Lo screen alcool test in una società dove l’età media delle persone che consumano abitualmente alcolici si è notevolmente abbassata, può essere utile per evitare spiacevoli eventi. Sempre più spesso ai telegiornali si sentono notizie relative ad incidenti causati dall’elevato tasso alcolemico del sangue, un semplice test prima di mettersi al volante potrebbe diminuire le vittime della strada.
Lo screen alcool test, può essere utilizzato a qualsiasi età in maniera del tutto autonoma, perché non prevede l’analisi del sangue per valutare la percentuale alcolemica e dà risultati immediati. Il test è molto semplice da fare: bisogna bagnare il tampone contenuto nella scatola con la propria saliva per 10 secondi e dopo 2/3 minuti controllare l’esito del test.
In base alla quantità di alcool presente nella saliva il tampone assumerà una determinata sfumatura di colore, la quale dovrà essere confrontata con la scala alcolemica riportata sul retro della confezione.
Il tasso di alcol presente nel sangue di chi si mette alla guida dopo aver bevuto deve essere inferiore a 0,5 grammi di alcool per litro di sangue, ogni grammo in più corrisponde ad un reato sanzionato dal Codice della Strada.
L’alcool viene assorbito dal nostro organismo circa un ora dopo la sua assunzione e continua a restare in circolo per diverse ore, diminuendo poco alla volta i grammi presenti nel sangue, per tale motivo effettuare subito dopo aver bevuto lo screen alcool test non darà gli stessi risultati di un test effettuato dopo un ora dall’ingerimento delle bevande alcoliche.
Invece di rischiare e di mettere in gioco la propria vita e quella degli altri è sempre consigliato effettuare uno screen alcool test prima di mettersi al volante del proprio veicolo.
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mercoledì, novembre 02, 2011
martedì, maggio 19, 2009
Il bere responsabile come valore
Oggi gli incidenti stradali dovuti al consumo eccessivo di alcol restano la principale causa di morte tra i giovani italiani. Il bere in quantità eccessiva è diventato quasi uno status symbol delle uscite del fine settimana, ad esso vengono associati inevitabilmente la riuscita di una serata, il divertimento complessivo e la scoperta di nuove emozioni. Diventa trendy il mescolare i cocktail più cool, i superalcolici alla moda o una birra dal gusto originale.
E l’impatto delle incisive campagne promozionali con le quali le società produttrici di alcolici catturano l’attenzione del grande pubblico può diventare devastante quando il messaggio pubblicitario fa eccessiva presa sui consumatori più giovani, dai minori, ai quali "in teoria" non potrebbero essere somministrate bevande alcoliche, agli adolescenti normalmente attratti dalla trasgressione.
Ma se le normative non sempre vengono percepite alla lettera, complice la cultura dell’alcol radicata nel nostro paese, un ruolo determinante lo svolgono le case produttrici con le loro campagne di sensibilizzazione. Una delle più attive è sicuramente Martini, da anni promotrice del "bere responsabile" in ogni sua attività di comunicazione. Infatti già dai singoli advertising televisivi alle etichette sulle bottiglie la casa torinese si è impegnata a non incentivare l’uso eccessivo di alcol e pubblicizzare una moderazione nei consumi. Il gusto e non l’abuso viene costantemente valorizzato e debitamente sottolineato in ogni suo prodotto come valore per l’azienda con un occhio di riguardo ai giovani, più vulnerabili ai media. Anche nella presentazione di Martini Soda, l’ultimo aperitivo del celeberrimo brand, il disclaim "bevi responsabilmente" è in bella vista nella pagina del nuovo sito; una pagina web con un target decisamente giovane che mira a far divertire ma che pone l’accento sul basso contenuto alcolico del prodotto "ready to drink", con l’inequivocabile payoff "Viva la vita".
E l’impatto delle incisive campagne promozionali con le quali le società produttrici di alcolici catturano l’attenzione del grande pubblico può diventare devastante quando il messaggio pubblicitario fa eccessiva presa sui consumatori più giovani, dai minori, ai quali "in teoria" non potrebbero essere somministrate bevande alcoliche, agli adolescenti normalmente attratti dalla trasgressione.
Ma se le normative non sempre vengono percepite alla lettera, complice la cultura dell’alcol radicata nel nostro paese, un ruolo determinante lo svolgono le case produttrici con le loro campagne di sensibilizzazione. Una delle più attive è sicuramente Martini, da anni promotrice del "bere responsabile" in ogni sua attività di comunicazione. Infatti già dai singoli advertising televisivi alle etichette sulle bottiglie la casa torinese si è impegnata a non incentivare l’uso eccessivo di alcol e pubblicizzare una moderazione nei consumi. Il gusto e non l’abuso viene costantemente valorizzato e debitamente sottolineato in ogni suo prodotto come valore per l’azienda con un occhio di riguardo ai giovani, più vulnerabili ai media. Anche nella presentazione di Martini Soda, l’ultimo aperitivo del celeberrimo brand, il disclaim "bevi responsabilmente" è in bella vista nella pagina del nuovo sito; una pagina web con un target decisamente giovane che mira a far divertire ma che pone l’accento sul basso contenuto alcolico del prodotto "ready to drink", con l’inequivocabile payoff "Viva la vita".
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