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giovedì, ottobre 01, 2020

Messa in suffragio per Silvio Eupani: un uomo che seppe divulgare con successo tanto ai dotti quanto agli analfabeti

  - MESSA CANTATA IN SUFFRAGIO DEL M° SILVIO EUPANI

VENERDI'  2 OTTOBRE NEL DUOMO DI MALO (VI) -

Si svolgerà il prossimo venerdì 2 ottobre, in occasione della Festa dei Nonni e a sette mesi dalla sua triste scomparsa, la messa in suffragio per il Cav. Prof. Silvio Eupani, spentosi lunedì 2 marzo 2020 dopo una breve malattia, nato a Costozza di Longare, nei Colli Berici, il 28 agosto 1932 e abitante a Malo (VI).

Era molto stimato nella Comunità Vicentina e Veneta e nel mondo musicale della classica e lirica.

Egli lascia un enorme bagaglio di studi sul territorio Vicentino e Veneto e di ricerche sulla Storia Patria, nonché una voce di tenore lirico drammatico che per sempre darà lustro nel mondo alla Comunità Veneta e Vicentina e al Belcanto Italiano. Fu un grande intellettuale ma al tempo stesso un divulgatore che seppe trasmettere, spiegare, insegnare anche ai meno acculturati con volontà, pazienza e dedizione.


 Silvio Eupani (B&W portrait. by Lorenza Sardei)

Data la notorietà del personaggio pubblico, le restrizioni ancora parzialmente presenti dopo il lock-down avevano sconsigliato di realizzare una celebrazione ecclesiastica senza poter assicurare la partecipazione a tutta la Comunità. Il Duomo di Malo potrà ora accogliere in via  plenaria tutti coloro che vorranno intervenire a rendere omaggio alla sua memoria, il prossimo 2 ottobre alle ore 19. 

Si tratterà di una messa cantata, con la partecipazione straordinaria del prestigioso coro dei Cantori di Santomio, diretto dal M° Nicola Sella. Per coloro che desiderassero rivolgere in pubblico o leggere un pensiero alla memoria di Silvio Eupani, ciò sarà possibile durante la celebrazione subito dopo l’omelia.  

Laureato in pedagogia e filosofia, era stato dapprima insegnante elementare e poi, dopo la laurea,  professore di scuola media, Direttore Didattico di diverse scuole nel Bellunese e nel Vicentino e negli anni ’70 Sindaco, Presidente dell’Ospedale e fondatore della Biblioteca Civica di Malo, intitolata nel 2008 a Luigi Meneghello.

Nel 2010, per la pubblicazione della sua opera “Biblioteca civica Luigi Meneghello, Intitolazione - Malo: Comunità in cammino. Aspetti dell’analisi di Meneghello e confronto con la realtà storica e attuale” Eupani fu insignito della medaglia d’Argento del Premio letterario Internazionale “Ida Baruzzi Bertozzi” di Chiavari.

Scrittore, educatore e ricercatore storico, Eupani aveva ricevuto oltre 10 premi letterari per la narrativa per il suo libro “Da Quarto dei Mille, al Pasubio, al fiume Don – Epopea di Malo”, una estesa ricerca in 560 pagine, illustrate da 700 fotografie scattate da Eupani stesso in 3 anni di studi e viaggi e dedicata alla storia patria, disponibile in 56 Biblioteche del Veneto.

Come educatore, era stato un innovatore dei sistemi didattici ed educativi per la scuola, soprattutto in difesa dei più piccoli ed allo scopo di favorire e promuovere i talenti individuali dei fanciulli.  Aveva inoltre scritto su numerose riviste e libri di testo tra i quali Scuola Moderna.

Dopo essere stato solista vari anni del celebre coro I Cantori di Santomio, arrivato alla metà dei suoi quarant’anni, aveva preso l’eclatante decisione di dimettersi dall'Amministrazione pubblica per dedicarsi professionalmente al canto lirico. La sua straordinaria voce fu stata scoperta in particolare e premiata dal M° Mario Del Monaco nel quale Silvio ha sempre riconosciuto il suo mentore al punto di aver scritto nelle ultime pagine della sua autobiografia che, nel commiato dalle scene, festeggiando i 30 di carriera lirica internazionale nel 2009, sperava di non aver mai deluso il suo Maestro e mentore.

Incontro Mario Del Monaco e Silvio Eupani

 Il 2° e decisivo incontro di Silvio Eupani con Mario Del Monaco

Affermatosi come tenore lirico drammatico e spinto, era per la critica dotato di una voce calda, squillante, tecnicamente ineccepibile e segnatamente potente, o, come più di qualcuno ebbe a scrivere, possente come gli "Heldentenor Wagneriani", in particolare nel repertorio verdiano, pucciniano ed anche in opere liriche di Giordano e Leoncavallo. Si era inoltre distinto per la grande forza interpretativa, riuscendo con successo ad esibirsi nel ruolo di tenore protagonista in 25 diverse opere liriche in altrettanti Paesi del mondo fino ad approdare in Corea, Taiwan e Giappone con alcune tournée di opere liriche e récitals.

 E vogliamo nominarle tutte così come i 23 Paesi  del mondo in cui ha cantato:

Italia, Germania, ex DDR (Germania dell’Est), Polonia, Turchia, Corea, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Bosnia-Erzegovina, Crimea, Taiwan, Olanda, Giappone, Bulgaria, Svizzera, Austria, Spagna, Paesi Baschi, Russia, Grecia, Croazia, Belgio, Irlanda.

 Le 33 opere  liriche da lui conosciute, di cui 25 interpretate in grandi teatri internazionali:

BELLINI: Norma, Il Pirata

BIZET: Carmen

CALDARA: Missa Sancti Joannis  

CHERUBINI: Medea 

DONIZETTI: Lucia di Lammermoor, Maria De Rudenz

DVORàK: Stabat Mater

ESLAVA: Oratorio Miserere 

GIORDANO: Andrea Chénier

LEONCAVALLO: Pagliacci 

MASCAGNI: Cavalleria Rusticana 

PUCCINI: Tosca, Turandot, Manon Lescaut, La Bohème, Madama Butterfly, Messa di Gloria, La Fanciulla del West, Il Tabarro

VERDI: Il Trovatore, Aida, La Forza del destino, Otello, Messa di Requiem, Nabucco, Rigoletto, La Traviata, Inno delle Nazioni , I Masnadieri, Macbeth, Don Carlo, Simon Boccanegra.

Molte le incisioni di album tra le quali si ricorda la sua ultima compilation “Cd Collection” composta da 4 Cd contenenti i suoi più grandi successi: “Live arias I e II con brani dal vivo d’opera, di recite e concerti, “Messa di Requiem” di Giuseppe Verdi e “Canti del Cuore” con romanze e lieder. (SIAE Prodotti 2009).

                                         Il cofanetto della compilation di 4 Cd, intitolata "Tenore Silvio Eupani - CD Collection"

La sua passione per il canto non lo dissuadeva dall’aiutare con una generosa opera filantropica molte associazioni e gruppi, scrivendo per loro diversi tomi ed effettuando ricerche che aveva sempre donato.

Aveva ricevuto 5 massime onorificenze  per meriti assoluti al valor civile.

In particolare 4 “Medaglie d'Oro”:

-          come Direttore Didattico di S. Stefano di Cadore e Comelico Superiore,

-          come Presidente dell'Ospedale di Malo,

-          come Amministratore pubblico e poi Sindaco di Malo,

-          per meriti artistici come tenore lirico in carriera internazionale

-          e la 5a, la croce d’oro di “Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana”.

 La sua inarrivabile voce in alcune romanze e arie d’opera é ascoltabile online su Youtube nella Playlist intitolata "Maestro Silvio Eupani" al seguente link (da copiare e aprire in una nuova finestra del browser) 

 Maestro Silvio Eupani: the ultimate compilation (romanzas, opera arias, lieder)

 Pubblichiamo invece qui di seguito la cover della sua interpretazione del brano 

"Un amore così grande", scritto e composto da Ferilli e Maggio per il M° Del Monaco.


Comunicato redatto da Angela Eupani, 30.09.2020

A cura dell'Uff. Stampa Comunicazione e Marketing Perla

Diffusione Web: Stefano Wolf

 

giovedì, gennaio 17, 2019

Le opere di Vincenzo Di Michele tra Storia e memoria


Il Taccuino Ufficio Stampa
Presenta

Le opere di Vincenzo Di Michele tra Storia e memoria
Vincenzo Di Michele è uno scrittore, storico e giornalista pubblicista romano, vincitore di diversi premi letterari e insignito di riconoscimenti istituzionali. Autore di opere di carattere storico e biografico, si è interessato anche di argomenti legati alla società e allo sport. Accanito difensore della verità storica e dell’obiettività nonostante le fazioni politiche e i pregiudizi, svolge il suo lavoro storiografico sostenuto da un’attenta e minuziosa ricerca delle fonti negli archivi e tra le testimonianze dirette di chi ha vissuto l’episodio che si accinge a narrare. Un esempio di racconto storico che non si ferma alla superficie, ma che scava profondamente alla ricerca della verità è l’opera L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi. L’autore ha inoltre una particolare sensibilità nell’intrecciare vicende storiche e memorie familiari, come si evince dall’opera Cefalonia, io e la mia storia.



Titolo: Cefalonia, io e la mia storia
Autore: Vincenzo Di Michele
Genere: Romanzo autobiografico e storico/Romanzo familiare-generazionale
Casa Editrice: Il Cerchio
Collana: C’est la vie
Pagine: 248
Codice ISBN: 978-8884744746

«[…] Le famiglie non si arresero e mai persero la speranza perché il loro caro non era morto, ma “disperso”. Se questa è stata una storia come tante di quei ragazzi che andarono in guerra, per le famiglie dei soldati che non ritornarono da Cefalonia ci fu qualcosa di diverso. Nessuna di queste osò dirlo a gran voce, ma ciascun familiare si consumò giorno per giorno in un mugugnare di pensieri.
Chissà se il suo ultimo respiro è stato proprio davanti a un plotone di esecuzione?
Così fu anche per la famiglia del soldato Clorindo Di Giacomo
».





Titolo: L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi
Autore: Vincenzo Di Michele
Genere: Storico/Biografico
Casa Editrice: Il Cerchio
Collana: Gli archi
Pagine: 140
Codice ISBN: 978-8884744227

«[…] Non sempre le verità si decidono a maggioranza; l'importante però è saper fornire, nella rivisitazione degli avvenimenti, una spiegazione logica capace di rinnegare il principio democratico della verità storica. Alla resa dei conti, fra il governo Badoglio e i tedeschi vi fu un accordo sempre tenuto nascosto fra sotterfugi e mezze parole, e il prezzo più caro l'ha pagato proprio la storia».


Vincenzo Di Michele ha affermato in un’intervista: “Se revisionismo significa ritornare indietro nell’analisi storica con nuovi elementi, con altre prove e soprattutto con ponderate riflessioni senza pregiudizi ideologici e/o di parte dico e affermo: sono un revisionista. Alla resa dei conti: "La storia non la fanno i vincitori"; ecco perché sono un revisionista”. Una frase che racchiude l’impegno dell’autore a esporre i fatti storici senza aver paura di smentire le verità condivise dalla maggioranza, se nuovi documenti e testimonianze portano a una revisione degli accadimenti. Di Michele non sta dalla parte dei vincitori ma da quella della verità, e purtroppo i due concetti non sempre trovano corrispondenza, ed è da questo scollamento, dalle distorsioni della Storia raccontata dai trionfatori che l’autore cerca di affrancarsi attraverso un faticoso e scrupoloso lavoro di ricerca. Il passato contiene un grande insegnamento di vita per l’autore, ed è sua priorità raccontarlo con oggettività; in quest’ottica una particolare attenzione è riservata al secondo conflitto mondiale e alle sue contraddizioni storiografiche, che Di Michele affronta in diverse opere. Ma non c’è solo l’importanza della verità nel racconto di episodi significativi per la Storia mondiale; c’è anche l’attenzione per le sofferenze private di uomini cancellati dalla guerra: l’autore sta infatti lavorando a un libro sulle storie dei dispersi e dei reduci della seconda guerra mondiale, e invita i lettori del suo sito internet a raccontare dei loro parenti che non sono più tornati a casa. Un’opera che rispecchia la vocazione di Vincenzo Di Michele per la verità storica intrecciata alle memorie di chi la Storia l’ha vissuta e spesso subita è Cefalonia, io e la mia storia. Un romanzo autobiografico, che narra la verità dell’autore sulla strage della divisione Acqui a opera dei tedeschi sull’isola di Cefalonia nel settembre del 1943, raccontando in parallelo l’eterna attesa dei famigliari dello scrittore, illusi di vedere il ritorno del loro congiunto. Una narrazione che abbraccia la Storia e le storie della sua famiglia, tramandate di padre e in figlio e arrivate fino all’autore, che ha voluto rendere omaggio al suo parente, Clorindo Di Giacomo, e a tutti gli uomini che sono stati trucidati ingiustamente, presentando lettere, testimonianze di sopravvissuti e dei cappellani di guerra padre Formato e padre Ghilardini. L’opera contiene una suggestiva immagine di banconote gettate a terra dai soldati in attesa della fucilazione, ormai prive di valore per chi si affannava a cercare nel proprio portafogli un pezzo di carta su cui scrivere le ultime, preziose parole da far consegnare alla propria famiglia. Priva di aneddoti autobiografici ma densa di riflessioni e di documentazioni inedite è l’opera L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi, pubblicata anche in lingua inglese col titolo di The last secret of Mussolini. The undercounter pact between Badoglio and the German. L’otto settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze alleate, mentre sottobanco il governo Badoglio continuò a collaborare con i tedeschi, portando, in un’escalation di ricatti e sotterfugi, alla liberazione da parte delle S.S. di Mussolini, confinato a Campo Imperatore. L’operazione Quercia è analizzata da Di Michele nelle sue evidenti contraddizioni, giudicata un’azione concordata e soprattutto di propaganda (è nota la presenza di cineoperatori sul luogo), necessaria a una Germania che stava perdendo consensi.



TRAMA CEFALONIA, IO E LA MIA STORIA: L’opera ripercorre la storia dell’eccidio di Cefalonia della divisione Acqui durante la seconda guerra mondiale. L’autore narra parallelamente di suo zio Clorindo che, allora ventenne, con altre migliaia di soldati si scontrò in guerra a Cefalonia con le truppe tedesche e risultò disperso. La prima metà di quest'opera è narrativa, ma nella seconda parte viene dato più spazio alla macrostoria, per inserire la vicenda in un contesto più chiaro. Nei fatti l’esercito italiano, dopo la proclamazione dell’armistizio con gli alleati dell’otto settembre 1943, si dissolse nel nulla. In molti disertarono, altri passarono al nemico, altri ancora furono fatti prigionieri e c’è stato anche chi – come raccontato nella testimonianza trascritta in un diario e riportata nel libro – dovette lottare fino alla morte per sopravvivere, perché doveva ritornare a casa da una figlia di sette anni che mai aveva conosciuto. Una vicenda narrata anche dal punto di vista della famiglia dell’autore che non si è mai arresa e mai ha perso la speranza, perché il loro parente non era ancora considerato ufficialmente morto, ma “disperso”. Una storia come quella di tante altre famiglie, i cui congiunti non tornarono più. In tale contesto si è sviluppata anche una visione specifica dell’autore, il quale ha inquadrato l’intera vicenda storica in una diversa rivisitazione, a cominciare da una scomoda verità sulla debolezza del generale Gandin, che nei fatti consentì a quei pochi sovversivi di prevalere sulla massa dei deboli, e proseguendo con una rilettura a proposito degli eroi di Cefalonia che furono immolati in nome della Resistenza, e consacrati nel corso degli anni come i salvatori della nuova Patria: “L’Italia antifascista”. Ma soprattutto, viene narrato come, e perché, quella strage stracolma di sangue e vite umane stroncate nel fiore degli anni si poteva evitare.

TRAMA L’ULTIMO SEGRETO DI MUSSOLINI. QUEL PATTO SOTTOBANCO FRA BADOGLIO E I TEDESCHI: L’otto settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze Alleate. Fu una resa senza condizioni. Qualcosa però si mosse sottobanco. C’era infatti un altro tavolo, non ufficiale, dove il governo Badoglio continuò a collaborare con il vecchio amico tedesco. Tra ricatti, ostaggi, minacce e sotterfugi, l’illustre prigioniero Mussolini veniva così sottratto agli Alleati e consegnato ai tedeschi il 12 settembre a Campo Imperatore. L’agente Nelio Pannuti, addetto alla sorveglianza personale di Mussolini al Gran Sasso, in un’intervista rilasciata all’autore dichiarò che quell’incursione dei tedeschi “sembrava proprio un’azione concordata, tant’è che, una volta liberato il Duce, ci fu un momento conviviale tra soldati italiani e tedeschi nella sala dello stesso albergo, tutti con le armi in spalla pacificamente”. I manuali storici hanno sempre narrato dell’efficacia dei servizi segreti tedeschi e dell’impresa epica dei loro paracadutisti per liberare Mussolini, ma la realtà è che la presenza del Duce a Campo Imperatore era di dominio pubblico. Per non parlare della complicità italiana nel riaggiustamento storico. Il comandante dei carabinieri al Gran Sasso Alberto Faiola fu anche encomiato, quando al contrario egli non solo non predispose alcuna misura cautelativa per il detenuto, ma venne anche meno ai suoi doveri invitando alcuni suoi amici proprio in quei giorni all’albergo di Campo Imperatore. Una nuova verità storica che è raccontata sin dagli inizi grazie anche alla testimonianza - sconosciuta a molti - di Karl Radl, l’aiutante di colui che erroneamente è stato sempre considerato il vero artefice dell'Operazione Quercia: il capitano Otto Skorzeny.


L’ AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE



BIOGRAFIA: Vincenzo Di Michele (Roma, 1962), laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, è uno scrittore, giornalista, docente e storico, relatore in diversi convegni su temi storici, sociali e sportivi. Pubblica romanzi e saggi che hanno importanti riscontri su quotidiani nazionali, riviste e blog, tra cui Il Tempo, Libero, La Repubblica, La Stampa, Il Giornale, L’Unità, Lettera 43:

  • La famiglia di fatto (Firenze Atheneum Editore, 2006), un’acuta analisi della convivenza non coniugale nella società odierna
  • Io, prigioniero in Russia (Maremmi Editori, 2008, 2a ed. “La Stampa” di Torino in allegato, 2010 con più di 50.000 copie vendute), tratto dal diario del padre dell’autore Alfonso Di Michele, alpino della divisione Julia prigioniero in Russia durante il secondo conflitto mondiale. L’opera ha ricevuto un riconoscimento dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l’importanza della testimonianza storica, una segnalazione d’onore e una medaglia di merito da parte del “Centro Don Gnocchi di Roma”, e inoltre l’autore è stato insignito del premio di Cultura e Vita Alpina “Amedeo De Cia”, del premio nazionale “Nomentum” e del premio “Baiocco Speciale”
  • Guidare oggi (Curiosando Editore, 2010), un manuale sulla sicurezza stradale, elogiato dal Ministro delle Infrastrutture A. Matteoli
  • Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso (Curiosando Editore, 2011), un’inchiesta storica con scoperte esclusive sulla prigionia di Mussolini a Campo Imperatore. L’opera ha ricevuto una nota di merito dai senatori a vita Oscar L. Scalfaro, Carlo A. Ciampi e Giulio Andreotti per l’attività di ricerca storica
  • Pino Wilson, vero capitano d’altri tempi (Fernandel, 2013), la biografia ufficiale dello storico giocatore della Lazio, con inediti sul calcioscommesse degli anni Ottanta
  • Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota (Fernandel, 2014), recensito su testate nazionali come “Il Tempo” e “La Stampa” e distribuito nelle edicole in varie regioni italiane, illustra le procedure di annullamento del matrimonio messe in atto dal tribunale della Rota Romana, ed elenca e spiega i casi pratici di invalidità matrimoniale
  • L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco tra Badoglio e i tedeschi (Il Cerchio, 2015), narra i retroscena dell’operazione Quercia sulla liberazione di Mussolini. Opera finalista al premio “Carver”
  • Cefalonia, io e la mia storia (Il Cerchio, 2017), la vicenda dell’eccidio di Cefalonia intrecciata alla storia privata della famiglia dell’autore. Menzione d’onore al premio “Montefiore”, finalista al premio “Piersanti Mattarella” e al premio “Prunola”.



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