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martedì, agosto 04, 2009

IMPRESAMIA.IT-COMMERCIO - Ice: saldo negativo per 3,5 mld di euro


Va meglio per i distretti delle Pmi Made in Italy, veri sistemi territoriali per l'export
I dati relativi ai primi cinque mesi del 2009 registrano un saldo negativo per 3,5 miliardi di euro, in decisa contrazione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-6,2 miliardi). Nel complesso le esportazioni si sono ridotte (-24,9%) all'incirca quanto le importazioni (-25,6%). In un contesto globale di contrazione degli scambi, spicca il risultato positivo delle esportazioni italiane in Cina, cresciute dell'1,3% nei primi cinque mesi del 2009 (del 18,9% nel solo mese di maggio), grazie soprattutto al buon risultato della meccanica. Il rapporto 2008-2009 dell'Istituto per il Commercio Estero (Ice) mostra ancora una sensibile caduta delle esportazioni e delle importazioni mentre i saldi commerciali migliorano grazie al calo dei prezzi delle materie prime importate con un incremento dello 0,3% in valore per l'export e dell'1,1% per l'import spinto soprattutto dalle materie prime energetiche. Risulta un saldo commerciale negativo, dovuto soprattutto a tre fattori: forte aumento delle materie prime avvenuto nella prima metà del 2008, crescita del disavanzo con la Cina e riduzione dell'attivo con gli Stati Uniti. L'unica nota positiva è il miglioramento del saldo commerciale con il resto dell'Unione Europea, perché sono diminuite più le importazioni rispetto alle esportazioni che presentano flessioni che coinvolgono tutti i Paesi con la sola eccezione della Cina. Per le importazioni, le tendenze negative si rilevano per i principali partner commerciali. La Germania si conferma come il principale destinatario delle esportazioni italiane, che però sono diminuite nel 2008 del 1,3%. È seguita dalla Francia (-2,5%) e dalla Spagna (-12,7%). Al quarto posto troviamo gli Stati Uniti (-5%). L'ICE registra valori positivi nell'export verso la Russia (+9,5%), che è al settimo posto nella graduatoria delle destinazioni, e verso la Cina (+2,5%), che è al 14° posto. L'aumento dell'1,1% delle importazioni deriva soprattutto dai prodotti energetici ed i partner in questo comparto mostrano nel 2008 un buon andamento: la Libia passa dall'ottavo al quinto posto e la Russia raggiunge la sesta posizione. L'Algeria mostra un incremento del 41% e guadagna due posizioni. Quest'anno, sono entrate nella graduatoria dell'ICE anche Azerbaigian e Arabia Saudita. La crisi non ferma l'import dalla Cina, che lo scorso anno è aumentato del 8,8%. La quota del Paese asiatico sulle importazioni italiane ha raggiunto il 6,3%.Il settore dei componenti per automobili e altri mezzi di trasporto ha avviato da tempo un processo d'internazionalizzazione produttiva. "Le imprese italiane hanno ottenuto in questo comparto importanti successi competitivi sui mercati di esportazione - si legge nel rapporto dell'Ice - pur scosse dalla crisi economica globale, che ha colpito in modo particolarmente forte proprio l'industria automobilistica". Il comparto manifatturiero registra nel 2008 un miglioramento dell'avanzo da 51 a 62 miliardi sull'anno precedente, dovuto essenzialmente ad un calo delle importazioni superiore a quello delle esportazioni. Tale miglioramento emerge soprattutto nei settori dei mezzi di trasporto (da -6,4 a -2,8 miliardi di euro), nella metallurgia (da -6,3 a -3 miliardi), nella meccanica (da 48 a 50 miliardi), negli alimentari (da -4,4 a -3,3 miliardi) e nell'abbigliamento (da 4,2 a 4,3 miliardi). Viceversa, un andamento negativo appare in alcuni settori di specializzazione tradizionale (tessile, calzature, elettrodomestici, mobili, gioielli) nei quali la flessione delle esportazioni è stata tanto forte da determinare un peggioramento del saldo. In alcuni casi, ad esempio negli elettrodomestici, la contrazione delle esportazioni potrebbe essere legata anche allo spostamento all'estero di alcune produzioni destinate ai mercati internazionali.L'Ice sottolinea il contributo alle esportazioni fornito dai distretti industriali - aggregati di piccole e medie imprese specializzate nelle produzioni tipiche del Made in Italy - che nel 2008 si è attestato mediamente vicino al 38%, con punte del 61% nel tessile e nei mobili e del 58% nella filiera del cuoio-calzature. "Alcuni distretti industriali - si legge nel rapporto - hanno da tempo imboccato un sentiero evolutivo che li sta trasformando da sistemi territoriali orientati all'esportazione, ma con filiere produttive prevalentemente interne al distretto, in centri di coordinamento di catene produttive transnazionali che, senza smarrire le proprie radici territoriali, integrano anche i sistemi produttivi locali di Paesi a bassi salari come la Cina". Negli ultimi tre anni, inoltre, è ulteriormente aumentata la concentrazione delle esportazioni di servizi nelle due Regioni (Lombardia e Lazio) in cui si collocano le città con la sede delle maggiori imprese del terziario. In tale ambito, è tuttavia cresciuta sensibilmente anche la quota del Veneto.Il rapporto dell'Ice mostra anche le statistiche sull'export delle singole regioni italiane: il 2008 è caratterizzato da una significativa flessione di quota dell'Italia centrale e nord-orientale, dovuta principalmente alle perdite subite dal Veneto, dalla Toscana e dalle Marche, il cui export ha risentito in misura consistente della crisi economica globale, soprattutto nei settori tradizionali. L'Emilia Romagna ha invece fatto registrare un ulteriore incremento di quota, che ha prolungato la tendenza espansiva in corso da molti anni. Il risultato relativamente migliore ottenuto dall'Italia nord-occidentale è stato generato dall'industria metalmeccanica in Lombardia e in Liguria e dai mezzi di trasporto e dagli alimentari in Piemonte. Il nuovo incremento di quota conseguito dal Mezzogiorno si deve invece essenzialmente all'aumento dei prezzi dei prodotti energetici, che ha dilatato il valore delle esportazioni di Regioni come la Sicilia e la Sardegna, fortemente specializzate in questo comparto. Anche l'Abruzzo ha fatto registrare una crescita delle esportazioni superiore alla media nazionale, soprattutto per il contributo degli autoveicoli.

venerdì, maggio 22, 2009

Tanta determinazione e pazienza

Ogni tua passione puo' diventare una grande occasione, l'importante è un impegno costante, determinazione, molta pazienza, ed anche che tu sappia le tecniche giuste da implementare. Segui queste dritte:

Punto 1) crea un blog su Blogger.com e fallo su un singolo argomento che conosci bene

Punto 2) hai pensato bene all'argomento? Scegli un argomento e sviluppa quello giorno per giorno (un solo argomento!)

Punto 3) butta giù sulla carta/computer tutte le idee legate all'argomento che conosci e tutto quello che può girarci attorno

Punto 4) verifica su Google se si parla di quell'argomento (significa capire se c'è mercato attorno )
Punto 5) Il tuo blog deve tener conto delle parole chiave.
Vanno messe sia sulla scelta del nome del blog, nella descrizione, sui titoli di ogni post, all'interno di ogni post, nei link (se non sai cosa sia una parola chiave, leggi di più andando qui - inserire-parole-chiave-utili-per-motori-di-ricerca )

Punto 6) all'inizio concentrati a creare 2-3 messaggi al giorno. Dopo ogni messaggio dovrai usare PINGOAT.com ed ONLYWIRE.com

Punto 7) continua ad inserire contenuti per almeno 2 settimane. Niente promozioni, solo contenuti di qualità su un argomento che hai scelto per bene (argomento di cui conosci molte cose)

Punto 8) E' tempo di inserire Google AdSense, il programma degli annunci di Google. Guadagnerai un compenso per ogni click che ricevi dagli annunci del tuo blog

Punto 9) Google offre molte spiegazioni grati su come usare il suo servizio e guadagnare

Punto 10) Programma di affiliazione - Guarda se la Bruno Editore ha prodotti che si abbinano all'argomento del tuo blog. Se non sei già affiliato ti puoi iscrivere gratis e scegliere così il prodotto più giusto per il tuo blog

Punto 11) Usa i gruppi di Google e NNTP.it per far conoscere il tuo blog rapidamente

Queste dritte dovrebbero portarti passo-dopo-passo a guadagnare realmente su internet.


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mercoledì, maggio 06, 2009

Commercio sul web

Quando si parla di commercio sul web, devi capire che un visitatore va in internet per trovare informazioni e soddisfare la propria ricerca, quindi oltre alla grafica, un’altra parte fondamentale per il tuo sito web sono i CONTENUTI (cioè gli argomenti che tratti).

Perché tanti siti internet non offrono ancora contenuti validi? Perché è difficile, perché ci vuole tempo per crearli, perché la gente è pigra, perché devi conoscere molto bene quello che scrivi come un esperto. E’ molto facile sfornare decine di pagine web piene di immagini, specialmente se si trovano gratis su internet.

Le immagini contano, ma è il contenuto che fa commercio sul web. Il contenuto delle tue pagine vende i tuoi prodotti e servizi in automatico, senza stancarsi mai.

Rivolgiti al tuo singolo visitatore (uno alla volta), non a mille persone ed entra subito in comunicazione dando del “TU”. Concentra l'importanza sul tuo visitatore e dalle sempre la massima attenzione rivolgendoti a lui (tu cerchi, stai ora scoprendo, qui dentro puoi leggere, ecc.). Non parlare di te, ma parla di lui!

Per natura umana, tendiamo sempre a parlare di noi, sito compreso. Il visitatore che è arrivato alla tua pagina non è interessato a sapere di te, ma sta ricercando la giusta risposta alle sue ricerche. Per questo motivo è importante utilizzare un testo che ponga il visitatore al centro dell’attenzione. Non parlare di te, te, te, ma invece parla di lui, lui, lui.

Per capire come catturare l'attenzione dei tuoi visitatori, eccoti delle dritte molto utili. Riflettici sopra:

* Non parlare di te
* Parla ad una persona alla volta
* Sii chiaro
* Fai domande e crea immagini mentali
* Fai sorgere desideri nel navigatore, fallo pensare


Non usare termini complicati o filosofici, offri i benefici del tuo prodotto e molto meno le caratteristiche. Tante altre informazioni le trovi sempre disponibili dentro Memo-Club.com, l'area privata.

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