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venerdì, dicembre 07, 2012

Giuseppe Nucci: bonificato il primo gruppo di scatole al plutonio

Sogin, la società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, guidata da Giuseppe Nucci, ha concluso nell’ Impianto Plutonio (IPU) di Casaccia le attività di smantellamento del primo gruppo di scatole a guanti contaminate da plutonio. Lo smantellamento delle 55 scatole a guanti e delle apparecchiature relative verrà completato nel 2015.
Repubblica.it IPU Casaccia
E' stato concluso nell'Impianto Plutonio (IPU) di Casaccia lo smantellamento del primo gruppo di quattro "scatole a guanti" contaminate da plutonio.
Realizzato nella prima metà degli anni '60 ed operativo fino al 1986, l'impianto del Centro di Ricerche Enea è passato a Sogin nel 2003 con l'obiettivo di liberare il sito da ogni vincolo radiologico.
Logo Sogin NUOVO
Dentro le scatole a guanti è presente plutonio: si tratta di ambienti confinati che durante l'esercizio dell'impianto erano impiegati per manipolare il plutonio nell'ambito delle attività di ricerca per la produzione di elementi di combustibile nucleare. Lo smantellamento delle 55 scatole a guanti e delle apparecchiature relative verrà completato nel 2015.
FONTE: Repubblica

martedì, maggio 22, 2012

E-gazette visita Caorso: Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, impegnata nella più grande bonifica ambientale della storia italiana

E-gazette, il notiziario che si occupa di ambiente ed energia, visita la centrale di Caorso, dove Sogin, la società di Stato guidata dall’AD Giuseppe Nucci, si sta dedicando alla bonifica della più grande centrale nucleare italiana.



Caorso – Qui una volta era tutta campagna. Poi, nei primi anni Settanta, è spuntata una centrale nucleare, la più grande tra le quattro italiane, che tra il 1981 e il 1986 ha prodotto 29 miliardi di chilowattora di energia elettrica.
Tra qualche anno, nel 2025, qui sarà di nuovo tutta campagna: l’impianto di Caorso, cittadina di cinquemila abitanti sul Po a due passi da Piacenza, è dal 2001 in fase di smantellamento, dopo che venticinque anni fa gli italiani scelsero di dire addio all’atomo sull’onda della tragedia di Chernobyl (il referendum popolare che spense il nucleare è del 1987).
“Stiamo completando la più grande bonifica ambientale della storia italiana”, ci accoglie Emanuele Fontani, vicedirettore disattivazione centrali e impianti dell’area nord Italia della Sogin, la società di Stato, guidata da Giuseppe Nucci, nata alla fine del 1999 da una costola dell’Enel che ha il compito di bonificare i siti nucleari italiani - le centrali di Caorso, Trino, Latina e Garigliano, l’impianto Fabbricazioni nucleari di Bosco Marengo e gli impianti Enea sul ciclo del combustibile di Saluggia, Trisaia e Casaccia - e gestire e mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi provenienti dalle attività medico-sanitarie, industriali e di ricerca.

I lavori a Caorso, dicevamo, termineranno nel 2025. Tredici anni nei quali l’azienda proverà rivendere il proprio know-how anche all’estero, così come ha già fatto in Russia. “Stiamo accumulando un bagaglio di conoscenze tecnologiche di eccellenza a livello internazionale - osserva Fontani. - Nessun paese, infatti, ha mai smantellato un’intera filiera energetica come sta facendo Sogin con il nucleare italiano”. Insomma, non accenderemo più reattori, ma siamo diventati i più bravi a smontarli. Non a caso, dal febbraio 2008 la centrale piacentina è anche sede della Scuola italiana di radioprotezione, sicurezza e ambiente.
Il “decommissioning” è lungo e delicato. e-gazette ne ha potuto vedere lo stato da vicino, visitando il reattore da 870 megawatt, al cui smantellamento lavorano un centinaio di addetti della Sogin. “A Caorso nel 2010 abbiamo terminato le attività di allontanamento del combustibile nucleare irraggiato, per un totale di 1.032 elementi trasportati con 16 successive spedizioni all’impianto Areva di La Hague, in Francia, per il loro riprocessamento. In questo modo, abbiamo ridotto del 99% la radioattività presente nella centrale”, spiega Sabrina Romani, responsabile della disattivazione della centrale, la prima donna a guidare l’impianto dalla sua costruzione. “Ora - aggiunge - stiamo terminando i lavori di smantellamento e decontaminazione dei componenti metallici del ciclo termico dell’edificio turbina”. Un’attività che ha permesso di riciclare, con il loro trasferimento in fonderia, 5.500 tonnellate di metallo. Finito questo step, i tecnici, dopo aver già demolito il camino, si concentreranno sull’edificio off-gas. Parallelamente si lavora al trattamento dei rifiuti. “Sottoponiamo ogni singolo elemento che lascia la centrale per essere riciclato a centinaia di controlli prima di considerarlo pulito, più di quelli necessari per legge. La sicurezza viene prima di tutto”, sottolinea la direttrice. In totale, finora qui sono stati fatti più di 60mila controlli sul campo.
Ma come vengono decontaminate le strutture di acciaio? “Utilizziamo il lavaggio con acido, con l’acqua in pressione o la sabbiatura - spiega Romani. - Alla fine del processo l’acciaio è mandato in fonderia, dove torna a essere metallo riutilizzabile”.
Il decommissioning vuole costi importanti. Per terminare la bonifica ambientale degli otto siti nucleari italiani e mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi, Sogin ha previsto investimenti per 4,8 miliardi di euro, comprensivi del trasferimento delle scorie al futuro Deposito nazionale. Per l’individuazione del sito dove costruirlo la società dovrà proporre una mappa delle potenziali sedi, che sarà poi oggetto di confronto con i territori. Per farlo, attende i criteri per individuare le aree idonee che devono arrivargli da un apposito ente non ancora costituito.
Nei programmi il Deposito nazionale ospiterà circa 90mila metri cubi di rifiuti radioattivi. Di questi, il 70% proverrà dalle operazioni di bonifica ambientale degli impianti nucleari mentre il restante 30% arriverà dalle quotidiane attività di medicina nucleare, industriali e della ricerca. Sarà costruito all’interno di un Parco tecnologico. Non si tratterà dunque di un cimitero, ma di un polo dedicato alla ricerca e alla formazione sul campo.
Due dati per inquadrare meglio che cosa significa fare decommissioning: per disattivare e smantellare un reattore Epr di terza generazione (il modello su cui aveva puntato il governo Berlusconi per la breve stagione della “rinascita nucleare italiana”, bruscamente interrotta dal disastro di Fukushima) servono tra i 400 e i 500 milioni di euro. “Ma quelli di oggi - ci dice Emanuele Fontani - sono impianti che già prevedono il loro smantellamento finale. Noi invece stiamo dismettendo impianti nucleari degli anni Settanta. Nei prossimi anni, Sogin e le imprese italiane che lavorano con noi potranno presentarsi all’estero, dove chiuderanno molte centrali, con un bagaglio di competenze e know-how che pochi potranno vantare”. E l’avvio a bonifica degli otto siti italiani ha generato un sovraffollamento di richieste di autorizzazioni distribuite tra commissioni per la Valutazione d’impatto ambientale, Ispra, ministeri e comuni. “Oggi con una maggiore sinergia tra gli attori interessati e con l’articolo 24 del decreto Liberalizzazioni, che fissa tempi certi per gli iter autorizzativi, possiamo accelerare il programma di bonifica previsto dal piano industriale varato lo scorso anno”, assicura Fontani. Prossimi step per Caorso: eliminare lo 0,7% di radioattività residua ancora presente nel sito e l’avvio dei lavori per la demolizione del reattore, il cuore del drago ormai addormentato.

FONTE: Egazette

mercoledì, maggio 16, 2012

Disattivazione centrale Caorso: Sogin dona a Comune Torre Faro

Oggi a Caorso, Sogin, la Società di Stato che si occupa della bonifica ambientale dei siti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, guidata dall’AD Giuseppe Nucci, ha consegnato al Comune di Caorso, in comodato d’uso gratuito una torre faro, dotata di un motogeneratore, per il suo utilizzo nel territorio comunale al servizio della collettività.
Caorso, 15 maggio 2012 - Oggi a Caorso, Sogin, la Società di Stato che si occupa della bonifica ambientale dei siti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, ha consegnato al Sindaco, Fabio Callori, in comodato d’uso gratuito una torre faro, dotata di un motogeneratore, per il suo utilizzo nel territorio comunale al servizio della collettività. L’unità di illuminazione è stata consegnata dalla Responsabile della Disattivazione della centrale di Caorso, Sabrina Romani.



Il contratto, che ha una durata quadriennale ed è rinnovabile, conferma la collaborazione fra Sogin e l’Amministrazione comunale, che metterà la torre faro a disposizione della sezione locale della Protezione Civile.
L’unità di illuminazione, dotata di palo telescopico in acciaio e quattro fari alogeni da 500 watt di potenza ciascuno, raggiunge i 7 metri d’altezza e garantisce una stabilità al vento fino a 80 chilometri orari. Il motogeneratore garantisce un’autonomia di funzionamento che supera le 8 ore.


“Quest’accordo
– ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci – dimostra il nostro l’impegno per uno sviluppo sostenibile dei territori nei quali portiamo avanti la più grande bonifica ambientale della storia del nostro Paese. In particolare, – ha aggiunto Nucci – nella centrale di Caorso stiamo terminando i lavori di smantellamento,decontaminazione e allontanamento di materiali e componenti metallici del ciclo termico dell’edificio turbina, ai quali seguirà la demolizione dell’edificio off gas”.
“Voglio ringraziare Sogin – ha affermato il Sindaco di Caorso, Fabio Callori – per questa ulteriore disponibilità e attenzione rispetto alle esigenze della nostra comunità. Con la torre faro, l’Amministrazione Comunale e la Protezione Civile si dotano di un’attrezzatura indispensabile che migliora, rispetto al passato, l’efficacia degli interventi di soccorso sul nostro territorio e lungo le sponde del fiume Po”.

FONTE: Sogin

giovedì, aprile 05, 2012

Nel nuovo libro di Edoardo Borriello “Il pianeta divorato” Giuseppe Nucci racconta le attività di Sogin


Nel nuovo libro di Edoardo Borriello “Il pianeta divorato” Giuseppe Nucci racconta le attività di Sogin
La più grande bonifica ambientale nella storia del nostro Paese è stata avviata dalla Sogin, società di Stato incaricata della bonifica dei siti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, da quelle di ricerca e da quelle medico sanitarie. La missione di Sogin è stata raccontata da Giuseppe Nucci, dall'ottobre 2010 Amministratore Delegato della Società - in un capitolo del libro "Il Pianeta Divorato" scritto da Edoardo Borriello, che analizza la difficile convivenza tra ambiente, crescita economica ed energia.
"La bonifica ambientale di un sito nucleare - spiega Giuseppe Nucci - rappresenta l'ultima fase del suo ciclo di vita. Questa attività viene definita 'decommissioning', parola che riassume le operazioni di allontanamento del combustibile nucleare irraggiato, di decontaminazione e smantellamento delle installazioni nucleari e di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, in attesa del loro trasferimento al Deposito Nazionale".
L'obiettivo dei lavori di bonifica di un sito nucleare è quindi quello di riportarlo a "prato verde", espressione con la quale si vuole sottolineare che il sito è stato liberato dai vincoli radiologici ed è pronto ad essere restituito al territorio e riqualificato per nuovi usi.
Sogin è impegnata in otto siti nucleari: le quattro centrali di Trino, Caorso, Latina e Garigliano, l'impianto Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo e gli impianti di ricerca Enea di Saluggia, Casaccia e Rotondella. Un obiettivo portato avanti con l'impiego di tecnologie avanzate e nel rispetto dei più elevati standard internazionali.
Il nuovo contesto normativo ha affidato, inoltre, a Sogin il compito di localizzare, realizzare e gestire il Parco Tecnologico, comprensivo del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi dove saranno trasferiti e smaltiti tutti i rifiuti radioattivi italiani. Il Parco Tecnologico sarà un centro di eccellenza, dedicato alle attività di ricerca nel campo della bonifica dei siti nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi.
Come si concretizza l’impegno di Sogin per la sostenibilità?
Questa è una delle domande che l’autore del libro, il giornalista Borriello, ha posto all’Amministratore Delegato della Società. “Nello svolgere con efficacia il ruolo affidatole, portando avanti le sue attività in maniera responsabile e trasparente – ha spiegato Giuseppe Nucci - per garantire la sicurezza dei cittadini e delle popolazioni locali, salvaguardare l'ambiente e tutelare le generazioni future. La Sogin ricorre a politiche dirette che assicurano attenzione verso le esigenze dei suoi stakeholder e la massima trasparenza nei confronti di tutti i suoi interlocutori, con l'obiettivo di consolidare rapporti di reciproca fiducia”.
Fonte: Phinetblog

martedì, febbraio 21, 2012

Si rafforza la sinergia fra Sogin e le imprese costruttrici di impianti nelle attività di bonifica ambientale dei siti nucleari e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi

L'amministratore delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, e il presidente di Assistal, Associazione nazionale costruttori di impianti, Giuseppe Gargaro, hanno sottoscritto un protocollo di intesa per rafforzare la sinergia fra Sogin e le imprese costruttrici di impianti nelle attivita' di bonifica ambientale dei siti nucleari e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. L'accordo, sottolinea una nota, si aggiunge ai quattordici protocolli gia' siglati da Sogin nel 2011 con le associazioni territoriali di Confindustria, Api, Ance, Lega delle Cooperative e Confcooperative delle provincie interessate dai lavori di bonifica dei siti nucleari. Il protocollo, di durata triennale, prevede 5 linee d'azione: informazione, formazione, assistenza, comunicazione e coinvolgimento su tematiche e argomenti oggetto di comune interesse.
La collaborazione fra Sogin e Assistal, che conta 1500 imprese specializzate nella progettazione, fornitura, installazione, gestione e manutenzione di impianti tecnologici e montaggi industriali, riguarderà l'organizzazione di una conferenza annuale sullo stato di avanzamento delle attività di bonifica ambientale dei siti nucleari e sulle policy di acquisti e appalti e la pubblicazione di una newsletter Sogin rivolta alle associazioni. Nel campo della formazione saranno promossi seminari e incontri 'one to one' rivolti alle imprese per la qualificazione in Sogin e iniziative sul tema della sicurezza da sviluppare con la Scuola italiana di Radioprotezione, Sicurezza e Ambiente di Sogin. Nel corso dell'incontro Sogin ha presentato i dati sulla nuova politica di ottimizzazione degli acquisti e di qualificazione dei fornitori.
In particolare, nel 2011 Sogin ha contrattualizzato attivita' per circa 150 milioni di euro, con un incremento del 53% rispetto al 2010 e sono stati ottenuti 18 milioni di risparmi con il ribasso del valore a base d'asta delle gare. Risparmi ottenuti attraverso un aumento delle procedure di gara pubbliche, che sono passate dal 34% del 2010 all'80% nel 2011, con tendenza in aumento nel 2012. "Sono soddisfatto per l'accordo di oggi - ha dichiarato Nucci - con il quale Sogin prosegue il suo percorso di apertura alle imprese italiane. In questo momento delicato per l'economia italiana - ha spiegato - Sogin sente infatti la responsabilità, come Società di Stato, di attivare tutti gli strumenti per sviluppare relazioni stabili e trasparenti con le diverse realtà imprenditoriali interessate a partecipare alla più grande bonifica ambientale nella storia del nostro Paese.
Per raggiungere questo traguardo - ha proseguito l'amministratore delegato di Sogin - il nostro piano industriale prevede investimenti per 4,8 miliardi di euro, un valore significativo per contribuire alla crescita economica e allo sviluppo produttivo del nostro Paese". "La firma di questo importante protocollo d'intesa - ha affermato Gargaro - rappresenta il punto di partenza per una collaborazione che sono certo sarà proficua e duratura, oltre che in grado di generare nuove opportunita' di business per le imprese aderenti".
Fonte: Piacenza Sera

mercoledì, febbraio 08, 2012

Bonifica ambientale siti nucleari: Giuseppe Nucci, servono 4,8 miliardi di euro

Sogin, Giuseppe Nucci, sul canale YouTube SoginChannel, i video dei Progetti Sogin per la Bonifica Ambientale degli impianti nucleari. Deposito affidata a Sogin la localizzazione, realizzazione e gestione del parco tecnologico e deposito nazionale per tutti i rifiuti radioattivi

Per terminare le attività di decommissioning dei siti nucleari italiani e arrivare entro il 2025 «al prato verde» occorrono 4,8 miliardi di euro, comprensivi dei costi di trasferimento dei rifiuti al futuro deposito nazionale. Il dato è contenuto nel piano industriale 2011-2015 approvato da Sogin, la società di Stato incaricata del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi. Nei cinque anni del piano, Sogin realizzerà attività di decommissioning per 400 milioni di euro.
Nel primo semestre 2011, Sogin ha realizzato attività di decommissioning pari a 22,1 milioni di euro, con un incremento del 50% rispetto alla media del periodo 2007-2010, ha illustrato i dati l'amministratore delegato Giuseppe Nucci. Nei prossimi quattro anni verranno anticipate le demolizioni delle parti convenzionali degli impianti in decommissioning, programma già avviato a Latina nell’agosto scorso con la demolizione del pontile in cemento armato lungo 750 metri.
Entro l'anno saranno concluse le attività di decontaminazione e smantellamento dell’impianto Fabbricazioni nucleari di Bosco Marengo, il primo impianto nucleare italiano nel quale termineranno le attività di decommissioning. Entro l’anno nella centrale di Trino terminerà la rimozione dei componenti e dei sistemi ausiliari non contaminati della zona controllata. Sono iniziate le operazioni di trasferimento in Francia del combustibile nucleare ancora presente a Saluggia che rappresenta l’ultimo 2% del combustibile irraggiato ancora presente in Italia.
Il nuovo contesto normativo nel 2010 ha affidato a Sogin la localizzazione, realizzazione e gestione del parco tecnologico e deposito nazionale per i rifiuti radioattivi, che permetterà di mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dal decommissioning e dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, che ogni anno producono circa 500 metri cubi di rifiuti, oggi custoditi in diversi depositi temporanei sparsi sul territorio nazionale. Il deposito consentirà la sistemazione definitiva di circa 80 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e la custodia temporanea per circa 12.500 metri cubi di rifiuti di alta attività.
FONTE: Corriere.it

giovedì, febbraio 02, 2012

Nucleare: Sogin firma protocollo d'intesa con Assital

Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, prosegue il suo percorso di apertura al mercato con le imprese del settore impiantistico
Roma, 2 febbraio 2012. L’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, e il Presidente di Assistal, Associazione Nazionale Costruttori di Impianti, Giuseppe Gargaro, hanno sottoscritto questa mattina un protocollo di intesa per rafforzare la sinergia fra Sogin e le imprese costruttrici di impianti nelle attività di bonifica ambientale dei siti nucleari e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. L’accordo si aggiunge ai quattordici protocolli già siglati da Sogin nel 2011 con le associazioni territoriali di Confindustria, Api, Ance, Lega delle Cooperative e Confcooperative delle provincie interessate dai lavori di bonifica dei siti nucleari.

Il protocollo, di durata triennale, prevede 5 linee d’azione: informazione, formazione, assistenza, comunicazione e coinvolgimento su tematiche e argomenti oggetto di comune interesse.
La collaborazione fra Sogin e Assistal, che conta 1500 imprese specializzate nella progettazione, fornitura, installazione, gestione e manutenzione di impianti tecnologici e montaggi industriali, riguarderà l’organizzazione di una conferenza annuale sullo stato di avanzamento delle attività di bonifica ambientale dei siti nucleari e sulle policy di acquisti e appalti e la pubblicazione di una newsletter Sogin rivolta alle associazioni. Nel campo della formazione saranno promossi seminari e incontri one to one rivolti alle imprese per la qualificazione in Sogin e iniziative sul tema della sicurezza da sviluppare con la Scuola italiana di Radioprotezione, Sicurezza e Ambiente di Sogin.
Nel corso dell’incontro Sogin ha presentato i dati sulla nuova politica di ottimizzazione degli acquisti e di qualificazione dei fornitori. In particolare, nel 2011 Sogin ha contrattualizzato attività per circa 150 milioni di euro, con un incremento del 53% rispetto al 2010 e sono stati ottenuti 18 milioni di risparmi con il ribasso del valore a base d'asta delle gare. Risparmi ottenuti attraverso un aumento delle procedure di gara pubbliche, che sono passate dal 34 % del 2010 all’80% nel 2011, con tendenza in aumento nel 2012.
“Sono soddisfatto per l’accordo di oggi – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci – con il quale Sogin prosegue il suo percorso di apertura alle imprese italiane. In questo momento delicato per l’economia italiana – ha spiegato Giuseppe Nucci - Sogin sente infatti la responsabilità, come Società di Stato, di attivare tutti gli strumenti per sviluppare relazioni stabili e trasparenti con le diverse realtà imprenditoriali interessate a partecipare alla più grande bonifica ambientale nella storia del nostro Paese. Per raggiungere questo traguardo – ha proseguito l’Amministratore Delegato – il nostro piano industriale prevede investimenti per 4,8 miliardi di euro, un valore significativo per contribuire alla crescita economica e allo sviluppo produttivo del nostro Paese”.
“La firma di questo importante protocollo d’intesa – afferma Giuseppe Gargaro, Presidente di Assistal - rappresenta il punto di partenza per una collaborazione che sono certo sarà proficua e duratura, oltre che in grado di generare nuove opportunità di business per le imprese aderenti”.
FONTE: Sogin

venerdì, gennaio 13, 2012

Giuseppe Nucci: Sogin aggiorna Modello 231 per prevenire reati ambientali

Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, è tra le prime società italiane ad integrare nel proprio Modello 231 quanto previsto dal decreto legislativo n. 121/2011, in vigore dal 16 agosto scorso, che recepisce la direttiva comunitaria 2008/99/CE varata per rafforzare la disciplina di contrasto contro i fenomeni di danno all'ambiente, che estende la responsabilità amministrativa degli enti ai reati ambientali.

Il consiglio di amministrazione di Sogin ha approvato l'aggiornamento del modello di organizzazione, gestione e controllo, ex D.Lgs. n. 231 del 2001, (Modello 231), presentato dall'organismo di vigilanza, nel quale vengono recepite, in particolare, le misure di prevenzione dei cosiddetti reati ambientali. L'aggiornamento del modello, si legge in una nota, rafforza gli strumenti di tutela ambientale gia' adottati da Sogin, e identifica le misure migliori per prevenire, e nel caso contrastare, l'accadimento di eventi che possano comportare una diretta responsabilità della società.
Sogin è tra le prime società italiane ad integrare nel proprio Modello 231 quanto previsto dal decreto legislativo n. 121/2011, in vigore dal 16 agosto scorso, che recepisce la direttiva comunitaria 2008/99/CE varata per rafforzare la disciplina di contrasto contro i fenomeni di danno all'ambiente, che estende la responsabilità amministrativa degli enti ai reati ambientali.
“Il tempestivo recepimento nel nostro Modello 231 delle misure previste dalla normativa per prevenire reati ambientali - ha spiegato Giuseppe Nucci, amministratore delegato di Sogin - è coerente con la nostra vocazione aziendale di garantire la massima sicurezza per i lavoratori, i cittadini e l'ambiente. Questa decisione, in linea con la nuova versione del codice etico, diffuso nel luglio scorso, e con l'approvazione del nuovo modello di risk assessment, varato a settembre - ha proseguito Giuseppe Nucci - conferma la ferma volonta' di Sogin di portare avanti i rapporti di collaborazione con i suoi interlocutori, interni ed esterni, con la massima correttezza e trasparenza”. (AGI) .
FONTE: Agi

mercoledì, gennaio 11, 2012

Sogin, in Italia è tra le prime società ad introdurre misure di prevenzione dei reati ambientali

“Il tempestivo recepimento nel nostro Modello 231 delle misure previste dalla normativa per prevenire reati ambientali - ha spiegato Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin - è coerente con la nostra vocazione aziendale di garantire la massima sicurezza per i lavoratori, i cittadini e l’ambiente”.
Il Consiglio di Amministrazione di Sogin ha approvato l’aggiornamento del modello di organizzazione, gestione e controllo, ex D.Lgs. n. 231 del 2001, di seguito Modello 231, presentato dall’Organismo di Vigilanza, nel quale vengono recepite, in particolare, le misure di prevenzione dei cosiddetti reati ambientali.

L’aggiornamento del Modello rafforza gli strumenti di tutela ambientale già adottati da Sogin, e identifica le misure migliori per prevenire, e nel caso contrastare, l’accadimento di eventi che possano comportare una diretta responsabilità della società.
Sogin è tra le prime società italiane ad integrare nel proprio Modello 231 quanto previsto dal decreto legislativo n. 121/2011, in vigore dal 16 agosto scorso, che recepisce la Direttiva Comunitaria 2008/99/CE varata per rafforzare la disciplina di contrasto contro i fenomeni di danno all'ambiente, che estende la responsabilità amministrativa degli Enti ai reati ambientali.
“Il tempestivo recepimento nel nostro Modello 231 delle misure previste dalla normativa per prevenire reati ambientali - ha spiegato Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin - è coerente con la nostra vocazione aziendale di garantire la massima sicurezza per i lavoratori, i cittadini e l’ambiente”.
“Questa decisione, in linea con la nuova versione del Codice Etico, diffuso nel luglio scorso, e con l’approvazione del nuovo modello di Risk Assessment, varato a settembre – ha proseguito Giuseppe Nucci - conferma la ferma volontà di Sogin di portare avanti i rapporti di collaborazione con i suoi interlocutori, interni ed esterni, con la massima correttezza e trasparenza”.

FONTE: Sogin

mercoledì, dicembre 28, 2011

Sogin responsabilità sociale vuol dire gestire correttamente le attività di bonifica ambientale

Essere sostenibili significa rispondere nel presente alle esigenze dei cittadini, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie. Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, progetta e realizza soluzioni che mirano a migliorare continuamente l'efficienza e l'efficacia delle proprie attività, impegnando know-how altamente specializzato, utilizzando tecnologie all’avanguardia e investendo nell'aggiornamento e nella formazione del proprio personale per garantire la sicurezza dei cittadini, salvaguardare l'ambiente e tutelare le generazioni future.

Sostenibilità è anche attuare politiche dirette ad assicurare attenzione alle esigenze degli stakeholder e trasparenza nei confronti di tutti gli interlocutori, con l’obiettivo di consolidare rapporti di reciproca fiducia e sviluppare relazioni di eccellenza.
Sostenere una reputazione basata sul riconoscimento della sua affidabilità è un elemento strategico per supportare lo sviluppo delle attività di bonifica ambientale degli impianti nucleari.
Responsabilità sociale d’impresa. L’adozione di un codice etico, la pubblicazione annuale del bilancio di sostenibilità (che dal 2011 sostituisce il bilancio sociale) e lo sviluppo di un processo di stakeholder engagement, sono gli strumenti con cui Sogin realizza la sua responsabilità sociale.
Il codice etico definisce i principi e i valori che Sogin adotta nei sui comportamenti verso tutti gli stakeholder ed è lo strumento attraverso il quale valutare il grado di coerenza fra un comportamento posto in essere nella pratica e gli ideali cui ci si attiene.
Il bilancio di sostenibilità è il documento che raccoglie le principali grandezze che Sogin ritiene fondamentali per rendicontare, con lealtà e trasparenza, la propria responsabilità e il proprio percorso verso livelli di sostenibilità ed eccellenza sempre più elevati.
Lo stakeholder engagement è il processo attraverso il quale Sogin sviluppa percorsi di miglioramento continuo sostenuti da una sempre maggiore consapevolezza delle scelte e dalla coresponsabilizzazione dei soggetti di volta in volta coinvolti.
Per Sogin responsabilità sociale vuol dire gestire correttamente le attività di bonifica ambientale che le sono affidate e sviluppare nuove tecnologie che contribuiscano alla crescita del Paese e alla tutela dell’ambiente, al fine di creare le condizioni per un futuro migliore.

FONTE: Sogin

mercoledì, novembre 23, 2011

Nuovo Piano Industriale Sogin, Giuseppe Nucci, con Confindustria Basilicata e Confapi Matera

L’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, ha presentato oggi ai rappresentanti istituzionali, alle associazioni imprenditoriali e alle organizzazioni sindacali del territorio il Piano industriale 2011-2015, illustrando inoltre l’andamento positivo del primo semestre 2011. Nel corso della conferenza Giuseppe Nucci ha firmato con il Vice Presidente di Confindustria Basilicata, Michele Somma e il Presidente di Confapi Matera, Vito Domenico Gravela, un protocollo d’intesa per rafforzare la sinergia fra Sogin e il tessuto imprenditoriale locale per le attività di decommissioning e di gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi. La bonifica ambientale dell’impianto Itrec di Rotondella si concluderà nel 2026.

“Il nuovo piano industriale – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci - intende migliorare l’efficienza e l’efficacia delle nostre attività con l’obiettivo di ottimizzare tempi e costi, per concludere la bonifica degli impianti nucleari, portarli a prato verde e restituirli ai cittadini e al territorio, consapevoli che Sogin è allineata alle migliori esperienze internazionali”.
“La firma del protocollo di oggi – ha continuato Giuseppe Nucci – attiva nuovi strumenti di partnership. É una ulteriore conferma della nostra volontà di condividere l’obiettivo della più importante bonifica ambientale nella storia del nostro Paese con le istituzioni e le imprese locali direttamente coinvolte nelle nostre attività assicurando che tutti i giorni nostri dipendenti operano con il massimo impegno per garantire la sicurezza dei cittadini italiani”.
“Questa intesa - ha sottolineato il Vice Presidente di Confindustria Basilicata, Michele Somma – rappresenta un passo importante nel processo di crescita delle imprese lucane. Grazie alle attività formative che saranno organizzate a breve in collaborazione con Sogin vogliamo fornire agli imprenditori tutto quel bagaglio di conoscenze tecniche, organizzative e manageriali che permetteranno loro di essere competitivi in un settore che richiede standard professionali altissimi e poter così entrare più facilmente in un mercato che non è solo quello lucano ma ha prospettive di respiro mondiale”.
“La giornata odierna – ha rilevato il Presidente di Confapi Matera, Vito Domenico Gravela – sancisce l’avvio di un sistema di relazioni con le associazioni imprenditoriali e i soggetti rilevanti del territorio. La presentazione del Piano Industriale di Sogin ci permette di conoscere i programmi e di avanzare proposte e suggerimenti al fine di ottenere il massimo coinvolgimento delle imprese locali e, quindi, una concreta ricaduta del Piano sul territorio”
“Per quanto riguarda il protocollo d’intesa – ha concluso Gravela – utilizzeremo la disponibilità di Sogin al dialogo per conseguire una maggiore semplificazione delle procedure di qualificazione delle imprese, attualmente troppo complesse e costose ”.
Gli obiettivi Sogin:
  • Mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, per garantire i cittadini, tutelare l’ambiente e le generazioni future.
  • Smantellare gli edifici convenzionali e finalizzare le scelte tecnologiche di progetto per il decommissioning dei siti nucleari.
  • Localizzare e realizzare il Parco Tecnologico e il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, appena definiti dall’Agenzia di Sicurezza Nucleare i criteri per realizzare la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee.
  • Valorizzare in Italia e all’estero le competenze delle imprese italiane qualificate da Sogin.
Per terminare le attività di decommissioning e arrivare al prato verde dei siti occorrono 4,8 miliardi di euro, comprensivi dei costi di trasferimento dei rifiuti al futuro Deposito Nazionale.
Nei cinque anni del piano, Sogin realizzerà attività di decommissioning, mantenimento in sicurezza e servizi per 542 milioni di euro, dei quali 43 milioni per le attività nell’impianto Itrec di Rotondella. Nel primo semestre 2011, Sogin ha incrementato del 50% le attività di smantellamento degli impianti nucleari rispetto alla media del periodo 2007-2010.
Nell’impianto Itrec di Rotondella, le principali attività previste nell’arco di piano riguarderanno la bonifica del deposito interrato (fossa irreversibile), la realizzazione dell’impianto di cementazione dei rifiuti liquidi radioattivi e delle strutture logistiche di cantiere funzionali alle operazioni di smantellamento.
Nel 2011, è stato ampliato l’albo fornitori e sono stati ridefiniti i piani di committenza delle attività per privilegiare la concorrenza. E’ stata coinvolta l’imprenditoria locale con appositi protocolli d’intesa per favorire così lo sviluppo del tessuto economico dei territori nei quali Sogin è presente. Sono stati inoltre siglati protocolli di legalità per appalti e subappalti con le Prefetture delle province nelle quali Sogin opera, tra le quali quelle di Alessandria e Vercelli. Queste scelte garantiscono maggiore trasparenza, certezza dei tempi e contenimento dei costi generali rispetto alla spesa attuale.
Nel primo semestre 2011 sono state contrattualizzate attività per 82,8 milioni di euro, rispetto ai 25,9 milioni dello stesso periodo del 2010 con un incremento di oltre tre volte. Questi importi sono stati assegnati per il 76% (63 milioni) attraverso procedure di gara, rispetto al 42% (10,8 milioni) assegnati nel primo semestre 2010. Il ribasso delle gare ha prodotto risparmi per 12 milioni di euro.
Il nuovo contesto normativo, nel 2010, ha affidato a Sogin la localizzazione, realizzazione e gestione del Parco Tecnologico e Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi, che amplia il perimetro aziendale. Il Deposito permetterà di mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dal decommissioning e dalle quotidiane attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, che ogni anno producono circa 500 metri cubi di rifiuti, oggi custoditi in diversi depositi temporanei sparsi nel territorio italiano. La sua realizzazione rappresenta dunque una priorità per l’Italia, garantendo la massima sicurezza per i cittadini e l’ambiente ed eliminando la necessità di immagazzinamento temporaneo sui siti.
Il Deposito sarà una struttura di superficie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali, che consentirà la sistemazione definitiva di circa 80 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e la custodia temporanea per circa 12.500 metri cubi di rifiuti di alta attività. Degli oltre 90 mila metri cubi di rifiuti il 70% proverrà dagli impianti nucleari in dismissione mentre il restante 30% dalle attività di medicina nucleare, industriali e della ricerca. Tra questi rientrano, ad esempio, i rifiuti derivanti da radioterapie e diagnostica.
Il protocollo d’intesa tra Sogin, Confindustria Basilicata e Confapi Matera, di durata triennale, prevede cinque linee d’azione: informazione, formazione, assistenza, comunicazione e coinvolgimento su tematiche di comune interesse.
La collaborazione riguarderà l’organizzazione di una conferenza annuale sullo stato di avanzamento delle attività di decommissioning e sulle policy di acquisti e appalti e la pubblicazione di una newsletter Sogin rivolta alle associazioni. Nel campo della formazione saranno promossi seminari rivolti alle imprese per la qualificazione in Sogin e iniziative sul tema della sicurezza da sviluppare con la Scuola di Radioprotezione e Sicurezza Sogin di Caorso. Sono inoltre previste visite agli impianti nucleari e specifici master universitari patrocinati dalle associazioni.

FONTE: Sala stampa Sogin

giovedì, novembre 17, 2011

Giuseppe Nucci presenta il Piano industriale Sogin 2011-2015

L’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, ha presentato oggi ai rappresentanti istituzionali, alle associazioni imprenditoriali e alle organizzazioni sindacali del territorio il Piano industriale 2011-2015. Nel corso dell’incontro l’Ing. Nucci ha illustrato inoltre l’andamento positivo del primo semestre 2011. Nei 5 anni del piano, Sogin realizzerà attività per 96 milioni di euro

Gli obiettivi Sogin:
  • Mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, per garantire i cittadini, tutelare l’ambiente e le generazioni future.
  • Smantellare gli edifici convenzionali e finalizzare le scelte tecnologiche di progetto per il decommissioning dei siti nucleari.
  • Localizzare e realizzare il Parco Tecnologico e il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, appena definiti dall’Agenzia di Sicurezza Nucleare i criteri per realizzare la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee.
  • Valorizzare in Italia e all’estero le competenze delle imprese italiane qualificate da Sogin.
“Il nuovo piano industriale – ha dichiarato Giuseppe Nucci - intende migliorare l’efficienza e l’efficacia delle nostre attività con l’obiettivo di ottimizzare tempi e costi, per concludere la bonifica degli impianti nucleari, portarli a prato verde e restituirli ai cittadini e al territorio, consapevoli che Sogin è allineata alle migliori esperienze internazionali”.
“Sogin è chiamata a realizzare la più importante bonifica ambientale nella storia di questo Paese. In tal senso - ha affermato l’Amministratore Delegato – riteniamo fondamentale condividere questo obiettivo con le istituzioni e le imprese locali direttamente coinvolte nelle nostre attività assicurando che tutti i giorni nostri dipendenti operano con il massimo impegno per garantire la sicurezza dei cittadini italiani”.

Per terminare le attività di decommissioning e arrivare al prato verde dei siti occorrono 4,8 miliardi di euro, comprensivi dei costi di trasferimento dei rifiuti al futuro Deposito Nazionale.
Nei cinque anni del piano, Sogin realizzerà attività di decommissioning, mantenimento in sicurezza e servizi per 542 milioni di euro, dei quali 96 milioni per le attività nella centrale di Caorso.
Nel primo semestre 2011, Sogin ha incrementato del 50% le attività di smantellamento degli impianti nucleari rispetto alla media del periodo 2007-2010.
In particolare, nei prossimi quattro anni, a Caorso verrà anticipata la demolizione definitiva dell’edificio off gas, sarà completata la decontaminazione e lo smantellamento dei componenti dell’edificio turbina e, a valle dell’approvazione dell’istanza di disattivazione, sarà avviato l’iter per lo smantellamento dell’isola nucleare.
Nel 2011, è stato ampliato l’albo fornitori e sono stati ridefiniti i piani di committenza delle attività per privilegiare la concorrenza. É stata coinvolta l’imprenditoria locale con appositi protocolli d’intesa per favorire così lo sviluppo del tessuto economico dei territori nei quali Sogin è presente. Sono stati inoltre siglati protocolli di legalità per appalti e subappalti con le Prefetture delle province nelle quali Sogin opera, tra le quali quella di Piacenza. Queste scelte garantiscono maggiore trasparenza, certezza dei tempi e contenimento dei costi generali rispetto alla spesa attuale.
Nel primo semestre 2011 sono state contrattualizzate attività per 82,8 milioni di euro, rispetto ai 25,9 milioni dello stesso periodo del 2010 con un incremento di oltre tre volte. Questi importi sono stati assegnati per il 76% (63 milioni) attraverso procedure di gara, rispetto al 42% (10,8 milioni) assegnati nel primo semestre 2010. Il ribasso delle gare ha prodotto risparmi per 12 milioni di euro.
Il nuovo contesto normativo, nel 2010, ha affidato a Sogin la localizzazione, realizzazione e gestione del Parco Tecnologico e Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi, che amplia il perimetro aziendale. Il Deposito permetterà di mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti dal decommissioning e dalle quotidiane attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca, che ogni anno producono circa 500 metri cubi di rifiuti, oggi custoditi in diversi depositi temporanei sparsi nel territorio italiano. La sua realizzazione rappresenta dunque una priorità per l’Italia, garantendo la massima sicurezza per i cittadini e l’ambiente ed eliminando la necessità di immagazzinamento temporaneo sui siti.
Il Deposito sarà una struttura di superficie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali, che consentirà la sistemazione definitiva di circa 80 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e la custodia temporanea per circa 12.500 metri cubi di rifiuti di alta attività. Degli oltre 90 mila metri cubi di rifiuti il 70% proverrà dagli impianti nucleari in dismissione mentre il restante 30% dalle attività di medicina nucleare, industriali e della ricerca. Tra questi rientrano, ad esempio, i rifiuti derivanti da radioterapie e diagnostica.

FONTE: Sala stampa Sogin