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giovedì, gennaio 17, 2019

Le opere di Vincenzo Di Michele tra Storia e memoria


Il Taccuino Ufficio Stampa
Presenta

Le opere di Vincenzo Di Michele tra Storia e memoria
Vincenzo Di Michele è uno scrittore, storico e giornalista pubblicista romano, vincitore di diversi premi letterari e insignito di riconoscimenti istituzionali. Autore di opere di carattere storico e biografico, si è interessato anche di argomenti legati alla società e allo sport. Accanito difensore della verità storica e dell’obiettività nonostante le fazioni politiche e i pregiudizi, svolge il suo lavoro storiografico sostenuto da un’attenta e minuziosa ricerca delle fonti negli archivi e tra le testimonianze dirette di chi ha vissuto l’episodio che si accinge a narrare. Un esempio di racconto storico che non si ferma alla superficie, ma che scava profondamente alla ricerca della verità è l’opera L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi. L’autore ha inoltre una particolare sensibilità nell’intrecciare vicende storiche e memorie familiari, come si evince dall’opera Cefalonia, io e la mia storia.



Titolo: Cefalonia, io e la mia storia
Autore: Vincenzo Di Michele
Genere: Romanzo autobiografico e storico/Romanzo familiare-generazionale
Casa Editrice: Il Cerchio
Collana: C’est la vie
Pagine: 248
Codice ISBN: 978-8884744746

«[…] Le famiglie non si arresero e mai persero la speranza perché il loro caro non era morto, ma “disperso”. Se questa è stata una storia come tante di quei ragazzi che andarono in guerra, per le famiglie dei soldati che non ritornarono da Cefalonia ci fu qualcosa di diverso. Nessuna di queste osò dirlo a gran voce, ma ciascun familiare si consumò giorno per giorno in un mugugnare di pensieri.
Chissà se il suo ultimo respiro è stato proprio davanti a un plotone di esecuzione?
Così fu anche per la famiglia del soldato Clorindo Di Giacomo
».





Titolo: L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi
Autore: Vincenzo Di Michele
Genere: Storico/Biografico
Casa Editrice: Il Cerchio
Collana: Gli archi
Pagine: 140
Codice ISBN: 978-8884744227

«[…] Non sempre le verità si decidono a maggioranza; l'importante però è saper fornire, nella rivisitazione degli avvenimenti, una spiegazione logica capace di rinnegare il principio democratico della verità storica. Alla resa dei conti, fra il governo Badoglio e i tedeschi vi fu un accordo sempre tenuto nascosto fra sotterfugi e mezze parole, e il prezzo più caro l'ha pagato proprio la storia».


Vincenzo Di Michele ha affermato in un’intervista: “Se revisionismo significa ritornare indietro nell’analisi storica con nuovi elementi, con altre prove e soprattutto con ponderate riflessioni senza pregiudizi ideologici e/o di parte dico e affermo: sono un revisionista. Alla resa dei conti: "La storia non la fanno i vincitori"; ecco perché sono un revisionista”. Una frase che racchiude l’impegno dell’autore a esporre i fatti storici senza aver paura di smentire le verità condivise dalla maggioranza, se nuovi documenti e testimonianze portano a una revisione degli accadimenti. Di Michele non sta dalla parte dei vincitori ma da quella della verità, e purtroppo i due concetti non sempre trovano corrispondenza, ed è da questo scollamento, dalle distorsioni della Storia raccontata dai trionfatori che l’autore cerca di affrancarsi attraverso un faticoso e scrupoloso lavoro di ricerca. Il passato contiene un grande insegnamento di vita per l’autore, ed è sua priorità raccontarlo con oggettività; in quest’ottica una particolare attenzione è riservata al secondo conflitto mondiale e alle sue contraddizioni storiografiche, che Di Michele affronta in diverse opere. Ma non c’è solo l’importanza della verità nel racconto di episodi significativi per la Storia mondiale; c’è anche l’attenzione per le sofferenze private di uomini cancellati dalla guerra: l’autore sta infatti lavorando a un libro sulle storie dei dispersi e dei reduci della seconda guerra mondiale, e invita i lettori del suo sito internet a raccontare dei loro parenti che non sono più tornati a casa. Un’opera che rispecchia la vocazione di Vincenzo Di Michele per la verità storica intrecciata alle memorie di chi la Storia l’ha vissuta e spesso subita è Cefalonia, io e la mia storia. Un romanzo autobiografico, che narra la verità dell’autore sulla strage della divisione Acqui a opera dei tedeschi sull’isola di Cefalonia nel settembre del 1943, raccontando in parallelo l’eterna attesa dei famigliari dello scrittore, illusi di vedere il ritorno del loro congiunto. Una narrazione che abbraccia la Storia e le storie della sua famiglia, tramandate di padre e in figlio e arrivate fino all’autore, che ha voluto rendere omaggio al suo parente, Clorindo Di Giacomo, e a tutti gli uomini che sono stati trucidati ingiustamente, presentando lettere, testimonianze di sopravvissuti e dei cappellani di guerra padre Formato e padre Ghilardini. L’opera contiene una suggestiva immagine di banconote gettate a terra dai soldati in attesa della fucilazione, ormai prive di valore per chi si affannava a cercare nel proprio portafogli un pezzo di carta su cui scrivere le ultime, preziose parole da far consegnare alla propria famiglia. Priva di aneddoti autobiografici ma densa di riflessioni e di documentazioni inedite è l’opera L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi, pubblicata anche in lingua inglese col titolo di The last secret of Mussolini. The undercounter pact between Badoglio and the German. L’otto settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze alleate, mentre sottobanco il governo Badoglio continuò a collaborare con i tedeschi, portando, in un’escalation di ricatti e sotterfugi, alla liberazione da parte delle S.S. di Mussolini, confinato a Campo Imperatore. L’operazione Quercia è analizzata da Di Michele nelle sue evidenti contraddizioni, giudicata un’azione concordata e soprattutto di propaganda (è nota la presenza di cineoperatori sul luogo), necessaria a una Germania che stava perdendo consensi.



TRAMA CEFALONIA, IO E LA MIA STORIA: L’opera ripercorre la storia dell’eccidio di Cefalonia della divisione Acqui durante la seconda guerra mondiale. L’autore narra parallelamente di suo zio Clorindo che, allora ventenne, con altre migliaia di soldati si scontrò in guerra a Cefalonia con le truppe tedesche e risultò disperso. La prima metà di quest'opera è narrativa, ma nella seconda parte viene dato più spazio alla macrostoria, per inserire la vicenda in un contesto più chiaro. Nei fatti l’esercito italiano, dopo la proclamazione dell’armistizio con gli alleati dell’otto settembre 1943, si dissolse nel nulla. In molti disertarono, altri passarono al nemico, altri ancora furono fatti prigionieri e c’è stato anche chi – come raccontato nella testimonianza trascritta in un diario e riportata nel libro – dovette lottare fino alla morte per sopravvivere, perché doveva ritornare a casa da una figlia di sette anni che mai aveva conosciuto. Una vicenda narrata anche dal punto di vista della famiglia dell’autore che non si è mai arresa e mai ha perso la speranza, perché il loro parente non era ancora considerato ufficialmente morto, ma “disperso”. Una storia come quella di tante altre famiglie, i cui congiunti non tornarono più. In tale contesto si è sviluppata anche una visione specifica dell’autore, il quale ha inquadrato l’intera vicenda storica in una diversa rivisitazione, a cominciare da una scomoda verità sulla debolezza del generale Gandin, che nei fatti consentì a quei pochi sovversivi di prevalere sulla massa dei deboli, e proseguendo con una rilettura a proposito degli eroi di Cefalonia che furono immolati in nome della Resistenza, e consacrati nel corso degli anni come i salvatori della nuova Patria: “L’Italia antifascista”. Ma soprattutto, viene narrato come, e perché, quella strage stracolma di sangue e vite umane stroncate nel fiore degli anni si poteva evitare.

TRAMA L’ULTIMO SEGRETO DI MUSSOLINI. QUEL PATTO SOTTOBANCO FRA BADOGLIO E I TEDESCHI: L’otto settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze Alleate. Fu una resa senza condizioni. Qualcosa però si mosse sottobanco. C’era infatti un altro tavolo, non ufficiale, dove il governo Badoglio continuò a collaborare con il vecchio amico tedesco. Tra ricatti, ostaggi, minacce e sotterfugi, l’illustre prigioniero Mussolini veniva così sottratto agli Alleati e consegnato ai tedeschi il 12 settembre a Campo Imperatore. L’agente Nelio Pannuti, addetto alla sorveglianza personale di Mussolini al Gran Sasso, in un’intervista rilasciata all’autore dichiarò che quell’incursione dei tedeschi “sembrava proprio un’azione concordata, tant’è che, una volta liberato il Duce, ci fu un momento conviviale tra soldati italiani e tedeschi nella sala dello stesso albergo, tutti con le armi in spalla pacificamente”. I manuali storici hanno sempre narrato dell’efficacia dei servizi segreti tedeschi e dell’impresa epica dei loro paracadutisti per liberare Mussolini, ma la realtà è che la presenza del Duce a Campo Imperatore era di dominio pubblico. Per non parlare della complicità italiana nel riaggiustamento storico. Il comandante dei carabinieri al Gran Sasso Alberto Faiola fu anche encomiato, quando al contrario egli non solo non predispose alcuna misura cautelativa per il detenuto, ma venne anche meno ai suoi doveri invitando alcuni suoi amici proprio in quei giorni all’albergo di Campo Imperatore. Una nuova verità storica che è raccontata sin dagli inizi grazie anche alla testimonianza - sconosciuta a molti - di Karl Radl, l’aiutante di colui che erroneamente è stato sempre considerato il vero artefice dell'Operazione Quercia: il capitano Otto Skorzeny.


L’ AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE



BIOGRAFIA: Vincenzo Di Michele (Roma, 1962), laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, è uno scrittore, giornalista, docente e storico, relatore in diversi convegni su temi storici, sociali e sportivi. Pubblica romanzi e saggi che hanno importanti riscontri su quotidiani nazionali, riviste e blog, tra cui Il Tempo, Libero, La Repubblica, La Stampa, Il Giornale, L’Unità, Lettera 43:

  • La famiglia di fatto (Firenze Atheneum Editore, 2006), un’acuta analisi della convivenza non coniugale nella società odierna
  • Io, prigioniero in Russia (Maremmi Editori, 2008, 2a ed. “La Stampa” di Torino in allegato, 2010 con più di 50.000 copie vendute), tratto dal diario del padre dell’autore Alfonso Di Michele, alpino della divisione Julia prigioniero in Russia durante il secondo conflitto mondiale. L’opera ha ricevuto un riconoscimento dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l’importanza della testimonianza storica, una segnalazione d’onore e una medaglia di merito da parte del “Centro Don Gnocchi di Roma”, e inoltre l’autore è stato insignito del premio di Cultura e Vita Alpina “Amedeo De Cia”, del premio nazionale “Nomentum” e del premio “Baiocco Speciale”
  • Guidare oggi (Curiosando Editore, 2010), un manuale sulla sicurezza stradale, elogiato dal Ministro delle Infrastrutture A. Matteoli
  • Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso (Curiosando Editore, 2011), un’inchiesta storica con scoperte esclusive sulla prigionia di Mussolini a Campo Imperatore. L’opera ha ricevuto una nota di merito dai senatori a vita Oscar L. Scalfaro, Carlo A. Ciampi e Giulio Andreotti per l’attività di ricerca storica
  • Pino Wilson, vero capitano d’altri tempi (Fernandel, 2013), la biografia ufficiale dello storico giocatore della Lazio, con inediti sul calcioscommesse degli anni Ottanta
  • Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota (Fernandel, 2014), recensito su testate nazionali come “Il Tempo” e “La Stampa” e distribuito nelle edicole in varie regioni italiane, illustra le procedure di annullamento del matrimonio messe in atto dal tribunale della Rota Romana, ed elenca e spiega i casi pratici di invalidità matrimoniale
  • L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco tra Badoglio e i tedeschi (Il Cerchio, 2015), narra i retroscena dell’operazione Quercia sulla liberazione di Mussolini. Opera finalista al premio “Carver”
  • Cefalonia, io e la mia storia (Il Cerchio, 2017), la vicenda dell’eccidio di Cefalonia intrecciata alla storia privata della famiglia dell’autore. Menzione d’onore al premio “Montefiore”, finalista al premio “Piersanti Mattarella” e al premio “Prunola”.



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mercoledì, maggio 16, 2012

QOS 21 maggio 2012: stencil.poster.art - Lucamaleonte


LUCAMALEONTE

stencil.poster.art

LUNEDI’ 21 MAGGIO 2012 ORE 18:30
ISTITUTO QUASAR – Via Nizza 152 – Roma
Ingresso libero su prenotazione
www.istitutoquasar.com - 06.8557078


Lucamaleonte è forse l’artista italiano più enigmatico e innovativo che si possa incontrare nel panorama complesso e frammentato della street art internazionale.
Da sempre interessato allo studio e alla conoscenza dell’arte, della sua storia e delle alchimie legate alle tecniche con la quale essa di disvela, Lucamaleonte incorpora nelle sue opere matrici espressive e molteplici codici interpretativi, a testimonianza della parità raggiunta dall’arte “di strada” rispetto al “mainstream” del mondo delle gallerie e del mercato artistico globale.
In quest’ottica il graffito è un affresco, lo stencil un arazzo e l’attitudine dell’artista è quella dell’amanuense o dell’incisore. Uno sguardo senza tempo che allinea idealmente il passato con il futuro.
Nella lecture stencil.poster.art Lucamaleonte descriverà al pubblico di QOS la sua “via” verso il viaggio interiore - the inner light files - il percorso che conduce attraverso paziente dedizione e incessante ricerca a sviluppare le proprie qualità e modalità creative.
Ancora una volta l’Istituto Quasar offre una rara occasione per conoscere da vicino e in modo approfondito un interessantissimo protagonista contemporaneo del mondo dell’arte e della grafica.


QOS 2012: The Inner Light files
“Without going out of your door/You can know all things on earth/ Without looking out of your window/ You can know the ways of heaven”
The Inner Light, The Beatles

La lecture di Lucamaleonte è il terzo appuntamento di Quasar Outer Space / / / Oltre Spazio Quasar 2012, nuova edizione del ciclo di eventi che l’Istituto Quasar dedica alle sperimentazioni più innovative nel mondo creativo contemporaneo.
L’edizione di quest’anno esprime ancora di più la necessità creativa di un continuo rinnovamento dell’esplorazione e della traiettoria di ricerca e, per l’occasione, offre un panorama di incontri ampio e variegato da Febbraio a Novembre 2012.
QOS 2012: The Inner Light Files è un viaggio dall’esterno verso l’interno, una parabola “inversa” che opera per contrasto rispetto alla precedente edizione. Nei sei incontri si cercherà di tratteggiare una tendenza rilevante nell’azione creativa che indaga e si interroga sugli strumenti e sulle potenzialità espressive degli stessi nonché sulle possibili interazioni tra discipline e settori diversi.
Ideazione e Coordinamento: Carlo Prati, Luna Todaro


Lucamaleonte
Lucamaleonte è nato a Roma nel 1983, dove vive e lavora. Laureatosi all’Istituto Centrale per il Restauro, è attivo nel campo della StencilArt dal 2001.
È entrato in contatto con la street art realizzando stencil sui muri di Roma, approdando in poco tempo alla produzione di opere più elaborate dipinte su tela e sviluppando uno stile molto personale per la realizzazione di stencil su più livelli ed immagini con una resa quasi fotografica.
Ha partecipato a diverse esposizioni sia in gallerie italiane, sia all’estero (Stati Uniti, Australia...), tra cui: Can’s Festival (Londra, 2008), Nix Krise (Berlino, 2009), Bricklane (Londra, 2009), Your Kid Can’t Do This (Australia, 2009). Ha collaborato con il collettivo francese Stencil History X con il quale ha esposto in diverse città europee, come Berlino, Londra, Parigi e Barcellona.
In collaborazione con Sten e Lex, Lucamaleonte è impegnato anche nell’organizzazione di eventi legati alla street art, come l’International Poster Art, mostra internazionale di poster, giunta ormai alla terza edizione.

Info e prenotazioni: www.istitutoquasar.com - qos.istitutoquasar.com - Tel: 06.8557078

lunedì, aprile 02, 2012

Imperi a confronto

L'esposizione, che arriva a Roma dopo la tappa milanese a Palazzo Reale, mette a confronto per la prima volta i due più importanti imperi della storia, quello romano e le dinastie cinesi Qin e Han nel periodo che va dal II secolo a.C. al IV secolo d.C.


Oltre 450 capolavori italiani e cinesi ricostruiscono le tappe e i momenti salienti del sorgere e dello sviluppo dei due imperi mettendo in luce aspetti della vita quotidiana, della società, del culto e dell’economia.La mostra fa parte della rassegna “Anno Culturale della Cina", volta a promuovere la conoscenza della cultura cinese in Italia e a festeggiare i 40 anni di relazioni diplomatiche tra l'Italia e il paese asiatico.

Questo progetto rappresenta un tassello importante, segno di una positiva collaborazione tra l'Amministrazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana e lo State Administration for Cultural Heritage della Repubblica Popolare Cinese. L’accordo stipulato tra i due paesi prevede l’istituzione di un partenariato pluriennale attraverso un rapporto strutturato, che darà un forte impulso allo scambio di mostre e collezioni museali, all’organizzazione e coproduzione di progetti espositivi. Il MiBAC inoltre parteciperà al progetto di musealizzazione del nuovo Museo Nazionale della Cina di Piazza Tien nan men, che dopo un lungo ed importante intervento di restauro riaprirà i battenti la prossima primavera. Una collaborazione esclusiva che prevede la realizzazione di un museo statale della cultura italiana. Allo stesso modo, l’Italia offre un prestigioso spazio espositivo nelle Sale Monumentali del Palazzo di Venezia, al fine di ospitare un museo statale della cultura cinese.


La mostra ospitata da Palazzo Venezia, nella sezione romana si concentra su alcuni elementi costitutivi e strutturali dell’impero: ideologia e politica attraverso immagini e iscrizioni. Nella sezione delle opere cinesi, la mostra presenta al pubblico una selezione dei tesori più preziosi della millenaria storia della civiltà cinese, alcuni dei quali giungono in Occidente per la prima volta.

Hotel in zona stazione termini di Roma

A tutela della Colonna Traiana

Uno dei più antichi e bei monumenti della Capitale, la colonna Traiana, sarà protetto dal lancio di oggetti e quant’altro, proveniente dalla strada sovrastante, se ne modificherà l’assetto urbano, andando a recuperare in parte la sistemazione del 1814, creando quello che venne chiamato “Emiciclo Napoleonico”. Con il ripristino di una parte di quell’assetto urbano, la presenza della linea d’affaccio non provocherà rischi, in quanto lo spazio verrà inserito nell’area archeologica, delimitata da un’ampia cancellata.

lunedì, febbraio 13, 2012

I mondiali di calcio del 1930

Il primo Mondiale di calcio fu organizzato in Uruguay e riscosse un grande successo di pubblico. La finale si giocò il 30 luglio tra i padroni di casa e l’Argentina, match finito 4-2 per la Celeste. L’Italia, come molte altre nazioni europee, non partecipò.
Il tutto venne preso in considerazione nel 1928, esattamente il 28 maggio quando la FIFA (nata nel 1904) decise di far disputare una manifestazione calcistica internazionale.

mercoledì, gennaio 06, 2010

Breve storia di Kyb

La storia di KYB, principale produttore mondiale di ammortizzatori, data da ormai novant’anni: il nucleo storico dell’azienda, il Centro di Ricerche Kayaba, fu infatti fondato in Giappone da Shiro Kayaba nel novembre del 1919. La ricerca è un elemento fondamentale del successo dell’azienda, sin dagli albori, quando l’utilizzo di tecnologie idrauliche all’avanguardia per l’epoca permise di produrre ammortizzatori per l’allora giovane industria dell’aeronautica.
La tecnologia idraulica, alla base del funzionamento dei primi ammortizzatori per aeromobili, è stata trasferita con successo al settore dell’auto. Aspetti quali una buona tenuta di strada anche sul bagnato, una guida dolce senza scossoni anche in presenza di asperità del fondo stradale, stabilità sulle curve, la certezza di frenare in tempo all’approssimarsi di un ostacolo, dipendono in gran parte dalla qualità degli ammortizzatori. KYB garantisce queste comodità a un impressionante numero di clienti: l’azienda è infatti arrivata a produrre una gamma di ammortizzatori talmente ampia da poter essere installati su modelli di 76 case automobilistiche. Questo significa che il 99 % delle auto attualmente in circolazione possono essere equipaggiate con un ammortizzatore KYB.

Catalogo prodotti Kyb



Qualità e varietà dell’offerta hanno portato gli ammortizzatori KYB ad essere i più diffusi al mondo.
KYB non ha peraltro dimenticato le proprie origini aeronautiche: l’azienda infatti produce anche gli ammortizzatori per il Boeing 777, il più grande bimotore adibito a voli commerciali.
Ne è stata fatta di strada, dal 1919, e non solo da KYB – anche i milioni di auto al mondo equipaggiate con gli ammortizzatori dell’azienda hanno percorso miliardi di chilometri di strade di tutti i tipi, sempre con la guida più confortevole che lo stato dell’arte della tecnologia ha potuto consentire.



KYB Italy GmbH
Viale Italia 37
20020 LAINATE (MI)
Tel. 029 379 0200
Fax 029 330 1653
commerciale@kyb-europe.com
www.kyb-europe.com

domenica, settembre 06, 2009

La grande strada verde dell'Appennino


Apertura ufficiale del ciclo di conferenze del progetto Per una storia dell'Appennino Storia, arte, natura, popoli, paesi, tradizioni e culture sulle montagne che sono la spina dorsale d'Italia

Sabato 12 settembre ore 9.30 Zavattarello, Oltrepò Pavese (PV) nelle sale del castello Dal Verme

convegno nazionale dal titolo:

La grande strada verde dell'Appennino

Un inestimabile patrimonio di foreste, animali, parchi, biodiversita`


Programma degli interventi:

- 9,30 apertura del convegno col saluto di Simone Tiglio, sindaco di Zavattarello

- 9,40 introduzione di Gualtiero Strano, giornalista

- 9,50 Bernardino Ragni, docente dell'Universita` degli studi di Perugia e membro del "Cat Specialist Group" dell'International Union for Conservation of Nature: "I felini nelle foreste appenniniche". Funzione della greenway appenninica per i movimenti e la conservazione della fauna: lo strano caso delle apparizioni di lince eurasiatica e la storica espansione del gatto selvatico.

-10,30 Federico Striglioni, responsabile scientifico del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: "Un ricchissimo serbatoio di biodiversita` animale e vegetale". La vastissima area protetta della catena appenninica; camosci, orsi, aquile, cervi, lupi, grifoni.

-11,10 proiezione di un breve trailer sulle Foreste Casentinesi

-11,20 Alessandro Bottacci, capo ufficio territoriale per la Biodiversita` del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi del Corpo Forestale dello Stato: "Non toccata da mano umana". Le Foreste Casentinesi e lo straordinario caso dell'area di Sasso Fratino, la riserva naturale integrale piu` vasta e piu` antica di tutto l'Appennino.

-12,00 Riccardo Santolini, docente dell'Universita` di Urbino e presidente dell'Associazione italiana di Ecologia del paesaggio: "Il paesaggio appenninico, un valore per tutta l'Europa". Le funzioni ecologiche delle foreste nel corso del tempo

- ore 12,40-14,20 pausa pranzo. A disposizione un buffet con cibi tradizionali dell'Appennino delle Quattro Province; vini tipici delle colline dell'Oltrepo`.

-14,25 proiezione di un estratto del documentario del "Camminitalia", trekking lungo il crinale appenninico dalla Calabria alla Liguria.

-14,40 Teresio Valsesia, giornalista, escursionista e autore di libri di montagna tra cui "Camminitalia": "Lungo i sentieri appenninici: un'occasione per ridare vitalita` economica ad aree abbandonate".

-15,00 Proiezione di un breve estratto del nuovo documentario sul Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano realizzato dalla Etnos film di Bologna in distribuzione prossimamente.

-15,10 Willy Reggioni, responsabile della Conservazione della natura del Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano: "Un parco che unisce". Un'area importante per la dispersione della fauna appenninica verso le Alpi; differenze culturali, colturali e climatiche tra versante adriatico e tirrenico.

-15,45 Franco Zunino, segretario generale di Wilderness Italia e naturalista storico del Parco nazionale d'Abruzzo: "Natura selvaggia in Appennino". Wilderness e orso, un binomio inscindibile.

-16,20 conclusioni e domande da parte del pubblico

-17,00 chiusura del convegno.

Il convegno e` aperto a tutti

Come raggiungere Zavattarello: Da Milano e da Genova con l'autostrada Milano-Genova uscita Casei Gerola, poi statale Voghera-Varzi. A Varzi deviazione per Zavattarello. Circa 40 minuti di auto dal casello autostradale. Da Milano anche con la S.P. 412 che inizia alla fine di via Ripamonti: direzione Valera Fratta e poi Castel San Giovanni dove si imbocca la val Tidone che porta a Zavattarello. Circa 90 minuti da Milano citta`, 35 da Castel San Giovanni. Da Torino con l'autostrada Torino-Piacenza uscita Casei Gerola, poi statale Voghera-Varzi. A Varzi deviazione per Zavattarello. Circa 120 minuti da Torino. Da Parma con l'autostrada Bologna-Milano uscita Piacenza per immettersi sull'autostrada Piacenza-Torino. Uscita a Castel San Giovanni dove si imbocca la Val Tidone che porta a Zavattarello. Circa 90 minuti da Parma.

Per informazioni: Comune 0383.589132 oppure 334 2055534-338 5776425-338 1715411