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giovedì, marzo 21, 2019

Il noto fotografo-documentarista Luca Bracali presenta Il respiro della natura.


Il Taccuino Ufficio Stampa
Presenta


Il Respiro della Natura (The Breath of Nature) di Luca Bracali

Il Respiro della Natura (The Breath of Nature) è l’ultimo lavoro del pluripremiato fotografo e documentarista Luca Bracali. L’opera è divisa in due volumi cartonati (Vol. 1 Un viaggio dall’Alaska allo Zambia; Vol. 2 Romiti Vivai: La tradizione secolare del vivaio toscano nel mondo) raccolti in un cofanetto di pregio, e presentati nelle lingue italiano, inglese, francese e tedesco. Una selezione di più di 250 fotografie che permettono di viaggiare da un capo all’altro del mondo, e che offrono uno sguardo privilegiato sulle meraviglie del regno vegetale. Un cammino di bellezza ma anche di consapevolezza, per un artista che ha sempre messo al centro del suo lavoro l’importanza di rispettare il patrimonio naturale del nostro Pianeta, e la necessità di agire attivamente per la sua salvaguardia.


Titolo: Il Respiro della Natura (The Breath of Nature)
Autore: Luca Bracali
Genere: Fotografico
Casa Editrice: Silvana Editoriale
Pagine: Vol. 1: 160; Vol. 2: 192
Codice ISBN: 978-88-366-3888-8


«[…] Che li si voglia chiamare guardiani silenziosi della vita, oppure amici silenziosi
dell’uomo, gli alberi abitano la terra da 400 milioni di anni, iniziando ben
prima della razza umana il proprio ciclo vitale. Proprio per questa ragione
l’uomo dovrebbe imparare a rispettarli e, ancor prima, ad amarli. Come
fossero i nostri genitori».


Luca Bracali presenta l’opera Il Respiro della Natura (The Breath of Nature), un viaggio visivo e insieme emozionale intorno al globo terracqueo, che racconta in più di 250 fotografie il regno vegetale nella sua bellezza e varietà, nella sua forza e fragilità. Il fotografo, documentarista, giornalista ed esploratore toscano propone meravigliose immagini di alberi, piante e foreste, espressione della potenza e della perfezione della natura, troppo spesso testimoni muti della cattiveria umana. Fotografie che evocano pace, fotografie drammatiche, fotografie di animali che convivono con il mondo vegetale; alberi in fiore, alberi secchi, colti al tramonto o in piena luce, piccoli arbusti o maestosi Baobab, piante immerse nell’acqua, tenaci tra i ghiacci, solitarie nel deserto. Attraverso le fotografie naturalistiche di Luca Bracali è possibile ammirare la vita nelle sue infinite e variopinte sfumature, quella stessa vita che gli alberi contribuiscono a proteggere con il loro incessante e prezioso lavoro. Spesso si dimentica che la nostra esistenza è possibile anche grazie al processo di fotosintesi delle piante, che sottrae anidride carbonica all’atmosfera, rendendo l’aria che respiriamo compatibile con la vita; spesso si dimentica che rispettare il mondo vegetale, dalla più piccola pianta al più grande albero, significa rispettare il mondo intero che gentilmente ci ospita, e che ci fa prosperare. Luca Bracali non lo ha mai dimenticato, e nei suoi tredici libri fotografici porta avanti la sua missione di salvaguardia del Pianeta Terra, e di sensibilizzazione sullo sfruttamento insensato delle sue risorse. Un artista profondamente attento alle tematiche ambientali, in particolare ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale, che tramite le sue opere, le mostre e le conferenze condivide la bellezza del mondo che ha conosciuto nei suoi viaggi di esplorazione attraverso 141 paesi, dall’Alaska allo Zambia, in terre inospitali e in paradisi terrestri, in foreste pluviali e tra i ghiacciai dell’Antartide. “Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto”, ha detto Rabindranath Tagore, e Bracali ci chiede di ascoltare a nostra volta quella flebile voce che invoca aiuto e comprensione. Dalla sua opera: “Mai l’azione antropica sul territorio è stata così evidente e di così forte impatto come negli ultimi 30 anni, tanto da generare importanti, e probabilmente irreversibili, cambiamenti climatici. L’atmosfera è satura di gas serra, la terra respira con maggior fatica, le temperature a livello globale aumentano, gli oceani si riscaldano, i ghiacci si fondono”. Una tragica realtà di cui il fotografo porta testimonianza nelle numerose interviste che gli vengono rivolte (si ricordano quelle per Rai1/Unomattina, per Rai2/Tg2 Storie, per Rai3/Alle falde del Kilimangiaro e per Tv2000/Il mondo insieme) e soprattutto nei suoi documentari proposti dalle reti Rai e nei suoi reportage per diverse riviste specializzate tra cui il National Geographic, che gli sono valsi molti premi e riconoscimenti internazionali nel corso della sua carriera trentennale.

INFORMAZIONI IL RESPIRO DELLA NATURA (THE BREATH OF NATURE):

























Volume 1 - Un viaggio dall’Alaska allo Zambia
(160 pagine, 140 foto)
Gli alberi sono i protagonisti dell’ultimo lavoro di Luca Bracali, fotografati in quaranta paesi nei suoi venticinque anni di lavoro e di esplorazione del Pianeta Terra. Dai testi critici che corredano l’apparato iconografico emerge quanto sia vitale per l’essere umano il patrimonio rappresentato dalle foreste, filtri naturali per purificare l’aria dall’anidride carbonica, e quanto esso sia in grave pericolo a causa di attività antropiche miopi e scellerate. Luca Bracali lancia quindi un allarme forte e deciso con le sue fotografie per sensibilizzare sulla deforestazione e sugli effetti del riscaldamento globale, proponendo una immediata e drastica riduzione delle emissioni di CO2 e la riforestazione del pianeta (secondo una stima, per scongiurare la catastrofe ecologica si dovrebbero piantare quattro alberi l’anno per almeno vent’anni per ogni abitante della Terra). Si può rispettare, amare e salvare solo ciò che si conosce: per questo il valore dell’opera
va ben oltre l’indiscusso impatto estetico e artistico, e arriva ad assumere una fondamentale
valenza educativa.
























Volume 2 - Romiti Vivai: La tradizione secolare del vivaio toscano nel mondo
(192 pagine, 160 foto)
In questo volume si racconta la realtà della “Romiti Vivai”, fulgido esempio del successo del vivaismo toscano in tutto il mondo. Oltre alla storia dell’azienda, nel volume sono dettagliatamente esposte tutte le varie fasi della coltivazione in vivaio: dalla preparazione dei terreni fino alla spedizione delle piante; dagli innesti alle invasature; dalle colture protette all’arte topiaria. Il tutto accuratamente illustrato dalle suggestive fotografie di Luca Bracali, che offrono un ritratto dal quale traspare tutta la passione e l’impegno di chi coltiva le piante nel rispetto della migliore tradizione delle terre di Toscana.


L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

















BIOGRAFIA. Luca Bracali (Pistoia, 1965) è un fotografo, esploratore, documentarista, giornalista e docente. Ha viaggiato in 141 paesi per realizzare i suoi reportage, ha pubblicato numerosi articoli su riviste di viaggi e di cultura, e ha firmato quindici servizi su National Geographic. È autore di tredici libri e vincitore di diversi premi in concorsi fotografici internazionali, tra i quali si ricordano nel 2017 Travel Photographer of the Year, Menzione speciale categoria “Earth & Climate” e nel 2018 TIFA Photography Awards, Silver winner categoria “Nature-Aerial”. Tra le sue opere si menzionano: I colori del viaggio (Gli Ori, 2006), SOS Pianeta Terra (Mondadori Electa, 2010), Fantasie della Terra (Zerotre, 2015), Myanmar. The true essence (Zerotre, 2015), Pianeta Terra. Un mondo da salvare (Silvana, 2016), Rapa Nui. Genesi di un restauro fra storia, leggende e misteri (Lorenzo De Medici Press, 2017), Il respiro della natura (Silvana, 2018). Nel 2010 debutta nel mondo della fine-art photography, e le sue immagini vengono esposte, in mostre personali, in più di cinquanta musei e gallerie di Roma, Milano, Bologna, Napoli, Sofia, Kiev, Odessa, Copenaghen, Yangon, Montreal, New York e Bruxelles (mostra “Arctic under attack” nella sala espositiva del Parlamento Europeo, 2017). Molto sensibile ai problemi ambientali, in primis lo scioglimento dei ghiacciai e il riscaldamento globale, contribuisce attivamente a queste importanti cause attraverso progetti fotografici in Antartide e in Artide. Collabora con i ricercatori polari dell'università di Fairbanks in Alaska e della base russa di Barneo, punto di partenza per la sua eco-spedizione che lo porterà, nel 2009, ad essere l'unico reporter a raggiungere il Polo Nord geografico sugli sci in autosufficienza alimentare e logistica. Sarà inoltre tra i primi ad accedere allo Svalbard Global Seed Vault, nelle isole Svalbard. Dal 2008 è membro di APECS (Association of Polar Early Career Scientists) per i suoi contributi mediatici e scientifici legati all'ambiente. Dal 2017 diviene ambasciatore dell’associazione no-profit “Salviamo il Pianeta”. Come regista e documentarista lavora dal 2011 per i canali Rai: per Rai1 cura la regia della rubrica "Easy Driver" ed è presente su Uno Mattina con il format “Un mondo da amare”; su Rai2 cura per il programma Niagara la serie di reportage “Cacciatore di emozioni”; su Rai3 presenta i suoi documentari nel programma Kilimangiaro. È inoltre autore, produttore e regista del progetto “Planet Explorer”, un live-tour fotografico e video, pensato appositamente per il web, che nel 2017 giunge alla sua undicesima edizione. Ha insegnato fotografia ai corsi Academy Passion Suite di Canon, per poi diventare Ambassador per Fujifilm. Ha tenuto nel 2017 il ciclo di conferenze “Global Warming” presso l’Università Bocconi di Milano, il Museo di Storia Naturale di Milano, l’Università di Pisa e la Concordia University a Montreal, e nel 2018 il ciclo di conferenze “Wildlife e Artico” presso l’Ospedale Meyer di Firenze e il Museo di Storia Naturale di Pisa. È autore della copertina de L'ultima Thule, lavoro discografico di Francesco Guccini. Il Minor Planet Center di Cambridge ha inoltre intitolato a suo nome il 198.616esimo asteroide scoperto.



ALTRE OPERE FOTOGRAFICHE DI LUCA BRACALI
Myanmar. The true essence (Zerotre, 2015) Era la fine dell’ottocento e, in Letters from the East, Rudyard Kipling scriveva: «Questa è la Birmania, ed è diversa da ogni altra terra che tu possa aver conosciuto». Lo scrittore inglese aveva sintetizzato in questo modo la straordinarietà di un Paese che ha continuato ad ispirare romanzieri e registi, affascinati da un territorio punteggiato da migliaia di pagode, abitato da più di cento gruppi etnici e caratterizzato da differenze culturali e usanze immutate nel tempo. Un Paese che ha saputo, ancora oggi, conservare intatta la propria autenticità. In questo volume Luca Bracali firma il suo Myanmar, attraverso centosettanta foto che ne raccontano la vera essenza. Immagine dopo immagine, scorrono storia e leggende di monumenti millenari, si percepisce la profonda spiritualità che avvolge il Paese, viene data vita ai volti del suo popolo gentile, sapientemente scolpiti dalla luce, ed è documentato il complesso tessuto sociale in cui anche il cibo riveste un significato simbolico e relazionale. A concludere il volume un capitolo dedicato a due tradizioni in via di estinzione, con immagini suggestive e ricche di pathos sulle ultime rappresentanti di un mondo femminile che porta sul proprio corpo i segni indelebili di riti tribali.

Pianeta Terra. Un mondo da salvare (Silvana Editoriale, 2016) Il libro raccoglie cinquanta scatti dedicati alla bellezza e alla fragilità del Pianeta Terra: le fotografie potenti e scenografiche di Luca Bracali invitano a riflettere sull’immenso patrimonio naturale che ci è stato tramandato, oggi minacciato dalle attività umane, dall’inquinamento, dalle deforestazioni e dall’estrazione intensiva delle materie prime. Il volume è corredato da un testo dell’ambientalista Marco Bresci, il quale propone un “Codice per l’Umanità” che indica i comportamenti necessari per conservare al meglio l’ambiente mondiale, e consegnarlo il più possibile in salute alle generazioni future. Particolare attenzione è riservata alle aree artiche, le più sensibili ai cambiamenti climatici e all’inquinamento.

Rapa Nui. Genesi di un restauro fra storia, leggende e misteri (Lorenzo De Medici Press, 2017) Le immagini di Luca Bracali raccontano una terra di una bellezza primordiale: i colori del mare, della roccia, dell'erba e del cielo sono profondi, vitali; lo spazio è aperto ovunque si posi lo sguardo, senza confini, illimitato. Il lettore [o lo spettatore?] percepisce nettamente un forte senso di libertà allo stato puro che è quasi inebriante. E su questo scenario, improvvisamente, compaiono i Moai, che sembrano sorgere, emergere dalle viscere della terra, risvegliandosi e sollevandosi, pronti a parlare, finalmente, a raccontarci la loro verità. Ma per comprendere pienamente l'importanza di un restauro come quello dei Moai dell'Isola di Pasqua è necessario partire dal passato per capire quando, come e perché furono costruiti questi giganteschi monoliti, e con quali conseguenze, a breve e lungo termine. Per arrivare a ciò Giuseppe De Ceglie rilegge il passato dell'isola, sia attingendo ai resoconti diretti dei primi esploratori occidentali che entrarono in contatto con la civiltà Rapanui, ma soprattutto analizzando i risultati delle ricerche svolte con i nuovi strumenti di analisi, che la scienza ha messo a punto per indagare anche laddove i fatti non sono scritti con l'alfabeto degli uomini. Prende così forma una verità diversa, che muta la nostra percezione di questo popolo vissuto per secoli lontano da tutto, sospeso tra leggende e misteri. Questo non è semplicemente un restauro di statue di pietra, ma di una immensa memoria, della storia; si tratta di salvare il passato per garantire il futuro.


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domenica, aprile 03, 2016

Bimbinfattoria.com, un nuovo sito per le fattorie didattiche

Memoka presenta bimbinfattoria, un sito interamente dedicato alle fattorie didattiche e quindi ai bambini, alle famiglie, alle scuole. Tra le aziende agricole le fattorie didattiche sono quelle particolari strutture in grado di offrire un’esperienza particolarmente interessante per i bambini. Queste fattorie si propongono alle scuole e alle famiglie come strutture in grado di far divertire i bambini, avvicinarli alla natura e agli animali in sicurezza, unendo all’esperienza didattica una serie di momenti ludici e, spesso, anche la possibilità di una merenda in campagna. Nel sito bimbinfattoria.com elenchiamo circa 300 fattorie didattiche, tutte quelle che siamo riusciti a rintracciare fino ad ora. Da un punto di vista legislativo la maggior parte delle regioni italiane ha costruito dei criteri che è necessario rispettare perchè una fattoria possa definirsi a tutti gli effetti “didattica”. Più che attenerci a questi criteri nel sito la discriminante che usiamo è ciò che struttura è realmente in grado di offrire: se i bambini possono imparare, divertirsi e avere in sicurezza un contatto con la natura, allora siamo pronti a pubblicare la struttura nel sito e offrirle visibilità. La denominazione fattoria didattica è frutto di una certificazione che le aziende agricole possono richiedere all'Ente provinciale di appartenenza nel momento in cui si mettono a disposizione, soprattutto di scolaresche, per spiegare, illustrare e promuovere le attività di campagna come l'allevamento e la coltura con “l'obiettivo di contribuire ad avvicinare alla campagna e alla cultura del territorio rurale prioritariamente gli alunni della scuola dell'obbligo, ma anche cittadini e target specifici, anche attraverso una maggiore conoscenza delle produzioni agroalimentari ...” (D.G.R. II OTTOBRE 2002 - N. 7z10598). Laboratori e dimostrazioni, sono ideate per far comprendere al bambino la realtà dell'allevamento e dell'agricoltura, ai nostri giorni poco conosciute, ma sempre molto interessanti ed affascinanti per grandi e piccini. I bambini potranno vedere come si munge una mucca, o provare a fare il pane, raccogliere le uova in un pollaio od osservare piante, fiori e frutti. Sono centinaia i luoghi dove è possibile organizzare una visita didattica per scolaresche o trascorrere una giornata all'aria aperta, divertente e rilassante senza rinunciare all'aspetto educativo ed istruttivo. In home page troverete un introduzione ai contenuti ed all'utilizzo del sito, con pratici dettagli, utili per contattare la fattoria didattica a voi più vicina. Basta selezionare la regione italiana di vostro interesse, ed accedere alle singole schede delle fattorie. Le aziende agricole, con la qualifica di fattoria didattica, sono spesso anche degli agriturismo, così questa sarà una buona occasione anche per gli adulti per godersi un po' di pace, gustare qualche buon prodotto gastronomico e, perchè no, anche per imparare qualcosa!

martedì, giugno 26, 2012

GORE-TEX® EXPERIENCE TOUR 2012 - WATCH THE BEAR: alla scoperta degli orsi bruni sui Pirenei

Candidature aperte fino al 10 luglio 2012

Nuovo appuntamento con il GORE-TEX® Experience Tour che questa volta offre agli appassionati di outdoor la possibilità di esplorare i Pireni alla ricerca degli orsi bruni.

Saranno quattro i fortunati vincitori del GORE-TEX® Experience Tour “Watch bears in the wilderness” che prenderanno parte ad una spedizione di quattro giorni accompagnati da alcuni operatori forestali, un biologo e un fotografo professionista.
I vincitori trascorreranno quattro giorni dal 13 al 16 settembre 2012 sulle montagne che circondano la Val d'Aran, nella provincia di Lleida, nel nord della Spagna.

Un’esperienza unica e indimenticabile che darà la possibilità ai quattro appassionati di poter osservare gli orsi bruni nel loro habitat naturale, con l’opportunità di apprendere competenze e tecniche di fotografia naturalistica al tempo stesso.



Per partecipare alla selezione è necessario iscriversi alla pagina del GORE-TEX® Experience Tour http://www.experience-tour.com/tour/bear-watching-wilderness/ entro il 10 luglio 2012, raccontando la propria passione per la natura e le attività outdoor e spiegando il perché sareste la persona giusta per questa avventura.
Tra l’11 e il 22 luglio 2012 gli utenti di Facebook di tutto il mondo potranno votare i loro candidati preferiti. I dieci candidati con più voti saranno valutati da una giuria GORE-TEX® che annuncerà la propria decisione finale il 31 luglio 2012.



martedì, febbraio 21, 2012

XILO1934, pavimenti in legno che non tramontano


XILO1934 è il sistema di pavimenti in legno pensata per offrire qualità, innovazione, tecnologia e professionalità nelle applicazioni architettoniche, con una continua attenzione verso le moderne tecnologie, per supportare ed ottimizzare un patrimonio di risorse umane altamente specializzato.
Ogni elemento delle collezioni XILO1934 nasce secondo una filosofia che si è consolidata attraverso l’esperienza e che ora anima ogni scelta aziendale indirizzando l’attività produttiva. La professionalità è garantita da un’esperienza che continua da più di 70 anni, che si rinnova con crescente entusiasmo, e da una struttura produttiva all’avanguardia.
La materia prima proviene da legni di piantagione oppure da tagli programmati. Proprio nel lavorare il legno si impara ad amare e rispettare ciò che la natura faticosamente dona al pianeta. Per questo produciamo pavimenti totalmente biodegradabili: dall’olio alla vernice usati per il trattamento della superficie fino alle colle utilizzate per l’assemblaggio del tre strati, in un contesto di produzione in cui le possibilità di smaltimento vanno assumendo sempre più importanza.
Il legno è un prodotto della natura e non bisogna mai dimenticarlo.

L'olio che respira
I pavimenti XILO1934 sono disponibili con prefiniture ad olio: il metodo più coerente in linea con i principi di ecologia e bioedilizia. Il legno continua a respirare perché è trattato con olio naturale. Questo tipo di finitura comporta un maggiore impegno per la manutenzione ma si tratta di un vincolo ampiamente compensato dai vantaggi strutturali ed estetici, oltre che ecologici, che qualificano la pavimentazione.
Viene utilizzato un olio di tipo vegetale, naturale al 98%, che dona la sensazione di legno autentico. Inoltre, grazie alla sua composizione chimica nutre il pavimento nel tempo e con una manutenzione accurata ed accorta il pavimento preserva le sue caratteristiche intatte per sempre.
I pavimenti XILO1934 trattati ad olio continuano a respirare poiché l’olio, essendo costituito solo da materiali naturali, penetra profondamente nel legno senza chiuderne i pori. Non si forma dunque uno strato addizionale e il legno mantiene la struttura e la tonalità naturale; in più acquista una elevata resistenza all’usura.
Inoltre, con il trattamento ad olio, il legno assume un aspetto più autentico, la manutenzione è semplice, sono possibilì frequenti interventi manutentivi che rinnovano continuamente l’aspetto iniziale del pavimento.
I trattamenti ad olio rispondono perfettamente alla norma DIN-68861, sono infatti idrofughi e resistono alla maggior parte dei liquidi usati a tavola, come ad esempio vino, birra, tè, cola, succhi di frutta, latte ed acqua. Sono inoltre in regola con le norme DIN 53160 ed EN 71, soddisfacendo così ai requisiti richiesti per i giocattoli per bambini. Questo tipo di trattamento richiede una certa cura nel tempo, per questo motivo è stato perfezionato un programma per la pulizia e la manutenzione che si compone di poche semplici istruzioni.
dettaglio installazione profilo in legno e acciaio
Vernice ad acqua
Per rendere i pavimenti della collezione XILO1934 e per soddisfare in modo più ampio le richieste del mercato, proponiamo anche un tipo di finitura a vernice, concepita sempre nell’ottica del massimo rispetto ecologico: l’intero ciclo di verniciatura, dalla mano di fondo alla finitura, è al 100% a base d’acqua.
Oggi tutti i pavimenti in legno che escono dall’azienda non contengono nulla di nocivo. Questo tipo di vernice comporta inoltre un altro grande vantaggio: è riparabile. Il processo di finitura a vernice consente di sfruttare le più moderne nanotecnologie: un metodo che consiste nell’aggiunta di composti nanotecnologici della chimica inorganica (come silici, silicati ed ossidi metallici) alle resine utilizzate per le vernici ad acqua e che ha l’effetto di aumentare enormemente la resistenza della finitura.
La vernice utilizzata è al 100% a base di acqua, grazie alla particolare composizione chimica lascia traspirare il legno, risulta più dura e resistente delle normali vernici, è riparabile, dopo l’applicazione della vernice i listoni hanno un aspetto perfettamente liscio senza l’effetto “buccia d’arancia” tipico di molti prefiniti a vernice.
Le colle viniliche
Piemonte Parquets nella produzione del tre strati prevede l’utilizzo di colle viniliche, che a differenza delle altre, non sono dannose alla salute del personale addetto al ciclo produttivo, noń danno vita a rifiuti industriali difficili da smaltire, né hanno emissioni nocive dopo l’installazione.

Scegliere un pavimento Xilo1934 significa rispettare la natura e la salute dell'uomo.

Il catalogo 2011 con l'intera linea XILO1934 può essere visualizzato sul sito ufficiale xilo1934.com .

Pavimenti in legno XILO1934: ecologia, innovazione, rispetto della natura e dell'uomo



XILO1934 è la collezione di pavimenti in legno creativa e innovativa, una linea componibile per superfici, colori e formati che trova molteplici applicazioni in architettura.
Ogni pavimento in legno delle collezioni XILO1934 nasce secondo una filosofia di qualità e innovazione, nel rispetto dell'ambiente e delle persone, in un contesto di produzione totalmente Made in Italy, ispirata a principi ecologici.
Impatto Zero
Abbiamo capito che le risorse della Terra non sono infinite. Anzi. Non inquinare, immettere sul mercato prodotti esenti da emissioni nocive, promuovere la biodilizia non possono essere riflessioni e pensieri astratti o frutto di una attenta strategia di marketing. Devono essere azioni concrete. Proprio nel lavorare il legno si impara ad amare e rispettare ciò che la Natura faticosamente dona al Pianeta.
XILO1934 dispone di una tecnologia ed una consapevolezza che crea un prodotto davvero Verde, rispettando non solo l’ambiente ma anche la salute dell’uomo. Le possibilità di smaltimento vanno assumendo sempre più importanza nel contesto di una produzione ispirata a principi ecologici. Per questo, tutti i prodotti della collezione XILO1934 nascono da una strategia aziendale diretta all'Ecocompatibilità, attraverso un'attenta selezione delle materie prime.
I pavimenti in legno XILO1034 sono totalmente biodegradabili, dall’olio alla vernice impiegati per il trattamento della superficie, fino alle colle viniliche utilizzate per l’assemblaggio del tre strati. Quest'ultime, a differenza delle altre, non sono dannose per la salute dell'uomo e per l'ambiente.
No Formaldeide
Dato il largo impiego di resine derivate dalla formaldeide nelle produzioni di manufatti, rivestimenti e schiume isolanti, considerato il fatto che queste tendono a rilasciare nel tempo molecole di formaldeide nell’ambiente, questa sostanza è uno dei più diffusi inquinanti di interni; la formaldeide (o aldeide formica, nome IUPAC: metanale) è la più semplice delle aldeidi, la sua formula chimica è CH2O.
Tutti i prodotti della collezione sono a zero emissioni ed in particolare sono senza emissioni di formaldeide, uno dei più diffusi inquinanti d'interni.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) già nel 2006 ha inserito la formaldeide nell ́elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per la specie umana. Inoltre a concentrazioni superiori a 0,1 ppm (0,124 mg/m2) può irritare per inalazione le mucose e gli occhi. Pubblicazione del D.M. del 10/10/2008.
Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10/12/2008 le disposizioni che regolamentano questo importante tema e che in sostanza vietano l ́immissione nel mercato di prodotti contenenti formaldeide in classe superiore alla E1.
Sul sito ufficiale xilo1934.com è disponibile il catalogo 2011.

mercoledì, aprile 06, 2011

L'Inter sceglie Pinzolo

L'estate si avvicina e state pensando a portare i vostri bambini in vacanza? Il Trentino è una meta ideale, perché si presta a numerose attività da svolgere all'aria aperta: trekking, mountain bike, arrampicate e ferrate per gli sportivi che amano la montagna. Per chi ama il relax della pesca, i numerosi torrenti e laghi soddisferanno le vostre esigenze! Non mancano poi splendide passeggiate su una rete di sentieri di oltre 400 Km, che si snoda a diverse altitudini e in molteplici habitat per fauna e flora, e il nordic walking con più di 30 Km da percorrere nel cuore delle Dolomiti di Brenta tra antiche malghe, boschi millenari e vette imperiose. Inoltre, provate il dog trekking con simpatici cani husky, tennis e nuoto nelle più moderne strutture sportive, pattinaggio e il golf, con due green fra i più belli al mondo. Dunque sport per tutti i gusti! Non a caso questa zona la prossima estate ospiterà il “ritiro Inter estate 2011”: il club di Moratti ha scelto la Val Rendena per il consueto appuntamento con la preparazione atletica estiva; un'occasione unica per vedere da vicino i giocatori della squadra nerazzurra e approfittarne per trascorrere un soggiorno nel verde. Inoltre benessere e salute trovano a Madonna di Campiglio e Pinzolo uno dei paradisi prediletti dagli amanti della spa e dei wellness center, grazie alla presenza di strutture tra le più rinomate e attrezzate di tutto l’arco alpino. Per chi voglia trascorrere le vacanze dedicandosi alla cura del corpo ecco poi la grande ricchezza della Val Rendena: l’acqua sorgiva, pura e ricca di elementi oligominerali e autentico tesoro delle Terme Val Rendena. La full immersion nel benessere prosegue anche a tavola grazie alla squisita offerta enogastronomica locale: cibi salutari e dal sapore genuino, declinati in piatti d’eccellenza da chef di grande esperienza, con menù caratteristici all’insegna del gusto autentico e dell’originalità.

martedì, marzo 01, 2011

Vacanze a misura di famiglia

Con l’arrivo della primavera e le giornate che si fanno più calde e miti, rinasce la voglia di viaggiare alla scoperta di luoghi sempre nuovi e affascinanti; come possiamo organizzare una fuga dalla città cercando su google le parole “vacanze natura”? Innanzitutto la regione che fa per voi è il Trentino: dal trekking alle arrampicate di giorno, alle serate musicali e assaggi di prodotti locali nella serata, le Dolomiti offrono delle vacanze immersi nel verde e lontano dai ritmi frenetici delle città, senza dimenticare la possibilità di visitare piccoli borghi e alpeggi nascosti tra le montagne! Se avete figli e state cercando una vacanza per famiglie, la partenza potrebbe sembrare piena di complicazioni e spesso è necessario fare lunghe riunioni a tavolino, estratto conto alla mano, calcolando le spese impreviste fino all’ultimo centesimo. In realtà seguendo alcune poche e semplici regole potrete divertirvi tutti, adulti e bambini. Far divertire i propri figli nel verde, lontano dal caos delle città, spesso è anche un ottimo metodo per risparmiare; ma alla base ci dev'essere un'accurata programmazione e tutto deve essere pensato in anticipo. Niente paura, basta solo evitare di partire nei periodi di alta stagione (quando tutto costa molto di più) e magari organizzarsi con altre famiglie per dividere alcune spese. Avete mai pensato al camper o al campeggio al posto degli hotel? Se invece avete bisogno di tutti i confort di un'abitazione, su internet ci sono moltissimi siti che offrono “scambi di casa” e potrete sentirvi a vostro agio anche in una meta lontana, senza spendere grandi cifre. Insomma, con un po' di anticipo ed organizzazione vi sembrerà più facile del previsto!

giovedì, febbraio 24, 2011

Scrigni di natura in una superba cornice alpina

Se state organizzando una vacanza per famiglie in Trentino all'insegna della natura e dei paesaggi incontaminati, vi suggeriamo 3 percorsi per ammirare le bellezze di questa regione. State cercando su google una “vacanze natura in Trentino”? Innanzitutto portate i vostri figli nel giardino botanico alpino di Passo Coe; unico nel suo genere, il giardino si trova in un ampio pianoro prativo poco distante dall’omonimo passo (1610 m.), a ridosso del versante boscato della dorsale monte Maronia-Monte Maggio. Al suo interno è possibile ammirare sia piante tipiche dell’ambiente alpino, sia piante esotiche. Merita una passeggiata il sentiero morfologico di Mezzomonte: qui il territorio espone i segni e le significative testimonianze lasciate dal lento ritiro dei grandi ghiacciai del Quaternario. Il percorso naturalistico, lungo 2 Km circa, è attrezzato con frecce direzionali e bacheche illustrative. Si sviluppa nella medio alta valle del Rio Cavallo (in direzione dell’antico maso di Ondertòl) con punto di partenza e di arrivo a Mezzomonte. Permette la visita ai due pozzi glaciali (conosciuti anche come marmitte) del Casón quindi la vista del deposito morenico della Nòz, degli strati a frapponaggio del Rio Cavallo e dei liscioni di roccia del Pónt. Il tutto in un gradevole ambiente naturale di mezza montagna in cui ancora evidenti sono i segni di un’economia rurale ormai scomparsa, legata alla coltivazione della vite e all’allevamento dei bachi da seta. Il sentiero parte a ovest del paese di Mezzomonte, situato lungo la SS 350, a 6 Km da Folgaria. Poco lontano da Monterovere, a 5 Km da Lavarone e circa 3 Km da Luserna, si trova un piccolo scrigno di natura. A giugno, quando la primavera raggiunge il suo massimo splendore, sulla sua superficie fioriscono nanuferi e ninfee. Il biotopo di Malga Laghetto ospita una fauna palustre molto varia e funge anche da pozza alpina per il bestiame d’alpeggio.

venerdì, aprile 30, 2010

In Alto Adige anche la macchina va in vacanza

Quest’estate in Alto Adige anche la macchina va in vacanza: stiamo parlando dell’iniziativa promossa dal Consorzio Turistico Alta Badia per la tutela dell’ambiente e della natura.


La prossima estate dunque, chi andrà in vacanza in montagna sulle dolomiti, ha la possibilità di lasciare la macchina in una delle valli per tutta la durata del soggiorno, ricevendo in cambio numerosi premi: prodotti tipici della cucina dell’Alto Adige, rimborso del Mountain Pass e molto altro ancora.


Una volta consegnate le chiavi della propria autovettura, questa verrà sigillata con un nastro biodegradabile, con la scritta “Stop ma con Gusto”!


Obiettivo dell’iniziativa è quello di limitare il traffico e l’inquinamento della zona, senza per questo limitare i turisti negli spostamenti e nelle varie attività. Il territorio dell’Alta Badia infatti, è da sempre molto attento a queste tematiche, mettendo in atto politiche ambientali volte a migliorare anche la solute dei propri cittadini.


Trattasi di un’iniziativa veramente unica, che molto probabilmente verrà presa come esempio da molte altre zone turistiche d’Italia.

giovedì, settembre 10, 2009

Passeggiata in Oltrepò Pavese con l'Associazione Culturale Calyx

L'Associazione Culturale Calyx di Salice Terme, Oltrepò Pavese presenta:

“PELLEGRINI E TROVATORI”


Passeggiata panoramica con visite guidate e degustazioni su antiche mulattiere, dall’abbazia di S. Alberto di Butrio alla Rocca di Oramala (Val Nizza - Oltrepò Pavese - Lombardia)

Per la serie "Passeggiate golose nella storia", l'associazione ricreativa culturale Calyx organizza per domenica 20 settembre 2009 una passeggiata con visite guidate e tappe enogastronomiche sulle antiche mulattiere tra l’Abbazia di Sant'Alberto di Butrio e la rocca di Oramala, uno dei percorsi più belli e ricchi di storia dell’Oltrepò Pavese montano. La passeggiata turistica si svolgerà ad una quota di circa 700 metri, sotto la guida di esperti di natura e storia locale, attraverso un paesaggio d’altri tempi, caratterizzato da boschi secolari, spettacolari gole e squarci panoramici sulle vette Appenniche.
Il ritrovo è previsto per le ore 10.30 all’Abbazia di Sant’Alberto di Butrio sulle alture di Ponte Nizza (PV), dalla quale dopo la visita dell’eremo e la degustazione di specialità tradizionali della zona, si partirà per una passeggiata panoramica fino alla rocca di Oramala, castello avito dei dominatori dell’Appennino, i marchesi Malaspina, che nel corso dei secoli vi ospitarono Dante, Federico Barbarossa ed importanti trovatori provenzali dalla cui opera scaturirono le principali letterature europee in volgare. Il percorso totale da compiere è di circa 10 km (5,5 km. all’andata e 5 km al ritorno). Il ritorno all’abbazia di Sant’Alberto è previsto per le ore 17.30.
La partecipazione è soggetta al pagamento di un contributo di 30 Euro a persona comprensivo anche delle bevande e delle degustazioni a pranzo ed a merenda.
Per i bambini fino a 10 anni il contributo sarà invece proporzionale all’età ed al numero di figli per famiglia partecipante.

E’ RICHIESTA L’ISCRIZIONE POSSIBILMENTE ENTRO IL 17 SETTEMBRE 2009


Si raccomanda ai partecipanti di adottare un abbigliamento comodo comprendente anche una giacca impermeabile in caso di cambiamenti atmosferici improvvisi. Le calzature devono essere tassativamente adatte ad un’escursione campestre in collina. Clicca qui per info

domenica, settembre 06, 2009

La grande strada verde dell'Appennino


Apertura ufficiale del ciclo di conferenze del progetto Per una storia dell'Appennino Storia, arte, natura, popoli, paesi, tradizioni e culture sulle montagne che sono la spina dorsale d'Italia

Sabato 12 settembre ore 9.30 Zavattarello, Oltrepò Pavese (PV) nelle sale del castello Dal Verme

convegno nazionale dal titolo:

La grande strada verde dell'Appennino

Un inestimabile patrimonio di foreste, animali, parchi, biodiversita`


Programma degli interventi:

- 9,30 apertura del convegno col saluto di Simone Tiglio, sindaco di Zavattarello

- 9,40 introduzione di Gualtiero Strano, giornalista

- 9,50 Bernardino Ragni, docente dell'Universita` degli studi di Perugia e membro del "Cat Specialist Group" dell'International Union for Conservation of Nature: "I felini nelle foreste appenniniche". Funzione della greenway appenninica per i movimenti e la conservazione della fauna: lo strano caso delle apparizioni di lince eurasiatica e la storica espansione del gatto selvatico.

-10,30 Federico Striglioni, responsabile scientifico del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: "Un ricchissimo serbatoio di biodiversita` animale e vegetale". La vastissima area protetta della catena appenninica; camosci, orsi, aquile, cervi, lupi, grifoni.

-11,10 proiezione di un breve trailer sulle Foreste Casentinesi

-11,20 Alessandro Bottacci, capo ufficio territoriale per la Biodiversita` del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi del Corpo Forestale dello Stato: "Non toccata da mano umana". Le Foreste Casentinesi e lo straordinario caso dell'area di Sasso Fratino, la riserva naturale integrale piu` vasta e piu` antica di tutto l'Appennino.

-12,00 Riccardo Santolini, docente dell'Universita` di Urbino e presidente dell'Associazione italiana di Ecologia del paesaggio: "Il paesaggio appenninico, un valore per tutta l'Europa". Le funzioni ecologiche delle foreste nel corso del tempo

- ore 12,40-14,20 pausa pranzo. A disposizione un buffet con cibi tradizionali dell'Appennino delle Quattro Province; vini tipici delle colline dell'Oltrepo`.

-14,25 proiezione di un estratto del documentario del "Camminitalia", trekking lungo il crinale appenninico dalla Calabria alla Liguria.

-14,40 Teresio Valsesia, giornalista, escursionista e autore di libri di montagna tra cui "Camminitalia": "Lungo i sentieri appenninici: un'occasione per ridare vitalita` economica ad aree abbandonate".

-15,00 Proiezione di un breve estratto del nuovo documentario sul Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano realizzato dalla Etnos film di Bologna in distribuzione prossimamente.

-15,10 Willy Reggioni, responsabile della Conservazione della natura del Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano: "Un parco che unisce". Un'area importante per la dispersione della fauna appenninica verso le Alpi; differenze culturali, colturali e climatiche tra versante adriatico e tirrenico.

-15,45 Franco Zunino, segretario generale di Wilderness Italia e naturalista storico del Parco nazionale d'Abruzzo: "Natura selvaggia in Appennino". Wilderness e orso, un binomio inscindibile.

-16,20 conclusioni e domande da parte del pubblico

-17,00 chiusura del convegno.

Il convegno e` aperto a tutti

Come raggiungere Zavattarello: Da Milano e da Genova con l'autostrada Milano-Genova uscita Casei Gerola, poi statale Voghera-Varzi. A Varzi deviazione per Zavattarello. Circa 40 minuti di auto dal casello autostradale. Da Milano anche con la S.P. 412 che inizia alla fine di via Ripamonti: direzione Valera Fratta e poi Castel San Giovanni dove si imbocca la val Tidone che porta a Zavattarello. Circa 90 minuti da Milano citta`, 35 da Castel San Giovanni. Da Torino con l'autostrada Torino-Piacenza uscita Casei Gerola, poi statale Voghera-Varzi. A Varzi deviazione per Zavattarello. Circa 120 minuti da Torino. Da Parma con l'autostrada Bologna-Milano uscita Piacenza per immettersi sull'autostrada Piacenza-Torino. Uscita a Castel San Giovanni dove si imbocca la Val Tidone che porta a Zavattarello. Circa 90 minuti da Parma.

Per informazioni: Comune 0383.589132 oppure 334 2055534-338 5776425-338 1715411

lunedì, giugno 08, 2009

La “Visio Mystica” di Terremobili. Per un viaggio in equilibrio tra corpo e spirito

La nuova proposta di Terremobili lancia un percorso mistico tra gli ulivi secolari della premurgia tarantina. Una masseria del 1712, trasformata in esclusivo centro benessere, racchiude un viaggio di luci, suoni, colori e massaggi sulle tracce della Magna Grecia. Per godere del più raffinato dei lussi: l’equilibrio tra corpo e spirito.

Quis ut Deus è un centro wellness insieme rustico ed elegante, immerso nei colori e nei sapori del tarantino: il luogo ideale per un’esperienza che ripercorre i passi di eroi e divinità della Magna Grecia, in linea con la filosofia di Terremobili, il marchio di GH Impresa Turistica rivolto a viaggiatori in cerca di esperienze da vivere e da raccontare.

Il percorso proposto da Terremobili è qualcosa di più che un soggiorno in un resort.
È un viaggio di purificazione e di relax attraverso massaggi a base di prodotti rigorosamente biologici, cromoterapia e musicoterapia, trattamenti all’aperto nel cuore della macchia mediterranea (dall’Hammam al massaggio del viso, dalle vasche Kneipp all’idromassaggio).

Alla fine di ogni trattamento si dorme in una delle splendide suite, camere soprane, trulli o classiche di Quis ut Deus.

La degustazione di vini inebrianti e dolci chiude un viaggio di tre giorni dedicato alla riscoperta di una sintonia tra corpo, spirito e natura.

Per altre informazioni su questo e altri tour tematici, vi rimandiamo alla consultazione del nostro sito:

GH Impresa Turistica

lunedì, maggio 04, 2009

Voler bene all'Italia 2009, escursione naturalistica con la Pietra Verde in Alto Oltrepò


Domenica 10 maggio 2009 il Comune di Bagnaria, il Comune di Val di Nizza, il Comune di Ponte Nizza, l'Associazione "La Pietra Verde ", in collaborazione con la Provincia di Pavia, il Museo civico di Voghera e l'Associazione Culturale "Amici di Poggio Ferrato", nell'ambito del progetto "Voler bene all’Italia"
Organizzano:

...Dalla Vecchia Ferrovia… alle Grotte di S.Ponzo…


Escursione: Ponte Nizza - San. Ponzo Semola – Grotte di San Ponzo – Bagnaria - Ponte Nizza

Programma:
Ritrovo ore 9,30 presso la Piazza Italo Pietra di Ponte Nizza.
Escursione lungo una parte del vecchio tracciato ferroviario: Voghera-Varzi, risalita alle Grotte di San Ponzo Semola e ritorno.
Lunghezza dell’itinerario km 9 andata e ritorno.
Si consiglia: Scarpe da Trekking o tennis e pranzo al sacco.

Clicca qui per scaricare il volantino e la descrizione dell'itinerario
tn_s2020898.jpgDal paese di Ponte Nizza, si segue per circa 1 km in direzione Varzi, il vecchio tracciato ferroviario Voghera-Varzi.
Dopo circa 30 minuti di cammino dal paese, si arriva alla piccola località di San Ponzo Semola, dall’antica chiesa si attraversa tutto il caratteristico paese. Merita infatti di essere osservato questo vecchio paese costruito completamente in pietra, la roccia usata per la costruzione è arenaria e cioè sabbia cementata nei milioni di anni, estratta proprio dal Rio Semola che costeggia in parte il sentiero che seguiremo.
Per circa 3 chilometri si percorre una strada inghiaiata che conduce alle Grotte di San. Ponzo a m. 580 s.l.m., questi anfratti, scavati nei milioni di anni dalle infiltrazioni dell’acqua, hanno formato alcune cavità di notevoli dimensioni, permettendo addirittura la costruzione di una piccola chiesetta all’interno di una delle grotte, luogo dove il Santo, scelse di vivere, tra questi boschi, come eremita.
Questa zona nella parte alta del Monte Vallassa m. 752 s.l.m. è zona archeologica, infatti la località di Guardamonte, rappresenta il sito archeologico più interessante della Valle Staffora, offrendo la possibilità di effettuare un viaggio a ritroso nel corso della storia locale. Grazie al ritrovamento dei vari reperti archeologici il sito mette in luce il susseguirsi delle differenti fasi insediative del luogo, tracciando una storia che, dal Neolitico, giunge sino all’epoca romana.
Il percorso prosegue e accompagnati da numerosissimi muri a secco (utilizzati un tempo per delimitare i confini di proprietà) e lasciati alle nostre spalle splendidi boschi di castagno, il percorso scende velocemente, conducendoci nei pressi del paese di Bagnaria, dove, attraversato il ponte sul Torrente Staffora si incrocia nuovamente il vecchio tracciato ferroviario che conduce in direzione Nord verso Ponte Nizza meta conclusiva della nostra escursione.

La Storia:
la ferrovia Voghera-Varzi partiva da Voghera e, attraversando le colline, percorreva tutta la Valle Staffora sino a raggiungere Varzi.
Per circa trentacinque anni, dagli inizi degli anni ’30 fino alla metà degli anni ’60, ai margini della pianura correva questo trenino che da Voghera a Varzi effettuava una decina di fermate: serviva per i pendolari diretti dalla Valle Staffora verso Voghera o Milano e i turisti che nei week-end o nel periodo estivo volevano raggiungere l’alta Valle Staffora: la decisione di realizzare una ferrovia era stata presa con l’intento di offrire nuovi collegamenti tra la montagna e la pianura e anche per far fronte all’ormai crescente industrializzazione dei centri metropolitani.
La ferrovia della Valle Staffora percorreva 32 Km: il capolinea di Voghera si trovava adiacente alla Stazione delle Ferrovie dello Stato.
Il capolinea di Voghera, con la propria stazione, si inseriva nella piazza che ospita il fabbricato F.S. il minuscolo edificio era munito di sala d’attesa, biglietteria e bar.
Proseguendo, la linea correva parallela ai binari della Voghera – Piacenza , attraversato il Torrente Staffora, e superata la Statale n° 10 per Piacenza su apposito cavalcavia, raggiungeva la fermata di Torrazza Coste, la stazione di Codevilla e successivamente quella di Retorbido. Procedendo si giungeva al paese di Rivanazzano entrando nella valle del Torrente Staffora e in pochi minuti a Salice Terme.
Prima di arrivare a Godiasco si costeggiava il deposito militare per carburanti, a cui la linea si accordava, dalla stazione di Godiasco la linea avanzava parallela alla riva destra del Torrente Staffora, in un paesaggio collinare arricchito da boschi, vigneti e coltivazioni, incontrando le fermate di San Desiderio, Pozzol Groppo, Cecima, la stazione di Ponte Nizza, San Ponzo, la stazione di Bagnaria e l’ultimo impianto di Ponte Crenna.
Cinquanta minuti dopo aver lasciato Voghera si incontrava infine il capolinea di Varzi.
La stazione di Varzi era attrezzata, oltre che del fabbricato viaggiatori e dell’ampio piazzale, di rimessa per la sosta notturna dei rotabili e di dormitorio per il personale.
I 32 chilometri di linea e tutti i raccordi erano elettrificati in corrente continua, avente una tensione nominale di tremila Volt con un'unica sottostazione di trasformazione e conversione attrezzata tramite due gruppi mutatori a vapori di mercurio, costruita dal Tecnomasio Italiano Brown Boveri nell’anno 1931; essa disponeva di una potenza pari a 1.800 KW: l’impianto di refrigerazione era ad acqua in circuito sigillato.
Tutto il complesso era posto fra le stazioni di Salice Terme e Godiasco, collegato a quest’ultima località per mezzo di un apposito raccordo.
L’alimentazione primaria veniva derivata dalla rete ENEL, con uno specifico elettrodotto proveniente dalla Centrale di Tortona, recante energia alla tensione nominale di cinquantamila Volt e frequenza di quarantadue periodi.
Il filo di contatto era in rame, il cui diametro era pari a 11 millimetri, sostenuto da una fune portante in acciaio zincato avente un diametro di 9 mm.
La sospensione avveniva mediante catenaria contrappesata in linea: nelle stazioni e su parte dei raccordi industriali veniva adottata quella trasversale semplice, di origine tipicamente tranviaria. Il tutto era sostenuto da pali in ferro modellati a doppio “T” NP 220, mentre tralicci a sezione quadra servivano per i punti di ancoraggio. Nel complesso si contavano 871 pali.
La linea aerea era garantita contro cortocircuiti, sovraccarichi ed eventi accidentali da interruttori extrarapidi, scaricatori di tensione e sezionatori di linea e di stazione.
Il 31 luglio 1966 il treno compie il suo ultimo viaggio dopo trentacinque anni di servizio. A tarda sera il locomotore con a bordo alcuni passeggeri parte dal capolinea di Varzi e giunge a Voghera. Poi parte per il deposito. E’ la fine di una lunga, bellissima storia.

Note naturalistiche:
i boschi che circondano tutta la zona, sono tra i più belli di tutto l’Oltrepò; si possono osservare castagni secolari di grandi dimensioni di età approssimativa ai 500 anni, mentre le rocce delle Grotte, sono le arenarie del Monte Vallassa, rocce deposte in milioni di anni che rappresentano un libro da sfogliare e scoprire. Si possono infatti vedere i depositi e i fossili lasciati dal mare quando era tranquillo e i fini sedimenti che si depositavano lentamente nel fondale, oppure cosa trasportavano a riva le tremende tempeste che di tanto in tanto sconvolgevano la vita tranquilla degli organismi che popolavano la costa.

La Fauna:
Faina, Scoiattolo, Volpe, Tasso e Capriolo, seppur molto difficili da osservare direttamente, ci lasciano svariate tracce che testimoniano la loro presenza, mentre più facile è vedere o ascoltarne i canti ed i richiami, il Picchio rosso maggiore, il Picchio rosso minore, il Picchio verde, il Rampichino e poi lo Sparviero e la Poiana, il Fringuello e 4 specie di Cince (Cinciarella, Cinciallegra, Cincia Bigia e Cincia Mora), solo per citarne alcuni.
In alcuni tratti la presenza del Cinghiale è notevole, come testimoniano le numerose impronte sul terreno; la quantità di castagne ed il rifugio offerto dalla quasi inaccessibile gola scavata dal rio Semola, offrono infatti nutrimento e relativa sicurezza a questo ungulato, sopratutto nei mesi invernali.

mercoledì, aprile 22, 2009

Sui Sentieri della Provincia di Rimini, per riscoprire il territorio

L'entroterra riminese è ricco di tesori nascosti, storici e naturalistici, che sono però sconosciuti alla maggior parte delle persone.
Uno degli obiettivi dell'Assessorato all'ambiente della Provincia è di far conoscere, e di conseguenza, avvicinare quante più persone possibili a questi luoghi.
Questi sono i motivi che hanno portato alla realizzazione del volume "Sentieri - Percorsi riminesi tra natura e storia", una guida escursionistica nata con l'obiettivo di far conoscere gli aspetti paesaggistici e naturalistici del territorio, camminando.
Camminare per riscoprire il legame tra uomo e ambiente, per ridare valore alla Provincia di Rimini e al suo patrimonio culturale.
Per realizzarla la Provincia si è avvalsa della collaborazione di CAI, Club Alpino Italiano, e WWF, mentre per la progettazione grafica si è rivolta allo studio di comunicazione e pubblicità Handydandy di Rimini.
Nel libro sono illustrati 28 itinerari da percorrere a piedi, distribuiti dalla costa fino alle colline dell’entroterra. Di ogni sentiero, vengono indicate le località interessate, segnalate le tappe principali, la lunghezza, il tempo medio di percorrenza, il dislivello e il grado di difficoltà.
Al libro sono allegate due cartine topografiche 1:25.000, che dividono la provincia di Rimini tra nord e sud, affinché l'escursionista possa avere sempre con sé uno strumento pratico ed esauriente.
"Sentieri - Percorsi riminesi tra natura e storia" è uno dei pochi libri, o forse l'unico, a fornire una ricognizione così approfondita dei percorsi presenti in Provincia.
Attraverso questa pubblicazione l'Assessorato all'ambiente vuole continuare quel percorso, iniziato già con l'"Atlante dei Vertebrati tetrapodi" e "I fiori dei pigri", per promuovere una maggiore conoscenza e una conseguente riscoperta dell'entroterra riminese.

Handydandy cura la comunicazione pubblica in campo ambientale della Provincia di Rimini.

La comunicazione ambientale negli ultimi anni è diventata una priorità anche per la Provincia di Rimini, che possiede un patrimonio storico paesaggistico non ancora pienamente valorizzato: il suo entroterra.
L'assessorato all'ambiente della Provincia ha sentito l'esigenza di far conoscere anche questi aspetti naturalistici e, soprattutto negli ultimi anni, si è impegnato a realizzare diversi progetti orientati alla comunicazione di diversi aspetti del territorio.
Per questo motivo sono stati dati alle stampe tre libri, sulla fauna, la flora e i sentieri presenti sul territorio provinciale, realizzati in collaborazione con alcune delle associazioni più importanti come CAI, WWF, o I Radecc di Rimini.
Questi volumi sono stati realizzati dallo studio di comunicazione e pubblicità Handydandy di Rimini, che si è occupato del progetto grafico.
I libri pubblicati, l'"Atlante dei Vertebrati tetrapodi", il manuale "I fiori dei pigri" e la guida escursionistica "Sentieri - Percorsi riminesi tra natura e storia" sono nati con lo scopo preciso di sensibilizzare quante più persone possibili ai temi della salvaguardia e della tutela del paesaggio.
Il loro obiettivo è valorizzare alcuni aspetti naturalistici e storici, come opportunità di sviluppo per il territorio romagnolo.
Trattare l'ambiente significa affrontare un argomento scientifico, che richiede quindi l'uso di un linguaggio appropriato, ma che sia allo stesso tempo chiaro anche per un pubblico più eterogeneo, di non addetti ai lavori.
La comunicazione ambientale serve ad informare ed educare, invitando ad una maggiore conoscenza e rispetto della natura, dimostrando al contempo l'impegno assunto dalla Pubblica Amministrazione nei confronti del cittadino.

martedì, marzo 03, 2009

Passeggiata didattica con degustazione in Oltrepò Pavese

Vuoi provare un escursione naturalistica ma non sai rinunciare ai piaceri della buona tavola? ErbaVoglio!! Ma in Oltrepò Pavese l'Associazione Turistica Calyx potrà soddifarti.
L'Erba-Voglio non esiste nemmeno nel giardino del re.... Eppure con circa quaranta specie presenti, il territorio dell'Oltrepò Pavese è uno dei più ricchi di erbe selvatiche commestibili. Quest'abbondanza trova riscontro in numerose ricette locali della tradizione contadina, la cui origine risale già alle prime civiltà mediterranee e che, attraverso la storia degli orti botanici, sono giunte fino a noi.
Dopo anni di oblio a favore della cultura del supermercato, esse vengono ora riscoperte ed apprezzate per il loro valore nutritivo e salutistico.

Per celebrare questa ricchezza, l'Associazione Ricreativa Culturale Calyx, in collaborazione all'Agriturismo Chiericon di di Rivanazzano, in Oltrepò Pavese ha organizzato per domenica 19 e domenica 26 Aprile 2009 due pomeriggi durante le quali sarà possibile gustare ed imparare a raccogliere e cucinare le erbe locali commestibili reperibili in natura.

IL PROGRAMMA:
Il ritrovo è previsto per le ore 14.30 presso l'Agriturismo Chiericoni di Rivanazzano, dal quale, lasciate le auto, si partirà per una passeggiata didattica della durate di circa 2 ore, immersi nel dolce paesaggio delle prime pendici collinari della Valle Staffora.
Due esperti naturalisti ci guideranno lungo un facile percorso campestre, durante il quale verranno illustrate le tecniche di ricerca e raccolta nonché le caratteristiche delle varie erbe selvatiche commestibili presenti sul posto. Tornati all'Agriturismo Chiericoni si degusteranno piatti della tradizione oltrepadana elaborati con le erbe selvatiche commestibili esaminate durante il percorso. Al termine della degustazione, lo chef dell'Agriturismo illustrerà la preparazione in cucina dei piatti presentati, consegnando a tutti i partecipanti un ricettario personalizzato a ricordo dell'evento.

Si raccomandano calzature comode ed un abbigliamento adatto ad un'escursione campestre.

La quota individuale di partecipazione è di 25 Euro, inclusa tessera associativa annuale per i nuovi membri.

La partecipazione è soggetta a prenotazione con almeno dieci giorni di anticipo rispetto alle date degli eventi ai seguenti recapiti:
CALYX, Ass. Ricreativa Culturale, e-mail: calyx_pv@alice.it calyx_pv@alice.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , tel. 349-567762 (Andrea La Fiura) oppure 333-4024214 (Cecilia Giorgi).

Ulteriori informazioni sul sito www.calyxturismo.it

sabato, febbraio 21, 2009

Offerta speciale di Febbraio dell'Agriturismo "Sulla Via del Sale"

L’agriturismo Sulla Via del Sale di Corbesassi, Brallo di Pregola, Oltrepò Pavese , può ospitare gite di una giornata o più giornate, alla scoperta di una natura incontaminata a 1.250 metri d’altezza, sugli Appennini oltrepadani che sconfinano ormai sul versante ligure. Si possono osservare piante e fiori di grande bellezza e varietà, accudire gli animali dell’azienda, macinare e impastare la farina per fare il pane, imparare a fare il formaggio con il latte appena munto. Si impara a leggere le cartine topografiche
e la bussola facendo orienteering, si avrà un primo contatto con il cavallo provando l’emozione di montarlo. I ragazzi potranno inoltre divertirsi a tirare con l’arco e provare il piacere di fare escursioni per i monti attraversando boschi e prati meravigliosi. Ci sarà anche la possibilità di giocare a calcetto e a pallavolo nei momenti di pausa tra le varie attività. La sera, dopo cena, sotto il cielo stellato, se si vuole, si potrà accendere un suggestivo falò. Inoltre a 200 mt. dalla struttura e disponibile la piscina esterna. Per tutto il periodo di febraio e marzo 2009 l'offerta per il fine settimana breve (dalla cena del sabato al pranzo della domenica compresi ) è di 50 € tutto compreso anzichè 55 € a persona mentre per il fine settimana lungo (dalla cena del venerdì al pranzo della domenica compresi) è di 95 € tutto compreso anzichè 100 € .

mercoledì, dicembre 17, 2008

www.naturaavventuraragazzi.it online!

Il Rifugio virtuale di Natura Avventura Ragazzi apre le sue porte.
Finalmente anche l’Associazione Natura Avventura Ragazzi entra in rete, con un Rifugio virtuale dove incontrarsi.
Un punto di partenza da cui avranno inizio le nostre Avventure … un punto di ritrovo per raccontarcele, riviverle e custodirle: certo non è ancora accogliente come lo vorremmo ma siamo sicuri che con il tempo e magari il vostro aiuto diventerà bello e accogliente come lo abbiamo sognato!

E allora che aspettate“camminate” nel nostro Rifugio! Qui potete rincontrare i vostri amici di Avventura. Potete lasciare i vostri messaggi in un bussolotto; potete rivivere le nostre giornate ora sfogliando l’album di foto ora leggendo qualche racconto intorno al fuoco. Se lo chiedete potete rimanere aggiornati sull’Associazione e sul mondo “naturale” attraverso la nostra newsletter: dovete solo attendere pazientemente che un gufo virtuale vi becchi al monitor. Fate scorrere i mesi del calendario appeso alla parete per scoprire le attività: a questo punto non vi resta che aspettare qualche post-it sulla bacheca per il nuovo appuntamento … per incontrarci di nuovo!

E allora vi aspettiamo online, ragazzi…in attesa di nuove Avventure!

venerdì, ottobre 17, 2008

Questa sera parliamo di... edizione 2008-2009, eventi culturali in Oltrepò Pavese

Dopo il successo dello scorso anno, l’Amministrazione Comunale di Bagnaria , in Oltrepò Pavese, ha deciso di riproporre il progetto “Questa sera parliamo di…”, una serie di incontri a cadenza mensile su diverse tematiche.
Per questa programmazione si è stabilito il 3° venerdì di ogni mese a partire da ottobre 2008 sino a maggio 2009, con inizio alle ore 20,45 e sempre nella sede del Centro di Aggregazione comunale sito nella Fr. Ponte Crenna (Strada per Livelli).
Di seguito il calendario ed i temi:


Venerdì 17 ottobre 2008 – I nativi americani (cenni sulla storia e sulla cultura) – parte 1°
Relatore: Dr. Roberto Camerini – Dir. Scolastico Istituto Compren-sivo di Varzi
Serata organizzata in collaborazione con UNITRE

Venerdì 21 novembre 2008 – I nativi americani (cenni sulla storia e sulla cultura) – parte 2°
Relatore: Dr. Roberto Camerini – Dir. Scolastico Istituto Compren-sivo di Varzi
Serata organizzata in collaborazione con UNITRE

Venerdì 19 dicembre 2008 – La via del sale e la viabilità medioevale in alta Valle Staffora
Relatore: Fiorenzo Debattisti - Ass. Varzi Viva

Venerdì 23 gennaio 2009 – La Shoah
Relatrice: Prof.ssa Marina Tesoro – Titolare della cattedra di Storia Contemporanea all’Università di Pavia – Facoltà di Scienze Politiche

Venerdì 20 febbraio 2009 - Osteopatia
Relatore: Emanuele Scartabelli – Fisioterapista ed osteopata

Venerdì 20 marzo 2009 – La natura sul monte Vallassa
Relatrice: Prof.ssa Alessandra Frattini

Venerdì 17 aprile 2009 – Salute e riproduzione…ieri, oggi e domani…come la cultura ha cambiato la natura della donna
Relatrice: Prof.ssa Rossella E. Nappi
Università agli Studi di Pavia

Venerdì 15 maggio 2009 - Ciclismo e doping: ieri, oggi e…domani
Relatori: Carlo Rancati: medaglia d’argento nell’inseguimento a squadre alle Olimpiadi 1964 e Alberto Morellini: campione italiano dilettanti 1967


E’ importante sottolineare che anche questa edizione si potrà realizzare grazie al fattivo contributo di sponsor che è quanto mai corretto elencare:
Bar Trattoria “IL COVO CAFFE’” – Fr. Ponte Crenna – Bagnaria
Banca Intesa San Paolo S.p.A. - Filiale di Vrazi
Supermercati GULLIVER
Bar Distributore TAMOIL – Via IV Novembre, 20/22 – Bagnaria
Ristorante Pizzeria “JERRY’S” – Via 1° Maggio - Bagnaria