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martedì, luglio 17, 2018

La sofferenza come tabù nel nuovo libro del prof. Guido Giarelli



Il Taccuino Ufficio Stampa
Presenta

Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata di Giudo Giarelli.

Si può vivere senza sofferenza? È possibile ricondurla nell'ambito di un discorso scientifico a partire dalla consapevolezza della comune “condizione umana” che la globalizzazione induce? Sono le domande a cui cerca di rispondere il saggio del sociologo e antropologo Guido Giarelli Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata.

Titolo: Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata
Autore: Guido Giarelli
Genere: Società e scienze sociali, Sociologia
Casa Editrice: Rubbettino Editore
Collana: #sociologie
Pagine: 624
Codice ISBN: 9788849853360

«[…] La nostra tesi è che la sofferenza abbia posto in questo periodo un problema nuovo per le società occidentali, che è quello della sua inaccettabilità: il rifiuto della sofferenza, la sua non accettazione, è nata da un’illusione che si è andata sempre più diffondendo, che ha considerato la sofferenza come un’esperienza eccezionale, qualcosa che in quanto tale non apparteneva costitutivamente alla condizione umana. Mentre in passato tutte le religioni e le filosofie hanno considerato, come abbiamo visto, quello della sofferenza un problema fondamentale cui offrire qualche tipo di risposta di senso, nelle società moderne prima e contemporanee poi, la sofferenza è divenuta un tabù, così come la vecchiaia, la malattia e la morte».

Viviamo in un tempo di grande sofferenza: non le sofferenze atroci prodotte dalle grandi tragedie del ’900, ma un malessere sociale diffuso che si esprime sotto forma di sofferenza talora esplicita e mediatizzata, talora impalpabile, silenziosa e occultata dai mass media. L'esodato ultracinquantenne espulso dal mercato del lavoro, il giovane disoccupato o inoccupato che ha già perso ogni speranza di trovare un impiego, il lavoratore sfruttato e ridotto a “fattore produttivo”, i migranti sottoposti ai lavori più umilianti e alle condizioni di vita più degradanti, gli anziani che sempre più vedono sfumare la possibilità di una vecchiaia sicura e di una pensione adeguata a causa del deterioramento costante dei sistemi di protezione sociale pubblica. «Nonostante tutte queste sofferenze, abbiamo perso la capacità di spiegarle e quindi di cercare di affrontarle per poterle eliminare, per quanto possibile. E l’abbiamo persa – spiega Giarelli – perché, al pari della malattia, della disabilità, della vecchiaia e della morte, abbiamo considerato la sofferenza qualcosa di sconveniente, impresentabile, inaccettabile, “pornografica” in qualche modo, in una società sempre più salutista e performativa nella quale la bellezza, la salute, la necessità di essere sempre prestanti e all’altezza delle situazioni è diventato un dovere, un obbligo sociale se si vuole essere “in”, per non rischiare di diventare “out”. È così che la sofferenza è divenuta un tabù, rispetto al quale non sappiamo più parlare, spiegare e agire: questo libro cerca di ridarci la parola, di superare l’afasia che caratterizza la nostra società su questo tema». Elaborando una tipologia fenomenologica della sofferenza analizzata sulla base di un modello connessionista, il volume esplora quindi il contributo che tre studiosi classici (Karl Marx, Emile Durkheim e Max Weber) e tre contemporanei (Hans Jonas, Irving K. Zola e Margaret Archer) possono offrire attraverso i concetti di alienazione, anomia, razionalizzazione, limite, vulnerabilità e riflessività fratturata per una comprensione delle cause profonde della sofferenza umana. Ad emergere è così quella “dimensione del negativo” che, spesso interpretata dalle diverse mitologie, filosofie e teodicee religiose come prova dell’esistenza del “male”, rappresenta in realtà una componente intrinseca della condizione umana che una “sociologia del negativo” critica e riflessiva può consentire di analizzare sulla base di nuove piste di ricerca ormai ineludibili nella società globalizzata. «Vivere senza sofferenza è stata la grande illusione della società occidentale contemporanea, figlia della nostra idea di progresso lineare, indefinito, senza limiti: è così che si arriva all’illusione dell’ospedale senza dolore, del mondo senza sofferenza. Oggi stiamo scoprendo che la realtà ha dei limiti, e lo stiamo facendo a nostre spese: cambiamenti climatici, disastri ambientali, effetto serra, ma anche l’illusione delle pratiche anti-invecchiamento, di un’eterna giovinezza, di usare la criogenesi per sconfiggere la morte. Lo sapevano bene le società precedenti: un tempo il limite era inscritto nell’impotenza tecnologica dell’uomo di fronte all’onnipotenza incontrollabile della natura. Oggi, la mutata natura dell’agire umano consiste proprio nelle nuove e crescenti conquiste tecnologiche che la nostra società ha saputo mettere in campo, ma che rischiano di rivoltarsi contro di noi. Dobbiamo allora ritrovare quel limite autoimponendocelo secondo quel “principio di responsabilità” di cui parla Hans Jonas, per cui non tutto ciò che si può fare si deve fare, se vogliamo evitare di creare aspettative irrealistiche che non ci portano da nessuna altra parte se non alla nostra autodistruzione. Ciò che dobbiamo riscoprire è una nuova “cultura del limite” adeguata alla tarda modernità in crisi che stiamo vivendo, senza alcuna deviazione luddista e anti-tecnologica (fondamentalmente reazionaria), ma che sappia però tener conto dell’esistenza di limiti biologici, psicologici, esistenziali, sociali ed ecologici con i quali ci confrontiamo quotidianamente: è ciò che chiamo la dimensione del “negativo”, che racchiude tutti questi limiti, e rappresenta una dimensione fondamentale e ineliminabile della condizione umana quanto quella del positivo, con la quale dobbiamo tornare a familiarizzare, nella piena consapevolezza di questa ambivalenza della condizione umana, per cui non c’è positivo senza negativo, felicità senza sofferenza, gioia senza dolore. Perché, come afferma Salvatore Natoli “Il negativo colpisce il positivo, ma il positivo lo precede e ne è la sua ineliminabile condizione”».

TRAMA. Un libro che si rivolge non soltanto agli specialisti, ma anche a chi voglia cercare di comprendere le cause dei diversi tipi di sofferenza, cercando per quanto possibile di eliminare le sofferenze inutili, specie quelle causate dall’uomo, come le sofferenze sociali che originano dal mancato rispetto della dignità umana; senza per questo illudersi di eliminarle completamente, dal momento che esse rappresentano una componente costitutiva della condizione umana, una forma di adattamento all’ambiente in cui ci è dato vivere.
























BIOGRAFIA. Guido Giarelli, Ph.D. alla University College London, è professore associato di Sociologia generale presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro. Presso la medesima università è stato direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale sui Sistemi sanitari e le Politiche di welfare (C.R.I.S.P.) dal 2006 al 2010 e del Master di II livello in “Management integrato dei servizi sociali e sanitari”; è attualmente direttore del Master di II livello in “Medicina integrata”. È stato research associate dell’Institute of African Studies dell’Università di Nairobi, adjunct associate professor della School of Health Sciences della Oakland University di Rochester (Michigan), visiting scholar alla New York Academy of Medicine e alla Harvard Medical School di Boston, visiting professor all’Università di Oviedo (Spagna), all'Escola de Saúde Pública do Ceará di Fortaleza (Brasile) e al Centre for Sociological Theory and Research on Health Division and Population Health della University College London. Fondatore e primo presidente della Società Italiana di Sociologia della Salute (SISS) dal 2002 al 2005, segretario e poi membro del Consiglio scientifico della Sezione di Sociologia della salute e della medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) dal 2005 al 2011, presidente della European Society for Health and Medical Sociology (ESHMS) per il mandato 2006-2010, è attualmente vice-Presidente del Consiglio direttivo del Research Committee 15 (Sociology of Health) dell’International Sociological Association (ISA). Dal 2004 è membro dell’Osservatorio sulle Medicine Non Convenzionali della Regione Emilia-Romagna.


Video di presentazione del saggio https://youtu.be/n5_wkFr-OrQ





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lunedì, maggio 22, 2017

A colloquio con Cardinal Ersilio Tonini

E’ disponibile in versione ebook con Audio-libro omaggio un interessante saggio che raccoglie le dichiarazioni del celebre Cardinal Ersilio Tonini.

L’autore propone alcuni brani di un’intervista fatta al celebre porporato disponibile per intero in versione ebook e anche in audio scaricando in omaggio il file mp3 allegato a quest’opera in edizione audio-book.
I temi di questa inchiesta sono: Globalizzazione, Fine dei tempi, Profezie, Apparizioni mariane, Segreti di Fatima, Attività ordinaria e straordinaria del demonio. Le dichiarazioni del noto prelato rilasciate al giornalista Beppe Amico nel ’97 sono ancora di grande attualità e contengono interessanti spunti dottrinali anche per le nuove generazioni.
Cardinal Tonini, in questa intervista, parla in modo appassionato di tanti scottanti temi della fede e della vita sociale. Il vigore del dialogo con il cronista mette in risalto la sua energica ed inconfondibile eloquenza, tratto che lo ha sempre contraddistinto in molti interventi pubblici sui media di tutto il mondo.

Davvero indimenticabile il suo zelo apostolico che l’ha reso tanto amato dalle ultime tre generazioni e che lo ha visto protagonista in molti eventi della vita sociale, politica e religiosa soprattutto in difesa dei più deboli.
Una sezione di questo libro è dedicata anche alle note introduttive sulla figura di Cardinal Tonini, al lavoro da lui svolto in molti anni di attività in tante sedi della Curia apostolica di famose città come Macerata, Ravenna e Cervia, sia come Vescovo che come Cardinale, oltre che a una ricca bibliografia delle opere scritte dal celebre prelato e alla segnalazione di alcuni suggerimenti di lettura e di libri di estrazione spirituale consigliati dal curatore della pubblicazione.

giovedì, agosto 02, 2007

Prima Posizione diventa internazionale: acquisito nuovo cliente Svizzero

La giovane e dinamica agenzia di web marketing, suppera anche i confini italiani annoverando fra i suoi clienti Beike SA, nota ditta Svizzera specializzata nella ricerca sulle cellule staminali.

Padova, 02/08/2007

A pochi mesi dalla sua nascita, Prima Posizione Srl col un importante acquisizione, è già divenuta Internazionale conquistando la fiducia di Beike SA, azienda di prestigio a livello mondiale per le ricerche sulle cellule staminali embrionali.

Beike SA, come già detto, tratta cellule staminali e studia le possibili cure per malattie genetiche oppure gravi che colpiscono migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo.

Per esempio, le prime sperimentazioni vengono applicate a mallattie come la sindrome di Guillain-Barre oppure per la riabilitazione sclerosi multipla.

In pratica i tecnici e gli specialisti di Beike SA, si avvalgono della collaborazione ed esperienza di medici Cinesi che nel settore dello studio ed utilizzo di cellule staminali cordone ombelicale di cui la ditta Svizzera è l'unico distributore per l'europa meridionale.

A tal proposito, la posizione Svizzera risulta strategica perché proprio nel cuore dell'europa dove queste tecniche e sperimentazioni di cura per malattie difficilmente guaribili sono ancora poco conosciute e divulgate a livello di massa.

Proprio per questo motivo, la direzione Beike SA, ha scelto di promuovere la propria attività e le proprie iniziative on-line, prima realizzando un ottimo sito dinamico e poi promuovendolo con i servizi TOP-SEO di posizionamento nei motori di ricerca di Prima Posizione Srl.

"Questa collaborazione è un privilegio, che ci porterà sicuramente un'elevata notorietà in tutto il territorio Svizzero ed Internazionale - ha commentato Michele De Capitani responsabile di Prima Posizione - oltre ad aiutare in modo sostanziale il cliente a far conoscere i propri servizi e prodotti per la cura di malattie gravi che affliggono migliaia di persone anche in Italia. Contiamo che questa cooperazione si estenda anche con altre lingue e quindi spingersi verso altri mercati."

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl - Internet Marketing