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venerdì, aprile 01, 2011

Il corredo di Mimì

A partire da Sabato 2 aprile 2011



presso la nostra boutique di Cambiago

Un evento dedicato ai sapori del passato: abiti e accessori d'epoca, particolari e unici.

Grande esposizione di bianco antico: antichi corredi ricamati, lenzuola, asciugamani, biancheria, pizzi.

Pezzi unici di grande valore, come una splendida parure matrimoniale con inserti in pizzo di Cantù.

Abbinata al profumo di questi affascinanti corredi, una raccolta di antichi libretti d’opera provenienti dalla casa di un appassionato melomane milanese assiduo frequentatore del Teatro alla Scala (ma non solo) nella seconda metà dell’800.

Libretti di prime esecuzioni di opere famose Don Carlos, Falstaff.. e testimonianze di allestimenti
di opere ormai dimenticate, ma che hanno creato il clima musicale di un’epoca.

Il pezzo più affascinante: il libretto della prima esecuzione della Messa da Requiem di Verdi
in San Marco il 22 maggio 1874.

martedì, marzo 22, 2011

Và pensiero...

Armadio con bianco anticoChi di noi non ha provato da bambino il fascino particolare di andare a curiosare tra i segreti di armadi e cassettoni nelle case dei nostri nonni, giovani sposi dell’inizio del secolo scorso?

Pile di lenzuola a asciugamani finemente ricamati, camicie da notte di sottile batista ancora lievemente profumate dai piccoli sacchetti di lavanda preparati dalle mani premurose di mamme di altri tempi. In un cassetto una sorpresa: una collezione di vecchi libretti d’opera, testimoni di una passione antica, Verdi tutto e poi Rossini, Donizetti, Puccini, anche un Wagner solitario.

Mio nonno non aveva studiato: aveva fatto la quinta elementare; vendeva stoffe e tagli per corredi (!) in una piccola bottega della periferia milanese. Però me lo ricordo, da bambina, quando mi raccontava le trame di storie favolose e mi cantava arie famose delle opere che preferiva: aveva una bella voce di basso, da giovane gli avevano proposto di studiare, ma allora non si poteva. Questa della passione e della frequentazione del mondo dell’opera non era una caratteristica esclusiva di mio nonno. Ho conosciuto un altro amico che, operaio alla Falck, finito il turno si ripuliva e andava a fare la coda per conquistare un posto nel loggione della Scala: ricorda ancora con commozione la voce della Callas.

RicamareL’opera come fenomeno popolare, ben lontano dalla visione un po’ elitaria che se ne ha oggi.
Del resto, questo è stato vero per secoli: ai tempi di Mozart nelle vie di Vienna risuonavano le arie più famose delle sue opere, "Là ci darem la mano" del Don Giovanni o l’aria di Papageno del Flauto magico, fischiettate dai garzoni di bottega; nella Milano Risorgimentale "Va’ pensiero" era diventato nel giro di pochi giorni un inno popolare alla libertà.
Lenzuola ricamate e libretti d’opera: la bellezza, il gusto per le cose che impreziosiscono la vita, il tempo speso per l'"inutile" fa capolino dalla quotidianità di queste vite lontane: quante ore passate con ago e filo, con il tombolo, con l’uncinetto per preparare corredi preziosi per sé, per le proprie figlie, per le nipoti, segni di amore, di riconoscimento del valore del tempo e delle vite che questi oggetti preziosi avrebbero adornato con la loro bellezza.

In Aprile, dal 2 al 9, nel suo mercatino dell'usato di Cambiago, la Cooperativa Di Mano in Mano offre ai suoi clienti uno "spaccato" di quell’epoca: Il corredo di Mimì, una Fiera del Bianco Antico, con una vasta esposizione di pizzi, lenzuola, asciugamani, tende, biancheria, antichi e ricamati; pezzi unici di grande valore, come una splendida parure matrimoniale con inserti in pizzo di Cantù, accanto a piccoli saggi di un’arte, quella del lavoro con ago e filo, ormai dimenticata.

Giovanni PaisielloAbbinata al profumo di questi affascinanti corredi, la proposta di una raccolta di antichi libretti d’opera.
Per prima cosa un pezzo unico: il libretto bilingue pubblicato a Londra nel 1787 per la prima rappresentazione dell’opera del signor Paisiello "Gli schiavi per amore" al King’s Theatre in Hay-Market.
Siamo negli anni del predominio europeo dell’opera italiana: compagnie italiane monopolizzano i teatri di Parigi, Londra, Vienna, San Pietroburgo.
Nel libretto è citato il direttore dell’allestimento londinese: si tratta di Stephen Storace, fratello della famosissima Anna Storace, stella della Compagnia Imperiale dell'Opera Italiana di Vienna, voluta da Joseph II Asburgo, grande amica di Mozart che per lei scrisse numerose arie (la accompagnò personalmente al fortepiano nel suo concerto di addio a Vienna il 23 febbraio 1787), strepitosa prima Susanna delle "Nozze di Figaro". Questo libretto è la testimonianza della sua prima apparizione sulle scene londinesi, il 25 aprile 1787, come protagonista dell’opera di Paisiello, presentata la prima volta con il titolo "Le gare generose" al Teatro dei Fiorentini di Napoli nella primavera del 1786, inizio di un’ulteriore periodo di grandi successi.

Giuseppe VerdiAccanto a questo prezioso cimelio, una non meno interessante raccolta di libretti provenienti dalla casa di un appassionato melomane milanese: libretti pubblicati in occasione delle rappresentazioni nelle varie stagioni del Teatro alla Scala e dell’I.R. Teatro della Canobbiana tra il 1850 e la fine del secolo, con una puntata al Dal Verme per la ripresa del mitico balletto "Excelsior" nel 1884.

Una preziosa testimonianza del contesto del mondo operistico dell’epoca, in cui accanto agli allestimenti delle opere che ancora oggi vengono proposte nei nostri teatri troviamo rappresentazioni di autori ormai dimenticati: ecco allora il "Don Carlos" dato alla Scala per la prima volta nella stagione 1868/69, dopo la prima di Parigi del 1867, accanto alla sconosciuta “Fieschi” di un certo Montuoro o nella stagione 1873/74 il "Macbeth" e la "Fosca" di Carlos Gomes.

Giuseppe VerdiI libretti Verdiani costituiscono il nucleo più prezioso di questa piccola collezione: il nostro privilegiato spettatore era alla Scala per la prima rappresentazione del Falstaff nella stagione 1892/93 (e abbiamo anche un curioso volume, una sorta di rassegna stampa in occasione dell’attesissima "prima volta" dell’anziano maestro alle prese con l’opera "buffa" dopo la bruciante precoce esperienza di "Un giorno di regno") e soprattutto era in San Marco ad ascoltare la Messa da Requiem il 22 maggio 1874, primo anniversario della morte del grande milanese Alessandro Manzoni, Messa cantata da Teresa Stolz e Maria Waldmann, Giuseppe Capponi e Ormondo Maini: una vera "chicca" per gli appassionati verdiani questo piccolo libretto con il testo della messa musicato da Verdi dopo la famosa travagliata vicenda della Messa progettata insieme a molti altri sconosciuti autori (che umiltà!) in ricordo del grande Rossini e poi sfociata nel capolavoro in onore dell’amato Manzoni. Commuove pensare che queste fragili paginette abbiano attraversato così tanti anni per arrivare fino a noi.
Pizzi e libretti d’opera quindi, testimoni di un’epoca che non c’è più, ma che è bello rivisitare.

P.S. Ai lettori dei romanzi di Camilleri segnaliamo il libretto della (per loro) famosa opera "Il birraio di Preston" dell’indimenticabile Luigi Ricci.

mercoledì, aprile 07, 2010

Un viaggio indimenticabile!

Fin dai tempi più antichi, era usanza abbellire e decorare tessuti, vestiti e corredi con preziosi ricami che donavano un tocco di qualità aggiungevano valore e importanza al guardaroba delle persone più abbienti. Già al tempo degli Egizi, come testimoniato nel Museo Egizio di Torino, si usava cifrare il corredo (anche intimo) del faraone.
Nel corso dei secoli, questa usanza si è mantenuta modificando le sue caratteristiche e applicazioni, e diffondendosi anche tra ceti sociali diversi oltre che espandendosi in tutto il mondo.
E’ grazie alla passione di molte persone per quest’arte, se il ricamo ha potuto compiere il suo viaggio nel tempo, evolversi, espandersi e arricchirsi di nuovi risvolti che vanno fino alla nascita dei pizzi e merletti.
Ed è l’accuratezza con cui questi lavori sono stati eseguiti che ci permette di definire “arte” e non “hobby” i manufatti che ancora oggi ci troviamo tra le mani, frutto dell’unicità e della fantasia delle nostre nonne e delle ricamatrici d’altri tempi.
Ci capita di frequente, nel corso del nostro lavoro, di maneggiare biancheria da casa e da letto, corredi ricamati e ben datati; e la sensazione di fare un viaggio nel passato è immediata, come immediata è la consapevolezza di avere tra le mani oggetti di valore che oggi pochi saprebbero ancora realizzare.
E’ questa consapevolezza che ci permette di apprezzare quest’arte antica ed il nostro lavoro di recupero ci gratifica della consapevolezza che stiamo contribuendo affinché questo viaggio indimenticabile non si fermi mai.

Via aspettiamo per vivere insieme questa esperienza alla Fiera del Bianco Antico e Vintage che si terrà presso il nostro mercatino dell'usato di Cambiago, in Via Castellazzo 8, da sabato 17 aprile fino a sabato 24 aprile.

martedì, giugno 23, 2009

Fiera del Bianco Antico


da Sabato 27 giugno



Apriremo
i vecchi bauli delle nonne


E' un evento rivolto a tutti gli amanti delle cose d'altri tempi, che unisce la raffinatezza del ricamo fatto a mano con l'eleganza della casa moderna.
Un vasto assortimento di copriletti in piquet con bordure in pizzo, lenzuola in lino o cotone con preziosi ricami, federe cifrate, asciugamani intagliati e ricamati, biancheria intima, tendaggi lavorati finemente, tovaglie in fiandra cifrate e
preziosi pizzi di Cantù lavorati al tombolo, in filet e a punto riscascimento.
Oltre all'allestimento eccezionale per la Fiera del Bianco come sempre potrete trovare una ricca esposizione di Antiquariato, Modernariato, Oggettistica, Libri e molto più di quello che potete immaginare.


Cosa aspettate! E' un'occasione da non perdere!
di Cambiago, Via Castellazzo 8

Per informazioni contatta il nostro infoline: 02.95349193