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mercoledì, maggio 15, 2019

CANAPA una storia incredibile di Matteo Gracis

Il Taccuino Ufficio Stampa
Presenta

CANAPA una storia incredibile di Matteo Gracis

Il giornalista e scrittore Matteo Gracis presenta CANAPA una storia incredibile, un’opera che racconta le origini, la fortuna, l’evoluzione contrastata e i mille usi di questa “pianta miracolosa”, alternandone la narrazione con l’entusiasmante resoconto delle esperienze che hanno portato l’autore a fondare e dirigere “Dolce Vita”, la più importante rivista italiana sulla cultura della Canapa e sugli stili di vita alternativi. La Canapa come non è mai stata raccontata in un’opera a metà strada tra saggio e memoir, che si avvale di un’appassionata prefazione di Beppe Grillo e di una sentita postfazione di George Jung (il Boston George interpretato da Johnny Depp nel film “Blow”)


Titolo: CANAPA una storia incredibile
Autore: Matteo Gracis
Genere: Saggio/Memoir
Casa Editrice: Chinaski Edizioni
Collana: Fuoricollana
Pagine: 190
Prezzo: 18 euro
Codice ISBN: 978-8899759605


«[…] Che i bigotti, i bacchettoni, i conformisti, i puritani ma soprattutto i proibizionisti, i signori del petrolio e quelli di big pharma e infine i politici ostili ai cambiamenti se ne facciano una ragione: la Canapa ha vinto, non la fermate più. Non vi resta che accettare questo dato di fatto e farvi da parte».

Esce per Chinaski Edizioni il 20 aprile, data della giornata mondiale della cannabis, CANAPA una storia incredibile di Matteo Gracis. Una celebrazione della pianta della Canapa, che dovrebbe finalmente essere “libera in ogni sua forma e per ogni suo utilizzo”, e un racconto della crescita umana e professionale dell’autore, che ha messo il suo entusiasmo e le sue competenze al servizio della comunicazione della libertà di pensiero e azione nella sua fortunata rivista Dolce Vita. Una storia incredibile - come dal titolo dell’opera - di una pianta che ha accompagnato l’essere umano da quindicimila anni, e ne ha arricchito l’esistenza in tanti modi diversi. Una “pianta fondamentale per l’umanità” che grazie ai suoi più di centoventi principi attivi (detti cannabinoidi) ha influenzato la scienza medica mondiale, a partire dai primi utilizzi nel campo della medicina tradizionale cinese nel 2737 a. C. ad opera dell’imperatore Shen Nung, ed è stata nei secoli fonte di sostentamento e di cibo, forte e duratura materia prima oltre che protagonista di interessanti esperienze mistiche e rituali. Matteo Gracis elogia le incredibili proprietà e l’affascinante storia della Canapa, e racconta con attento sguardo sociologico e storico la guerra che le è stata mossa nell’ultimo secolo da chi perseguiva interessi egoistici, che hanno comportato la sua quasi totale eliminazione dalla vita dell’uomo. È infatti un nodo fondamentale dell’opera il disvelamento di un inganno che, a partire dagli anni trenta del novecento, ha portato magnati dell’editoria, della petrolchimica e del settore farmaceutico, oltre che uomini politici corrotti, a iniziare un’oscura fase di proibizionismo originata in America e poi sviluppata in tutto il mondo. Raccontandone la travagliata cronaca macchiata da azioni scellerate e complotti politici, con un occhio di riguardo per la difficile situazione italiana, l’autore punta il dito sulla lotta a una pianta che avrebbe invece potuto salvare la disastrosa condizione ambientale odierna, limitando l’utilizzo del petrolio e della plastica grazie alle sue infinite proprietà. È infatti possibile realizzare della bioplastica dalla fibra della Canapa, così come utilizzare le sue parti per la combustione ecosostenibile e per fini di bioedilizia; infine la pianta è anche un bioaccumulatore che può assorbire le sostanze chimiche tossiche dal terreno. Per fortuna la Canapa sta oggi tornando al centro della storia, trascinata da una rivoluzione verde, silenziosa ma inesorabile, che percorre tutto il pianeta. L’Italia purtroppo rimane ancora tristemente chiusa alle politiche di piena legalizzazione, ma è indubbio che la nuova era stia bussando anche alla nostra porta e che il cambiamento sia ormai diventato necessità, per un futuro migliore.


TRAMA. Una pianta che da migliaia di anni accompagna l’umanità nella sua storia, ma che da circa un secolo è diventata oggetto delle attenzioni di tutte le forze di polizia del mondo. Un ragazzo che incontra quella pianta e i suoi prodot­ti, quando sono avvolti da quell’aura illecita che attrae e respinge, ma che non sempre fa riflettere. Due storie che si intrecciano, perché mentre il ragaz­zo cresce e con lui la sua consapevolezza, insieme si sviluppa anche la curiosità sul perché di quei divieti, sui motivi per cui quella pianta sia bandita dall’agri­coltura, dall’industria e dalla farmacopea, luoghi in cui aveva dimorato e prosperato per secoli. Così l’autore, parallelamente al suo percorso che lo ha portato prima a fondare un sito web, con l’obbiettivo di stimolare la discussione verso politiche di liberalizza­zione della pianta, e poi a creare e dirigere Dolce Vita, la più importante rivista italiana sulla cultura della Ca­napa e gli “stili di vita alternativi”, ci racconta la tor­mentata vicenda del più controverso vegetale nella storia della nostra civiltà, cercando nuove domande e ottenendo alcune significative risposte. Due storie davvero incredibili: quella di Matteo Gracis che dai banchi abbandonati in fretta dell’Università si è in­ventato imprenditore di successo nel settore della co­municazione, e quella della Canapa che, con estrema fatica ma altrettanta forza, sta riemergendo dal limbo dell’illegalità in molte parti del mondo e da ultimo, al­meno in versione “light”, anche nel nostro paese. Una “rivoluzione verde” che ha un solido retroterra culturale, ben oltre il cosiddetto uso ludico, narrata in maniera esemplare da uno dei suoi protagonisti.


L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE





BIOGRAFIA. Matteo Gracis (Pieve di Cadore – Belluno, 1983) è un giornalista, nomade digitale e libero pensatore. Ha vissuto per alcuni anni a Milano, dove nel 2004 ha aperto la sua società di comunicazione/editoria, e dove ha fondato e dirige la rivista Dolce Vita. Dal 2008 è entrato nell’ordine nazionale dei giornalisti (elenco pubblicisti). Segue inoltre alcune attività commerciali, artistiche e culturali, ed è un appassionato viaggiatore. Esperto di cultura della Canapa, è consulente di alcune delle più importanti aziende europee del settore. Dal 2018 collabora come autore al blog Beppegrillo.it. “Stay human” è la sua filosofia di vita.



CASA EDITRICE. La Chinaski Edizioni è nata a Genova nel 2004 con un obiettivo semplice: la pubblicazione di buoni libri in assoluta libertà. Non si propone come un’entità astratta che periodicamente invade le librerie con titoli ruffiani, magari affidandosi a qualche comico televisivo dal tormentone facile; vuole invece dar voce alla gente che scrive con passione e capacità. Le collane della sua produzione editoriale sono: Borderline (che dà spazio a giovani autori italiani e tratta tematiche dure, scabrose e dalla forte valenza sociale), Giallo & Nero (collana di gialli d’autore), Voices (dedicata a biografie musicali decisamente “non convenzionali”), Sportivity (dedicata allo sport) e Fuoricollana (una miscellanea di titoli originali che non rientrano nelle altre categorie). Tonino Carotone, Don Andrea Gallo, Manu Chao, Ken Paisli e tanti altri volti noti hanno collaborato con Chinaski Edizioni, la casa editrice che “cammina domandando”.

PRESENTAZIONI CONFERMATE
Torino - 2 Maggio, 2019
Alessandria - 4 Maggio, 2019
Bologna - 7 Maggio, 2019
Milano - 10 Maggio, 2019
Lucca - 11 Maggio, 2019
Torino - 12 Maggio 2019
Treviso - 16 Maggio, 2019
Roma - 17 Maggio, 2019
Varese - 18 Maggio, 2019
Podenzano (PC) - 19 Maggio, 2019
Treviso - 23 Maggio, 2019
Belluno - 25 Maggio, 2019
Milano - 27 Maggio, 2019
Aosta - 28 Maggio, 2019
Brescia - 29 Maggio, 2019
Chiuduno (BG) - 30 Maggio, 2019
Padova - 31 Maggio, 2019
Bologna - 1 Giugno, 2019
Trento - 2 Giugno, 2019
Adelfia (BA) - 5 Giugno, 2019
Vasto (CH) - 6 Giugno, 2019
Ferrara - 7 Giugno, 2019
Forlì - 8 Giugno, 2019
Parma - 13 Giugno, 2019
Firenze - 14 Giugno, 2019
Raiano (AQ) - 15 Giugno, 2019
Feltre (BL) - 15 Giugno, 2019
Bari - 20 Giugno, 2019
Stornara (FG) - 22 Giugno, 2019
Savona - 26 Giugno, 2019
Udine - 27 Giugno, 2019
Grottamare (AP) - 28 Giugno, 2019


Contatti
www.matteogracis.it
http://www.facebook.com/matteogracis
https://www.instagram.com/matteogracis
http://www.unastoriaincredibile.it/
www.dolcevitaonline.it
https://www.chinaski-edizioni.com/


Link di vendita
https://www.amazon.it/Canapa-storia-incredibile-Matteo-Gracis/dp/889975960X





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Via Silvagni 29 - 401387 Bologna - Phone:+393396038451

martedì, novembre 13, 2018

Dizionario appassionato di Napoli: l'ambiziosa opera di Jean-Noël Schifano


Il Taccuino Ufficio Stampa
Presenta

Dizionario appassionato di Napoli di Jean-Noël Schifano
Dizionario appassionato di Napoli è l’ambiziosa opera di un intellettuale francese di origini italiane, Jean-Noël Schifano, già autore di saggi e romanzi ambientati nella città partenopea, e traduttore in Francia dei testi di Umberto Eco, Elsa Morante, Leonardo Sciascia, Italo Svevo e Alberto Savinio. Schifano ha deciso di esporre dalla a alla zeta i motivi per cui è da sempre innamorato di Napoli, della sua storia millenaria scolpita in ogni pietra e della sua forte identità marchiata a fuoco nei cuori dei suoi abitanti. Una città unica al mondo, che lo scrittore celebra attraverso il racconto di eventi storici, di aneddoti letterari e di piccole curiosità che arricchisce con la sua visione personale e con i suoi ricordi di vita. Storia di una città che l’elegante prosa di Schifano trasforma in luogo mitico, il cui glorioso passato si intreccia al complicato presente in un’opera intrisa di cultura e passione.

Titolo: Dizionario appassionato di Napoli
Autore: Jean-Noël Schifano
Genere: Saggistica/Memoir
Casa Editrice: Ilmondodisuklibri
Pagine: 608
Codice ISBN: 978-88-96158-15-9

«[…] La vita è lì, la vita di Napoli nel suo potente specchio. Questi personaggi che schizzano fuori dalla creta e dalle tele che vedete parlare, gridare, chiamare il passante, abbuffarsi, sedurre, supplicare, mendicare, urlare dalle risate, recitare la commedia, mercanteggiare, russare sazi contro un pezzo di muro romano, ancheggiare al richiamo del tamburello nella grotta riversante il suo abbondante cibo, è il ventre avido e generoso di Napoli che si apre ai vostri occhi, è la scena oscena di Napoli che vi salta al collo».

Dizionario appassionato di Napoli di Jean-Noël Schifano si apre con la voce “Averno”, suggestivo lago vulcanico sito nel comune di Pozzuoli, ma anche soglia degli inferi che Enea attraversò insieme alla Sibilla cumana per raggiungere l’Ade. Nel combinare l’epica con la particolare geografia campana e con riflessioni audaci e colte, lo scrittore dimostra subito tutta la potenza di un’opera che apre la mente e il cuore del lettore curioso di scoprire quanto è possibile scavare nell’identità e nella storia di una città; «Approdando a Napoli dagli inferi, situati dietro Posillipo e la tomba di Virgilio, laggiù, nei Campi Flegrei, mi metto nella situazione ideale di colui che sa e a cui Napoli, dopo lustri di corpo a corpo, ha affidato dei segreti, ha messo e tolto le sue maschere, ha rivelato nella sua carne e nelle sue pietre l’opera lirica della sua esistenza […]». Pubblicato dalla casa editrice francese Plon nel 2007 e poi portato in Italia grazie a un’operazione di crowdfunding, Dizionario appassionato di Napoli diventa anche un’occasione per contestare i pregiudizi su una città che ha ispirato grandi opere d’arte e di letteratura, e che ha dato i natali o ha amorevolmente ospitato personaggi d’eccellenza. Schifano celebra l’esistenza di un popolo, da lui chiamata barocco esistenziale, vissuta in una città fondata nel VII secolo a.C. dai greci venuti dall’isola di Rodi, dediti al culto della sirena Partenope. E lo fa ripercorrendo le sue memorie, mescolandole alla Storia, al mito e alla tradizione. Dal punto di vista della sua personale esperienza con la città partenopea, lo scrittore rivela l’unicità di un luogo intriso di passione e di fierezza, che non si è fatto piegare da chi ha cercato di imbrigliarlo, che ha accolto ogni diversità con rispetto, e la cui identità si riflette da sempre in un popolo singolare e in perenne movimento: «Quando dopo tremila anni le carni si fanno pietre viventi di una Città, quando una civiltà fa vivere, per essere sé stessa, tutte le civiltà contradditorie che la compongono, quando la storia di ciascuno circola nella Storia di tutti, siamo nel cuore del barocco esistenziale, come Napoli lo vive, come noi lo viviamo a immagine di Napoli […]. Il dizionario è un’opera maestosa, estremamente accurata dal punto di vista storico e culturale, illuminata dalla sapienza e dalle memorie di un’intellettuale che riesce a far innamorare il lettore di una città che in pochi hanno davvero compreso nel profondo, e che Jean-Noël Schifano definisce come «una Pompei che non è mai stata seppellita».

TRAMA. Dizionario appassionato di Napoli di Jean-Noël Schifano è arrivato in Italia grazie a “SosPartenope”, un progetto di crowdfunding che il portale di cultura e casa editrice Ilmondodisuk ha lanciato, prima dalla piattaforma Derev e poi da Meridonare della Fondazione Banco di Napoli, con l’obiettivo di tradurre e pubblicare il Dictionnaire amoureux de Naples, edito in Francia da Éditions Plon. Per sostenere il progetto, più di un centinaio di artisti italiani e stranieri hanno donato le loro opere per una mostra (SosPartenope, 100 artisti per il libro della città) organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli ed esposta prima a Castel dell’Ovo, poi nella chiesa di San Giovanni Maggiore e, infine, all’interno del palazzo La Bulla. Dizionario appassionato di Napoli rivela nelle ventisei lettere dell’alfabeto il passato e il presente di una città unica nel suo genere, spaziando da eventi storici e culturali a ricordi personali dello scrittore, restituendo un ritratto di Napoli con le sue luci e le sue ombre, con le sue eccellenze e le sue contraddizioni, capace di smantellare gli stereotipi su una metropoli troppo spesso e troppo a lungo etichettata solo come covo del malaffare.


L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE























BIOGRAFIA. Jean-Noël Schifano è uno scrittore, traduttore, editore e operatore culturale francese. Dal 1972 al 1982 ha insegnato nelle Università di Pescara, Napoli (Istituto Orientale), Cosenza e Salerno. Dal 1970 ha partecipato a numerose conferenze e dibattiti presso varie istituzioni italiane e internazionali, tra cui il Parlamento Europeo a Strasburgo. Ha scritto su giornali e riviste italiane e francesi: il Mattino, Le Monde, Senso, Ulysse, Enciclopedia Universalis, Globe. Ha scritto in qualità di critico d’arte su L’Oeil e Maison et Jardin. È stato editore per Editions Flammarion, Fayard e attualmente presso Gallimard. È stato co-creatore del premio Elsa Morante e creatore del premio Domenico Rea. Dal 1992 al 1998 è stato direttore dell’Istituto Francese di Napoli, il Grenoble, organizzando più di duecento mostre, tra le quali le personali degli artisti Topor, Ben, Velickovic, Esposito, Tatafiore, Cueco, Fromanger, Longobardi, Pignon-Ernest, Boltanski, Giorda, Combas. Ha tradotto in francese le opere di Umberto Eco, Elsa Morante, Leonardo Sciascia, Italo Svevo, Alberto Savinio e molti altri. Dal 1981 ha scritto e pubblicato con Gallimard saggi, racconti e romanzi che hanno come tema principale Napoli: Chroniques Napolitaines, La danse des ardents ou le vie de Masaniello, L’education anatomique, Everybody is a star, Suite Napolitaine e Sous le soleil de Naples, poi tradotti in Italia, Grecia, Romania, Brasile e Giappone. Nel 1994 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Napoli.




EVENTI.
- Giovedì 6 dicembre 2018 dalle 15.30 alle 18.00 presso Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Interverranno la scrittrice e conduttrice Antonella Del Giudice, l’editrice Donatella Gallone e il prof. Alvio Patierno, che ha coordinato la traduzione del volume realizzata assieme alle francesiste del Suor Orsola Benincasa. Ai loro interventi, l’attrice Tina Femiano affiancherà la lettura di alcuni brani tratti dall’opera.

- Venerdì 7 dicembre 2018 alle 17.00 presso Fondazione Premio Napoli (Palazzo Reale, piazza del Plebiscito, 1). Introdurrà l’incontro il presidente della Fondazione Premio Napoli, Domenico Ciruzzi, e interverrà il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli. Letture di Antonella Stefanucci.




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martedì, luglio 17, 2018

La sofferenza come tabù nel nuovo libro del prof. Guido Giarelli



Il Taccuino Ufficio Stampa
Presenta

Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata di Giudo Giarelli.

Si può vivere senza sofferenza? È possibile ricondurla nell'ambito di un discorso scientifico a partire dalla consapevolezza della comune “condizione umana” che la globalizzazione induce? Sono le domande a cui cerca di rispondere il saggio del sociologo e antropologo Guido Giarelli Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata.

Titolo: Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata
Autore: Guido Giarelli
Genere: Società e scienze sociali, Sociologia
Casa Editrice: Rubbettino Editore
Collana: #sociologie
Pagine: 624
Codice ISBN: 9788849853360

«[…] La nostra tesi è che la sofferenza abbia posto in questo periodo un problema nuovo per le società occidentali, che è quello della sua inaccettabilità: il rifiuto della sofferenza, la sua non accettazione, è nata da un’illusione che si è andata sempre più diffondendo, che ha considerato la sofferenza come un’esperienza eccezionale, qualcosa che in quanto tale non apparteneva costitutivamente alla condizione umana. Mentre in passato tutte le religioni e le filosofie hanno considerato, come abbiamo visto, quello della sofferenza un problema fondamentale cui offrire qualche tipo di risposta di senso, nelle società moderne prima e contemporanee poi, la sofferenza è divenuta un tabù, così come la vecchiaia, la malattia e la morte».

Viviamo in un tempo di grande sofferenza: non le sofferenze atroci prodotte dalle grandi tragedie del ’900, ma un malessere sociale diffuso che si esprime sotto forma di sofferenza talora esplicita e mediatizzata, talora impalpabile, silenziosa e occultata dai mass media. L'esodato ultracinquantenne espulso dal mercato del lavoro, il giovane disoccupato o inoccupato che ha già perso ogni speranza di trovare un impiego, il lavoratore sfruttato e ridotto a “fattore produttivo”, i migranti sottoposti ai lavori più umilianti e alle condizioni di vita più degradanti, gli anziani che sempre più vedono sfumare la possibilità di una vecchiaia sicura e di una pensione adeguata a causa del deterioramento costante dei sistemi di protezione sociale pubblica. «Nonostante tutte queste sofferenze, abbiamo perso la capacità di spiegarle e quindi di cercare di affrontarle per poterle eliminare, per quanto possibile. E l’abbiamo persaspiega Giarelli perché, al pari della malattia, della disabilità, della vecchiaia e della morte, abbiamo considerato la sofferenza qualcosa di sconveniente, impresentabile, inaccettabile, “pornografica” in qualche modo, in una società sempre più salutista e performativa nella quale la bellezza, la salute, la necessità di essere sempre prestanti e all’altezza delle situazioni è diventato un dovere, un obbligo sociale se si vuole essere “in”, per non rischiare di diventare “out”. È così che la sofferenza è divenuta un tabù, rispetto al quale non sappiamo più parlare, spiegare e agire: questo libro cerca di ridarci la parola, di superare l’afasia che caratterizza la nostra società su questo tema». Elaborando una tipologia fenomenologica della sofferenza analizzata sulla base di un modello connessionista, il volume esplora quindi il contributo che tre studiosi classici (Karl Marx, Emile Durkheim e Max Weber) e tre contemporanei (Hans Jonas, Irving K. Zola e Margaret Archer) possono offrire attraverso i concetti di alienazione, anomia, razionalizzazione, limite, vulnerabilità e riflessività fratturata per una comprensione delle cause profonde della sofferenza umana. Ad emergere è così quella “dimensione del negativo” che, spesso interpretata dalle diverse mitologie, filosofie e teodicee religiose come prova dell’esistenza del “male”, rappresenta in realtà una componente intrinseca della condizione umana che una “sociologia del negativo” critica e riflessiva può consentire di analizzare sulla base di nuove piste di ricerca ormai ineludibili nella società globalizzata. «Vivere senza sofferenza è stata la grande illusione della società occidentale contemporanea, figlia della nostra idea di progresso lineare, indefinito, senza limiti: è così che si arriva all’illusione dell’ospedale senza dolore, del mondo senza sofferenza. Oggi stiamo scoprendo che la realtà ha dei limiti, e lo stiamo facendo a nostre spese: cambiamenti climatici, disastri ambientali, effetto serra, ma anche l’illusione delle pratiche anti-invecchiamento, di un’eterna giovinezza, di usare la criogenesi per sconfiggere la morte. Lo sapevano bene le società precedenti: un tempo il limite era inscritto nell’impotenza tecnologica dell’uomo di fronte all’onnipotenza incontrollabile della natura. Oggi, la mutata natura dell’agire umano consiste proprio nelle nuove e crescenti conquiste tecnologiche che la nostra società ha saputo mettere in campo, ma che rischiano di rivoltarsi contro di noi. Dobbiamo allora ritrovare quel limite autoimponendocelo secondo quel “principio di responsabilità” di cui parla Hans Jonas, per cui non tutto ciò che si può fare si deve fare, se vogliamo evitare di creare aspettative irrealistiche che non ci portano da nessuna altra parte se non alla nostra autodistruzione. Ciò che dobbiamo riscoprire è una nuova “cultura del limite” adeguata alla tarda modernità in crisi che stiamo vivendo, senza alcuna deviazione luddista e anti-tecnologica (fondamentalmente reazionaria), ma che sappia però tener conto dell’esistenza di limiti biologici, psicologici, esistenziali, sociali ed ecologici con i quali ci confrontiamo quotidianamente: è ciò che chiamo la dimensione del “negativo”, che racchiude tutti questi limiti, e rappresenta una dimensione fondamentale e ineliminabile della condizione umana quanto quella del positivo, con la quale dobbiamo tornare a familiarizzare, nella piena consapevolezza di questa ambivalenza della condizione umana, per cui non c’è positivo senza negativo, felicità senza sofferenza, gioia senza dolore. Perché, come afferma Salvatore Natoli “Il negativo colpisce il positivo, ma il positivo lo precede e ne è la sua ineliminabile condizione”».

TRAMA. Un libro che si rivolge non soltanto agli specialisti, ma anche a chi voglia cercare di comprendere le cause dei diversi tipi di sofferenza, cercando per quanto possibile di eliminare le sofferenze inutili, specie quelle causate dall’uomo, come le sofferenze sociali che originano dal mancato rispetto della dignità umana; senza per questo illudersi di eliminarle completamente, dal momento che esse rappresentano una componente costitutiva della condizione umana, una forma di adattamento all’ambiente in cui ci è dato vivere.
























BIOGRAFIA. Guido Giarelli, Ph.D. alla University College London, è professore associato di Sociologia generale presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro. Presso la medesima università è stato direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale sui Sistemi sanitari e le Politiche di welfare (C.R.I.S.P.) dal 2006 al 2010 e del Master di II livello in “Management integrato dei servizi sociali e sanitari”; è attualmente direttore del Master di II livello in “Medicina integrata”. È stato research associate dell’Institute of African Studies dell’Università di Nairobi, adjunct associate professor della School of Health Sciences della Oakland University di Rochester (Michigan), visiting scholar alla New York Academy of Medicine e alla Harvard Medical School di Boston, visiting professor all’Università di Oviedo (Spagna), all'Escola de Saúde Pública do Ceará di Fortaleza (Brasile) e al Centre for Sociological Theory and Research on Health Division and Population Health della University College London. Fondatore e primo presidente della Società Italiana di Sociologia della Salute (SISS) dal 2002 al 2005, segretario e poi membro del Consiglio scientifico della Sezione di Sociologia della salute e della medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) dal 2005 al 2011, presidente della European Society for Health and Medical Sociology (ESHMS) per il mandato 2006-2010, è attualmente vice-Presidente del Consiglio direttivo del Research Committee 15 (Sociology of Health) dell’International Sociological Association (ISA). Dal 2004 è membro dell’Osservatorio sulle Medicine Non Convenzionali della Regione Emilia-Romagna.


Video di presentazione del saggio https://youtu.be/n5_wkFr-OrQ





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giovedì, ottobre 01, 2015

“Israeliani e Palestinesi”, distribuita da Youcanprint la 2a edizione del libro di Patrizia Fabbri, per spiegare le ragioni degli altri

Una cronaca del conflitto rivisto alla luce degli avvenimenti che stanno cambiando gli assetti del Medio Oriente: dalla Primavera araba, alla guerra in Siria, fino alle elezioni israeliane del marzo 2015.

Israeliani e Palestinesi, le ragioni degli altri” riassume e ripercorre le tappe di un conflitto che dura ormai da più di 100 anni. In questa 2a edizione del libro, l'autrice Patrizia Fabbri ha voluto aggiungere anche una riflessione sul fallimento della Primavera araba e il conseguente inasprirsi degli estremismi religiosi, perché per comprendere quanto sta accadendo oggi intorno a noi - le ondate migratorie, l'ISIS, i foreign fighers - bisogna andare all'origine dello scontro. 

mercoledì, maggio 27, 2009

All'ombra di un libro

Portati un libro in vacanza!

Quale migliore momento delle lunghe, oziose ore sulla spiaggia, sotto l’ombrellone, o sui verdi prati montani, per leggersi finalmente tutti i libri che non siamo riusciti nemmeno a sfogliare durante le frenetiche giornate della vita cittadina?
Riempite le vostre borse di romanzi, racconti, saggi, libri “leggeri” o impegnati, romantici o noir, classici o novità: nella nostra sede di Cambiago ne troverete per tutti i gusti, ai soliti prezzi eccezionali.
Per informazioni telefonate al 0295349193

Vi aspettiamo.