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giovedì, febbraio 25, 2016

Lezioni di legalità agli istituti Fermi-Guttuso e Mazzei-Pantano di Giarre

Giarre ospita la legalità. All’istituto tecnico industriale Fermi-Guttuso e al professionale per l’agricoltura Mazzei-Pantano, riflettori puntati sull’antimafia.
Continua anche in questo 2016 il viaggio del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa nelle scuole della provincia etnea. Lezioni di legalità che nel 2015 hanno coinvolto oltre 8.000 studenti delle scuole superiori di Catania, con un unico focus: non esiste pace senza giustizia sociale.
A partecipare negli scorsi giorni, centinaia di studenti del Fermi-Guttuso, alla presenza del presidente del Comitato Livatino Saetta Costa, prof. Attilio Cavallaro, del presidente onorario del Comitato, avv. Corrado Labisi, del Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, Contrammiraglio Nunzio Martello, Direttore Marittimo della Sicilia Orientale, e il Capitano della Guardia di Finanza di Riposto Antonino Costa.
“Sarete voi, ragazzi, la nuova classe dirigente – spiega il presidente Cavallaro, che così saluta gli alunni  – voi per primi dunque dovrete combattere la mafia, e la scuola è la vera maestra di antimafia, la salvezza per la nostra terra”.
La testimonianza di un’antesignana della lotta alla mafia arriva dall’avv. Corrado Labisi, presidente onorario del Comitato, figlio della prof.ssa Antonietta Labisi, fondatrice dell’Istituto Medico psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles). Eroina della carità, Antonietta Labisi che, soprattutto nel quartiere di San Cristoforo, durante gli anni Sessanta, ha operato assistendo piccoli e anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta ha consegnato all'arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.
“Dobbiamo avere la forza di non arrenderci – commenta l’avv. Labisi – e indagare invece le ragioni del fenomeno mafioso. Già sociologi e psicologi lo hanno affermato, e mia mamma lo verificò personalmente, che la delinquenza nasce dal disagio culturale e socio-economico. Il diritto al lavoro, in questa chiave di lettura, è elemento indispensabile per la lotta alla mafia, che si cela anche dietro ai colletti bianchi e alla maschera dell’antimafia.”
A concludere l’incontro, la consegna della pergamena del Premio Livatino Saetta Costa alla prof.ssa Tiziana D’Anna, dirigente scolastico dell’istituto.
Ma il Comitato ha fatto tappa anche in un’altra scuola di Giarre, l’Istituto agrario Mazzei-Pantano. Una numerosa rappresentanza degli allievi della scuola ha ascoltato la lezione di legalità del presidente del Comitato Attilio Cavallaro, del presidente onorario avv. Corrado Labisi e del Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, durante la quale si è parlato anche del generale Angiolo Pellegrini, autore del libro “Noi, gli uomini di Falcone. La guerra che ci impedirono di vincere”, uomo di fiducia del pool e più stretto collaboratore di Giovanni Falcone, negli scorsi mesi presente all'auditorium comunale di San Gregorio “Carlo Alberto dalla Chiesa”, alla presenza della stampa e di alte autorità civili e militari, in un evento fortemente voluto dall’avv. Labisi.
Alla fine dell’incontro la prof.ssa di religione Patrizia Privitera ha proposto come gesto simbolico quello di piantare un albero di ulivo, del quale si prenderanno cura gli stessi studenti, in quello che è stato chiamato “viale della Legalità”. A partecipare all’iniziativa, il dirigente scolastico prof. Stefano Raciti e il vice preside prof. Natale Scavo e tutti i relatori intervenuti.


martedì, novembre 17, 2015

Premio Internazionale Livatino Saetta Costa a Manfredi Borsellino


Era uno studente universitario Manfredi Borsellino quando il padre Paolo morì ucciso nella strage di Via D’Amelio. Oggi, dopo ventitre anni, quello studente è il vice questore aggiunto della Polizia, a capo del commissariato di Cefalù, ed è a lui che il Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa ha consegnato qualche giorno fa il prestigioso Premio Internazionale Livatino Saetta Costa.

Un premio che celebra il ricordo di tre magistrati vittime di mafia, Antonino Saetta, Rosario Livatino e Gaetano Costa, e di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita in difesa della legalità – con una sezione speciale in memoria della Nobildonna prof.ssa Antonietta Labisi, antesignana della lotta alla mafia – riconoscimento all’impegno sociale, alla difesa della legalità, del rispetto delle regole, della divulgazione di un’informazione libera e corretta.
Per le alte doti morali e umane del vice questore Manfredi Borsellino, ma anche per onorare la memoria del magistrato Paolo Borsellino: una consegna, la pergamena, che stabilisce dunque idealmente una continuità tra passato e presente.

“Manfredi Borsellino – spiega il presidente del Comitato prof. Attilio Cavallaro – è una persona dalle alti doti morali, che ha molto apprezzato il lavoro svolto dal Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa in questi ventuno anni di attività.”


Anni intensi, durante i quali il Comitato – nelle persone del presidente prof. Attilio Cavallaro, e dei presidenti onorari, avv. Corrado Labisi e prof.ssa Rosaria Livatino – ha organizzato un tour della legalità nelle scuole di Catania e provincia coinvolgendo, solo nell’anno scolastico 2014/15, oltre 8.000 studenti. Sono inoltre stati premiati illustri personaggi impegnati nel sociale e a difesa della legalità: da Angiolo Pellegrini, generale dell'Arma dei Carabinieri, comandante della sezione antimafia di Palermo dal 1981 al 1985, uomo di fiducia del pool e più stretto collaboratore di Giovanni Falcone; a Nicola Gratteri, magistrato e saggista italiano, dal 2009 Procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Reggio Calabria; a Salvo Scalia, Procuratore Generale della Repubblica presso il Tribunale di Catania. 

sabato, giugno 06, 2015

Lezioni di legalità al Liceo Turrisi Colonna di Catania



«Fare della nostra vita un’opera d’arte, usando la colonna sonora giusta: l’amore, l’onesta, la legalità.» Prende in prestito le parole di Gabriele D’Annunzio il presidente del Comitato antimafia Livatino Saetta Attilio Cavallaro, e le fa sue, rimaneggiandole e donandole agli studenti del Liceo Turrisi Colonna, dove il Comitato ha tenuto una lezione di legalità.
Relatori dell’incontro l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano”, il dott. Salvo Campo, presidente dell’Associazione antiracket “Asia”, il colonnello Salvatore Virzì, e l’ing. Ugo Tomaselli, vice presidente del Comitato, introdotti dal dirigente scolastico prof.ssa Annamaria Di Falco.
«La mafia mette le nostre vite a serio rischio tutti i giorni», spiega Cavallaro. «È necessario debellare una cultura mafiosa che per troppo tempo ha definito “uomini d’onore” quelli che sono piuttosto “uomini del disonore”».
E il ricordo va a Rosario Livatino, il giudice ragazzino ucciso a soli 38 anni in un agguato mafioso mentre si recava in tribunale; ad Antonino Saetta, candidato a presiedere il processo d'appello alla cupola mafiosa, e ucciso insieme al figlio Stefano; a Gaetano Costa, assassinato mentre sfogliava dei libri su una bancarella, a due passi da casa sua, freddato da tre colpi di pistola sparati da due killer in moto. E soprattutto a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi ventitre anni fa, nelle stragi di Capaci e Via D’Amelio, ricordati in un video che scandisce quei tragici momenti.
“Bisogna svegliare le coscienze dei giovani”, commenta l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles). Figlio della prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto e antesignana della lotta alla mafia, ha parlato con ammirazione della madre, una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati. Soprattutto nel quartiere di San Cristoforo Antonietta Azzaro Labisi per diversi anni aveva operato, portando assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica quella della prof.ssa Labisi per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta ha consegnato all'arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.
“Mia madre fu la prima a portare nel quartiere di San Cristoforo i laboratori d’artigianato, ceramica e cucito – racconta Labisi – proprio per togliere i ragazzi dalla strada. E lo fece senza finanziamenti né contributi, derisa da politici e amministratori.
Anche quando si negano i diritti ai più deboli è mafia. Per questo vi invito a seguire gli esempi di questi grandi uomini che non vogliamo dimenticare, e a ricercare quella giustizia sociale senza la quale non può esserci pace.”
L’avv. Labisi ha poi invitato gli studenti del Turrisi Colonna a visitare l’Istituto “Lucia Mangano”, per conoscere più da vicino la realtà dei disabili.
A prendere la parola il presidente dell’associazione antiracket “Asia” Salvo Campo. Una testimonianza di lotta alla mafia costante e presente sul territorio, grazie al supporto fornito a quanti finiscono nella morsa del racket delle estorsioni. Come Andrea Comisi, imprenditore nel settore alimentare preso di mira, come tanti, dagli uomini del pizzo: un’attività florida, stroncata da pressanti minacce ed intimidazioni, conclusa con il coraggio di denunciare.
Gli interventi del vice presidente del Comitato, Ugo Tomaselli e del colonnello Salvatore Virzì, hanno portato a termine un’altra lezione di legalità, l’ennesima di questo anno scolastico, durante il quale oltre ottomila ragazzi sono stati incontrati.

sabato, marzo 07, 2015

Lezioni di Legalità al Liceo Galilei di Catania e all’Istituto Mazzei di Giarre





Continua il viaggio del Comitato Antimafia Livatino Saetta nelle scuole della provincia etnea: lezioni di legalità che negli scorsi giorni si sono tenute al Liceo scientifico Galileo Galilei, alla presenza del presidente del Comitato Livatino Saetta prof. Attilio Cavallaro, il Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, il presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano avv. Corrado Labisi, il consigliere di Corte d’Appello di Catania Sebastiano Mignemi, il presidente dell’Associazione antiracket Asia dott. Salvo Campo, e l’ing. Ugo Tomaselli del Quotidiano La Sicilia.
A moderare l’incontro, introdotto dalla dirigente scolastica prof.ssa Gabriella Chisari, gli studenti della classe IV sezione N dell’istituto preparati dalla prof.ssa Testa, pronti a presentare gli ospiti e ad intervenire con domande relative al tema della legalità.
La prima testimonianza arriva da Gianni Santonocito, una vita da agente di commercio vissuta sotto la morsa del racket delle estorsioni, e il coraggio di denunciare, nonostante la paura per sé e la sua famiglia.
Parola d’ordine legalità.
“Sarete voi, ragazzi, la nuova classe dirigente – spiega Attilio Cavallaro – siete voi per primi dunque a dover combattere la mafia. È la scuola la vera maestra di antimafia, la salvezza per la nostra terra, che deve correggere quell’eterno errore culturale che definisce i mafiosi “uomini d’onore”: ma quale onore c’è nel portare odio?”
Scorrono le immagini della strage di Capaci e le parole della vedova dell’agente Schifani al funerale di Giovanni Falcone e della sua scorta, e tra gli applausi prende la parola il dott. Mignemi, consigliere di Corte d’Appello di Catania Sebastiano Mignemi. Racconta delle indagini dell’omicidio Livatino da lui condotte, e di quanto le testimonianze dirette siano state preziose: “Bisogna essere protagonisti della propria vita e delle proprie azioni, rifiutando i compromessi.”
Altra importante testimonianza di legalità arriva dall’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles). Figlio della prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto e antesignana della lotta alla mafia, ha parlato con ammirazione della madre, una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati. Soprattutto nel quartiere di San Cristoforo Antonietta Azzaro Labisi per diversi anni aveva operato, portando assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica quella della prof.ssa Labisi per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta consegnerà all'arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.
“E’ necessario lavorare sulla prevenzione – ha spiegato Labisi – educare i ragazzi al concetto di legalità, per questo siamo qui oggi. Servono centri di aggregazione nei quartieri, per togliere i giovani dalla strada, questo mia mamma l’aveva capito già nel 1958, ma da allora nulla è cambiato. La speranza per la Sicilia siete voi, alzate la testa, e non abbiate paura di andare contro corrente. I grandi esempi della nostra terra che non vogliamo dimenticare, vi siano di esempio per cambiare il mondo. Il futuro vi appartiene.
Siamo il mare nostrum la culla del mediterraneo, sono certo che se la mafia non è ancora stata sconfitta, la colpa è della politica. La politica è la vera mafia, che abbandona a se stesse la magistratura e le forze dell’ordine.”
A concludere gli interventi Ugo Tomaselli del Quotidiano La Sicilia.
Anche l’Istituto Professionale per l’Agricoltura Mazzei di Giarre ha ospitato le lezioni di legalità del Comitato Livatino Saetta, e gli studenti seguiti dal Preside Stefano Raciti, dal Vice-Preside Francesco Arcidiacono e dalle Prof.sse Ferrante e Bonaventura, si sono distinti per la massima attenzione e per l'intelligenza con cui hanno formulato le domande ai vari relatori.
Tra i relatori dell’incontro il dott. Attilio Cavallaro, presidente del Comitato, l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano, il dott. Antonino Costa, Capitano della Guardia di Finanza di Riposto, il dott. Salvatore Fazzino, Vice Questore della Polizia di Stato, dirigente del commissariato di Acireale, il dott. Aldo Tiralongo, direttore della Casa Circondariale di Giarre, il dott. Salvo Campo, presidente dell’ass. antiracket Asia.