La
Mindfulness come sostegno nelle patologie organiche gravi e nel trattamento del
dolore cronico. Pratiche di Mindfulness per l’elaborazione del lutto
e delle angosce di morte.
Spesso costruiamo la nostra identità sulla nostra
storia personale, su ciò che amiamo e a cui teniamo: corpo, emozioni,
sentimenti, affetti, progetti da realizzare, su un senso di continuità e stabilità.
L’incontro con la malattia (in particolare con le
patologie organiche gravi e con il dolore cronico invalidante), la perdita di
una persona cara, la nostra stessa possibilità di morte ci pongono di fronte a una
rottura di questa continuità e stabilità. Sorgono emozioni così potenti e
dolorose che intaccano il nostro senso d’identità provocando angoscia,
disorientamento, disperazione, confusione, avversione. Tutto questo influisce
sulla percezione del dolore, diminuisce l’efficienza del sistema immunitario e
aggrava la stessa patologia organica, lascia senza difese e risposte di fronte
al mistero della morte.
Da qui l’importanza di coltivare uno stato mentale
mindful che permetta di attraversare le situazioni difficili della vita
rimanendo il più possibile stabili e centrati, presenti a quello che accade, momento
per momento, con apertura e senza giudizio.
Programma:
Verrà
introdotto il significato della mindfulness in relazione al contesto clinico,
in particolare per quanto riguarda le patologie organiche, il lutto e
l’incontro con la morte. Saranno anche presentati alcuni studi scientifici sui
benefici delle pratiche mindfulness in varie patologie e nel dolore cronico.
Sarà condiviso il significato
di sofferenza e ne verranno esplorate le sfaccettature sensoriali, emotive e
cognitive.
Verranno proposte
specifiche pratiche di mindfulness:
• per il contenimento del dolore
fisico,
• per accedere alle molte altre non
condizionate risorse personali rispetto a quelle messe in discussione dalla
malattia,
• per sviluppare l’arte del lasciar
andare i contenuti mentali dolorosi e iatrogeni messi in moto dalla convivenza
con la patologia organica e dalle cure mediche necessarie a farvi fronte,
• per permettere l’emergere di
qualità mentali (accettazione, benevolenza, pazienza, equanimità,
disidentificazione, stabilità e calma) più utili ad attenuare l’impatto delle
circostanze stressanti e dolorose della vita.
Ci
avvicineremo con gentilezza agli stati mentali che più frequentemente
accompagnano le esperienze di perdita e di morte: stati dolorosi quali la
confusione, il rifiuto, l’isolamento, la collera, tutti i modi che abbiamo per
difenderci dal panico inevitabile, ineluttabile, insito nella percezione di noi
come esseri “finiti”.
Alterneremo
momenti di meditazione, immaginazioni guidate ed esperienze di relazione – che
ci aiuteranno ad affrontare i contenuti proposti dal punto di vista emotivo,
esistenziale e spirituale - a momenti di condivisione nei quali ciascun
partecipante avrà la possibilità di parlare ed esprimersi riguardo ai propri
vissuti.
Faremo
esperienza di come, attraverso la pratica di mindfulness la mente può essere
più libera e in grado di rispondere alla sofferenza anziché reagire ad essa in
modo automatico e compulsivo.
E’
possibile attraverso una diversa esperienza di noi stessi - sperimentando
dimensioni quali la fiducia, il lasciar andare, l’accettazione - percepire la
morte, la perdita in un modo diverso: “guardare la nascita e la morte degli
esseri è come vedere i movimenti di una danza” dice il Buddha. E poiché la
paura che abbiamo della morte è direttamente proporzionale alla paura che
abbiamo della vita, sperimentando un modo diverso di avvicinare la morte
scopriremo un diverso e più libero modo di avvicinarci alla vita.
Destinatari:
Il seminario si
rivolge ai professionisti impegnati ad assistere (fisicamente, psicologicamente
e moralmente) persone gravemente malate e a coloro che in questo momento stanno
attraversando un’esperienza di malattia e che sentono il bisogno di elaborarla.
Quando:
Corso residenziale dal 19 al 25 agosto 2012
Agriturismo Terra del Nomade, Umbertide
L’Agriturismo Terra del Nomade
“La terra del nomade” è un agriturismo in Umbria
che conserva elementi originali e ne interpreta altri con gusto contemporaneo.
Immerso nel verde, in una zona panoramica, comprende cinque appartamenti da
trentacinque a centoventi metri quadri. Dispone anche di una grande e spaziosa
area camping per ospitare chi preferisce dormire in tenda. Pause di relax e di
refrigerio sono garantite grazie alla piscina all’aria aperta, circondata da un
panorama straordinario. La terra del nomade è ideale per il nostro corso, ma
anche per offrire momenti piacevoli alla fine delle attività.
Conducono il corso:
Bianca Pescatori
Psicoterapeuta e Presidente Centro Italiano Studi
Mindfulness. Ha una formazione in Psicoterapia Psicoanalitica per l'Infanzia e
l'Adolescenza e in Psiconcologia. Ha approfondito l'intervento per i disturbi
gravi di personalità secondo il modello Cognitivista-Evoluzionista. Conduce
gruppi clinici nell'ambito della Mindfulness. Studia e
pratica meditazione Vipassana da molti anni seguendo gli insegnamenti di Corrado Pensa. Ha partecipato a
ritiri di vari insegnanti tra cui: Ajahn Chandapalo e Ajahn Sumedho, Ven.
Sujiva, Ajahn Kantiko, Visuddhacara, Vivekananda, Patricia Genoud.
Rosaria Laurenza
Insegnante di educazione fisica. Specializzata sul sostegno
nell'area psicomotoria per i ragazzi diversamente abili. Danzaterapeuta e consulente
psicopedagogica ad orientamento analitico-transazionale. Insegnante di yoga (diploma quadriennale
del Khyf con sede a Madras) secondo la tradizione di Krishnamacharya e del
figlio Desikachar.
Ha approfondito lo studio dello yoga e della
meditazione zen con seminari e ritiri tenuti da vari maestri: F:
Ostaseski, C. Marechall, Tich Nhat Hanh, Helga e Karl Riedi. Ha lavorato nella scuola con un
progetto triennale "Yoga e apprendimento per i ragazzi diversamente
abili". Ha
insegnato yoga a gruppi di adolescenti con problemi di tossicodipendenza presso
il Ce.I.S di Roma e ai ragazzi ricoverati nel reparto oncologico dell'ospedale
"Gemelli" di Roma.
Nessun commento:
Posta un commento