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sabato, luglio 12, 2008

Petizione contro la somministrazione di psicofarmaci ai bambini

Il CCDU sarà presente sabato 26 luglio dalle 8.00 alle ore 19.00 a Bolzano presso il ponte Talvera per organizzare una grande raccolta di firme.
In Alto Adige la psichiatria sta promuovendo una nuova “malattia dei bambini”: ADHD mancanza di attenzione e iperattivitá. Da loro definita “malattia”, anche se non riescono a dimostrare nessuna alterazione organica. Questa “presunta” malattia viene diagnosticata solo con qualche sciocca domanda. Come per esempio: il bambino muove spesso le mani o chiacchiera troppo. Non esiste nessun altro mezzo con il quale si possa fare diagnosi.

Con questo i bambini “diagnosticati” vengono etichettati come malati mentali, o peggio, imbottiti di pericolosi psicofarmaci, che sono stupefacenti, droghe che possono dare dipendenza. Alcuni di questi farmaci possono indurre pensieri suicidi, altri creare gravi problemi cardiaci, che possono portarli fino alla morte.


Se avete a cuore i nostri bambini, affinché non vengano etichettati come malati mentali e imbottiti con pericolosi psicofarmaci, allora venite al ponte Talvera a Bolzano sabato 26 luglio dalla 8.00 alle 19.00 per firmare la nostra petizione. Voi potete aiutare.



Unterschriftensammlung gegen Psychopharmaka an Kinder

Die CCDU wird am Samstag den 26.Juli von 8.00 bis 19.00 in Bozen an der Talferbrücke anwesend sein, um eine große Unterschriftensammlungsaktion zu machen.

In Südtirol will die Psychiatrie eine neue „Kinderkrankheit“ werben. ADHS Aufmerksamkeitsdefizit – Hyperaktivitätsstörung, was sie als „Krankheit“ definieren, obwohl sie keine organischen Abänderungen feststellen können. Diese „angebliche“ Krankheit wird nur mittels einiger dummen Fragen diagnostiziert. Wie zum Beispiel: Bewegt das Kind oft die Hände, oder plappert es zu viel. Es gibt keine anderen Mittel, wo die Psychiatrie diese diagnostizieren kann.

Dadurch werden die „diagnostizierten“ Kinder als Krank abgestempelt, und schlimmer noch, sie werden mit gefährlichen Psychopharmaka vollgestopft, welche Rauschgifte b.z.w. Drogen sind, welche abhängig machen können. Einige dieser Pharmaka können Selbstmordgedanken verursachen, andere hingegen schwäre Herzkreislaufstörungen, welche sogar bis zum Tode führen können.

Wenn Sie ein Herz für unsere Kinder haben, solange sie noch nicht als geisteskrank abgestempelt, und mit gefährlichen Psychopharmaka vollgestopft worden sind, dann kommen Sie vorbei, um am Samstag, den 26 Juli von 8.00 bis 19.00 in Bozen an der Talferbrücke, um auch Ihre Unterschrift der Petition abzugeben. Ihr könnt helfen.


martedì, luglio 01, 2008

Amphetamin und schon im jungen Alter Herzinfarktrisiko

Aus Sanihelp.it - Missbrauch von Amphetamin erhöht das Risiko eines Herzinfarktes zu erleiden, auch schon im jungen Alter: und was eine Universitätsstudie von Texas stützt.Die Forscher haben gesehen, wie in Texas um die 3 Millionen an Patienten zwischen 18 und 44 Jahren eine Krankenhauseinlieferung zwischen dem Jahr 2.000 und 2.003 erlitten haben. Wer einen Missbrauch von Amphetaminen erfährt, hat mit 61%iger höherer Wahrscheinlichkeit einen Herzinfarkt zu erleiden, im Vergleich zu denen, welche nie davon gebrauch gemacht haben.
Die Amphetamine regen das zentrale Nervensystem an und werden eingesetzt, um das Aufmerksamkeits Defizit [Hyperaktivitäts] Störung (ADHS) zu behandeln, aber sind hauptsächlich missbrauchte Substanzen. Ganz besonders in den letzten Jahren, wird eine Nettoerhöhung vom unregelmäßigem Gebrauch von Metamphetamine registriert.
Alle Moleküle von der Klasse von Amphetamin erhöhen den Druck der Schlagadern, können von den Herzschlag – Arterien Muskelkrämpfe provozieren und fördern die Blutgerinnung. Die Amphetamine, letztendlich, erleichtern das Brechen vom Belag für Arteriosklerose (Arterienverkalkung), wenn sie anwesend sind, und für all diese Motive steigern sie das Herzinfarktrisiko auch schon bei den jungen Personen.
Artikel in Englisch
Amfetamine e rischio infarto in giovane età
Tratto da Sanihelp.it - L’abuso di amfetamine aumenta il rischio di patire un infarto anche in giovane età: è quanto sostiene uno studio condotto presso l’Università del Texas.
I ricercatori hanno visto come fra i 3 milioni di pazienti che hanno subito un’ospedalizzazione nel Texas fra il 2000 e il 2003, di età compresa fra i 18 e i 44 anni, chi fa abuso di amfetamine ha il 61% di probabilità in più di patire un infarto rispetto a chi non ne hai mai fatto uso.
Le amfetamine stimolano il sistema nervoso centrale e sono utilizzate per trattare i disturbi da deficit di attenzione [e iperattività] (ADHD), ma sono soprattutto sostanze d’abuso e, in particolare negli ultimi anni, si registra un netto incremento nell’uso illecito di metamfatamina.
Tutte le molecole della classe delle amfetamine aumentano la pressione arteriosa, possono provocare spasmi delle arterie cardiache e promuovono la coagulazione sanguigna.Le amfetamine, infine, facilitano la rottura delle placche arteriosclerotiche quando presenti. Per tutti questi motivi incrementano il rischio di infarto anche nelle persone giovani.
Vedi l'articolo in inglese

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Amphetamin und schon im jungen Alter Herzinfarktrisiko



Aus Sanihelp.it - Missbrauch von Amphetamin erhöht das Risiko eines Herzinfarktes zu erleiden, auch schon im jungen Alter: und was eine Universitätsstudie von Texas stützt. Die Forscher haben gesehen, wie in Texas um die 3 Millionen an Patienten zwischen 18 und 44 Jahren eine Krankenhauseinlieferung zwischen dem Jahr 2.000 und 2.003 erlitten haben. Wer einen Missbrauch von Amphetaminen erfährt, hat mit 61%iger höherer Wahrscheinlichkeit einen Herzinfarkt zu erleiden, im Vergleich zu denen, welche nie davon gebrauch gemacht haben.
Die Amphetamine regen das zentrale Nervensystem an und werden eingesetzt, um das Aufmerksamkeits Defizit [Hyperaktivitäts] Störung (ADHS) zu behandeln, aber sind hauptsächlich missbrauchte Substanzen. Ganz besonders in den letzten Jahren, wird eine Nettoerhöhung vom unregelmäßigem Gebrauch von Metamphetamine registriert.
Alle Moleküle von der Klasse von Amphetamin erhöhen den Druck der Schlagadern, können von den Herzschlag – Arterien Muskelkrämpfe provozieren und fördern die Blutgerinnung. Die Amphetamine, letztendlich, erleichtern das Brechen vom Belag für Arteriosklerose (Arterienverkalkung), wenn sie anwesend sind, und für all diese Motive steigern sie das Herzinfarktrisiko auch schon bei den jungen Personen.
Artikel in Englisch


Amfetamine e rischio infarto in giovane età

Tratto da Sanihelp.it - L’abuso di amfetamine aumenta il rischio di patire un infarto anche in giovane età: è quanto sostiene uno studio condotto presso l’Università del Texas.
I ricercatori hanno visto come fra i 3 milioni di pazienti che hanno subito un’ospedalizzazione nel Texas fra il 2000 e il 2003, di età compresa fra i 18 e i 44 anni, chi fa abuso di amfetamine ha il 61% di probabilità in più di patire un infarto rispetto a chi non ne hai mai fatto uso.
Le amfetamine stimolano il sistema nervoso centrale e sono utilizzate per trattare i disturbi da deficit di attenzione [e iperattività] (ADHD), ma sono soprattutto sostanze d’abuso e, in particolare negli ultimi anni, si registra un netto incremento nell’uso illecito di metamfatamina.
Tutte le molecole della classe delle amfetamine aumentano la pressione arteriosa, possono provocare spasmi delle arterie cardiache e promuovono la coagulazione sanguigna. Le amfetamine, infine, facilitano la rottura delle placche arteriosclerotiche quando presenti. Per tutti questi motivi incrementano il rischio di infarto anche nelle persone giovani.
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domenica, marzo 30, 2008

Grande afflusso di pubblico alla mostra “PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO”

Circa 2000 persone hanno visitato la mostra. Sono state raccolte varie testimonianze di persone vittime della psichiatria. Denunciamo l’ipocrisia della psichiatria trentina.

Trento. La mostra multimediale itinerante “PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO” ha chiuso i battenti presso il Palazzo della Regione. La sala è stata affollatissima con circa 2000 persone che hanno visitato la mostra. I commenti dei visitatori sono entusiastici e la nota dominante è stata l'aumento della consapevolezza sulla psichiatria. Una persona ha commentato che la mostra “… ti permette di capire che cos'è in realtà la psichiatria”, un’altra ha commentato: “Interessante. Apre gli occhi. Mai avrei immaginato certe cose.” La mostra è stata visitata da dottori, avvocati, professionisti, politici, studenti e persone di qualsiasi ceto, professione e condizione sociale, così come anche da vari psichiatri, operatori e volontari del settore.

Gli organizzatori sono molto soddisfatti della partecipazione e dei commenti ricevuti. Inoltre molte persone hanno approfittato della mostra per denunciare gli abusi subiti e le carenze osservate nell’ambito della psichiatria locale. Purtroppo la risposta della psichiatria trentina non è stata incoraggiante. Invece di accettare il dialogo si sono arroccati su una posizione difensivistica. A parte alcuni operatori, nessuno psichiatra del centro di salute mentale è venuto alla mostra (almeno apertamente). Uno psichiatra del centro a cui abbiamo offerto il DVD lo ha accettato solo per cortesia, ma senza poter nascondere una nota di disappunto. E abbiamo saputo da un paziente che questo stesso psichiatra ha sconsigliato alle persone di visitare la mostra dicendo loro che era di parte. Paolo Roat, coordinatore regionale del CCDU Onlus ha affermato in proposito: ”Certo, la mostra è di parte. È dalla parte dei più deboli, i malati mentali. Ed è dalla parte dei diritti umani. Lui invece da che parte sta?” Una volontaria ci ha riferito che la locandina della mostra è stata rimossa dal Centro di Salute Mentale, ma lei ne ha subito esposto un'altra. E a un paziente è stato impedito di esporre la locandina nel dipartimento di psichiatria dell’ospedale Santa Chiara.

Chiudendo questa mostra desideriamo denunciare l’ipocrisia della psichiatria di casa. Si fanno varie manifestazioni di facciata molto allettanti da un punto di vista promozionale. Ma la realtà è ben diversa. Abbiamo raccolto le storie di vari “TSO volontari”: pazienti costretti a subire trattamenti sotto la minaccia di un TSO effettivo o di perdere dei sussidi economici. Pazienti che si presentano ogni mese od ogni settimana (pratica che continua per anni con pazienti che diventano sempre più dipendenti dai farmaci) per una puntura di psicofarmaci a rilascio graduale o per la loro dose di psicofarmaci nonostante abbiano più volte manifestato oralmente la loro volontà di ridurre ed eliminare questi farmaci per tornare a una vita normale. Pazienti che hanno chiesto ripetutamente (sempre a voce) un supporto psicologico ma che sono stati mantenuti su terapie farmacologiche. La situazione è talmente degradata che sembra che questi abusi non vengano neppure riconosciuti come tali dalle persone che lavorano in questo campo. Solo alcuni volontari hanno mantenuto un punto di vista sano e si rendono conto degli abusi subiti dai pazienti. Invece, gli psichiatri che agiscono in tal modo continuando queste terapie farmacologiche coercitive della durata di molti anni sui loro pazienti sono persino convinti di “aiutare” queste persone. Consigliamo ai pazienti di mandare le loro richieste per iscritto tramite fax e di richiedere che vengano inserite nella loro cartella clinica. Inoltre, se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.

Paolo Roat
Coordinatore Regionale
CCDU ONLUS Sezione di Trento
www.ccdutrento.org - ccdutrento@tiscali.it
Sito nazionale: www.ccdu.org

giovedì, febbraio 28, 2008

PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO

Passato e presente degli errori ed orrori psichiatrici

Trento, Palazzo della Regione, Sala di Rappresentanza,
18 - 21 e 25 - 28 marzo 2008 dalle ore 9 alle ore 20.

Cerimonia di inaugurazione il giorno 18 marzo alle ore 10.30 presso il Palazzo della Regione.


Questa mostra itinerante ha già fatto tappa con notevole successo in diverse città italiane e proseguirà dopo Trento in altre città quali Milano, Verona, Roma, Novara, ecc… La mostra è il compendio di oltre 40 anni di ricerca con inediti filmati storici e interviste ad oltre 160 persone tra medici, avvocati, pedagogisti e testimonianze di persone che hanno subito abusi psichiatrici o hanno perso dei familiari a causa dei "trattamenti" psichiatrici. Tutto ciò offre innumerevoli spunti di riflessione per legislatori, medici, sostenitori dei diritti umani e privati cittadini al fine di riportare la psichiatria entro i confini della legge, eliminandone gli abusi. L’obiettivo dichiarato è quello di informare i cittadini e specialmente di sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrate in modo particolare ai danni delle categorie più deboli.

La mostra include anche una sezione che tratta dettagliatamente il tema dell’ADHD e della somministrazione di psicofarmaci ai bambini, tema molto caldo in Trentino a causa degli screening tenuti in alcune scuole della Vallagarina. Ma forse non si sa che questi screening si diffondono a macchia di leopardo anche in altre zone d’Italia e proseguono, sostenuti attivamente da vari centri di neuropsichiatria infantile particolarmente attivi, come ad esempio nelle vicine scuole di Bosco Chiesanuova e nella provincia di Belluno.

E che dire dell’elettroshock? Recentemente è stata inviata una petizione al Ministero della Salute per riportare in auge l’elettroshock. E ha suscitato molto scalpore la recente intervista shock rilasciata dal dott. Cassano in cui, negando tout court la realtà dei fatti, ha promosso l’elettroshock spacciandolo come cura miracolosa. Poche persone sanno che l’elettroshock si pratica ancora a Pisa, dove lavora il dott. Cassano, come pure a Brescia, Oristano, Cagliari, Bressanone e Brunico, e in varie cliniche private a Roma, Verona e Bologna. La mostra include una sezione anche su questo tema. Lo sapevate che lo stesso Ugo Cerletti, inventore dell'elettroshock, durante un suo discorso alla Sorbona negli anni 50, affermò che questa “terapia” doveva essere cancellata?

Altro tema scottante è quello del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Pur essendo una regione privilegiata, anche in Trentino abbiamo raccolto testimonianze di persone che hanno ricevuto gravi abusi e sono state condotte ingiustamente in un ospedale psichiatrico. La natura del TSO dovrebbe essere quella di un provvedimento sanitario di carattere eccezionale, che limita la libertà personale di chi vi è soggetto. Ma è veramente così? Le storie di abuso che abbiamo raccolto indicano una realtà differente.

Il video introduttivo della mostra dice: “Pensi che la psichiatria non abbia nulla a che fare con te? Ripensaci.”
La psichiatria ha ormai un immenso potere e si è inserita in tutti i gangli del potere e della società. Solo se diveniamo vittime di abusi psichiatrici e solo quando colpiti direttamente ci rendiamo conto del pericolo, ma a quel punto potrebbe essere troppo tardi. Le informazioni ottenibili visitando la mostra non sono attualmente disponibili da nessun’altra parte, se non compiendo una lunga e faticosa ricerca.


Paolo Roat
Coordinatore Regionale
CCDU ONLUS Sezione di Trentohttp://www.ccdutrento.org/ - ccdutrento@tiscali.it
Sito nazionale: http://www.ccdu.org/

giovedì, dicembre 27, 2007

Anche i bambini del Trentino sono in pericolo?

Quali sono i rischi di una ricerca “scientifica” sulle problematiche legate all’iperattività
Trento, 22 dicembre 2007. Recentemente i genitori dei bambini di alcune scuole elementari Vallagarina hanno ricevuto una richiesta di consenso al trattamento dei dati sensibili nell’ambito dello studio clinico “La testa altrove” – Indagine sul Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività.
Un genitore allarmato ci ha inviato questa richiesta chiedendo l’aiuto del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani. Il nostro comitato ha raccolto nel corso degli anni centinaia di denunce e tutelato i diritti di moltissimi cittadini vittime di abusi nel settore della salute mentale. In provincia di Trento si è distinto per una campagna informativa contro gli abusi di psicofarmaci ai bambini e i test psicopatologici nelle scuole, e per il sostegno a una legge Regionale che sostiene il divieto di somministrazione di test psicopatologici nelle scuole e il consenso informato scritto dei genitori per le cure a base di psicofarmaci.
La lettera inviata ai genitori contiene delle affermazioni sconcertanti. La prima affermazione che desideriamo commentare è la seguente: “L’importanza di raccogliere in maniera organizzata tali dati trova la sua motivazione nella possibilità di programmare delle risposte adeguate sia in termini di interventi, a carattere preventivo e curativo, sia in termini di un’adeguata organizzazione dei servizi: collaborazione tra scuola, famiglia e servizio sanitario…”
Qual è il vero significato di “interventi a carattere preventivo e curativo” e “collaborazione tra scuola, famiglia e servizio sanitario”?
Invitiamo ogni cittadino a riflettere sui seguenti punti:
1) Negli ultimi due anni in Gran Bretagna la prescrizione medica di psicofarmaci ai bambini è aumentata del 9200%, mentre in Germania è aumentata del 800%. Ora sta iniziando anche in Italia. A chi conviene tutto ciò? Non certo ai bambini…
Chiedetevi: come è possibile un così vasto aumento?
2) Per convincere i genitori alla somministrazione, occorre PRIMA convincerli che i loro figli siano malati.
3) A tal fine è in atto una precisa strategia di marketing:
“L’importanza di raccogliere in maniera organizzata tali dati trova la sua motivazione nella possibilità di CREARE un problema per convincere la popolazione della necessità di interventi curativi che consisteranno anche nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini, e di organizzare nella scuola dei canali di marketing volti al procacciamento di potenziali clienti (i bambini) che verranno poi indirizzati verso cure.”
In pratica, questa indagine “scientifica” è volta a “dimostrare” che esiste un problema. Vi invito a vedere quali saranno i “risultati” di questa indagine… La scuola verrà quindi “ri-organizzata” per fare in modo che gli insegnanti non siano più degli operatori didattici ma dei promotori commerciali che segnalano i bambini ai servizi sanitari. I servizi sanitari quindi indirizzeranno il bambino verso una cura con degli psicofarmaci (Ritalin, Strattera, ecc.) noti per i loro gravi effetti collaterali tra cui il suicidio.
Tutto inizia, ed è iniziato, negli USA, in Inghilterra, in Germania e così via, con queste “innocue indagini per programmare risposte adeguate in termini di interventi, a carattere preventivo e curativo…”
Alcuni ulteriori elementi che sarebbe meglio conoscere.
Nei convegni ufficiali viene detto: “l’uso degli psicofarmaci è l’ultima risorsa”, “la cura è di tipo psicopedagogico”, “la famiglia è importante”... Ma allora perché, da quando sono stati rimessi in vendita, l’83% dei bambini diagnosticati iperattivi e con deficit di attenzione (ADHD) sono stati messi sotto psicofarmaci (Fonte: Istituto Superiore della Sanità)?
Oggi più di 17 milioni di bambini in tutto il mondo sono in “cura” psicofarmaci. Diversi enti di controllo dei farmaci hanno emanato direttive per limitare l’uso di psicofarmaci sui minori, poiché possono provocare comportamenti violenti ed anche condurre al suicidio.
In Italia, secondo uno studio dell'istituto Mario Negri, i minori sotto trattamento con psicofarmaci sono già oltre 30.000.
In trentino i bambini che assumono psicofarmaci sono 1.900. Mentre in Veneto 55.000 bambini “soffrirebbero” di disagi o turbe mentali e quindi sarebbero potenzialmente destinatari di terapie a base di psicofarmaci. Di questi ben 12.200 rischierebbero di essere etichettati come affetti da “Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività”.
Chi ci guadagna in tutte queste diagnosi?
Nella lettera inviata ai genitori della Vallagarina si dice anche: “La ricerca verrà condotta mediante la distribuzione di due questionari: uno rivolto ai genitori … uno rivolto agli insegnanti …” In pratica è un’indagine per conoscere le opinioni di genitori e insegnanti. Sono questionari soggettivi (che nonostante le nostre richieste non ci sono stati forniti) che non hanno nulla di scientifico. Del resto chiunque può dirvi che nella scienza sono sempre esclusi la soggettività, il giudizio e l’opinione personale. Quindi perché non chiamarla con il suo nome: un’indagine di mercato?
La domanda che sorge spontanea è: per vendere che cosa?
Gli psicofarmaci prescritti ai bambini hanno effetti collaterali dannosi! Il Ritalin (che appartiene alla famiglia delle anfetamine…) era stato ritirato dal mercato nel 1982 perché ritenuto tossico e dava dipendenza, mentre lo Strattera negli USA è stato messo in relazione con un altissimo numero di suicidi nei bambini. Si stima che gli antidepressivi abbiano causato 63.000 suicidi. Tra cui bambini di 5 anni. Se non fosse per i gravissimi effetti di queste sostanze non avremmo nulla da ridire, a parte lo spreco di fondi pubblici per un’indagine il cui valore scientifico è ZERO.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma di richiedere accurate analisi mediche. Inoltre ti ricordiamo che puoi rifiutarti di dare il tuo consenso a questo “sondaggio”. Certo è possibile che questa indagine sia animata da buoni propositi e probabilmente le persone coinvolte sono in buona fede. Ma prima di dare il tuo consenso a qualcosa che potrebbe rovinare il futuro di tuo figlio, ti consigliamo di informarti scrupolosamente.
Se desideri informazioni o ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus (http://www.ccdutrento.org/).