Visualizzazione post con etichetta attilio cavallaro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta attilio cavallaro. Mostra tutti i post

giovedì, aprile 13, 2017

XXIII Memorial Livatino Saetta Costa

Il Prof. Avv. Corrado Labisi mentre premia il Questore di Cagliari Dott. Vito Danilo Gagliardi

Il Premio Internazionale Memorial “Livatino Saetta Costa” arriva alla sua ventitreesima edizione, e conferma i suoi valori di giustizia, verità e fede.

Riconoscimento all’impegno sociale, alla difesa della legalità, del rispetto delle regole, della divulgazione di un’informazione libera e corretta, il Premio celebra il ricordo di tre magistrati vittime di mafia, Antonino Saetta, Rosario Livatino e Gaetano Costa, e di tutti coloro che hanno perso la vita in difesa della legalità, ed è destinato a magistrati, giornalisti, sportivi, artisti, agenti di polizia, carabinieri, finanzieri, e a quanti si siano distinti per l'attività lavorativa svolta nel sociale. Ad organizzare l’evento itinerante – approdato qualche giorno fa al Museo Diocesano di Catania, alla presenza di autorità civili, ecclesiastiche e militari, e ad un numeroso pubblico – il Comitato spontaneo antimafia “Livatino Saetta Costa”, nella persona del prof. Attilio Cavallaro, anima della kermesse e del Comitato, fondato 23 anni fa insieme al padre di Rosario Livatino: un’attività che fino ad oggi ha sensibilizzato oltre 50.000 studenti delle scuole medie e superiori di tutta la regione, ritenendo prezioso strumento nella lotta alla mafia, la divulgazione attraverso una giusta informazione dei principi di legalità e giustizia sociale.

Il premio ha anche voluto ricordare il brigadiere dell'arma dei carabinieri Gioacchino Crisafulli, ucciso nel 1993 a colpi di arma da fuoco a Palermo dopo aver intercettato un carico  di casseforti con ingenti somme proventi da commercio di stupefacenti, e la nobildonna prof.ssa Antonietta Labisi, fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati – struttura d’eccellenza nel settore della neurofisiatria e neuropsicologia, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles) – e antesignana della lotta alla mafia. Una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, soprattutto nel quartiere di San Cristoforo dove per diversi anni ha operato, portando assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati. Una figura carismatica quella della prof.ssa Labisi, per la quale è in corso un processo di beatificazione.

A prendere la parola il prof. avv. Corrado Labisi, Magnifico Rettore dell’Università telematica Unisanraffaele con sede a Zurigo, e presidente dell’Istituto “Lucia Mangano”, nonché presidente onorario del Premio “Livatino Saetta Costa”.
“Sono felice ed onorato della presenza degli illustri premiati di questa edizione”, spiega. “Forza, coraggio, determinazione e perseveranza sono i valori ai quali il Comitato si ispira e che il prof. Cavallaro interpreta pienamente, con il suo impegno e l’opera di sensibilizzazione verso i più giovani. Laddove manca la politica, sono i singoli che devono intervenire, così come abbiamo fatto noi, acquistando centro copie del libro denuncia del generale Angiolo Pellegrini “Noi, gli uomini di Falcone”, e donandoli alle scuole, in modo che gli studenti possano conoscere quella parte della storia che ci appartiene e che non si insegna in aula.
“La mafia – continua – si nasconde dentro attività lecite, e colpisce laddove c’è miseria ed ignoranza. Per sradicare la cultura della mafia bisogna quindi partire dalle radici, educare alla giustizia i giovani che andranno a formare la nuova classe dirigente. Non esiste pace senza giustizia sociale: il benessere individuale passa attraverso il benessere della collettività.”


Tra i premiati di questa ventitreesima edizione il dott. Vito Danilo Gagliardi, questore di Cagliari, il dott. Carmine Esposito, questore di Bari, il dott. Giuseppe Spampinato presidente dell’Ordine degli Avvocati di Enna, il dott. Giuseppe Chinè, capo di gabinetto del Ministero della Salute, il maresciallo Carmelo Bartolo Crisafulli, figlio di Gioacchino Crisafulli, il dott. Tommaso Bove, presidente nazionale ANCRI. E ancora il dott. Francesco Bretone, magistrato della Procura di Bari, il tenente colonnello Nicola D'Alessandro, ufficiale superiore della Guardia di Finanza e i sindaci Nicola Gemmato (Terlizzi), Pasquale Chieco (Ruvo di Puglia), Francesco Miglio (San Severo), Francesco Tavaglione (Peschici), Santi Rando (Tremestieri Etneo), Ernesto La Salvia (Canosa), avv. Giovanni Zara (Casapesenna) per il loro impegno nel rispetto della legalità.

sabato, agosto 27, 2016

Premio Livatino Saetta Costa e Targa d’Argento Antonietta Labisi a Massimo Ranieri

Canzoni, teatro e racconti di vita sul palcoscenico del Teatro Antico di Taormina dove sabato scorso Massimo Ranieri ha fatto tappa con il suo “Sogno e son desto”: dalla canzone napoletana, ai brani dei più celebri cantautori italiani e internazionali, Ranieri ha incantato gli oltre tremila spettatori con il suo talento istrionico e carismatico.
Ed è stato proprio davanti al suo pubblico che Massimo Ranieri ha scelto di ricevere il Premio Internazionale Livatino Saetta Costa e il Premio Internazionale Antonietta Labisi. Così a fine spettacolo il prof. Attilio Cavallaro, presidente del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa, e il prof. avv. Corrado Labisi, presidente onorario del Comitato e presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano, sono saliti sul palco ed hanno consegnato all’artista rispettivamente la pergamena e la targa d’argento per la sua attività sociale e culturale nel mondo.
Un messaggio di pace universale, che ha visibilmente emozionato Ranieri, il quale ha ringraziato dicendosi felice di ricevere riconoscimenti intitolati a personaggi illustri che si sono spesi per la legalità e la giustizia.

A. Cavallaro, C. Labisi, M. Ranieri
Due premi che celebrano l’uno il ricordo di tre magistrati vittime di mafia, Antonino Saetta, Rosario Livatino e Gaetano Costa, e l’altro la memoria della Nobildonna prof.ssa Antonietta Labisi, eroina della carità e antesignana della lotta alla mafia. Fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati – accreditato presso il Parlamento Europeo come struttura d’eccellenza nel campo della neurofisiatria e neuropsicologia, e presieduto dal figlio, il prof. avv. Corrado Labisi, Pro Rettore della prestigiosa Università telematica Unisanraffaele di Zurigo, che ne continua tutt’oggi l’attività – Antonietta Labisi è stata una donna di grande umanità, attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, soprattutto nel quartiere di San Cristoforo, dove per tanti anni ha operato, portando assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati, e per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa ha consegnato all'arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.

Ventidue anni di attività quella svolta dal Comitato, durante la quale oltre 50.000 studenti delle scuole medie e superiori di tutta la regione sono stati coinvolti e sensibilizzati, ritenendo prezioso strumento nella lotta alla mafia, la divulgazione attraverso una giusta informazione dei principi di legalità e giustizia sociale.

Dopo la consegna dei riconoscimenti, Massimo Ranieri ha abbracciato con affetto il prof. avv. Corrado Labisi, che insieme con il prof. Cavallaro ha ringraziato lui, l’organizzazione di Nuccio La Ferlita e Marco De Antoniis, e l’ufficio stampa di Paola Pezzolla.


Un ulteriore traguardo per il Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa, che porta avanti la sua missione di legalità, aggiungendo un altro nome autorevole al novero dei suoi premiati. 

lunedì, maggio 30, 2016

Il Comitato spontaneo antimafia Livatino Saetta Costa incontra il vice questore Manfredi Borsellino



C’è un legame molto forte che lega il Comitato spontaneo antimafia Livatino Saetta Costa alla famiglia Borsellino, e in particolare al figlio di Paolo Borsellino, Manfredi, vice questore aggiunto della Polizia, a capo del commissariato di Cefalù.

Già qualche mese fa il Comitato gli aveva consegnato il Premio Internazionale Livatino Saetta Costa, per le alte doti morali e umane, ma anche per onorare la memoria del magistrato Paolo Borsellino e stabilire così idealmente una continuità tra passato e presente.

E adesso il prof. Attilio Cavallaro, presidente del Comitato, ed il prof. avv. Corrado Labisi, presidente onorario, insieme con la dott.ssa Francesca Labisi ed il fotografo del Comitato Graziano Luciano Massimino, si sono recati presso il commissariato di Cefalù ad incontrare ancora una volta il vice questore Borsellino e fargli dono del libro denuncia “Noi, gli uomini di Falcone. La guerra che ci impedirono di vincere”, del generale dell'arma dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, il più stretto collaboratore del giudice Falcone, del quale custodiva tutti i segreti processuali e delle indagini che all'epoca portarono alle più importanti operazioni su Cosa Nostra.

Il dott. Manfredi Borsellino, nell'incontro durato oltre due ore, ha accolto con grande affetto gli ospiti, e dopo essersi detto felice nel ricevere il libro, ha elogiato l'attività del Comitato spontaneo antimafia, che nei suoi 22 anni di attività, ha sensibilizzato oltre 50.000 studenti delle scuole medie e superiori di tutta la regione, ritenendo prezioso strumento nella lotta alla mafia, la divulgazione attraverso una giusta informazione dei principi di legalità e giustizia sociale.
Durante la visita, il vice questore di Cefalù ha parlato al telefono con Angiolo Pellegrini, ricordando i momenti che il padre ha vissuto con il generale, tra i quali il viaggio in Brasile nel 1984, insieme a Falcone, Cassarà e De Luca, per interrogare il pentito Tommaso Buscetta: “Potevamo arrestarli tutti, mafiosi e pezzi infedeli dello Stato – scrive a questo proposito Pellegrini nel suo libro – ma qualcuno, in alto, si è tirato indietro sul più bello”.

Manfredi Borsellino ha poi espresso il suo personale augurio per la riuscita del prossimo imminente Premio Internazionale Livatino Saetta Costa.