale”, e Barbara Capponi, conduttrice
del Tg1.
Per l’impegno sociale premiato l’Istituto Medico Psico Pedagogico “Lucia
Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza nell’ambito
della riabilitazione e del recupero funzionale dei diversamente abili. A
ritirare il premio l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto.
Accreditata presso il Parlamento
Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray
n. 68 – 1050 Bruxelles), la struttura fu fondata nel 1956 dalla Nobildonna
prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, donna attenta ai bisogni della gente, da
sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, che ha speso la sua vita ispirandosi
al motto da lei stessa coniato: “L’uomo vale per quel che sa rendere a favore
dell’umanità sofferente”.
Un impegno ed una vocazione
ineguagliabili nei confronti dei più deboli e degli oppressi, che l’avv.
Corrado Labisi, figlio della prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi continua a
portare avanti con forte senso del dovere. Forte della convinzione che
valorizzare e sviluppare il fattore umano rappresenti la base e una risorsa
centrale per il miglioramento continuo dell’organizzazione, l’avv. Labisi ha
fatto propria l’importanza dell’esigenza formativa, e per ottenere una sempre
migliore assistenza e riabilitazione, ha invitato a tenere corsi presso il
proprio istituto il prof. dott. Silvano Solari, psicologo e psicoterapeuta, tra
i più accreditati esperti a livello nazionale ed internazionale, nel campo
dell’autismo e dei disturbi dello sviluppo.
Scopo prioritario del presidente
dell’Istituto, che ad oggi ha ricevuto 38 premi internazionali per le battaglie
intraprese a sostegno dei diversamente abili e della lotta alla mafia, resta
quello di portare avanti cause a favore dei diritti umani, molte delle quali
già intraprese con successo come quelle in Africa, in Georgia e Ucraina.
In linea con questa missione
l’avv. Labisi, come componente del Comitato Antimafia Lavatino Saetta, ha
tenuto lezioni di legalità ed etica presso i licei e gli istituti superiori di
Catania e provincia, esortando i giovani a destare le proprie coscienze, e a
seguire gli esempi di grandi uomini come Rosario Livatino e Antonino Saetta, la
cui opera deve restare per sempre un monito e soprattutto non cadere
nell’oblio. Ed è l’esempio della propria madre che guida l’avv. Labisi a dare
il proprio sostegno spontaneo, generoso ed incondizionato a tutti coloro che ne
necessitano, e a proseguire l’importante opera a difesa della giustizia
sociale, della legalità e del rispetto delle regole.
Un’antesignana della lotta alla
mafia, un modello di riferimento per tutti quelli che credono in un futuro
libero da condizionamenti. E nel riconoscimento dell’impegno profuso nella
caritatevole opera della Nobildonna prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, il
Comitato Antimafia Livatino Saetta ha inoltrato all’Arcivescovo di Catania la
richiesta per avviare il processo di beatificazione di questa carismatica
figura.
“La lezione di mia madre è stata
indispensabile per me – spiega l’avv. Corrado Labisi mentre ritira il Posidone –
lei che già negli anni Sessanta chiedeva aiuto alla classe politica per sanare
i quartieri a rischi, e che per risposta riceveva sorrisi ironici e critiche alla
sua spiritualità. E ancora oggi non è cambiato nulla: nei quartieri c’è la
corsa all’acquisto del voto in cambio di buste colme di spesa. Ci stanno
togliendo la speranza e la dignità. Bisogna partire dalla vera causa della
mafia, la povertà; dare lavoro e far si che la gente non sia più ricattabile e
facilmente corruttibile.
La mafia che si nasconde dentro attività
lecite, dentro l’imprenditoria, la politica, un certo giornalismo on line. Ed è
proprio un giornalino on line che, da quando il mio impegno per la legalità e
l’antimafia si è fatto più febbrile, ha iniziato ad attaccarmi. Giornalino
attorno al quale orbitano persone sulle quali è facile trovare materiale a dir
poco inquietante pubblicato da testate autorevoli come La Repubblica, Il
Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Live Sicilia, Le Iene Sicule,
L’indiscreto, e molte altre.
Ma la mafia si cela anche dietro
la maschera dell’antimafia, ed è per questo che il Comitato Livatino Saetta ha
avanzato al Capo dello Stato la proposta di non concedere più finanziamenti
pubblici alle associazioni antimafia, così che non si possa più parlare di
un’antimafia di professione.”
Un eroe dei nostri tempi l’avv.
Labisi, così come l’ha definito il giornalista Rai Antonio Preziosi, anche lui
sul palco a ritirare la statuetta del Posidone 2015.

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