E' di pochi giorni fa il grido d'allarme di Asso Energie Future, l'associazione che riunisce i produttori di energie alternative. Un anno fa, ha affermato il responsabile, Massimo Daniele Sapienza, è stato cancellato il terzo conto energia con il varo del cossidetto decreto “ammazzarinnovabili”. Ciò sta avendo delle conseguenze disastrose per un comparto che, tra l'altro, è uno dei pochi ad aver creato lavoro negli ultimi anni. Secondo i dati dello stesso Sapienza è a rischio il 50% degli addetti nel settore, circa 10.000 posti di lavoro. Sono infatti poco più di 20mila coloro che si occupano di impianti fotovoltaici: un ramo che comprende la realizzazione, la progettazione, la manutenzione impianto fotovoltaico, nonché la vendita, l'assistenza e la pulizia. Un settore tra l'altro molto specialistico che richiede esperienza e professionalità. Sapienza aggiunge che la colpa è esclusivamente della norma approvata un anno fa che ha avuto come ulteriore conseguenza la difficoltà economica di numerose aziende italiane e l'abbandono del nostro Paese da parte di multinazionali. Secondo altri esperti del settore la situazione è tuttavia più complessa: uno dei problemi principali infatti, secondo quest'altra scuola di pensiero, è rappresentata dalla presenza di aziende cinesi che stanno soppiantando quelle europee con costi decisamente più contenuti.
Tutti però concordano sul fatto che l'Italia dovrebbe investire maggiormente su pannelli solari ed energia alternative: gli impianto fotovoltaici sono infatti uno strumento efficace per produrre energia, risparmiare danaro ed inquinare meno. Staremo a vedere la risposta della politica.
martedì, marzo 06, 2012
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