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giovedì, settembre 06, 2012

Importazione frutta: pro e contro

La frutta ha un ruolo di rilievo nell’alimentazione degli italiani un posto speciale insieme alla verdura, ed è per questo che oltre alla frutta tipica delle varie regioni, si dedica uno spazio considerevole all’importazione della frutta dall’estero per soddisfare la domanda dei consumatori. Basti considerare che l’Italia è uno dei pochi paesi nell’ambito dell’Unione Europea, in cui la quantità di frutta consumata rientra nelle raccomandazioni dell’OMS. I paesi del Sud Europa infatti consumano più frutta rispetto ai paesi del Nord Europa, e l’Italia, con i suoi 452 grammi di media giornaliera, rientra nelle raccomandazioni di 400 grammi al giorno fatte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La frutta è un alimento prezioso per le sue proprietà nutritive, le vitamine, i minerali e le fibre sono elementi fondamentali che aiutano a ridurre il rischio di molteplici malattie. Cosi, oltre alla frutta “made in italy”, come mele, pere, pesche, albicocche, uva da tavola, agrumi e tanti altri prodotti biologici, l’Italia importa anche frutta all’ingrosso dall’estero per coprire in maniera completa la domanda di frutta locale ed esotica. Nel nostro paese infatti non è sempre facile trovare un microclima adatto alla coltivazione delle specie esotiche.
I tempi di maturazione dei vari frutti sono diversi, e questo permette di avere frutta disponibile tutto l’anno in base alla varietà. Tra la frutta d’importazione, possiamo distinguere sia la vendita di frutta delle stesse specie a quelle nostrane, che si sovrappongono ai nostri prodotti locali, sia la frutta esotica, termine usato per indicare tutti quei frutti che solitamente non riescono a maturare in climi temperati. Le banane e gli ananas sono un esempio di come la frutta esotica sia ormai diventata un’abitudine sulle nostre tavole.
 L’import e export di frutta, e la sua commercializzazione ha richiesto lo sviluppo di pratiche standard per assicurarsi che arrivi al consumatore con il giusto grado di maturazione, intervenendo  sia sulla maturazione che sulle temperature di conservazione della frutta raccolta. Per questo ormai in tutto il mondo, grazie alle pratiche consolidate di conservazione della frutta d’importazione, i consumatori possono gustare i frutti provenienti da qualsiasi continente.

giovedì, giugno 28, 2012

Il frullato di banane al posto del reintegratore minerale

Siamo nel pieno del periodo estivo, il caldo e l’afa dilagano in città e tutta l’acqua che beviamo sembra non bastare, un ottimo modo per rimediare è mangiare frutta fresca di stagione, magari preparando una macedonia o anche qualcosa da bere come per esempio un frullato di banane. Un frullato è assolutamente salutare e gustoso a differenza di una merendina industriale o un gelato che di certo non ci aiuta nel mantenere la linea.

Quando prepariamo il nostro frullato dobbiamo se possibile usare della frutta fresca per poter goderne appieno il sapore e le sostanze nutritive e se è gradito possiamo aggiungere anche del latte per rendere la bevanda ancor più cremosa. Ma se invece vi piace il latte ma siete intolleranti, potete rimediare e sostituirlo con il latte di soia che è al 100% vegetale.
Nel caso del frullato di banane che già da sole sono gradevolmente dolci si può aggiungere anche del succo d’arancia o anche un cucchiaino di succo di limone. Se invece desiderate un frullato particolarmente dolce potete sbizzarrirvi aggiungendo anche un po’ di miele.

Il frullato è l’ideale anche per reidratare il corpo dopo una torrida giornata estiva, in più porta nell’organismo moltissime vitamine ed elimina eventuali gonfiori addominali. Ma torna soprattutto utile dopo una sessione intensiva di sport, come per esempio dopo un’ora di jogging l’istinto è quello di bere acqua o dissetarsi con un integratore minerale, invece l’ideale sarebbe bere un frullato di banane, ananas,mango e altri frutti tipici dei paesi caldi per recuperare le energie in modo naturale e assolutamente senza grassi ne sostanze industriali.
Un frullato pieno di frutta è anche la merenda ideale da dare ai propri bambini, invece di una busta di patatine fritte o peggio ancora una merendina industriale, non è un caso che in alcune scuole i classici distributori di merendine e bibite gassate siano stati sostituiti da distributori automatici di frutta e succhi di frutta.