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martedì, luglio 16, 2013

Elettrodotto Italia Francia: Flavio Cattaneo Terna investe sulle reti efficienti

Piossasco, inaugurati i lavori per il nuovo corridoio “Piemonte-Savoia” che promette di raddoppiare la capacità di trasporto della rete tra Italia e Francia e di diventare la più importante frontiera elettrica della penisola. Flavio Cattaneo, AD di Terna: «Questa opera è la 23ma interconnessione verso l’estero e consentirà una riduzione importante dei costi e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi», «negli ultimi 8-9 anni Terna ha investito quasi 8 miliardi di euro con benefici per 5 miliardi nelle bollette degli italiani».
 
L’ultima interconnessione risale al 1985 quando fu ultimata la Rondissone–Albertville, la quarta linea elettrica che collegava l’Italia e i cugini d’Oltralpe. Ma il nuovo corridoio “Piemonte-Savoia”, i cui lavori sono stati inaugurati da Terna e dal suo amministratore delegato Flavio Cattaneo, promette di raddoppiare la capacità di trasporto della rete tra i due paesi (dagli attuali 2.650 a oltre 4.400 megawatt, con un incremento del 60%) e di trasformare quella con la Francia nella più importante frontiera elettrica della penisola.
Non a caso, i numeri dell’opera, benedetta dal Governo e dalla commissione europea – che ha co-finanziato gli studi di fattibilità e inserito la nuova linea tra i progetti di interessi comune per il Vecchio Continente, insieme ad altre 10 infrastrutture targate Terna – sono imponenti: 190 chilometri totalmente interrati di linea a corrente continua che entreranno in servizio per il 2019 e che collegheranno Grand’Ile (Savoia) e Piossasco, in provincia di Torino. Ed è proprio da qui, dal cuore della Val di Susa e dalla nuova stazione elettrica, frutto del riammodernamento di quella esistente (60 milioni di euro l’investimento sostenuto da Terna), che parte la nuova sfida della spa dell’alta tensione.
«Questa opera è la 23ma interconnessione verso l’estero e consentirà una riduzione importante dei costi (si stimano 150 milioni di risparmi l’anno per il sistema, ndr) e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi», sottolinea il numero uno Cattaneo non prima di aver ricordato «che negli ultimi 8-9 anni Terna ha investito quasi 8 miliardi di euro con benefici per 5 miliardi nelle bollette degli italiani». «Mantenere un livello di investimento così alto – avverte l’ad – è importante e rimarchevole». E la spa dell’alta tensione intende conservare lo stesso ritmo anche negli anni a venire con un impegno di 7,9 miliardi di euro nel piano di sviluppo 2013-2022.
Intanto, però, gli occhi sono puntati sulla nuova linea, il primo progetto al mondo per lunghezza del tracciato completamente interrato e che costerà 1,4 miliardi di euro: 600 milioni per i francesi e 800 milioni per l’Italia, suddivisi a metà tra Terna e Transenergia, la società di scopo partecipata da Nemo e Sitaf, l’azienda che gestisce la Torino-Bardonecchia e il traforo del Frejus. «È un’eccellenza progettuale – rileva il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato – che ha saputo coniugare l’efficienza nel metodo e nei costi oltre che ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente». L’elettrodotto, ricorda infatti Gianni Armani, ad di Terna Rete Italia, si «snoderà in perfetta interazione con l’infrastruttura autostradale», sarà quindi “invisibile” come si legge nei cartelloni che campeggiano all’interno della stazione torinese. Dove ci sono anche le autorità locali (Comuni, Provincia e Regione) a brindare alla nuova opera e a chiedere un “regime speciale”, una quota di energia da riservare alla competitività delle aziende del territorio.
L’elettrodotto, ribadisce poi il presidente dell’Authority per l’Energia, Guido Bortoni – che, da giovane ingegnere elettrico, agli inizi degli anni ’90, contribuì alla creazione della tecnologia alla base della nuova linea -, «è un passo avanti verso l’integrazione dei mercati in cui si possono scambiare non solo base load energetici ma anche servizi di flessibilità», che ora l’Italia potrà esportare verso la Francia. Con i cugini d’oltralpe, d’altro canto, la cooperazione energetica è di lunga data, rammentano i vertici di Rte, l’omologo francese di Terna, e ha conosciuto una svolta nel 2007 con gli accordi di Nizza. I quali, oltre al nuovo corridoio elettrico, prevedevano anche il potenziamento della rete esistente per ulteriori 600 megawatt.

mercoledì, giugno 12, 2013

Terna Capri: Si collega l’Isola Azzurra all’Italia. Un investimento da 100 milioni di euro

Capri vede la luce, arriva l'elettrodotto che collegherà l'Isola Azzurra alla rete elettrica nazionale con due cavi sottomarini della lunghezza complessiva di 30 km. "L'intervento - ha sottolineato l’AD Flavio Cattaneo - garantirà maggiore sicurezza, continuità e qualità del servizio elettrico impedendo che si ripeta il fenomeno dei black-out estivi". La realizzazione del primo dei due cavi previsti è programmata per l'inizio del 2015.
Un elettrodotto sottomarino ad alta tensione collegherà Capri con la terraferma: il via ai cantieri dell'opera, che sarà realizzata da Terna, alla presenza dell'ad di Terna, Flavio Cattaneo, del presidente della giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro e del sindaco di Capri, Ciro Lembo.
L'intervento prevede la realizzazione di un elettrodotto in cavo sottomarino a 150 kV in corrente alternata della lunghezza complessiva di circa 30 km e di una nuova stazione elettrica a Capri (nell'isola ecologica di Gasto): il tutto servirà a collegare il cavo proveniente da Torre Annunziata centro con la rete di distribuzione locale.
L'opera si è resa necessaria soprattutto per l'assenza di un collegamento diretto con la rete continentale; circostanza questa che, specie d'estate, aumenta il rischio di black out sull'isola e rende la qualità del servizio elettrico di scarso livello.
"L'intervento - ha sottolineato Flavio Cattaneo - garantirà maggiore sicurezza, continuità e qualità del servizio elettrico impedendo che si ripeta il fenomeno dei black-out estivi. Il collegamento è stato autorizzato a novembre 2012, dopo un iter iniziato nel 2007 che ha coinvolto Terna e le amministrazione locali nella condivisione del progetto".
La realizzazione del primo dei due cavi previsti è programmata per l'inizio del 2015. L'investimento di Terna nel nuovo elettrodotto sottomarino ammonta a 100 milioni di euro. Due i cavi che saranno realizzati, il secondo sarà di scorta al primo per garantire maggiore sicurezza, per un'opera che nel suo complesso dovrebbe essere ultimata entro il 2016 ma che sarà in funzione già con la realizzazione del primo cavo attesa per i primi mesi del 2015.
"Il costo dell'energia a Capri - ha ricordato Cattaneo - è di 4/5 volte superiore alla media nazionale. Con questo intervento puntiamo al risparmio e risolviamo il problema dei black-out di cui ci siamo fatti carico nell'ambito di un investimento da 2 miliardi che abbiamo previsto in tutte le isole italiane nel pieno rispetto dell'ambiente".
"Il collegamento elettrico tra Capri e Torre Annunziata - ha sottolineato il direttore generale del ministero dello Sviluppo economico, Sara Romano - finalmente risolve un problema di sicurezza per l'isola che esisteva da anni".
Soddisfatto anche il sindaco Lembo: "Oggi - ha detto - per noi si avvera un sogno. L'inizio dei lavori per il collegamento sottomarino con la rete elettrica di trasmissione nazionale finalmente risolverà il problema dell'approvvigionamento energetico dell'isola con l'immissione di una fonte pulita, meno costosa e adeguata alle necessità della popolazione e delle aziende locali. In questo modo - ha concluso - si garantirà lo sviluppo sociale ed economico dell'isola di Capri".
FONTE: Repubblica

martedì, aprile 30, 2013

Terna Piazza Affari: Nuovi massimi storici per l'Azienda guidata da Flavio Cattaneo

A Piazza Affari, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, supera i precedenti massimi storici toccati a 3,486 l’11 maggio 2011. La forza dell’uptrend sale a 2,50 euro.
Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha superato nella seduta di giovedì i precedenti massimi storici toccati a 3,486 l’11 maggio 2011 lasciando chiaramente intendere la forza dell’uptrend che sale dai minimi dello scorso luglio a 2,50 euro. Da notare anche che il top del 25 aprile a 3,51 forza il lato alto del canale che sale dai minimi di luglio 2012. Flessioni correttive restano possibili ma la direzione dominante viene confermata al rialzo con target a 3,62, 3,71 e 3,86 euro. Solo sotto 3,40 rischio di cali estesi fino a 3,15, base del citato canale crescente e media mobile a 100 giorni. Supporto intermedio a 3,34, base del gap del 18 aprile.

FONTE: La Stampa

venerdì, marzo 29, 2013

Flavio Cattaneo, Chiudiamo anche il 2012 con risultati molto buoni

Terna chiude il 2012 con risultati da record. Ad una crescita dei profitti del 5,5% rispetto al 2011, si somma un aumento dei ricavi del 10% ed un dividendo complessivo pari a 20 centesimi. Flavio Cattaneo, AD di Terna, dichiara: "Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi) e il dividendo 2012 confermano l'attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti".

Crescono i profitti di Terna, che nel 2012 ha realizzato un utile netto di gruppo pari a 464 milioni, il 5,5% in più rispetto al risultato 2011. Due anni fa, inoltre, nel risultato erano inclusi 113 milioni di euro derivanti dalle attività operative cessate.
In linea con la politica dei dividendi, il consiglio di amministrazione ha annunciato che proporrà all'assemblea degli azionisti (convocata per il 14 maggio) l'approvazione di un dividendo ordinario complessivo per l'intero esercizio 2012 pari a 20 centesimi di euro per azione e la distribuzione dei rimanenti 13 centesimi per azione (24 giugno stacco cedola, 27 giugno pagamento) dopo l'acconto da 7 cent pagato a fine novembre.
Nelle righe più alte del conto economico, dati per la verità già resi noti con il preconsuntivo, i ricavi sono cresciuti del 10% a 1,8 miliardi e il risultato operativo del 15,9% a 969 milioni. Quanto al fatturato, Terna ha specificato che la crescita di 170 milioni rispetto al 2011 è riconducibile al "corrispettivo per il trasporto di energia sulla rete di trasmissione nazionale" e ai risultati conseguiti dalle "attività non tradizionali.
"Chiudiamo anche il 2012 con risultati molto buoni, che testimoniano l'eccellenza professionale raggiunta dalla squadra di Terna", ha commentato l'amministratore delegato Flavio Cattaneo. "Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura e la creazione di valore, con un approccio strategico che affianca al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi) e il dividendo 2012 confermano l'attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti". In Borsa l'azione Terna si muove in terreno positivo, seppure con variazioni frazionali. Pochi giorni fa la società italiana controllata dalla Cdp è stata premiata con l'International Utility Award: in sei anni ha battuto il mercato del 97%.
FONTE: Repubblica

lunedì, marzo 25, 2013

Flavio Cattaneo, nei prossimi anni Terna sarà l'Hub Elettrico del Mediterraneo

Terna, hub elettrico del Mediterraneo. Nei prossimi anni la società si pone come ponte sia verso l’est europeo, sia verso progetti in Africa per le energie rinnovabili. Flavio Cattaneo, AD di Terna, dichiara: «Il futuro dell’energia italiana e di Terna sono rivolti all’Europa, una richiesta che arriva da tutto il sistema nazionale e internazionale. Quando saranno realizzate maggiori interconnessioni con il resto d’Europa, il Paese potrà diventare un esportatore strutturale di energia, con un importante beneficio ai generatori italiani. L’Italia è già oggi esportatore nelle ore di massima richiesta di energia».

E’ una delle pochissime società della Borsa ad aver non solo recuperato quanto perso dopo il crollo del 2008, ma ad aver raggiunto una quotazione addirittura superiore. Una corsa verso l’alto stoppata solo dalla Robin Hood Tax, l’aumento delle aliquote volute dal governo Berlusconi nel 2011 - e confermato dall’esecutivo Monti - che ha colpito le società dell’energia. Ma fino a un certo punto, visto che dopo la presentazione dei conti del 2012, Terna “vede” ormai riavvicinarsi i massimi raggiunti nel maggio del 2011 a quota 3,47 euro. Non per nulla, il gruppo nato da uno spin off dell’Enel nel 2005, è uno dei titoli che più piace agli analisti. Soprattutto per la sua capacità di ripagare gli investitori: ecco spiegato perché Terna si è aggiudicata per il terzo anno consecutivo il premio delle utility europee dall’americano Edison Electric Institute per il miglior rendimento totale del titolo: nell’ultimo triennio, tra andamento di Borsa e dividendo, gli azionisti hanno visto il loro investimento salire del 24%, un livello più alto sia dei titoli di settore sia dell’indice italiano (nello stesso periodo il Dj Stoxx ha perso il 10% e il Ftse Mib il 21%). Numeri che piacciono al mercato: degli ultimi 22 report, 14 consigliano di acquistare il titolo, 6 suggeriscono di tenerlo in portafoglio e solo due pensano che sia da vendere.
Convincono i conti, ma soprattutto convince il modello impostato dall’AD Flavio Cattaneo con il piano industriale 2017, che garantisce un payoutal 60% e dividendi in crescita. Ma quanto potrà crescere ancora la società e garantire rendimenti così elevati? E cosa c’è nel futuro di Terna, dopo che avrà completato il piano di investimenti al 2017 in cui verranno spesi oltre 4 miliardi. Serviranno per “sbottigliare” la rete e rendere più efficiente il sistema, e per realizzare 300 milioni di batterie dove immagazzinare l’energia prodotto dalle rinnovabili che altrimenti andrebbe sprecata. Terna è pronta a realizzarne per 75 Mw, l’authorty ne ha autorizzati 51Mw. Così come sta già accadendo per Snam, l’altra grande rete di proprietà pubblica tramite la Cassa Depositi Prestiti, anche Terna dovrà uscire dai confini nazionali.
Come spiega l’AD Cattaneo: «Il futuro dell’energia italiana e di Terna sono rivolti all’Europa e questa è una richiesta che arriva da tutto il sistema nazionale e internazionale. Quando saranno realizzate maggiori interconnessioni con il resto d’Europa, e solo quando l’energia in Italia costerà meno, il Paese potrà diventare un esportatore strutturale di energia, molto più di quanto non lo sia ora con un importante beneficio ai generatori italiani. Ad esempio la Francia, avendo molta produzione nucleare, fatica di più tecnicamente ad inseguire i picchi di freddo e l’energia dei cicli combinati italiani potrebbe essere usata a supporto. Stessa cosa potrebbe avvenire per motivi diversi in Germania. Del resto, l’Italia è già oggi esportatore nelle ore di massima richiesta di energia».
Un progetto su cui Terna, di fatto, ha già cominciato a lavorare. Con due cantieri: uno già partito, l’altro ancora molto di prospettiva. Nel primo caso, si tratta del cavo che collegherà l’Italia al Montenegro, 415 chilometri, di cui 390 sottomarini per un costo di 800 milioni. Servirà sia per importare energia a basso costo, vista l’alta componente di idroelettrico presente nel paese balcanico, dove l’ex monopolista è controllato al 42 per cento dall’utility lombarda A2a. Il secondo progetto si chiama, invece, Elmed e prevede sia la realizzazione di una centrale sulla costa della Tunisia sia l’interconnessione con le coste siciliane. Quando entrambe le opere saranno in esercizio, l’Italia potrà replicare il ruolo che vuole giocare anche nel settore del gas: diventare una sorta di hub del Mediterraneo per la trasmissione dell’energia elettrica, ponendosi come ponte sia verso l’est Europeo, sia collegandosi ai vari progetti delle rinnovabili che nasceranno in Africa. Una prospettiva per i prossimi anni, s’intende.
Prioritario per Terna è realizzare le opere che ancora fanno della rete italiana un sistema incompleto. A cominciare dalla priorità numero uno: il nuovo cavo tra Sicilia e Calabria, denominato Sorgente-Rizziconi. Per un costo di 700 milioni, farà risparmiare al sistema 600 milioni all’anno, visto che ora la Sicilia ha un prezzo dell’energia nettamente superiore al resto d’Italia, a causa dell’arretratezza dei collegamenti. Con la differenza che viene pagata però da tutti i consumatori italiani. Perché se un’accusa viene mossa a Terna, non è di investire poco sulla rete. Anzi. Ma di non concentrarsi abbastanza sulle opere strategiche. Per rassicurare gli operatori, l’Autorità per l’energia ha previsto un tasso di remunerazione maggiorato del 2% «per accelerare la realizzazione di interventi particolarmente rilevanti ». Mentre si lavora per la rete italiana, però, nulla vieta, di lavorare all’espansione nel resto del continente. E anche su questo Cattaneo sembra avere le idee chiare: «Non credo che Terna debba crescere tramite acquisizioni in giro per l’Europa ma attraverso una crescita organica. Credo che in futuro debba, innanzi tutto candidarsi a un ruolo centrale nel “sistema Europa” sfruttando la posizione geografica naturale dell’Italia, al centro del Mediterraneo. Come ponte da una parte verso i Balcani, dall’altra verso il continente africano. Se, invece, guardiamo al progetto di Bruxelles per la creazione di una rete europea, è chiaro che la spinta decisiva non debba venire dalle società che gestiscono le reti, ma dai governi, che, tra l’altro, in molti casi ne sono anche azionisti diretti o indiretti di riferimento».
FONTE: Repubblica

domenica, marzo 24, 2013

Terna Forum Confcommercio “I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000”

“L’esperienza di Terna dimostra che lo sviluppo delle infrastrutture è un fattore strategico per ridurre i costi dell’energia” – ha dichiarato Flavio Cattaneo, AD di Terna, durante i lavori odierni del Forum Confcommercio “I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000”. “Per ogni milione di euro che abbiamo investito sulle principali opere di sviluppo della rete, il beneficio in termini di risparmi per cittadini e imprese è di circa 5 milioni di euro. Il contributo della sola Terna alla riduzione del costo dell’energia può essere calcolato in oltre 12 miliardi di euro in 10 anni”.
“L’esperienza di Terna dimostra che lo sviluppo delle infrastrutture è un fattore strategico per ridurre i costi dell’energia” – ha dichiarato il numero di Terna, Flavio Cattaneo, durante i lavori odierni del Forum Confcommercio “I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000”.
L’energia, con lo scenario economico internazionale, il credito, il lavoro e la legalità sono i cardini su cui puntare per la ripresa dell’Italia. E sono anche i temi del dibattito in corso al Forum “I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000” – organizzato da Confcommercio e The European House – Ambrosetti a Cernobbio.
“Per ogni milione di euro che abbiamo investito sulle principali opere di sviluppo della rete, il beneficio in termini di risparmi per cittadini e imprese è di circa 5 milioni di euro, quindi con un rapporto di 1 a 5”, ha proseguito Cattaneo. “Il contributo della sola Terna alla riduzione del costo dell’energia può essere calcolato in oltre 12 miliardi di euro in 10 anni, dei quali 4,8 miliardi sono i risparmi già generati dai benefici delle opere realizzate e dal lavoro di ottimizzazione nella gestione dei flussi di energia sulla rete, e 7,5 miliardi sono i risparmi che arriveranno nei prossimi anni.
Per questo – ha approfondito il top manager – occorre andare avanti ed accelerare ulteriormente nella realizzazione degli interventi strategici necessari per aumentare l’efficienza del mercato elettrico rimuovendo gli ultimi colli di bottiglia sulla rete, e per creare nuovi collegamenti elettrici con l’estero attraverso i quali poter esportare l’energia in eccesso, fermo restando che il problema numero uno resta il costo della materia prima, cioè il gas, che pesa per il 45% sulle bollette.”
“La Strategia energetica nazionale (SEN) di recente varata dal governo è un buon punto di partenza, ma serve una road map operativa per mettere nero su bianco le cose da fare nel breve termine, perché i problemi da affrontare sono tanti e urgenti. A partire dalla modernizzazione del sistema di governance, per cui è quanto mai necessario riformare il Titolo V della Costituzione riportando in capo allo Stato la competenza esclusiva sulle materie energetiche. Non possiamo permetterci il lusso che infrastrutture strategiche vengano ostacolate da veti, ostracismi e lungaggini burocratiche. La regolazione e le decisioni del governo avranno un ruolo cruciale, insieme ad un rinnovato impegno di tutti gli attori del sistema energetico italiano”.
“Di strada da fare ce n’è ancora molta – ha concluso Cattaneo - ma l’Italia ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo fondamentale in ambito europeo e mediterraneo, diventando un hub energetico continentale. Terna è pronta e continuerà a fare la sua parte. Tecnologia e investimenti sono il motore principale per favorire la crescita e il lavoro”
FONTE: Terna

martedì, marzo 19, 2013

Flavio Cattaneo: Terna Bilancio 2012 ricavi e profitti in aumento (Il Sole 24 Ore)

Terna, un’azienda da record da ben 8 anni. “Il Sole 24 Ore” rimarca il bilancio 2012 chiuso con ricavi e profitti in aumento. Flavio Cattaneo: “Sono risultati molto buoni, che testimoniano l'eccellenza professionale raggiunta dalla squadra di Terna. Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura e la creazione di valore, con un approccio strategico che affianca al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi di euro) e il dividendo 2012 confermano l'attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti”.

Un’azienda italiana che di questi tempi chiude il bilancio 2012 con ricavi e profitti in aumento è sicuramente una perla rara. Soprattutto se si tratta poi dell’ottavo esercizio consecutivo in crescita. Si tratta di Terna, l’azienda che gestisce la rete elettrica nazionale guidata da Flavio Cattaneo, la cui performance è stata ben sottolineata da un articolo del “Sole 24 Ore”. Nel dettaglio si tratta di cifre davvero importanti. Terna ha infatti archiviato l’anno passato con un incremento del 5,5% a quota 464 milioni e ricavi in linea con quanto annunciato con il preconsuntivo di inizio febbraio, a 1,806 miliardi di euro, a fronte degli 1,6 miliardi registrati a fine 2011 (+10,4%). Crescita anche per l'Ebitda, che tocca gli 1,39 miliardi di euro con un +12% rispetto al dato dell'esercizio precedente (1,23 miliardi di euro). Risultati che consentono alla spa dell'alta tensione di proporre un dividendo di 20 centesimi, di cui 7 centesimi già pagati come acconto e 13 di saldo a giugno prossimo.
“Sono risultati molto buoni, che testimoniano l'eccellenza professionale raggiunta dalla squadra di Terna - ha commentato l'amministratore delegato Flavio Cattaneo -. Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura e la creazione di valore, con un approccio strategico che affianca al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi di euro in crescita dell0 0,5% sul 2011, ndr) e il dividendo 2012 confermano l'attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti”.
Un aspetto importante arriva anche dai giudizi positivi degli analisti finanziari. Sia Jp Morgan che Kepler parlano di risultati finali migliori delle aspettative e di quando annunciato nei preliminari. Un successo derivante questo anche dalla solida struttura finanziaria del Gruppo. Il patrimonio netto del gruppo è del resto di ben 2,79 miliardi di euro (a fronte dei 2,75 miliardi di euro del 2011), mentre l'indebitamento netto che ha toccato i 5,855 miliardi di euro (a fronte dei 5,123 miliardi di euro segnati a fine 2011) non desta preoccupazione in quanto il rapporto debito fisso e variabile è a 78-22% considerando anche una maturità di esposizione che è di 8 anni.
E poi c’è ottimismo per il futuro, dove Terna prosegue il piano strategico presentato a febbraio che punta ad aumentare gradualmente il “peso” delle attività non tradizionali e mira a consolidare il suo business di riferimento investendo ancora sulla rete per ridurre le criticità (da segnalare l’of definitivo del ministero per lo Sviluppo economico per la realizzazione dell’elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia), proseguendo la realizzazione dell’interconnessione con l’estero (Francia e Montenegro) e sviluppando i progetti sui piani di accumulo.
FONTE: Terna

sabato, marzo 16, 2013

Cattaneo Flavio, Terna chiude il 2012 con Utile oltre le attese

"Chiudiamo anche il 2012 con risultati molto buoni, che testimoniano l'eccellenza professionale raggiunta dalla squadra di Terna", ha commentato L’Ad di Terna Flavio Cattaneo. "Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura e la creazione di valore, con un approccio strategico che affianca al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi) e il dividendo 2012 confermano l'attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti".

Crescono i profitti di Terna, che nel 2012 ha realizzato un utile netto di gruppo pari a 464 milioni, il 5,5% in più rispetto al risultato 2011. Due anni fa, inoltre, nel risultato erano inclusi 113 milioni di euro derivanti dalle attività operative cessate.
In linea con la politica dei dividendi, il consiglio di amministrazione ha annunciato che proporrà all'assemblea degli azionisti (convocata per il 14 maggio) l'approvazione di un dividendo ordinario complessivo per l'intero esercizio 2012 pari a 20 centesimi di euro per azione e la distribuzione dei rimanenti 13 centesimi per azione (24 giugno stacco cedola, 27 giugno pagamento) dopo l'acconto da 7 cent pagato a fine novembre.

Nelle righe più alte del conto economico, dati per la verità già resi noti con il preconsuntivo, i ricavi sono cresciuti del 10% a 1,8 miliardi e il risultato operativo del 15,9% a 969 milioni. Quanto al fatturato, Terna ha specificato che la crescita di 170 milioni rispetto al 2011 è riconducibile al "corrispettivo per il trasporto di energia sulla rete di trasmissione nazionale" e ai risultati conseguiti dalle "attività non tradizionali.
"Chiudiamo anche il 2012 con risultati molto buoni, che testimoniano l'eccellenza professionale raggiunta dalla squadra di Terna", ha commentato l'amministratore delegato Flavio Cattaneo. "Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura e la creazione di valore, con un approccio strategico che affianca al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi) e il dividendo 2012 confermano l'attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti". In Borsa l'azione Terna si muove in terreno positivo, seppure con variazioni frazionali. Pochi giorni fa la società italiana controllata dalla Cdp è stata premiata con l'International Utility Award: in sei anni ha battuto il mercato del 97%.
FONTE: Repubblica

giovedì, marzo 14, 2013

Flavio Cattaneo: Terna premiata come migliore utility europea

Terna premiata come migliore utility europea per ritorno agli azionisti. La società italiana dell'alta tensione ha ricevuto l'"International Utility Award 2013", il premio per la migliore utility europea per rendimento totale del titolo nell'ultimo triennio. L'Ad Flavio Cattaneo: "Il premio ottenuto rappresenta un grande riconoscimento. Il nostro azionista, per sei anni consecutivi, è stato tra quelli remunerati meglio. Tutto ciò grazie ad una competenza unica nel settore e ad una gestione strategica orientata alla creazione di valore, affiancando al business tradizionale uno spirito imprenditoriale che ha consentito lo sviluppo di nuovi progetti in attività non tradizionali".

Terna è stata premiata dall'Edison Electric Institute (EEI) di Washington DC. A ritirare il riconoscimento è stato Flavio Cattaneo, Amministratore delegato della spa dell'alta tensione. Il premio, l'"International Utility Award 2013", incorona Terna come la migliore tra le utilities europee per rendimento totale del titolo (Total Shareholder Return o TSR) degli ultimi tre anni. Nel triennio 2010-2012 il rendimento di Terna si è infatti attestato al 24%, contro rendimenti medi del settore e dell’indice italiano decisamente negativi (DJ Stoxx -10%, Ftse Mib -21%).

Terna aveva ottenuto lo stesso riconoscimento, riferito al triennio 2007-2009, nel 2010, attestandosi così al primo posto tra le utility elettriche europee nel periodo 2007-2012, avendo consolidato negli ultimi 6 anni un rendimento complessivo di circa il 73%, sovraperformando, nello stesso arco temporale, del 97% il settore europeo (DJ Stoxx -24%) e di oltre il 120% il mercato italiano (Ftse Mib -49%).
Molto soddisfatto l'Ad Cattaneo: "Il premio ottenuto rappresenta un grande riconoscimento, non solo per me ma anche per tutta la squadra di Terna, per il lavoro svolto a beneficio del sistema elettrico, del Paese e dei nostri azionisti. Ci è stato riconosciuto che il nostro azionista, per sei anni consecutivi, è stato tra quelli remunerati meglio. Tutto ciò grazie ad una competenza unica nel settore e ad una gestione strategica orientata alla creazione di valore, affiancando al business tradizionale uno spirito imprenditoriale che ha consentito lo sviluppo di nuovi progetti in attività non tradizionali".
Thomas Kuhn, presidente dell'EEI, ha tenuto a congratularsi personalmente con la società italiana e i suoi 3.500 dipendenti: "Un successo che testimonia la capacità di creare valore per gli azionisti di Terna, oltre a un'eccellenza nella gestione della Rete di Trasmissione Elettrica in Italia".
FONTE: First Online

martedì, marzo 12, 2013

Terna miglior utility europea per ritorno agli azionisti. A Flavio Cattaneo il prestigioso International Utility Award 2013 dell'EEI.

Terna è stata incoronata miglior utility europea per rendimento totale del titolo degli ultimi tre anni. A ricevere il prestigioso International Utility Award 2013 dell'Edison Electric Institute di Washington, l’Ad Flavio Cattaneo, che ha dichiarato: "Il premio ottenuto rappresenta un grande riconoscimento, non solo per me ma anche per tutta la squadra di Terna, per il lavoro svolto a beneficio del sistema elettrico, del Paese e dei nostri azionisti".

Terna è stata incoronata come la migliore tra le utilities europee per rendimento totale del titolo (Total Shareholder Return o TSR) degli ultimi tre anni.
A ricevere il prestigioso International Utility Award 2013 dell'Edison Electric Institute (EEI) di Washington DC (US), Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna.
Nel triennio 2010-2012 il rendimento di Terna si è infatti attestato al 24%, contro rendimenti medi del settore e dell’indice italiano decisamente negativi (DJ Stoxx -10%, Ftse Mib -21%).
Il premio di quest'anno consente così a Terna - che già nel 2010 aveva ottenuto lo stesso riconoscimento per il triennio 2007-2009 - di attestarsi in cima alla classifica delle utility elettriche europee nel periodo 2007-2012, avendo consolidato negli ultimi 6 anni un rendimento complessivo di circa il 73%, sovraperformando, nello stesso arco temporale, del 97% il settore europeo (DJ Stoxx -24%) e di oltre il 120% il mercato italiano (Ftse Mib -49%).

"Il premio ottenuto oggi – ha commentato l’AD Cattaneo - rappresenta un grande riconoscimento, non solo per me ma anche per tutta la squadra di Terna, per il lavoro svolto a beneficio del sistema elettrico, del Paese e dei nostri azionisti. Ci è stato riconosciuto che il nostro azionista, per sei anni consecutivi, è stato tra quelli remunerati meglio.
Tutto ciò grazie ad una competenza unica nel settore e ad una gestione strategica orientata alla creazione di valore, affiancando al business tradizionale uno spirito imprenditoriale che ha consentito lo sviluppo di nuovi progetti in attività non tradizionali".
FONTE: Repubblica

lunedì, marzo 11, 2013

Terna: Piazza Affari, Flavio Cattaneo ecco il casting dei buoni dividendi


Piazza Affari, ecco 24 titoli con cedole elevate e sostenibili nel tempo, tra i quali spicca Terna, la società che gestisce la rete elettrica, guidata dall’AD Flavio Cattaneo. Il “casting” dei buoni dividendi ha tenuto conto di un giudizio qualitativo sulla visibilità e di alcuni parametri numerici relativi al rendimento per dividendo medio degli ultimi due esercizi, alla crescita della cedola e al pay out, cioè la percentuale di utile complessivo che l’azienda decide di distribuire agli azionisti.
Un buon dividendo mette d’accordo investitori grandi e piccoli. Purché sia munifico, sostenibile e in crescita. Con il ritorno dell’incertezza dopo le elezioni, Piazza Affari soffre ancora di volatilità, ma resta un luogo dove si possono cogliere cedole interessanti. Da Eni ad Azimut, da Snam Rete Gas, a Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, da Intesa Sanpaolo a Pirelli o Lottomatica, da Recordati a Iren passando per Telecom risparmio ecco 24 società scelte tra i 40 big, e tra un campione di pesi medi con un certo requisito di liquidità negli scambi.
Il loro dividendo medio 2012-2013 va da un minimo del 3,7% (Azimut e Pirelli) a un massimo del 9,1% (Iren). La selezione di Equita sim, proposta nella tabella, non si limita però alla segnalazione dei dividendi più alti, ingigantiti dall’endemica sottovalutazione del nostro mercato e, in questi giorni, dall’ulteriore caduta dei prezzi legata al complesso risultato delle urne. «Abbiamo fatto una sorta di casting, che tiene conto di alcuni parametri numerici e di un giudizio qualitativo sulla visibilità», spiega Matteo Ghilotti, responsabile della ricerca azionaria della società. Risultato Il risultato finale è una classifica dove il primo della lista, Unipol privilegio, non è necessariamente il titolare del dividendo più alto ma la società che ha totalizzato il punteggio più elevato (indicato nella prima colonna della tabella) mettendo insieme tutti i parametri.
Nel caso di Unipol, addirittura, il 2012, l’anno della fusione con Fondiaria, sarà senza cedola con una consistente rivincita, a giudizio di Equita, nel prossimo anno. Ed ecco, punto per punto, la logica delle scelta. La prima valutazione è sul rendimento per dividendo medio degli ultimi due esercizi, vale a dire il 2012 che va in pagamento tra un paio di mesi e il 2013, che staccherà la cedola nella primavera 2014. «Da solo però non basta ? dice Ghilotti ?. A volte un dividendo elevato placa la fame degli azionisti di maggioranza ma non è sostenibile nel tempo». Il secondo parametro è la crescita della cedola, non solo tra il 2012 e il 2013, ma anche proiettando stime e potenzialità fino al 2014-2015. E ancora: il pay out, cioè la percentuale di utile complessivo che l’azienda decide di distribuire agli azionisti. «In genere più elevato è, più il dividendo è a rischio di sostenibilità», spiega Ghilotti.
Nel panel delle 24 società ci sono situazioni molto diverse, che vanno da percentuali molto basse, inferiori al 30%, fino al 90% di Beni Stabili ed Hera. Valutazione Per ogni azienda poi è stato evidenziato un parametro che simboleggi la solidità di bilancio. Per le banche è il Core Tier 1, espresso in percentuale, ovvero il termometro della patrimonializzazione, diventato una sorta di ossessione dopo il crac di Lehman Brother dell’autunno 2008. Per i titoli più industriali, invece, viene indicato il rapporto tra debiti e margine operativo lordo (Ebitda), dove valori superiori a 4 volte sono accettabili in un ranking di eccellenza solamente per le utilities, cioè per società con business regolamentato. Anche per le assicurazioni si utilizza un criterio simile con la «solvency», il rapporto tra capitale reale e capitale minimo richiesto. Per Mediolanum, in quanto conglomerata finanziaria che controlla una banca e un’assicurazione, si calcola invece l’eccesso di capitale rispetto al minimo regolamentare: 150% significa che ha 50% di capitale in più del minimo necessario. Per Azimut si utilizza invece il rapporto tra debito e patrimonio netto (debt/equity): la società non ha debiti e quindi la dizione cash sta ad indicare la sua posizione di cassa netta. L’ultimo voto è, appunto, quello dell’analista di riferimento che si esprime sulla visibilità futura delle cedole: se è molto buona vale «5», un dividendo nebbioso vale invece «1».

martedì, marzo 05, 2013

Flavio Cattaneo: Terna, obiettivi ambiziosi per rinnovare e potenziare la rete elettrica nazionale


"I risultati in crescita premiano l'eccellente lavoro svolto dalla squadra di Terna". Lo dichiara l’ad della società, Flavio Cattaneo, sottolineando che il nuovo piano "continua ad avere obiettivi ambiziosi: completare il rinnovo e il potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all'estero". Terna chiude il bilancio 2012 con fatturato in crescita del 10%, un margine operativo lordo in aumento del 12%, ed un piano di investimenti di 4,1 miliardi di euro nei prossimi 5 anni per la manutenzione e lo sviluppo della rete elettrica.
Terna ha chiuso il 2012 con ricavi consolidati di oltre 1.800 milioni di euro, con una crescita del 10% rispetto ai 1.636 milioni di euro del 2011. Migliora il margine operativo lordo, ebitda, che sale del 12% a 1.380 milioni di euro (il 76% dei ricavi). Risultati che sono andati oltre le attese degli analisti, ma in linea con la strategia del gruppo per il piano strategico al 2016. Gli investimenti sono saliti a circa 1.240 milioni di euro (anche in questo superiori alle attese), mentre l'indebitamento finanziario netto è a quota 5.900 milioni di euro (5.123 milioni di euro nel 2011).
"Abbiamo ancora una volta superato un anno molto difficile con risultati in crescita che premiano l'eccellente lavoro svolto dalla squadra di Terna" ha detto l'amministratore delegato, Flavio Cattaneo sottolineando che il nuovo piano "continua ad avere obiettivi ambiziosi: completare il rinnovo e il potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all'estero, che stanno già dando un loro importante contributo".
Terna conferma per il 2013-2017 la politica di dividendi annunciata lo scorso anno: nel periodo il piano strategico prevede un dividendo base dalle attività tradizionali pari a 19 centesimi di euro ad azione, a cui si aggiungerà il contributo delle attività non tradizionali (con un pay out del 60%).
L'aumento dei ricavi e il controllo dei costi, si legge ancora nel piano, dovrebbero tradursi in un’ulteriore crescita della profittabilità. L'ebitda margin a fine piano si stima superi l'80%. Cattaneo ha quindi assicurato che Terna continuerà a creare valore per gli azionisti, dando loro "molte soddisfazioni".
La società investirà nei prossimi 5 anni 4,1 miliardi di euro per la manutenzione e lo sviluppo della rete elettrica: circa 300 milioni saranno destinati alla realizzazione di sistemi di accumulo. Guardando all'orizzonte di medio-lungo termine, cioè a 10 anni, gli investimenti previsti ammontano a 7,9 miliardi.
FONTE: Repubblica

venerdì, marzo 01, 2013

Flavio Cattaneo, Dolo-Camin, Terna mette in campo la linea high tech

Terna prosegue il suo impegno a favore dell’innovazione e della sostenibilità ambientale. Per la prima volta in Veneto a Dolo-Camin, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, mette in campo la linea high tech con pali monostelo a basso impatto ambientale. Un investimento di 290 milioni di euro, che produrrà notevoli benefici economici per l’intero sistema con un risparmio complessivo per cittadini e imprese di oltre 40 milioni di euro l’anno. Inoltre saranno emesse nell’aria 35 mila le tonnellate di CO2 in meno.

Continua il restyling hi-tech della rete elettrica in alta tensione. E l’operazione nel caso dell’elettrodotto Dolo-Camin, tra Venezia e Padova, prosegue all’insegna dell’innovazione e della massima sostenibilità ambientale. Sono stati infatti avviati i lavori delle fondazioni per la realizzazione dei primi sostegni monostelo a ridotto impatto ambientale in Veneto, che permetteranno la demolizione di oltre 100 chilometri di vecchie linee (oggi interferenti con 275 abitazioni) e l’interramento di oltre 60 km di tracciato a fronte di soli 33 km di nuova rete in linea aerea. Si tratta di un’opera prevista sin dall’inizio della Dolo-Camin del 10 dicembre 2012.
Con questo intervento, per un investimento di 290 milioni di euro, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, conta di produrre notevoli benefici economici per l’intero sistema con un risparmio complessivo per cittadini e imprese di oltre 40 milioni di euro l’anno. Inoltre, la bonifica ambientale dell’area legata all’intervento permetterà di liberare 720 ettari di terreno e 1.800 edifici dagli elettrodotti che verranno smantellati. Infine, ammonteranno a 35 mila le tonnellate di CO2 in meno annualmente emesse nell’aria.
Nello specifico, questi sostegni monostelo, permetteranno di ridurre di 15 volte l’area di territorio occupata dalla linee e l’ingombro al suolo (da 150 mq di un traliccio tronco-piramidale a 10 mq). La collocazione avverrà lungo i terreni demaniali già asserviti all’Idrovia. Per quanto concerne i terreni privati su cui insisterà il resto della linea Dolo-Camin, proseguono i contatti con i proprietari per le procedure di asservimento ed esproprio. Nelle prossime settimane, inoltre, verrà avviato anche il cantiere per l’interramento delle linee esistenti nel Vallone Moranzani, parte integrante dell’intervento “Razionalizzazione della rete elettrica ad alta tensione tra Venezia e Padova” a cui appartiene anche l’elettrodotto Dolo–Camin. L’interramento delle linee rientra nell’accordo con la Regione Veneto, il cosiddetto “accordo Moranzani”, che prevede la realizzazione da parte della Regione Veneto di una discarica debitamente isolata per smaltire “in loco” i fanghi scavati dai canali e dai terreni di Porto Marghera.
Da ricordare poi che l’elettrodotto a 380 kV Dolo-Camin, rientra nelle 6 ‘opere top’ (elettrodotto 380 kV Sorgente-Rizziconi, tra Sicilia e Calabria; elettrodotto 380 kV Foggia-Benevento, tra Puglia e Campania; elettrodotto 380 kV Trino-Lacchiarella, tra Lombardia e Piemonte; interconnessioni con Francia e Montengero) alle quali sta lavorando Terna, per un investimento complessivo di oltre 1,7 miliardi di euro, che prevedono il coinvolgimento di 210 imprese e 340 lavoratori mediamente impegnati nelle attività di cantiere. E una volta realizzate, queste infrastrutture, produrranno minori costi per il sistema di 340 milioni di euro l’anno.
FONTE: Terna

martedì, febbraio 26, 2013

Flavio Cattaneo: “infrastruttura hi-tech a basso impatto ambientale”

In Molise arrivano i tralicci "ecosostenibili" di Terna. Per la prima volta, infatti, nella regione sono stati installati dei tralicci monostelo a basso impatto ambientale. "La linea costruita nel 1939 cambierà aspetto trasformandosi in un'infrastruttura hi-tech a basso impatto ambientale" ha dichiarato l’AD di Terna Flavio Cattaneo. Un progetto all'avanguardia "che porterà – prosegue Cattaneo - un significativo beneficio sia in termini energetici sia ambientali, per cui Terna ha previsto di investire circa 11,5 milioni di euro". Entro la fine del 2014 il completamento della rete.

Per il restyling completo si dovrà aspettare la fine del 2114. Certo, però, quella che è approdata in basso Molise ha tutto il sapore di essere una vera e propria 'rivoluzione'. Per la prima volta, infatti, nella regione sono stati installati dei tralicci monostelo a basso impatto ambientale.
L'opera è della Terna Rete Italia, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, che ha terminato la prima fase di restyling della rete elettrica Portocannone-San Salvo nel tratto compreso tra Guglionesi e Termoli. "I sostegni monostelo si legge in una nota stampa - permetteranno di ridurre di circa 8 volte l'ingombro a terra (da circa 25 metri quadri del traliccio a poco più di 3 metri quadri del monostelo) e di circa 4 volte l'ingombro della fondazione interrata (da circa 100 metri quadri per il traliccio a circa 25 metri quadri per I monostelo)".
Sostituiti anche i conduttori (i fili elettrici) con tipologie standard attuali, "che garantiscono le prestazioni, l'affidabilità e la sicurezza di esercizio previste per gli asset della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN)", nonché la fune di guardia per la protezione contro i fulmini "con l'utilizzo di una tecnologia moderna - si legge ancora nella nota stampa - che incorpora 46 fibre ottiche da utilizzare per la trasmissione di segnali e dati". Entro la fine del 2014 si prevede il completamento della ricostruzione dell'intero elettrodotto a 150 kV che collega Portocannone, Termoli, Sinarca e San Salvo per una lunghezza totale di circa 35 chilometri.
"La linea costruita nel 1939 - continua la nota cambierà, così, aspetto trasformandosi in un'infrastruttura hi-tech a basso impatto ambientale". Un progetto all'avanguardia, quindi, e con un progetto impegnativo "che porterà un significativo beneficio sia in termini energetici sia ambientali, per cui Terna ha previsto di investire circa 11,5 milioni di euro"."
FONTE: Terna

lunedì, febbraio 18, 2013

Flavio Cattaneo: Terna, superato un anno difficile con risultati in crescita


Terna chiude il 2012 con ricavi in crescita del 10% e un margine operativo lordo aumentato al 12%, ottimi risultati, oltre le attese degli analisti. “Abbiamo ancora una volta superato un anno molto difficile con risultati in crescita che premiano l’eccellente lavoro svolto dalla squadra di Terna” ha detto l’AD Flavio Cattaneo sottolineando che il nuovo piano “continua ad avere obiettivi ambiziosi: completare il rinnovo e il potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”.
 
Terna ha chiuso il 2012 con ricavi consolidati di oltre 1.800 milioni di euro, con una crescita del 10% rispetto ai 1.636 milioni di euro del 2011. Migliora il margine operativo lordo, ebitda, che sale del 12% a 1.380 milioni di euro (il 76% dei ricavi). Risultati che sono andati oltre le attese degli analisti, ma in linea con la strategia del gruppo per il piano strategico al 2016. Gli investimenti sono saliti a circa 1.240 milioni di euro (anche in questo superiori alle attese), mentre l’indebitamento finanziario netto è a quota 5.900 milioni di euro (5.123 milioni di euro nel 2011).
“Abbiamo ancora una volta superato un anno molto difficile con risultati in crescita che premiano l’eccellente lavoro svolto dalla squadra di Terna” ha detto l’amministratore delegato, Flavio Cattaneo sottolineando che il nuovo piano “continua ad avere obiettivi ambiziosi: completare il rinnovo e il potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”.
Terna conferma per il 2013-2017 la politica di dividendi annunciata lo scorso anno: nel periodo il piano strategico prevede un dividendo base dalle attività tradizionali pari a 19 centesimi di euro ad azione, a cui si aggiungerà il contributo delle attività non tradizionali (con un pay out del 60%). L’aumento dei ricavi e il controllo dei costi, si legge ancora nel piano, dovrebbero tradursi in un’ulteriore crescita della profittabilità. L’ebitda margin a fine piano si stima superi l’80%. Cattaneo ha quindi assicurato che Terna continuerà a creare valore per gli azionisti, dando loro “molte soddisfazioni”.
La società investirà nei prossimi 5 anni 4,1 miliardi di euro per la manutenzione e lo sviluppo della rete elettrica: circa 300 milioni saranno destinati alla realizzazione di sistemi di accumulo. Guardando all’orizzonte di medio-lungo termine, cioè a 10 anni, gli investimenti previsti ammontano a 7,9 miliardi.
FONTE: Repubblica

giovedì, febbraio 07, 2013

Cattaneo Flavio: Terna, approvati 4,1 miliardi di investimenti per la rete

"La società punta a completare il rinnovo e potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all'estero, che stanno già dando un loro importante contributo", ha affermato Flavio Cattaneo, AD della società, aggiungendo che su questo doppio binario strategico Terna continuerà a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti, e a creare "valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo convinti, daremo ancora molte soddisfazioni".

Un dividendo minimo di 19 centesimi di euro e investimenti per 4,1 miliardi. Questi i punti salienti del nuovo piano industriale 2013-2017 di Terna che non solo, come previsto dagli analisti, ha confermato la sua politica di dividendo con una cedola base derivante dalle attività tradizionali, pari a 19 centesimi di euro per azione, a cui si aggiungerà il contributo delle attività tradizionali (pay out del 60% sui risultati), ma ha anche mantenuto elevati gli investimenti: 4,1 miliardi di euro di cui l'83% sarà destinato allo sviluppo della rete. Gli analisti si aspettavano investimenti minori a 3,6 miliardi.
Solo lo scorso anno Terna ha realizzato investimenti record per 1,240 miliardi di euro. Ora di questi 4,1 miliardi circa 300 milioni saranno destinati alla realizzazione dei sistemi di accumulo. Mentre sul fronte delle attività non tradizionali, la strategia del gruppo ha permesso di consolidare una pipeline di circa 400 milioni di euro, sviluppando attività nell'ambito dell'ingegneria, dell'operation and maintenance e dell'housing di fibra ottica, a cui si potrebbero aggiungere ulteriori 900 milioni potenziali, attualmente non inclusi nelle previsioni di piano.
E' chiaro quindi che il dividendo base di 19 centesimi di euro potrà essere migliorato grazie al contributo delle attività non tradizionali. Piano che in un orizzonte di medio-lungo termine, ovvero 10 anni, prevede investimenti per 7,9 miliardi di euro. Le priorità saranno l'incremento della capacità di interconnessione con l'estero e la riduzione delle congestioni nazionali. Attualmente, infatti, Terna ha oltre 150 cantieri aperti su tutto il territorio nazionale, per un valore di 3 miliardi di euro.
Tra gli obiettivi dell'utility quello più ambizioso è sicuramente il raggiungimento di un ebitda margin a fine piano a oltre l'80%, dall'attuale 76% grazie all'aumento dei ricavi e al controllo dei costi che si tradurranno in un'ulteriore crescita della profittabilità. Lo stesso ad di Terna, Flavio Cattaneo, ha ammesso che il nuovo piano continua ad avere obiettivi ambiziosi.
"La società punta a completare il rinnovo e potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all'estero, che stanno già dando un loro importante contributo", ha affermato Cattaneo, aggiungendo che su questo doppio binario strategico Terna continuerà a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti, e a creare "valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo convinti, daremo ancora molte soddisfazioni".
Il piano dovrebbe anche consentire di ridurre di 600 milioni l'incremento dell'indebitamento finanziario rispetto al precedente piano (un miliardo contro 1,6 miliardi). La struttura del capitale rimarrà dunque solida: il rapporto fra indebitamento netto e Rab si manterrà inferiore al 60% in tutti gli anni e si prevede che il rapporto fra indebitamento netto ed ebitda scenda sotto le 4 volte al 2017. Un aspetto, quest'ultimo, apprezzato dagli analisti che invece si aspettavano un aumento del debito dai 5,9 miliardi del 2012 a 7,1 miliardi di euro.
Il titolo comunque a Piazza Affari resta poco mosso (+0,13% a 3,05 euro). Per Terna il 2013 "sarà un anno positivo nonostante il difficile scenario macroeconomico", ha previsto Cattaneo, concludendo che la società finora ha "fatto quello che doveva fare e che ha promesso di fare".
FONTE: Milano Finanza

mercoledì, febbraio 06, 2013

Flavio Cattaneo, Terna Piano Strategico 2013-2017 obiettivi ambiziosi

Terna, per il 2012 dati di bilancio record. Il gruppo ha visto crescere i ricavi a oltre 1,8 miliardi di euro (+10%). "Il nuovo piano continua ad avere obiettivi ambiziosi", ha spiegato l’AD Flavio Cattaneo presentando le strategie del gruppo dal 2013 al 2017. La società punta a "completare il rinnovo e potenziamento della Rete di Trasmissione Nazionale, ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all'estero, che stanno già dando un loro importante contributo".

Conti d'oro/ Terna, Cattaneo mette le ali ai ricavi e conferma la cedola da 19 centesimi
Il colosso della rete elettrica alza il velo sul consolidato del 2012, bilancio con numeri record, come anticipato da Affaritaliani.
Il gruppo guidato dall'amministratore delegato Flavio Cattaneo (nella foto) ha visto infatti i ricavi crescere di due cifre a oltre 1,8 miliardi di euro (+10%) e il margine operativo lordo salire del 12% a 1,38 miliardi.
Nell'ultima gestione, l'Ebitda margin supera per la prima volta il 76%, in crescita rispetto al 75,2% del 2011. Nel 2012 le attività non tradizionali hanno generato un Ebitda pari a oltre 60 milioni di euro, in linea con le previsioni.
In aumento, secondo quanto fissato dal precedente piano industriale, anche gli investimenti, al livello record di 1,24 miliardi. Voce che, secondo quanto ha fatto sapere la società, ha spinto l'Indebitamento finanziario a 5.9 miliardi di euro (5,123 nel 2011). Nel comunicare al mercato le nuove strategie della società, con l'aggiornamento del piano industriale (al 2017), Cattaneo ha confermato la politica dei dividendi, con una cedola base derivante dalle attività tradizionali, pari a 19 centesimi di euro per azione, a cui si aggiungerà il contributo delle attività non tradizionali (pay out del 60% sui risultati). In crescita anche gli investimenti complessivi che al termine del piano industriale raggiungeranno un livello complessivo di 4,1 miliardi per la manutenzione e lo sviluppo della rete, di cui circa 300 milioni in sistemi di accumulo.
"Il nuovo piano continua ad avere obiettivi ambiziosi", ha spiegato Cattaneo presentando le strategie del gruppo dal 2013 al 2017. La società punta a "completare il rinnovo e potenziamento della Rete di Trasmissione Nazionale, ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all'estero, che stanno già dando un loro importante contributo". Secondo il manager "su questo doppio binario strategico continueremo a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti, imprese e cittadini, e la creazione di valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo convinti, daremo ancora molte soddisfazioni".
"Le infrastrutture elettriche", ha proseguito Cattaneo, "sono una priorità del Paese anche in chiave europea e mediterranea e costituiscono un volano fondamentale per la crescita, lo sviluppo e il lavoro: dal 2005 6,5 miliardi già investiti in opere concrete da Terna sono la tangibile testimonianza che si può fare bene alla collettività e contemporaneamente alla propria azienda e ai propri azionisti. Abbiamo ancora una volta superato un anno molto difficile con risultati in crescita che premiano l'eccellente lavoro svolto dalla squadra di Terna".
Positiva la reazione del mercato ai numeri di Terna. Secondo gli analisti del broker americano Berenberg, il titolo ha mostrato una tendenza storica di medio termine molto rialzista. Gli esperti hanno in conseguenza fissato per il gruppo di Cattaneo un giudizio hold (azione da tenere) ed un target price (prezzo obiettivo) a 3,15 euro. A Piazza Affari, il titolo si è apprezzato dello 0,15% a 3,05 euro.
FONTE: Affari Italiani
Terna: Cattaneo, su investimenti fatti no promesse, sempre rispetto tempi
I numeri di Terna sugli investimenti "sono investimenti fatti, non promesse. La società ha fatto il suo dovere".
L'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, durante la conferenza stampa dopo la presentazione del piano strategico 2013-2017 replica ai rilievi di Antitrust e Autorità per l'energia sugli investimenti nella rete di trasmissione, snocciolando i numeri: 6,5 miliardi di investimenti complessivi realizzati negli ultimi anni e investimenti annui nel triennio 2010-2012 quasi 5 volte superiori a quelli del 2005, anno di separazione dall'ex monopolista.
A chi gli chiedeva se ci sia un qualche impatto negativo dal sistema di incentivi/penalità previsto dall'Autorità, Cattaneo ha precisato: "Il sistema può essere incentivante o penalizzate e per noi è stato incentivante. Abbiamo sempre rispettato i tempi di consegna e di realizzazione, non ci spaventa più di tanto". Cattaneo ha indicato che "non ci sono impatti negativi dal sistema dell'Autorità, precisando che "il sistema incentivi/penalità esiste dal 2010, lo hanno solo pitturato a nuovo".
FONTE: Il Sole 24 Ore

mercoledì, gennaio 30, 2013

Flavio Cattaneo (Terna): Addio ai vecchi tralicci, l’alta tensione va sottoterra.


Al via i lavori in via Spalato a Torino, per realizzare la nuova stazione elettrica Politecnico di Terna. Un connubio tra estetica, rispetto per l’ambiente e la salute, per un investimento complessivo di 170 milioni. La nuova stazione consentirà il transito e lo scambio di energia collegando le dorsali in cavo che alimentano il capoluogo con una serie di benefici, in termini di sicurezza ed efficienza, per il sistema elettrico. La struttura è progettata per ridurre al minimo l’impatto visivo e l’inquinamento acustico e ambientale.
Ambiente, salute. E perchè no, estetica. Tre priorità che valgono un investimento complessivo di 170 milioni.
A Torino c’è un nuovo cantiere: sono partiti i lavori per realizzare la stazione elettrica Politecnico di Terna, società presieduta da Luigi Roth e guidata da Flavio Cattaneo. Obiettivo della struttura, illustrata nel rendering e completata all’inizio del prossimo anno, sarà consentire il transito e lo scambio di energia collegando le dorsali in cavo che alimentano il capoluogo con una serie di benefici, in termini di sicurezza ed efficienza, per il sistema elettrico.
Ma conviene precisare che la stazione, collocata all’intersezione tra via Spalato e via D’Annunzio, rappresenta il tassello importante di un piano più ambizioso, frutto dell’accordo siglato dalla Regione e da Terna nel 2008: il riassetto della rete, a tratti obsoleta, tramite l’interramento dei cavi ad alta tensione. Significa molte cose: maggiore sicurezza, certo. Ma anche la scomparsa dei tralicci, o la loro sostituzione con quelli di nuova generazione, seguita dalle ricadute del caso in termini di impatto ambientale.
Nei mesi scorsi Terna, guidata da Flavio Cattaneo, ha concluso la prima tranche di lavori nel quadrante occidentale con cinque collegamenti interrati - Salvemini-Torino Ovest; Sangone-Salvemini; Grugliasco-Gerbido; Gerbido-Salvemini; Sangone-Torino Sud - e quattro nuove stazioni elettriche: Salvemini, Grugliasco, Gerbido, Pellerina. Pochi giorni fa ha ottenuto il via libera dal Ministero dello Sviluppo Economico per i nuovi cavi interrati Martinetto-Levanna e Politecnico-Torino Sud. A fine interventi, spiegano dall’azienda, saranno 20 le opere realizzate (cinque stazioni elettriche e 15 collegamenti in cavo interrato) e 58 i chilometri di vecchi elettrodotti aerei dismessi a fronte della costruzione di appena sette chilometri di nuove linee aeree ad alta tecnologia, basso impatto ambientale e cromatismi compatibili con il paesaggio. Ulteriori benefici ambientali rimandano al riutilizzo dei vecchi tracciati, pari al 65%, alla minimizzazione dell’apertura dei cantieri e alla minimizzazione degli impatti paesaggistici, concordata con gli enti di riferimento.
Una svolta che nasce dall’esigenza di ammodernare la rete, risalente agli Anni ’50, e garantire la tenuta delle potenze in transito - anche nell’ottica dell’aumento dei carichi in città - evitando congestioni in una delle aree che, va da sè, è tra le più importanti del Piemonte. La stazione in costruzione, 650 metri quadrati, sarà articolata in tre volumi: il primo, il più grande, ospiterà le apparecchiature ad alta tensione; il secondo, parallelo al primo, costituisce una manica di servizio, mentre il terzo ospiterà la sala quadri, i servizi ausiliari e quelli logistici. Sarà poi realizzata una cabina prefabbricata per la società distributrice per l’alimentazione in media tensione dei servizi ausiliari.
Non ultimo: la struttura è progettata per ridurre al minimo l’impatto visivo e l’inquinamento acustico e ambientale: le apparecchiature, racchiuse nell’edificio principale, non saranno visibili dall’esterno; data l’assenza di turbine e macchinari non verranno emessi fumi, odori o rumori. Il progetto è frutto di un accordo con le istituzioni locali, in particolare Palazzo civico. Nell’occasione, Terna ha versato, tra l’altro, 30 mila euro alla terza circoscrizione per la realizzazione di una nuova area cani al posto di quella che sorgeva nella zona.
FONTE: La Stampa

giovedì, gennaio 24, 2013

Terna gold class: unica società elettrica italiana in classifica sostenibilità

Terna è l'unica società elettrica italiana presente nella Gold Class, la classifica mondiale della sostenibilità. Questo l'esito del RobecoSam, Sustainability Yearbook 2013, presentato al World Economic Forum Annual Meeting a Davos, che posiziona Terna sul podio del settore Electricity guidato da Iberdrola. Una conferma della solidità di Terna, guidata da Flavio Cattaneo, che da sempre persegue i propri obiettivi di business attraverso un approccio sostenibile.

Terna: unica società elettrica italiana in classifica sostenibilità
Terna è l'unica società elettrica italiana presente nella Gold Class, la classifica mondiale della sostenibilità. Questo l'esito del RobecoSam, Sustainability Yearbook 2013, presentato al World Economic Forum Annual Meeting in corso a Davos, che posiziona Terna sul podio del settore Electricity guidato da Iberdrola.
Con questo risultato, afferma una nota, l'azienda guidata da Flavio Cattaneo ottiene per il secondo anno consecutivo la Gold Class, in cui rientrano quest'anno solo 67 aziende al mondo, collocandosi così ai vertici del settore davanti a prestigiose società come Red Electrica de Espana (Spagna), E.On Ag (Germania), GdF Suez S.a. (Francia). Terna, già Bronze Class nel 2010 e Silver Class nel 2011, è per il quarto anno consecutivo tra i "sustainability leaders".
FONTE: Corriere
Terna: unica società elettrica italiana nella Gold Class di RobecoSAM
Terna è l'unica società elettrica italiana presente nella Gold Class, il Gotha mondiale della sostenibilità. Questo l'esito del RobecoSAM, Sustainability Yearbook 2013, presentato al World Economic Forum Annual Meeting di Davos, che posiziona Terna sul podio del settore Electricity guidato da Iberdrola. Con questo risultato l'azienda ottiene per il secondo anno consecutivo la Gold Class, in cui rientrano quest'anno solo 67 aziende al mondo, collocandosi così ai vertici del settore davanti a prestigiose società come Red Electrica de Espana (Spagna), E.On AG (Germania), GDF Suez S.A. (Francia).
Terna, già Bronze Class nel 2010 e Silver Class nel 2011, è per il quarto anno consecutivo tra i ''sustainability leaders''. RobecoSAM ha valutato quest'anno oltre 2000 società, appartenenti a 58 settori diversi, selezionando quelle più performanti per le politiche di sostenibilità.
''Una conferma della solidità di Terna - sottolinea la società - che da sempre persegue i propri obiettivi di business attraverso un approccio sostenibile''.
FONTE: Asca
TERNA: UNICA SOCIETA' ELETTRICA ITALIANA IN GOLD CLASS MONDIALE
Terna, già Bronze Class nel 2010 e Silver Class nel 2011, è per il quarto anno consecutivo tra i "sustainability leaders". Un riconoscimento di prestigio per la spa dell'alta tensione considerato che RobecoSAM ha valutato quest'anno oltre 2000 società, appartenenti a ben 58 settori diversi, selezionando quelle più performanti per le politiche di sostenibilità. Una conferma della solidità di Terna che da sempre persegue i propri obiettivi di business attraverso un approccio sostenibile.
FONTE: Agi Energia

mercoledì, gennaio 23, 2013

Energie Rinnovabili: Flavio Cattaneo, Terna Energia pulita per 3mila famiglie ad Avellino

Energie Rinnovabili. Terna inaugura ad Ariano Irpino una nuova stazione elettrica che produrrà energia pulita in grado di raccogliere e immettere nella rete di trasmissione nazionale i 10 MW di energia “verde” prodotti dalle 5 pale eoliche del parco “Gongolo Srl”. La nuova struttura garantirà più sicurezza per il sistema elettrico locale e produrrà energia in grado di soddisfare i bisogni di 3 mila famiglie. Un investimento da 7 milioni di euro per la società guidata da Flavio Cattaneo.

Energia pulita per 3mila famiglie in Irpinia. E’ operativa infatti ad Ariano Irpino (Avellino) la nuova stazione elettrica per le rinnovabili, in grado di raccogliere e immettere nella rete di trasmissione nazionale i 10 MW di energia “verde” prodotti dalle 5 pale eoliche del parco “Gongolo Srl”.
Come riporta anche l’edizione avellinese de “Il Mattino” l’infrastruttura è stata messa in funzione da Terna, guidata da Flavio Cattaneo, al termine di 11 mesi di lavori (febbraio-dicembre 2012), il coinvolgimento di 19 imprese tra locali e nazionali ed un investimento complessivo di 7 milioni di euro.
Autorizzata dalla Regione Campania, la stazione elettrica di Terna occupa una superficie di circa 4mila metri quadrati ed è predisposta per connettere in futuro eventuali nuovi impianti a fonte rinnovabile della zona. La stazione, oltre a favorire il transito di energia “pulita” in rete, contribuirà ad alimentare le utenze civili e industriali presenti nell’area avellinese, migliorando la sicurezza del sistema elettrico locale. L’infrastruttura è stata realizzata con moduli compatti per ridurne notevolmente le dimensioni complessive e quindi l’impatto visivo e l’ingombro al suolo. Infine, la scelta del sito per la costruzione della stazione elettrica ha tenuto conto non solo delle favorevoli condizioni di ventosità dell’area, ma anche della lontananza dai centri abitati.
FONTE: Terna