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venerdì, gennaio 15, 2021

C.S. - VIDEO - PELLEGATTA Il 15 gennaio esce il video del nuovo singolo “SONO QUI ”

PELLEGATTA 

PELLEGATTA
Il 15 gennaio esce il video del nuovo singolo

SONO QUI

disponibile in digital download sulle principali piattaforme streaming “SONO QUI (Adesiva Discografica/SELF), il nuovo singolo della cantautrice, compositrice modenese PELLEGATTA. Il singolo, prodotto da Paolo Iafelice - gia al lavoro con Fabrizio De Andre, Ligabue, Fiorella Mannoia - è un brano che rispecchia lo stile semplice e diretto della cantautrice.

Durante questi mesi avrò detto mille volte nei messaggi ad amici e familiari che non avevo la possibilità di vedere di persona queste due parole: sono qui” - racconta Pellegatta - “un giorno, mentre stavo scrivendo uno di questi messaggi, senza rendermene conto ho scritto anche il testo di una nuova canzone. Così ho preso la chitarra e registrato sul cellulare la prima versione.

Sono qui racconta il distanziamento sociale e il momento difficile che stiamo attraversando. Ho avuto voglia di evadere e ho immaginato un Interrail in giro per l'Europa. Chitarra e zaino in spalla, un treno da cui scendere e salire tenendo per mano l'ascoltatore in questo viaggio.
Da maggio 2020, ho deciso di concludere tutte le registrazioni del nuovo album attraverso una collaborazione a distanza insieme al produttore Paolo Iafelice e Sara Velardo alle chitarre, un processo impegnativo ma molto produttivo”.

Il 15 Gennaio 2021 esce il Video di “Sono qui” realizzato dal regista Alessandro Cracolici e dalle protagoniste Adele Di Giovanni e Martina Di Riccio ballerine e direttrici della MAADE ENSAMBLE di danza contemporanea che hanno sapientemente scelto gli spazi e i movimenti per rappresentare le parole di Pellegatta.

Il video verrà presentato con uno showcase in streaming multipiattaforma sui social di Pellegatta. Trailer del video : https://www.youtube.com/watch?v=wEycc2hDmso

PELLEGATTA (Manuela Pellegatta) e una cantautrice e compositrice italiana. Nata a Garbagnate Milanese e cresciuta ad Arese, fin da piccola si avvicina alla musica iniziando a prendere lezioni di pianoforte e flauto traverso per poi avvicinarsi anche a chitarra, basso ed armonica da autodidatta. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza non può fare a meno di riprendere la sua passione per la musica per farne una professione partecipando a diversi festival (MTV Music Week, Brianza Open Jazz Festival, Milano Music Week, Ferrara Busker Festival).

Grazie ad una borsa di studio Smartit riesce a concretizzare il suo album d'esordio TRE MINUTI DI SBAGLIcon il produttore Paolo Iafelice per l’etichetta Adesiva Discografica. Tre minuti di sbagli e stato pubblicato il 7 ottobre del 2016 e presentato il 20 ottobre al Rock'n' Roll di Milano. Collabora con le cantautrici dell'etichetta per realizzare lo spettacolo musicale“Vita da cantautrice”, patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De Andre. Prima della maternita parte per una tournee italiana per presentare assieme alle altre cantautrice dell'etichetta un tributo a Luigi Tenco.

Nel 2018 e tra i finalisti di Area Sanremo Giovani e il Premio Via Emilia “La strada dei cantautori” con il brano “Sulla spiaggia di Rimini”. Nel 2019 si lascia alle spalle Milano e si trasferisce a Modena. Il cambiamento la porta a scrivere un nuovo concept album che tocca tematiche ambientali e sociali, ricercando sonorita elettroniche. Inizia cosi un nuovo progetto, fatto di sperimentazioni vocali e sonore con loopstation e synth.

Nel febbraio del 2020 presenta l'inedito “Compro e butto” all'Attico Monina durante il Festival di Sanremo e successivamente al Teatro Storchi di Modena aprendo il concerto a Francesco Baccini durante una serata di beneficenza del Team Enjoy. Tra i brani inediti “Tarantiran” arriva in semifinale per il Premio Pierangelo Bertoli ed in finale per il Premio Autori Emergenti 2020.

SONO QUI https://sptfy.com/sonoqui_pellegatta


 

 

 





 

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C.S. - VIDEO - PELLEGATTA Il 15 gennaio esce il video del nuovo singolo  “SONO QUI ” 

da Francesco Bonazzi Bonazeta 

giovedì, dicembre 05, 2019

Silvia Nair nuovo singolo Freedom titletrack videoclip dal film ElNùmeroNueve storia di BatiGoal ReLeone

A cura di Francesco Bonazzi Bonazeta. Silvia Nair canta il nuovo single Freedom titletrack videoclip dal film ElNùmeroNueve storia di BatiGoal ReLeone video di "Freedom" è online, il nuovosingolo della cantautrice Silvia Nair Freedom 

video di "Freedom" è online, il nuovo singolo della cantautrice Silvia Nair è ora disponibile per il download digitale e su tutte le piattaforme e come streaming su Youtube.

"Freedom" è il filo conduttore di "El number Nueve - Gabriel Batistuta" di Colonnasonora, il documentario SenseMedia che celebra la vita e la carriera del maestro argentino Gabriel Batistuta, presentato in anteprima al Festival del cinema di Roma.




Il videomusicale, diretto anche da Pablo Benedetti, ex regista del film "El number nueve - GabrielBatistuta", mostra immagini e momenti del documentario alternati all'elegante e raffinato personaggio della cantautrice Silvia Nair, per la sua voce potente e Le note di pianoforte ricordano gli anni gloriosi di Gabriel Batistuta.

Silvia Nair ha composto e organizzato l'intera colonna sonora del documentario, che contiene musica d'atmosfera perfettamente connessa con la storia del maestro argentino. 

"Freedom" è un'anteprima dello sviluppo di questo artista versatile con carisma internazionale e creatività diversificata.


Silvia Nair cantautrice

film ElNùmeroNueve

film ElNùmeroNueve

BatiGoal ReLeone

Silvia Nair cantautrice

Silvia Nair cantautrice

Silvia Nair cantautrice


Nel 2020 pubblicherà il suo terzo album come compositore con la rinomata produzione olandese di Franck Van Der Heijden e Michael La Grouw sul mercato internazionale.

Silvia Nair è pianista, cantante, cantautrice, autriceperformer. Dopo essersi laureata in giurisprudenza e diventare un notaio, decide di terminare la sua carriera per dedicarsi interamente alla musica. 

Il primo album "Sunrise" è apparso in Giappone e in Estremo Oriente nel 2005, dove ha scalato le classifiche, e l'anno successivo in Europa si aspettava il successo "Shine on Now", che era la colonna sonora di un artista noto a tre. anni nella pubblicità televisiva.

Silvia Nair ha suonato in Italia e in Europa con le più importanti orchestre sinfoniche, sotto la direzione di maestri come Salvatore Accardo, Karl Martin, Marco Boni e molti altri. 

Ha tenuto concerti nei principali teatri di prestigiosi locali, tra cui i siti patrimonio mondiale dell'UNESCO, ed è apparsa in numerosi programmi televisivi.

Ha cantato al presidente Lula in Brasile, alla famiglia reale in Giordania e al parlamento italiano con Andrea Bocelli durante un evento di beneficenza. 

Più volte è apparsa in Vaticano e ha cantato per Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI. Nel 2011, ha pubblicato il suo secondo album "Ithaca" e lo stesso anno ha ricevuto il premio Montecarlo per "International Artistic Revelation".

 Silvia Nair - Freedom titletrack dal film ElNùmeroNueve storia di BatiGoal ReLeone dal-film-ElNumeroNueve-storia-di-BatiGoal-ReLeone 4 dic 2019 canta, cantautrice, canto, canzone, donne, il-canto-delle-donne, vocal, voce, voice, Women Silvia Nair canta Freedom titletrack videoclip dal film ElNùmeroNueve storia di BatiGoal ReLeone

Silvia Nair cantautrice

nuovosingolo_della_cantautrice_Silvia_Nair_Freedom_titletrack_videoclip_frame_   Alabianca Group Alabianca produttore discografico in Via Emilia Est, 1646, 41126 Modena MO Silvia Nair canta il nuovo single Freedom titletrack videoclip dal film ElNùmeroNueve storia di BatiGoal ReLeone video di "Freedom" è online, il nuovosingolo della cantautrice Silvia Nair Freedom Silvia-Nair,nuovo-single, Freedom, titletrack, videoclip, film ElNùmeroNueve, BatiGoal, ReLeone, video di "Freedom" è online, il nuovosingolo della cantautrice Silvia Nair Freedom Silvia Nair canta il nuovo single Freedom titletrack videoclip dal film ElNùmeroNueve storia di BatiGoal ReLeone video di "Freedom" è online, il nuovosingolo della cantautrice Silvia Nair Freedom Silvia-Nair,nuovo-single, Freedom, titletrack, videoclip, film ElNùmeroNueve, BatiGoal, ReLeone, video - Silvia Nair - Freedom - Playlist - dal film El Numero Nueve colonna sonora prodotta da Ala Bianca Label canta, cantautrice, canto, canzone, donne, il-canto-delle-donne, ILCANTODELLEDONNE, vocal, voce, voice, Women FrancescoBonazziBonazeta A Silvia Nair nuovo singolo Freedom titletrack videoclip dal film ElNùmeroNueve storia di BatiGoal ReLeoneBatiGoal, canta, cantautrice, canto, canzone, Donne, film ElNùmeroNueve, Freedom, il-canto-delle-donne, nuovo-single, ReLeone, Silvia-Nair, titletrack, video, videoclip, vocal, voce, voice, Women Francesco Bonazzi Bonazeta 05/12/19

mercoledì, gennaio 30, 2013

Abbigliamento donna usato

Vendita online e in negozio di abbigliamento donna usato ed accessori quali borse usate, scarpe, gioielli, portafogli, porta i-Pad, sciarpe, ecc… esclusivamenti di marchi di lusso griffati e pari al nuovo. Www.esfashion.it è il nostro sito oppure venite a trovarci in negozio a Treviso.

mercoledì, dicembre 14, 2011

Immagini di genere e genere delle immagini, la storia delle donne tra gioco e fotografia

L'Associazione Culturale WSP Photography presenta "Immagini di genere e genere delle immagini. Incontro con l’Associazione Culturale Connettive". Venerdì 16 dicembre ore 18:30, presso WSP Photography, in via Costanzo Cloro 58 a Roma (Metro B San Paolo). Ingresso gratuito.

L’Associazione Culturale Connettive è impegnata da tempo nello studio e nella diffusione delle tematiche di genere relative alla produzione dei soggetti femminili nella cultura, nei media e nella società, nella prevenzione della violenza e degli stereotipi di genere e nella creazione di una rete di comunicazione tra le diverse realtà che si occupano della promozione culturale e sociale femminili.

IL PROGETTO “SHE GAME”

Questo progetto nasce dalla riflessione attorno alle opere di ingegno prodotte dalle donne nel corso della storia nei diversi ambiti del sapere e che hanno contribuito alla conoscenza e alla nostra consapevolezza di genere. L’idea di realizzare SHEGAME prende spunto quindi dalla necessità di rompere il muro di silenzio che ancora oggi persiste nella diffusione culturale del nostro paese e di romperlo partendo dalle giovani e dai giovani, per offrire loro non solo la conoscenza delle tante donne che hanno affollato, per nulla silenziose, la storia ma anche per rendere accessibile lo sguardo diverso sul mondo e su sé stesse/i che questa conoscenza inevitabilmente porta con sé.

Scopo dell’incontro è quello di porsi interrogativi interessanti sul modo in cui, storicamente e culturalmente, viene rappresentata la figura della donna, anche nel mondo della fotografia e la conseguente esigenza di fruire di immagini prodotte da donne.

L’incontro, oltre che presentare il videogioco “She Game”, sarà inoltre occasione di parlare di fotografe e immagini di donne nel mondo, soffermandoci in particolare sulla fotografia di Gerda Taro.

Venerdì 16 dicembre ore 18:30 presso WSP Photography

Ingresso gratuito riservato ai soli soci. Costo della tessera gratuito per il 2011.

Per saperne di più: Collettivo WSP & She Game

venerdì, gennaio 28, 2011

Uomini E Donne : I Nomi Caldi Per Il Trono Rosa

Sta per terminare la prima parte del programma di Maria De Filippi "Uomini e Donne". Come di consueto ogni anno verso la fine di Gennaio tutti i troni arrivano ad una conclusione e si parte con una nuova avventura.

Potremo finalmente assistere al cosiddetto trono rosa, lasciato un pò da parte in questa nuova stagione televisiva. Iniziano a circolare da un pò di tempo i nomi delle possibili nuove troniste di "Uomini e Donne". Il più gettonato dal pubblico è quello di Perla Cupini, ex corteggiatrice di Andrea Angelini, che potrebbe in questo modo riscattarsi e trovare l'uomo della sua vita.

Ci potrebbe essere anche un ritorno in studio dell'ex corteggiatrice e tronista di "Uomini e Donne", Ramona Amodeo. La bella napoletana è tornata single da poco e la De Filippi potrebbe darle la possibilità di riprovarci di nuovo, questa volta sperando che la storia d'amore duri più di un anno. Quello che però terrorizza di più il telespettatore è il probabile approdo sul trono di Bubi, tutto ovviamente dipenderà dalla scelta di Leonardo.

giovedì, ottobre 28, 2010

WOW! World Of Women - Concorso fotografico per raccontare le Donne


L’Associazione Culturale Visioni, con il patrocinio del Comune di San Donà di Piave,

presenta:


WOW! - World Of Women!

Concorso fotografico nazionale per raccontare le Donne


Bando dal 01 Luglio 2010 al 31 Dicembre 2010


Come sono le donne del ventunesimo secolo? Quali sono i loro sogni e le loro ambizioni? Quali sono le loro idee e il loro modo di pensare?

L'Associazione Culturale "Visioni", in collaborazione con il Comune di San Donà di Piave (VE), cerca di dare una risposta a questi interrogativi attraverso un progetto: WOW! World of Women!

L'iniziativa è composta da un concorso fotografico aperto a tutti l’Italia e culminerà con una mostra. La stessa verrà inaugurata il 5 Marzo 2011 presso il Centro Culturale “Leonardo Da Vinci” a San Donà di Piave; del materiale pervenuto verrà esposto quello che sarà selezionato da una giuria competente. Sarà inoltre pubblicato un catalogo che vuole essere al contempo la conclusione ideale del progetto e uno strumento di divulgazione dello stesso e degli spunti di riflessione in esso racchiusi.

Sito dell’iniziativa: http://wow.visionionweb.it/


Tema

Il tema è la donna. Lo scopo è quello di accendere i riflettori sul mondo delle donne d'oggi, simbolo dei cambiamenti della società nell'ultimo secolo. Rivoluzioni, conquiste e progresso l'hanno portata dalla figura di ieri della madre/moglie/casalinga, a quella di oggi (anche) donna/amica/lavoratrice.

La fotografia ci è sembrato il mezzo espressivo più immediato per raggiungere questo scopo: delle immagini che raccontino la donna in tutti i suoi aspetti all'interno della società contemporanea.


L'obiettivo

Il progetto si pone l’obiettivo di riflettere su cosa significhi essere donna in questo contesto storico e sociale attraverso la raccolta di una serie di fotografie che diventeranno i tasselli di un mosaico per raccontare appunto la donna d’oggi attraverso diversi sguardi.

In particolare c’interessa osservare il punto di vista della categoria uomini (come l’uomo vede oggi la donna?) e quello della categoria donne (come le donne vedono se stesse?), ottenendo un "confronto" tra le due visioni, sicuramente diverse, sul tema.

Con questa iniziativa vorremmo coinvolgere in modo attivo i protagonisti (fotografi)

ma anche gli spettatori, lanciando degli spunti di riflessione. Anche attraverso il blog wow.visionionweb.it


Svolgimento

Concorso

Il progetto si apre con il bando di concorso fotografico il 01-07-2010, il termine per la consegna del materiale da parte dei partecipanti sarà il 31-12- 2010, e si concluderà con la selezione di 25 o 30 foto totali per le due categorie: donne e uomini, da parte di una giuria che sceglierà anche le tre foto migliori, ai cui autori spetterà un riconoscimento.



Mostra

Le foto pervenute entro i termini del bando saranno selezionate in base alla loro attinenza al tema, all’originalità e alla tecnica ed esposte in una mostra che sarà inaugurata il 5 marzo 2011 presso il Centro Culturale Leonardo da Vinci di San Donà di Piave, nell’ambito delle manifestazioni per “La Festa della Donna”.

Nel corso dell'inaugurazione avrà luogo la premiazione delle prime tre opere selezionate per categoria e la presentazione del catalogo al pubblico.


Catalogo

Il progetto si concluderà con la creazione di un catalogo in formato digitale che sarà distribuito gratuitamente in internet. Le fotografie saranno commentate in una prefazione che raccoglierà anche i ringraziamenti a quanti avranno partecipato e collaborato all’iniziativa.



Per informazioni sul progetto:

http://wow.visionionweb.it/
info@visionionweb.it


Associazione Culturale Visioni
tel. 320-2130009
http://www.visionionweb.it/

giovedì, settembre 23, 2010

Orologi Longines Lès Elégantes

Nei lontani anni Venti con la nascita dell'Art Déco si assistette ad una piccola rivoluzione estetica. Questo portò infatti anche ad una rivoluzione nello stile di vita: la donna in quel periodo si lasciò alle spalle le convenzioni, abbandonando i corsetti e prendendo in mano le redini del suo destino. Era l'inizio dell'emancipazione.

I primi anni del XX secolo sono anche i testimoni di un’importante evoluzione nel mondo dell’orologeria. L’avvento dell’orologio da polso e lo sviluppo di movimenti sempre più piccoli e affidabili consentirono ai produttori di orologi dell’epoca di dimostrare il loro talento creativo. L’orologio, che fino a quel momento era stato relegato in un taschino, diventa un oggetto che gli uomini esibiscono al polso. Presto, però, gli orologiai di Longines misero le loro conoscenze anche al servizio dei polsi femminili. L’Art Déco assunse così una nuova espressione orologiera, fatta di eleganza e di fascino. Casse di forma in oro bianco, pietre preziose e decorazioni vivaci, sono autentiche sperimentazioni degli esuberanti canoni estetici di quel periodo. Gli orologi gioiello creati dalla Maison Longines all’inizio del XX secolo non potevano non conquistare il cuore del gentil sesso.

Nel 2002, Longines decise di far rinascere le creazioni dimenticate degli Anni Ruggenti. I successi di quel periodo, rivisitati e riproposti, danno vita alla collezione Les Elégantes di Longines e diventano un appuntamento atteso da collezionisti e intenditori. Da allora, questa linea dall'eleganza intramontabile si arricchisce di nuovi modelli delicati e sottili materializzazioni dello spirito Art Déco.

Nel 2010 la Maison svizzera presenta tre orologi che s'ispirano nuovamente all'audacia di quegli anni ruggenti. Il primo, un segnatempo in oro giallo di forma rettangolare, è completato da un elegante cinturino in satin nero. Nel secondo, un delicato orologio in oro 18k rosa, la forma tonneau della cassa si prolunga nel sottile cinturino di satin bordeaux. Infine un esile segnatempo in oro bianco con cassa a mandorla e cinturino in satin bianco completa la linea Elégantes di Longines". Le casse di questi orologi, interamente incise a mano con motivi decorativi dell'Art Déco, accolgono da 24 a 42 diamanti Top Wesselton VVS. I numeri arabi impreziosiscono delicatamente i quadranti argentati con le lancette in acciaio azzurrato.

Fedele alla tradizione, Longines ha inserito in questa preziosa collezione un movimento di manifattura a carica manuale che risale agli anni ‘70. Il Calibro Longines L805 contiene 17 rubini e batte a 21.600 alternanze/ora. Come di consueto, questa esclusiva collezione è disponibile in edizione limitata a 10 pezzi per ognuno dei tre modelli.

Orologi lusso

martedì, agosto 10, 2010

Tanti annunci da parte di donne

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lunedì, luglio 26, 2010

Il sapore di conquista con una donna

Avete già la vostra arma segreta per conquistare la lei che vi interessa? Bene, siamo contenti per voi. Per chi invece ha bisogno di un po’ di coraggio, sappiate che riuscire a conquistare una donna non è poi una impresa così difficile. Certo, ponetevi innanzitutto come obiettivo quello di conquistare una ragazza avvicinabile, e non la modella stra ricca e dalle gambe lunghissime che appare sui tabloid scandalistici. Per interdici, una che non vi degnerebbe mai di un solo sguardo.

Sappiate poi che il corteggiamento è al primo posto di ogni azione di avvicinamento. Occorre esercitarsi, imparare le regole da chi vi sta vicino e magari è molto più abile di voi con le donne. Mostratevi comunque sicuri nella voce e nei movimenti che non devono essere mai incerti o timorosi. Di fronte ad una ragazza, ad esempio, prendete sempre una decisione netta. Agite con la massima sicurezza perché, sappiate, un uomo sicuro di sé pare attragga il 60% in più rispetto a un uomo insicuro e timido.

Ancora, puntate sulla vostra voce se sapete di averne una già gradevole. Imparate a parlare con un tono di voce bene impostato, forte ma allo stesso tempo tranquillo. Insomma, cullate la sua mente con le vostre parole pronunciate nel modo più corretto. E poi puntate sulla gestualità: fondamentale, infatti, sapersi muovere in modo elegante e deciso. Mai gesticolare con troppa evidenza, semmai sfioratevi di tanto in tanto il viso e le labbra, un gesto che alle donne fa impazzire.

Infine, date massima importanza allo sguardo: il vostro deve essere intenso, intrigante e allo stesso tempo dolce. Ma soprattutto, ricordatevi che non si deve avere paura di fissare negli occhi la donna che si vuole sedurre. Mai. E adesso è tempo di mettere in pratica questi pochi ma essenziali consigli, dunque via verso la conquista!

lunedì, maggio 11, 2009

liberarsi del principe azzurro

Sembrava che un gran passo fosse stato fatto quando finalmente le donne scoprirono se stesse, il proprio valore e la propria indipendenza. Invece ci sono ancora troppe donne in giro che sognano ancora il principe azzurro, in veste d’attore o di cronista magari,che le porti via da una vita noiosa e banale e le catapulti in un mondo di feste, sesso, soldi e Caraibi.
E non si tratta solo di piccole Cenerentole che lacrimano spolverando i mobili di casa, che esistono ancora purtroppo, ma anche di quelle virago che guidano auto sportive, sono piene di firme dalla testa ai piedi e si sbattono un uomo alla sera insieme ai drink superalcolici.
Dunque non ci sono differenze di ceto sociale o posizione professionale e queste povere sognatrici intramontabili si vedono ancora andare in giro son su scritto sulla fronte “Salvami” e pensano di scorgere il loro splendido salvatore nel dentista o nel giovane benzinaio o nel padre del compagno di classe del figlio…insomma,o sposate, o fidanzate, o ninfomani, hanno in mente quel principe bello e pieno d’amore che le porterà con sé in un impeto di passione che stravolgerà la loro vita.
Che sia dovuta alle favole che vengono raccontate alle bambine (stè Biancaneve e compagnia bella che nella vita non fanno altro che aspettare il principe che le risvegli) oppure per ciò che leggono nei romanzi o che vedono in televisione o nelle soap, non si come questa idea del salvatore sia entrata nel loro dna.
Ciò che si dovesse insegnare di veramente importante alle bambine fin da piccole a scuola è come stanno davvero le cose, come sono gli uomini reali e non descrivere principi da favola, risparmiando loro tanti sbagli e tante delusioni che pò le rendono schiave di relazioni opprimenti o di mariti per nulla regali. Si dovrebbero raccontare ai bambini storie vere altrimenti finiscono col credere ai sogni e inseguire ideali per tutta la vita e vivere per sempre scontenti.
Questo vale anche per gli uomini, è doveroso precisarlo, perché ci sono ancora troppi uomini che credono che le donne siano tutte delle aspiranti principesse e che amino i mazzi di rose, le cene a lume di candela e i principi azzurri; così essi si fingono tali e scoprono la loro pessima faccia solo dopo aver sposato le suddette fanciulle, le quali spesso, proprio per convolare a giuste nozze, lasciano loro credere di esserlo davvero delle principesse per poi trasformarsi in streghe durante gli anni di matrimonio.
Non sarebbe l’ora di dire come stanno veramente le cose ed evitare inutili voli dell’immaginazione con foto di coppia che guarda il tramonto stringendosi per mano e credendo che quest’immagine sia la verità. O meglio che duri per sempre? Perché la cosa peggiore, che si è aggiunta alla fine delle favole è stata proprio questo: “e vissero per sempre felici “. Si poteva essere più cattivi convincendo che il bello della favola duri per sempre? Questo finale è stato proprio crudele, anche perché anche ai tempi degli scrittori che hanno scritto queste favole le cose non andavano così; è vero non c’era il divorzio e le coppie rimanevano insieme a vita, ma il tradimento era diffuso lo stesso anche se nascosto, e inoltre la maggior parte dei matrimoni erano legami d’interesse e non d’amore e spesso i coniugi conducevano una vita separata tra di loro coperta solo dalla maschera del matrimonio.
Se già quindi queste favole non erano vere allora tanto più adesso è terribile raccontare queste storielle stupide ai bambini, meglio le fiabe con gli animali, sono più istruttive.
Mi è capitato spesso di sentire qualche amica o collega esclamare con tono sognante “ah, se solo a casa mi aspettasse Gorge Clooney o Raul Bova, invece devo accontentarmi di mio marito”. Ma queste donne sono davvero convinte che magari un attore sia una specie di uomo diversa dalla specie dell’uomo comune. Queste donne pensano che magari George vada in giro per casa ben rasato e in smoking oppure che a letto si comporti come Micky Rourke in “nove settimane e mezzo” o che sappia stare ai fornelli col grembiulino e nudo sotto e che al rientro faccia trovar loro il migliore dei piatti italiani.
Io credo che se davvero avessero la possibilità di vivere tutti i giorni con uno di questi attori, famosi e tanto sognati, io credo che cambierebbero presto idea sui loro adorati idoli. Poi se per caso le tali donne riescon a trovare un uomo che abbia una qualche somiglianza col loro ideale allora si buttano a capofitto e se lo sposano e poi si lamentano e magari divorziano perché non si è rivelato come pensavano che fosse, cioè la copia esatta del loro amato e bello attore.
Lo stesso succede a quegli uomini che hanno creduto di trovare la loro velina dei sogni, la loro Monica Bellocci o Cameron Diaz e se la sposano con la precisa convinzione, e invidia degli amici più cari, e poi si ritrovano una megera urlante per casa dopo soli due anni di matrimonio.
Non raccontiamo più balle, siamo fatte come siamo fatte e anche gli uomini son fatti come sono fatti e ci dovremmo accettare, se si vuole vivere una vera relazione e non una favola, così come siamo evitando di tentare di trasformare i rospi in principi e le colombe in principesse. Perché poi per colpa di tante delusioni e sogni infranti si rovinano matrimoni e famiglie, solo perché si è inseguito un ideale inesistente.

la scuola della vita

C’è un bambino in classe che non sta mai fermo. Non riesce a scrivere bene, ha bisogno sempre d’aiuto.

C’è un bambino in classe che disturba tutti, che disturba persino la maestra. Le sputa addosso, grida come un ossesso.

C’è un bambino in classe che ha perso il padre, caduta da un’impalcatura. Egli non sta fermo un attimo, non sta seduto composto, non segue la lezione.

C’è un bambino in classe che non segue nessuna regola eppure la maestra lo sgrida parecchie volte.

C’è un bambino in classe che sembra non sentire ciò che gli altri dicono. Egli lancia le sedie, apre la porta ed esce dalla classe.

C’è un bambino in classe così irrequieto e ingestibile che le maestre se lo passano da una classe all’altra per non doverlo sopportare per troppe ore.

C’è un bambino in classe che urla il suo dolore, che vorrebbe rompere tutti i vetri della scuola per riavere suo padre ma nessuno lo capisce.

La maestra chiama la mamma del bambino. La mamma viene a scuola. La maestra dice alla mamma, davanti a tutta la classe, che suo figlio è un bambino terribile, che non riesce a star fermo, che non vuole imparare. La mamma si mette a piangere, dice che lei non sa cosa fare, che suo figlio è così da quando è morto il padre.

La maestra dice che vuole chiamare i servizi sociali. La mamma supplica di non farlo altrimenti le tolgono il figlio. La maestra le dice di portarselo a casa e di dargli un litro di camomilla al giorno oppure di farsi prescrivere qualcosa dal pediatra.

La mamma assicura che lo farà sicuramente. Porta con sé il bambino e la maestra è contenta perché sa che per qualche giorno il bambino non verrà a scuola.

Il bambino ha lasciato un disegno colorato prima. Nel disegno c’è un grande albero sotto il quale ha disegnato delle persone, vicine. In fondo al foglio c’è un’altra figura distante da tutte le altre, quasi fuori dal foglio. Poco prima il bambino stesso mi aveva spiegato il suo disegno, in un momento di calma,perché io volevo capire chi erano le persone nel disegno.

La figura in basso, quasi fuori dal foglio, era il padre. Ho detto alla maestra che forse quel bambino aveva bisogno di aiuto psicologico e non di esser tolto alla madre dai servizi sociali. La maestra mi ha detto “stai zitta, tu non hai esperienza”.

C’è un bambino in classe, ha degli occhi dolcissimi e mi sorride e mi parla tranquillo, mentre scrive le lettere dell’alfabeto, ed io l’ascolto, lo seguo, capisco cosa prova, lo sento il suo dolore.

Questo bambino non è più venuto a scuola, è stato tolto alla madre e messo in una casa famiglia dove lavorano persone di una cooperativa che non hanno nessuna qualifica per fare il lavoro che fanno, perché sono là grazie ad una raccomandazione.

Gli altri bambini sembrano aver dimenticato tutto di lui, nemmeno chiedono di lui. Tutto continua come se niente fosse successo. Eppure un bambino è stato abbandonato a se stesso, perché nella scuola non c’era una maestra che potesse capirlo e uno psicologo che potesse aiutarlo, e la madre non poteva pagarsene uno.

Questo bambino mi è rimasto nel cuore e forse urla ancora e nessuno l’aiuta a superare il dolore della morte. Questa è la scuola dove crescono i nostri figli. Questa è la scuola dove i futuri uomini dovrebbero imparare a vivere e a non lasciar fuori chi ha un problema o chi è considerato diverso.

Nemmeno la maestra ha colpa, povera donna, la quale anziana com’era conosceva solo la disciplina scolastica antica e non l’umanità della pedagogia moderna.

Ma se c’è qualcuno che può intervenire dovrebbe iniziare da lì, sì, proprio dal fornire un supporto psicologico alle madri e ai bambini che hanno difficoltà o disagi nell’ambito scolastico. Ma ormai non ci sono più soldi nemmeno per i maestri, figuriamoci per uno psicologo a scuola! Eppure la scuola è la base, specialmente la materna e la elementare, per la crescita e lo sviluppo sano di tutti i bambini.

Ma cosa insegnano nella nostra scuola italiana? Insegnano che i problemi non si possono risolvere e che basta farli uscire dalla porta perché tutto torni ok. Che bell’esempio per tutti quei bambini che hanno vissuto e visto tutto quello che ne è stato di quel bambino, un bell’esempio davvero. Se io fossi ministro dell’istruzione rinuncerei al mio intero stipendio per far includere gli psicologi in tutte le scuole, non soltanto alle superiori.

Ma forse la Gelmini non capisce queste priorità perché non ha figli. Se si devono risolvere i problemi della scuola li si devono risolvere alla base e non partendo dagli stipendi dei maestri e diminuendone il numero per recuperare soldi.

Approfitto di questo argomento aperto per parlare delle case famiglia dove vengono portati quei ragazzi o bambini che hanno bisogno di aiuto. Ci sono persone valide in molte di queste case, intendo persone qualificate che hanno studiato e sono in grado di dare davvero un aiuto prezioso a tutti. Ma nella maggior parte dei casi, e mi riferisco alla mia regione di appartenenza, la quasi totalità del personale che lavora nelle case famiglia è totalmente non qualificata per le mansioni e i profili professionali che vengono invece a rivestire e questo a danno di chi necessita di un supporto professionale e psicologico valido. Poi questi ragazzi, difficili e che non ricevono le cure adeguate, scappano da queste case e vanno in giro a rubare e ad ammazzare gente, e la colpa ricade sempre su di loro, non su chi non è in grado materialmente di aiutarli.

Ma non c’è nessuno che controlla niente, anzi spesso sono proprio coloro che dovrebbero controllare il personale di queste case che forniscono personale non qualificato per lavorare là dentro.

Se già si trovano tante incompetenze nella scuola stessa, che deve render conto ai genitori, almeno ogni tanto, figuratevi in queste case, che non devono rendere conto a nessuno, perché questi ragazzi spesso i genitori nemmeno ce li hanno.

L’argomento mi sta molto a cuore e mi sono un po’ dilungata, ci vorrebbe un intervento serio da parte di autorità competenti. Ma se uno non sa cosa succede veramente nelle scuole come fa a intervenire? Perché non credo che la ministra ci abbia trascorso abbastanza tempo per capire quali sono le vere carenze della scuola. Si parla delle strutture esterne, degli edifici ma non si pensa mai a ciò che sta dentro e non va.

Tagli su tagli e qual è il risultato?Voi siete soddisfatte della scuola che frequenta vostro figlio? Cosa cambiereste? Cosa c’è secondo voi che non è stato ancora cambiato e va male?

droghe innocue?

La caffeina e la nicotina sono le droghe preferite dalle donne, tranne le nuove generazioni che hanno sperimentato e preferiscono quelle non casalinghe. Intendo casalinghe non nel senso che si creano a casa ma perché sono quelle droghe di cui le donne hanno bisogno per vivere ogni giorno, da quando si alzano al mattino fino a prima di andare a dormire la sera.

Una delle due, o tutt’e due insieme come mix ideale e indispensabile, servono a tenersi sveglie, ad affrontare una nuova giornata o a chiuderne una disastrosa, ad aver la forza di tener su la schiena quando invece si vorrebbe star distese per ore.

L’unico profumo veramente desiderabile è quello del caffè e la prima tazzina è la prima dose di una lunga serie per un pieno che riesca a farti finire la giornata senza aver combinato disastri, quando ci si riesce, nonostante il carburate sia stato assimilato. In vita mia non ho mai conosciuto nessuno che facesse a meno dell’uno e dell’altro, facendo eccezione per quelli facente parte di qualche ordine religioso ferreo, e quella tazzina fumante apre le porte del mattino anche agli animi più disperati.

E’ la linfa divina, il vero cibo degli dei, quello che scende giù per la gola e apre le valvole dell’energia.

Pochi minuti di pausa, davanti al caffè fumante, una sigaretta tra le dita, e tutto può riprendere il suo ritmo. Dalla casalinga all’impiegata,dalla fioraia alla dottoressa, tutte prendono la stessa droga.

E la sigaretta è l’amica del cuore della tazzina di caffè. E quando la dose ha finito l’effetto bisogna ricorrere ad una nuova quantità. In questo non ci sono differenze tra i sessi, almeno in questo, e mariti e mogli si ritrovano davanti alla tazzina di caffè con la stesso desiderio di svegliarsi e lo stesso bisogno di carburare per affrontare la lunga e impegnativa giornata.

Il caffè è diventato un rito, una passione indiscussa, e ha contagiato persino quei paesi dove la bevanda nazionale era un’altra. Il cappuccino è diventata una parola internazionale e il caffè espresso un must per molti popoli.

La caffeina è il carburante per il corpo, eppure molti esperti dicono che l’energia non è data dal caffè ma dallo zucchero messo nel caffè. La nicotina di energetico non ha nulla ma una volta presa la prima volta non se ne può fare a meno. Certo gli effetti collaterali, in confronto a certe droghe pesanti sono minimi: tumore ai polmoni, difficoltà respiratorie, morte…ma per lo stato queste non sono conseguenze gravi no? E quindi le sigarette si possono acquistare tranquillamente ogni giorno.

Anche l’uso del caffè, se smodato, ha delle conseguenze più o meno gravi, ma lo si può acquistare anche questo tranquillamente ogni giorno, come un alimento qualsiasi.

Secondo voi, chi beve magari latte e orzo di mattina non arriva alla sera, o quanto meno non riesce a fare tutto quello che un’atra persona fa bevendo caffè e fumando sigarette?

prima di uscire di casa: due casi

L’uomo:
si alza presto, fa la doccia, prende solo il caffè, si veste indossando qualcosa a caso oppure i vestiti che la moglie gli ha stirato e preparato la sera prima. Si dà una veloce spazzolata ai capelli, mette il deodorante. Mette le scarpe, sempre le stesse, ogni giorno, indossa il giubbotto.Prende le chiavi dell’auto. Esce di casa.

La donna:
si alza presto,fa la doccia ai figli, prepara la colazione per tutti, li fa mangiare, li veste, li pettina,mette la merendina e la bottiglietta di succo di frutta nei loro zainetti. Va in bagno, fa un bidè veloce. Davanti all’armadio,cerca di scegliere un vestito non troppo spiegazzato,lo indossa e si guarda allo specchio. Non va. Ne prova un altro. Passabile. Torna in bagno, si pettina, piastra i capelli, si trucca, deodorante, profumo,essenze varie qua e là. Davanti alla scarpiera, prova un paio di scarpe, no, oggi piove, meglio le altre. Prende la sciarpa. Torna in cucina, si è scordata di bere il caffè. Beve il caffè ormai freddo e prende un cornetto e lo infila in borsa, tra i vari oggetti che navigano nelle varie mascone. Prende le chiavi della macchina. Esce di casa. Appena giù sullauto si ricorda del cellulare posato sul tavolo della cucina. Scende. Sale a casa e prende il cellulare. Torna alla macchina, dove i figli hanno già in pieno svolgimento una festicciola privata con tanto di caramelle colorate appiccicate ai vetri e patatine sparse sui sedili. Mette in moto e va.

Domande spontanee:
cosa notate di diverso dal primo al secondo caso? Indicate le differenze tra la prima e la seconda vignetta (non è un gioco). Mi starete dicendo che no, a casa vostra non funziona così. Sì, vi vedo con le facce offese e incredule, eppure posso assicurarvi che quelle che sopra ho definito scherzosamente vignette sono ancora una realtà in molte famiglie, che si dicono moderne e le eccezioni sono davvero poche purtroppo. Provate a smentirmi, raccontatemi le vostre mattine, quelle vostre e del vostro lui,non siate povere di particolari, io apprezzo i dettagli!

lo shopping compulsivo

La prima volta che comprai una cosa firmata, ed è stato tanti anni fa, non ho sentito nessun fremito alla schiena e nessun battito del cuore accelerato e nessun senso di soddisfazione immensa per quel bene acquistato poco prima. Eppure dicono che lo shopping, quello che forse molte di voi conoscono, è totalmente inebriante, adrenalinico, quasi più soddisfacente di una notte di sesso.
Entrare in un negozio con quel nome così famoso, varcare la soglia della moda, con gambe tremolanti dal piacere d’aver l’acesso al regno della moda che ogni donna sogna. Poter parlare con la commessa gentile e premurosa, lasciandole capire che siete disposte a spendere qualsiasi cosa per avere quel capo esclusivo visto sul giornale, che sogniate da tanti giorni e notti.
Tenerlo tra le mani e ammirarne la perfezione e soprattutto quella scritta che è sinonimo di fama ed eleganza. Ve lo immaginate già indosso per una serata speciale. Una piccola vocina gioiosa dentro di voi saltella dalla gioia esclamando “è mio! È mio! “ e andate dritte alla cassa per pagarlo con tutti i vostri averi, sudati in mesi e mesi di lavoro, e una volta pagato vi sembra d’aver acquistato il paradiso. E’ questa la sensazione no? Una piccola scritta su un abito o una maglietta o una borsa e il vostro futuro si prospetta radioso e voi vi sentite già più belle.
Arrivate a casa, lo prendete tra le mani, con delicatezza, quasi fosse un vaso di cristallo, lo sfiorate e lo rigirate ammirando quella scritta che vi renderà invidiabili a tutte le altre. Domani stesso vi presenterete con questo vestito firmato a lavoro e le altre schiatteranno dall’invidia. Vedete già la loro faccia rossa e ci sentite felici. Felici.
Ve lo ponete davanti e vi rimirate allo specchio. Decidete infine di provarlo e di vedere l’effetto che fa su di voi. E’ un po’ stretto ma ci tentate. Non sembrava così stretto però. Lo tirate da tutte le parti ma non entra davvero. Eppure la taglia è la vostra. Sarà il modello che è particolare. Lo appendete alla cruccia e lo lasciate appeso fuori dall’armadio. Lo guardate sognando una serata col vostro attore preferito che guarda con ammirazione il vostro splendido vestito. Proverete a mettervi a dieta, così potrete indossarlo prima o poi ma per adesso vi basta sapere che siete la fortunata padrona di un capo d’alta moda. E siete felici. Avete speso tutti i soldi del vostro conto ma non importa, siete troppo felici! Come fare la spesa per il mese che viene? Non importa, siete troppo felici per pensare a questo adesso. Ci saranno le bollette da pagare. Non importa, adesso siete ad una serata chic col vostro attore preferito e volete soltanto sognare.

l'alimentazione impossibile

Da un po’ di tempo in televisione si sono susseguiti vari programmi di cucina, i quali danno spiegazioni e consigli per la preparazione di svariati piatti. Oltre a questo negli ultimi tempi ho notato che in altri programmi, che non trattano di cucina, propongono pure loro un angolo cucina in cui spiegano ricette golose e piatti succulenti.
Poi si trova per caso a passare di lì un noto dietologo o il ben conosciuto nutrizionista ed ecco che “quel tale piatto è troppo calorico, l’altro è troppo zuccherato, l’altro ancora alza il colesterolo..” insomma, dei piatti che ci propongono ogni giorno queste varie trasmissioni non ce né uno che va bene nel regime alimentare che tutti noi dovremmo seguire. Allora perché torturare il pubblico facendogli venire l’acquolina in bocca se poi nessuno di questi piatti soddisfa le regole di una alimentazione bilanciata e sana?
E dire che tutti usano alimenti di prima scelta, carni di prima qualità, olio extravergine, frutta e verdure di stagione. Eppure quando si combinano tutti questi alimenti insieme scatta qualcosa e il mix non va mai bene per nessun dottore specialista.
Certo, in questi programmi non possono mica propinare ogni giorno pasta pomodoro e basilico, devono pur arricchire il menù. Ma il menù presentato non è quello che dietologicamente parlando dovremmo seguire noi poveri mortali affamati.
Per non parlare di tutte quelle attrici, modelle,presentatrici e soubrette che alla fatidica domanda : “come ti mantieni così in forma?” se ne escono dicendo che mangiano di tutto, anche dolci e pastasciutta e che fanno solo un po’ di ginnastica e devono tanta acqua. Se provate voi a mangiare di tutto, e sottolineo di tutto, fate un po’ di ginnastica e bevete tanta acqua,ebbene il risultato lo sapete già quale sarà.
A nessuna di queste dolci volti della televisione e dello spettacolo è mai venuto in mente che noi spettatrici non siamo ignoranti come forse loro credono e che sappiamo bene che non si può mangiare di tutto per mantenersi in forma e che non basta un po’ di ginnastica. Perché continuano a dire queste cretinate? Sappiamo bene che vanno avanti a insalate e yogurt e dicendo bugie non aiutano certo quelle che le ammirano e sognano di diventare come loro, mangiando di tutto e facendo un po’ di ginnastica.
Chi ha avuto a che fare con un nutrizionista o un dietologo sa bene che all’inizio tutti dicono la stessa cosa e cioè che si può mangiare di tutto nelle giuste quantità. Poi, come per magia, appena stilata la dieta della settimana o del mese ecco che non troviamo proprio di tutto in quella lista.
Il dottore ci guarda e capisce il nostro sconforto, così ci addolcisce la pillola con la fatidica frase “certo, ogni tanto è concesso uno strappo alla regola, un gelato, una pizza,…ma ogni tanto, s’intende”. Peccato che appena arrivate a casa e accesa la tv vediamo l’ultimo spot del gelato più buono del mondo e già stiamo sognando il primo strappo alla regola.
L’indomani mattina è già dura rinunciare a cappuccino e cornetto. Ma il dottore è stato tassativo, niente solita colazione al bar, ma solo latte scremato e fette biscottate con un cucchiaino di marmellata. E come ci arriviamo all’ora di pranzo senza svenire dalla fame? Ma certo, ci salverà lo spuntino a metà mattino, una mela o uno yogurt., questo è lo spuntino sano.
Ma mentre siamo alla scrivania o in mezzo ai bambini urlanti, ci viene in mente quella tale merendina col cacao così buona e così dolce che al solo pensiero ci siam riprese dalla colazione magra. Eccolo la magica macchinetta dei desideri che sputa leccornie con pochi centesimi. Ecco il nostro primo strappo alla regola. Pensiamo “rimedieremo a pranzo”.
Ma una volta a casa ci accingiamo a preparare i nostri 50 grammi di pasta che si perderanno nel piatto del pianto e mentre li mangiamo con ingordigia, sperando si moltiplichino, ecco la trasmissione famosa che ci fa vedere quale pietanza succulenta oggi il cuoco ci mostrerà. Proviamo a cambiare canale ma il nostro pensiero rimane a quel piatto prelibato che il nostro stomaco già pregustava. Che fare? Non possiamo affrontare il resto della giornata con 50 grammi nello stomaco no? E allora, diamo il via all’operazione insalata, scondita e senza sale,perché fa male al cuore.
Abbiamo mangiato mezzo chilo di insalatona,con un disgusto sempre maggiore e col pensiero e il dito sul telecomando. Riproviamo. Oddio, eccolo bello fumante il piatto del giorno. Una succulenta carbonara che ci strappa la bava alla bocca. Ma noi non ci lasciamo sedurre, non dobbiamo, perché il nostro regime alimentare deve essere sano ed equilibrato. Però del caffè a fine pranzo non ne possiamo proprio fare a meno. Ok per il dolcificante, anche se contiene aspartame e ci fa venire il cancro. Ok ad un biscottino che era rimasto l’ultimo nel sacchetto.
Torniamo a lavoro col piatto della carbonara ancora in testa e lo vediamo fumare davanti ai nostri occhi e il sapore ci guasta lo stomaco. Il lavoro è troppo, lo stomaco è vuoto, ci sentiamo come se non avessimo mangiato affatto a pranzo. Ma ecco che la macchinetta magica ci viene in aiuto, qualche salatino non ci rovinerà lo stomaco. Che bella la sensazione del fragrante salato sulla lingua. E’ il nostro secondo strappo, dovevamo mangiare un altro frutto, ma domani rimedieremo.
Sappiamo benissimo che domani sarà lo stesso, perché il nostro corpo ha bisogno di mangiare sul serio e non di cibarsi di quantità di cibo che sembrano le porzioni per un bambino. E ci tornano in mente le parole del dottore che ci aveva detto che potevamo mangiare di tutto. Ci viene in mente di consultare l’amica del cuore, colei che come noi le ha provate di tutte. E anche lei ci conferma che non è riuscita a seguire nemmeno una dieta del dietologo perché non riusciva a star in piedi a lavoro.
Pensiamo che magari la nostra amica è troppo simile a noi e che non ce l’ha fatta per questo. Proviamo con una persona meno conosciuta e meno simile a noi, nostra sorella. Ma anche il suo responso è negativo, ossia che la dieta del dietologo la metteva di malumore ed è tornata a mangiare come prima fregandosene dei chili sulle cosce e riacquistando il buonumore.
Ci chiediamo: “c’è davvero qualcuno che riesce a mangiare come un uccellino e che si attiene solo ai grammi e alle calorie. L’unica risposta che ci viene in mente sono: le ballerine, le modelle, gli sportivi e le anoressiche!

venerdì, ottobre 17, 2008

Questa sera parliamo di... edizione 2008-2009, eventi culturali in Oltrepò Pavese

Dopo il successo dello scorso anno, l’Amministrazione Comunale di Bagnaria , in Oltrepò Pavese, ha deciso di riproporre il progetto “Questa sera parliamo di…”, una serie di incontri a cadenza mensile su diverse tematiche.
Per questa programmazione si è stabilito il 3° venerdì di ogni mese a partire da ottobre 2008 sino a maggio 2009, con inizio alle ore 20,45 e sempre nella sede del Centro di Aggregazione comunale sito nella Fr. Ponte Crenna (Strada per Livelli).
Di seguito il calendario ed i temi:


Venerdì 17 ottobre 2008 – I nativi americani (cenni sulla storia e sulla cultura) – parte 1°
Relatore: Dr. Roberto Camerini – Dir. Scolastico Istituto Compren-sivo di Varzi
Serata organizzata in collaborazione con UNITRE

Venerdì 21 novembre 2008 – I nativi americani (cenni sulla storia e sulla cultura) – parte 2°
Relatore: Dr. Roberto Camerini – Dir. Scolastico Istituto Compren-sivo di Varzi
Serata organizzata in collaborazione con UNITRE

Venerdì 19 dicembre 2008 – La via del sale e la viabilità medioevale in alta Valle Staffora
Relatore: Fiorenzo Debattisti - Ass. Varzi Viva

Venerdì 23 gennaio 2009 – La Shoah
Relatrice: Prof.ssa Marina Tesoro – Titolare della cattedra di Storia Contemporanea all’Università di Pavia – Facoltà di Scienze Politiche

Venerdì 20 febbraio 2009 - Osteopatia
Relatore: Emanuele Scartabelli – Fisioterapista ed osteopata

Venerdì 20 marzo 2009 – La natura sul monte Vallassa
Relatrice: Prof.ssa Alessandra Frattini

Venerdì 17 aprile 2009 – Salute e riproduzione…ieri, oggi e domani…come la cultura ha cambiato la natura della donna
Relatrice: Prof.ssa Rossella E. Nappi
Università agli Studi di Pavia

Venerdì 15 maggio 2009 - Ciclismo e doping: ieri, oggi e…domani
Relatori: Carlo Rancati: medaglia d’argento nell’inseguimento a squadre alle Olimpiadi 1964 e Alberto Morellini: campione italiano dilettanti 1967


E’ importante sottolineare che anche questa edizione si potrà realizzare grazie al fattivo contributo di sponsor che è quanto mai corretto elencare:
Bar Trattoria “IL COVO CAFFE’” – Fr. Ponte Crenna – Bagnaria
Banca Intesa San Paolo S.p.A. - Filiale di Vrazi
Supermercati GULLIVER
Bar Distributore TAMOIL – Via IV Novembre, 20/22 – Bagnaria
Ristorante Pizzeria “JERRY’S” – Via 1° Maggio - Bagnaria

martedì, aprile 01, 2008

Avon Running Tour 2008: la "Corsa delle Donne" a Roma

Due giornate per un evento dedicato a solidarietà, sport e benessere. Il 19 e 20 aprile farà tappa a Roma l'Avon Running Tour 2008, "La Corsa delle Donne". L'appuntamento è al Parco dei Daini, a Villa Borghese.

La tappa romana dell'evento si declina su due giornate. Il sabato sarà dedicato alle attività di fitness, musica e divertimento proposte dal villaggio di Avon Running Tour 2008. La domenica mattina sarà la volta della corsa non competitiva, per le donne di ogni età e capacità, e della gara agonistica, per chi invece vuole misurarsi con il cronometro.

Anche per l’edizione 2008 lo scopo è di sensibilizzare media ed opinione pubblica sulla prevenzione e lotta dei tumori al seno, su argomenti attuali come la violenza domestica sulle donne, sui disturbi alimentari che colpiscono le nostre adolescenti, come l’anoressia e la bulimia.

La manifestazione, tra l’altro, consentirà di devolvere alle Associazioni beneficiarie tutti i fondi raccolti dalle iscrizioni (10 euro per tutte le partecipanti – 7 euro per le minori di 18 anni). Abbinato alla tappa di Roma il Telefono Rosa.

Ogni tappa dell’Avon Running Tour 2008 è organizzata da comitati locali composti dal CSI, uno dei maggiori enti senza scopo di lucro impegnato nella promozione dello sport in Italia che vanta oltre 850.000 tesserati.

Per l’occasione è stato rinnovato completamente anche il sito internet ufficiale della manifestazione (www.avonrunning.it). Sul web sono presenti tutte le informazioni relative all'evento e servizi speciali dedicati a ogni tappa.

ROMA
Quando: 19 e 20 aprile
Dove: Parco dei Daini - Villa Borghese
Competizioni
• gara agonistica 10 km
• corsa non competitiva 5 km
Per informazioni e iscrizioni: Tel. 06/3225129
Apertura villaggio
• Sabato ore 09.30 – 12.30 attività dedicata alle scuole; ore 15.30 – 19.30
• Domenica ore 09.00 – 14.00
Sito internet: www.avonrunning.it

mercoledì, febbraio 27, 2008

WOMAN SHOP: IL PRIMO SITO CHIC PER DONNE

Signori, ragazze e girl vi annunciamo che è aperto il Woman Shop, la boutique sul web dell’eros Chic per la donna seduttiva e raffinata.

Un portale nuovissimo nel suo genere: l’unico con il primo Pin Up Store italiano, ovvero dove trovare tutto sull’abbigliamento che ricorda le Pin Up. Protagonista è sicuramente la lingerie sexy e ricercata anni ’40 e ’50. Capi introvabili che stanno tornando sempre più di moda.
Articoli come calze autoreggenti, calze per reggicalze con la riga dietro in vari colori, scarpe e vestiti super sexy. Biancheria ricercata come bustier vittoriani, stringivita, guanti, babydoll, vestiti e coordinati.
Tutto questo è possibile trovarlo nel Woman Shop.
Una vetrina raffinata dove trovare l’intimo retrò, glam e glamour per donne che desiderano esaltare la loro femminilità.

Il sito è nato dall’idea di Simona Sessa, nota giornalista e imprenditrice, attualmente personaggio tv con il suo programma Trendy Night, sul mondo della notte, ormai un must tra i telespettatori marchigiani.
Simona è nota per il suo progetto culturale di rivalutazione della donna formosa: il classico modello mediterraneo.
Il suo è un impegno sociale di esaltazione della donna Pin UP per contrastare il modello di bellezza che celebra l’eccessiva magrezza. Un mezzo per cercare di combattere malattie come la bulimia e l’anoressia.

Ma torniamo al Woman Shop. Non si trovano solo articoli di abbigliamento ma spiccano anche i prodotti afrodisiaci dal bagnoschiuma all’olio per massaggio: dagli scherzi agli articoli per l’addio al nubilato e all’intimo taglia XXL.

Altra sezione di successo del sito è quella dedicata alla moda e look per cubiste, animatrici, lap dancer. Per loro scarpe americane con tacco 10 fino a 18, costumi luccicanti e di pailettes, make up per discoteca all’hennè e completini da scena. Mini dress da infarto e costumi e maschere in chiave sexy come le dottoresse, poliziotte, piratasse, diavolesse…

Insomma il Woman Shop è il negozio per la donna moderna che desidera piacersi e piacere e mostrare tutta la sua carica erotica.
Un punto di incontro dove la sensualità raffinata e i capi ricercati la fanno da padrone.
Ma il sito non è off limits agli uomini. Anzi sono sempre di più quelli che acquistano per le loro mogli o fidanzate. Per loro è stato attivato il servizio in esclusiva “Richiamami”.
Una iniziativa rivoluzionaria: Consigliami permette di essere seguiti dall’inizio alla fine degli acquisti in perfetto anonimato e di essere sicuro/a di aver acquistato il meglio per se stessi o per la lei.
Il Woman Shop è l’unico portale in grado di seguire ogni suo cliente creando un rapporto di fiducia che altri sexy shop on line non possono vantare.
Cortesia, gentilezza e professionalità sono di casa. Inoltre lo staff, le centraliniste e tutto il personale del sito è totalmente femminile. Questo per mettere a proprio agio uomini e donne.
“Sono molto soddisfatta del Woman Shop – spiega Simona Sessa, giornalista, imprenditrice e titolare del portale Woman Shop -. L’ho aperto per caso ma dopo pochi mesi la nostra clientela cresce sempre più. Tante donne desideravano ritrovare la propria femminilità con una lingerie particolare ispirata agli anni ’50, il massimo per esaltare una vera femmina”.
Perché puntare proprio sulla lingerie? “Perché è importante vestire bene ma è la lingerie che ci rende sexy e ci fa sentire bene con noi stesse. E’ importante curare l’intimo come il look dei vestiti. Diventa un must quindi essere seducenti “sotto” proprio come avveniva negli anni ’40 e ’50. Ecco perché le donne avevano così tanto successo. Perché la seduzione iniziava dalla calza.
In un’epoca in cui c’è la mercificazione della donna dobbiamo ritrovare la vera essenza della seduzione e ritornare ad essere femmine prima che donne”, conclude la Sessa.