Era uno studente universitario Manfredi
Borsellino quando il padre Paolo morì ucciso nella strage di Via D’Amelio.
Oggi, dopo ventitre anni, quello studente è il vice questore aggiunto della Polizia,
a capo del commissariato di Cefalù, ed è a lui che il Comitato Antimafia
Livatino Saetta Costa ha consegnato qualche giorno fa il prestigioso Premio
Internazionale Livatino Saetta Costa.
Un premio che celebra il ricordo
di tre magistrati vittime di mafia, Antonino Saetta, Rosario Livatino e Gaetano
Costa, e di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita in difesa della
legalità – con una sezione speciale in memoria della Nobildonna prof.ssa
Antonietta Labisi, antesignana della lotta alla mafia – riconoscimento
all’impegno sociale, alla difesa della legalità, del rispetto delle regole,
della divulgazione di un’informazione libera e corretta.
Per le alte doti morali e umane
del vice questore Manfredi Borsellino, ma anche per onorare la memoria del
magistrato Paolo Borsellino: una consegna, la pergamena, che stabilisce dunque
idealmente una continuità tra passato e presente.
“Manfredi Borsellino – spiega il
presidente del Comitato prof. Attilio Cavallaro – è una persona dalle alti doti
morali, che ha molto apprezzato il lavoro svolto dal Comitato Antimafia
Livatino Saetta Costa in questi ventuno anni di attività.”
Anni intensi, durante i quali il
Comitato – nelle persone del presidente prof. Attilio Cavallaro, e dei
presidenti onorari, avv. Corrado Labisi e prof.ssa Rosaria Livatino – ha
organizzato un tour della legalità nelle scuole di Catania e provincia coinvolgendo,
solo nell’anno scolastico 2014/15, oltre 8.000 studenti. Sono inoltre stati
premiati illustri personaggi impegnati nel sociale e a difesa della legalità:
da Angiolo Pellegrini, generale dell'Arma dei Carabinieri, comandante della
sezione antimafia di Palermo dal 1981 al 1985, uomo di fiducia del pool e più
stretto collaboratore di Giovanni Falcone; a Nicola Gratteri, magistrato e
saggista italiano, dal 2009 Procuratore aggiunto presso la Procura della
Repubblica del Tribunale di Reggio Calabria; a Salvo Scalia, Procuratore
Generale della Repubblica presso il Tribunale di Catania.
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