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mercoledì, settembre 28, 2016

Cosa vuol dire essere Vegani?

Un libro che affronta il tema da un punto di vista sociale, personale e pratico. Un viaggio all'interno della Filosofia Vegana, non una semplice dieta come in molti tentano di far credere ma un diverso modo di approcciarsi al mondo coadiuvato da una alimentazione consapevole. All'interno anche ricette, consigli, curiosità, e soprattutto la risposta a una domanda: chi ha paura dei Vegani? Perché? Un libro coraggioso, una esposizione delle tematiche semplice e scorrevole, che punta direttamente al cuore della questione, muovendosi senza falsi pregiudizi all'interno di argomenti non sempre facili da affrontare, con l'unico scopo di mettere in evidenza quali sono le vere motivazioni che determinano l'accanimento e i vari pregiudizi intorno ai Vegani. In un sistema nel quale tutto ormai si avvia a diventare oggetto di scambio e di guadagno, dove l'alimentazione, bisogno primario dell'uomo, è ormai quasi schiava di un mercato che tende sempre più a globalizzare e gestire i nostri gusti, le scelte e le tendenze, conoscere i meccanismi che regolano il business del cibo è di fondamentale importanza. Conoscere, informarsi, confrontarsi, sono passi essenziali per giungere al Cambiamento, un percorso non facile ma di certo importante, poiché solo attraverso la conoscenza si acquista quella consapevolezza che, inevitabilmente, ci porterà a riappropriarci della nostra identità. Chi oggi possiede ancora la capacità di stupirsi di fronte alla semplicità della natura e delle sue leggi, inizierà pian piano a rispettarla, a rispettare se stesso, coloro che gli stanno intorno, qualunque sia la loro forma, la loro natura; colui che oggi inizia a stupirsi per la semplicità della natura finirà per amare incondizionatamente il mondo. LINK AL LIBRO

lunedì, novembre 02, 2015

Expo Milano 2015 premia il progetto didattico-divulgativo siciliano "Tu come stai? Impariamo a star bene"

Innovazione, originalità, tradizione, ed internazionalità in un progetto tutto siciliano premiato ad Expo Milano 2015 il 26 ottobre scorso. “Tu Come Stai? Impariamo a star bene”, organizzato e promosso dall’Associazione Culturale Informattiva, è tra le eccellenze dell’iniziativa “Rise2up”, che promuove le buone prassi delle aziende vicine ai temi dell’alimentazione, della salute e della sostenibilità. Obiettivo, raggiunto con successo dal progetto, premiato tra ventisette altre iniziative con la prima menzione speciale, per aver coinvolto intorno a queste tematiche il mondo aziendale, istituzionale e associativo.
A ritirare presso la Cascina Triulza il prestigioso riconoscimento – assegnato tenendo conto del giudizio dei visitatori, dei social network, e del Comitato Scientifico che ne ha valutato qualità, originalità, e attinenza al tema Expo 2015 – Umberto Bonanno, amministratore di Blabs (www.blabs.it), partner dell’iniziativa.
“Siamo molto soddisfatti di questo riconoscimento, ottenuto grazie anche al contributo delle altre aziende già partner – ha spiegato Bonanno – ma è adesso che inizia il vero duro lavoro: portare avanti il progetto. Ed è per questo che chiediamo il sostegno di quanti vorranno supportarci e condividere con noi questa esperienza.”
Un progetto didattico-divulgativo rivolto a tutti, unico nel suo genere, che si pone come obiettivo l’educazione alla salute e ad una corretta alimentazione, per garantire il benessere psico-fisico dell’individuo anche attraverso la valorizzazione artistica del corpo e delle sue espressioni. Tre le principali sezioni in cui si articola l'iniziativa.
Un concorso di cortometraggi, “CortInSalute”, rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado per l’anno 2015/2016, che da l’opportunità di approcciare i linguaggi del cinema e dell’audiovisivo lavorando in gruppo su una delle seguenti tematiche: Cibo è vita, norme per una corretta alimentazione e le pratiche del mangiar sano; Sport è salute, benefici di una sana attività fisica sin dall’infanzia e i valori dello sport; L’igiene prima di tutto, buone norme di igiene, al fine di prevenire la trasmissione di malattie; Dipendo da me, contro i danni derivanti dalle dipendenze, quali alcol, droghe, fumo e internet.
Un concorso fotografico, “ImmagineCorpo”, aperto a fotoamatori e professionisti di ogni età, per valorizzare il corpo umano, nelle sue varie accezioni, in modo originale e creativo, ispirandosi ai temi della Nascita, Cuore, Muscoli e Cinque sensi. Il corpo visto dagli obiettivi di professionisti e fotoamatori, che ritraggono in modo realistico o simbolico una “macchina” quasi perfetta chiamata Uomo.  
E infine una mostra multimediale e interattiva, “Esploriamo il Corpo Umano”, visitabile dal’11 al 24 aprile 2016 presso il Palazzo della Cultura di Catania nei locali destinati alle esposizioni. Un itinerario didattico volto ad illustrare e approfondire le diverse parti del corpo umano attraverso la riproduzione fedele degli organi e degli apparati, riproduzione di video divulgativi, laboratori didattici, ludico-creativi e sensoriali, su una superficie espositiva divisa in 8 Aree Tematiche: dal Concepimento alla Nascita, DNA , Cuore e Apparato Circolatorio, Muscoli e Articolazioni, Apparato Respiratorio, Apparato Digerente, Cervello e Sistema Nervoso, I 5 Sensi.
Dal 31 ottobre fino al 31 dicembre sarà dunque possibile iscriversi gratuitamente ai concorsi, visionando il bando sul sito www.tucomestai.net: termine ultimo per la consegna dei lavori il 31 gennaio 2016. Le votazioni avverranno on line, dall'1 febbraio al 31 marzo; le migliori opere saranno esposte all’interno della mostra e premiate il 16 aprile, nella sala conferenze del Palazzo della Cultura di Catania.

Il progetto ha ottenuto il sostegno delle istituzioni e di numerose associazioni e aziende, il patrocinio del Comune di Catania e l'adesione del Dipartimento di Scienze Ambientali, Biologiche e Geologiche dell’Università di Catania, tutti insieme per veicolare i valori fondati sul retto vivere partendo dalla cura del benessere psico-fisico.



giovedì, marzo 05, 2015

Cucinare con Cocci di Coccinella

Il boom del mondo che ruota attorno a tutto quello che è cucina ed in particolare i programmi televisivi con i protagonisti dal cappello bianco e le profumate portate impiattate in modo divino, hanno creato un’attenzione mai vista prima da parte del web.

Una quantità estremamente elevata di blog hanno fatto capolino su internet, tutti con lo sguardo puntato verso le stelle ed ambendo a quel nome che tanto riempie pomposamente l’etere e la carta stampata: Chef.

Tanti blog dicevamo, tant’è che se digitate su Google la frase virgolettata “blog di cucina” vi appariranno più di 600.000 risultati. Non pochi vero??? E la maggior parte di loro, inconsciamente o meno, vorrebbero che chef fosse un loro appellativo.

Ma non tutti. Qualche giorno addietro, sono inciampato nel blog Cocci di Coccinella di Ersilia Cacciapuoti, trentaduenne della provincia di Caserta con una storia di passione e amore per il cucinare. Una cosa certamente molto comune in questi periodi di elevata sovraesposizione alle fiamme televisive dei fornelli, ma una cosa mi ha colpito, ovvero l’umiltà di dire “non sono una cuoca”, ma bensì solo una delle tante che ama pasticciare in cucina.

Umiltà, ma anche un nuovo ed interessante approccio alle sue ricette, dove una breve, ma accattivante introduzione, anticipa la parte “meccanica” della preparazione dei piatti.

Le ricette del blog sembrano gustose, anche se a dire il vero non ho provato ancora nulla, poiché le mie abilità culinarie sono decisamente non eccelse e provare a ricreare una delle sue fantastiche torte non credo proprio che sia nelle mie corde.

mercoledì, giugno 05, 2013

Mirano si riempie di vino, cibo e arte

La Grande Festa del Vino dà appuntamento a settembre a Mirano

Settembre è il mese della vendemmia e di eventi dedicati al carismatico mondo dei vini. Da un'idea dei titolari dell'enoteca online Le Cantine Dei Dogi, nasce La Grande Festa del Vino, giunta alla sesta edizione. Nel contesto della graziosa ed accogliente cittadina veneziana di Mirano e nell'intera giornata di domenica 8 settembre 2013, è organizzato un evento in cui sono miscelati sapientemente arte e cultura enogastronomica. Nell'elegante e spaziosa location di Villa XXV Aprile, ai visitatori è proposto un percorso poliedrico fatto di degustazioni e di stimoli culturali. 


Vino, cibo ed arte
Gli ospiti della Grande Festa del Vino possono degustare i più pregiati e premiati vini che hanno saputo farsi strada a livello nazionale ed internazionale, apprezzandone le caratteristiche organolettiche e sensoriali. La presenza dei Produttori e di Sommelier consente di instaurare un dialogo costruttivo per approfondire le proprie conoscenze o togliersi delle piccole curiosità, mentre la mostra allestita al secondo piano permette di conoscere l'artista Maria Cecchella con le sue opere fortemente autobiografiche. Completa l'offerta l'esposizione di eccellenze agroalimentari e la possibilità di acquistare i prodotti delle aziende partecipanti sul sito Enotecalecantinedeidogi.com o presso il negozio in Via Dante 40.

mercoledì, giugno 03, 2009

Cibo e cucina nel Decameron di Giovanni Boccaccio

Cosa mangiavano i nostri antenati nel Medioevo? Per rispondere a questa domanda Andrea Maia, in "La contrada di Bengodi" (edito dal Leone Verde di Torino) è andato a rispolverare il Decameron di Giovanni Boccaccio, e ne ha estrapolato novelle e cucina ai più sconosciute, trascurate se non bandite dai programmi scolastici ministeriali. 

Ed è proprio da una rilettura onesta e disinteressata che si riscopre nell'autore trecentesco quell'umanitas più pura che, estranea a un'ingannevole celebrazione delle virtù dell'uomo, ne offre un'immagine completa e spregiudicata, spostando l'attenzione anche su quei gesti e quei sentimenti che lo rendono tale e tra i quali non può mancare l'atto del mangiare. La "rossiniana maestria" di Boccaccio nel riprodurre quasi come in quadro la vita del suo tempo spinge Andrea Maia a una rivisitazione dell'opera in chiave culinaria, trovando nei numerosi accenni al cibo il pretesto per introdurre originali e saporite ricette del tempo, a volte rivisitate e riaddattate alla fruibilità del lettore contemporaneo.


"Il cibo (..) è presente in quasi tutte le novelle, ora in modo ampio ed esplicito, ora in modo più generico, attraverso allusioni ai banchetti preparati nelle case di artigiani o di umili, nei palazzi dei ricchi borghesi, nella radura di una pineta o nel refettorio di un'abbazia, o ancora nel castello di un principe; non a caso il verbo "mangiare" è una delle parole utilizzate con maggiore frequenza."


A Cuori di cinghiale in tegame, che si sostituiscono al cuore dell'uomo cucinato da Guglielmo per punire l'adulterio della moglie nella IV giornata, si alternano sfiziose ricette come quella del Fagiano allo spiedo, riproposizione attuale di quel falco che Federigo nella V giornata prepara alla donna amata, senza sapere che questa in realtà lo vuole vivo per guarire la malattia del figlio; o come quella della Faraona in tegame, che rimpiazza un'ormai irreperibile gru, cucinata da Currado Gianfigliazzi nella VI giornata. E il nome di Frate Cipolla - "che forse era veduto volentieri per il nome più che per devozione, dato che quel terreno produce cipolle famose per tutta Toscana" - non può essere occasione migliore per l'introduzione di una succulenta Cipollata, ovviamente con le cipolle rosse di Certaldo.

Da queste e dalle altre ricette il lettore è incoraggiato a riprendere in mano e riscoprire l'attualità di un'opera nella quale l'uomo contemporaneo può ancora riconoscersi al di là di ogni divario spazio-temporale, ciò che fa del "Decameron" un autentico classico della letteratura italiana.


Andrea Maia
La contrada di Bengodi
Cibo e cucina nel Decameron di Giovanni Boccaccio
pagine 80
anno 2007 - prezzo € 10,00

spese di spedizione gratuite sul sito Leggere è un gusto!

mercoledì, maggio 27, 2009

Comfort food in salsa svedese - le ricette di Pippi Calzelunghe

Chi, anche soltanto per una volta, non ha desiderato di essere seduto accanto a Tommy e Annika sul cassone della legna, davanti al fuoco scoppiettante, a guardare Pippi che ritaglia biscotti (almeno cinquecento!) o prepara frittelle di mele? Pippi Calzelunghe è una cuoca giocosa e gioiosa, vulcanica, esperta (nonostante le apparenze e la sua tenera età), che reputa il cibo un nutrimento non solo per il corpo ma anche (a volte soprattutto) per l'anima, e tiene in enorme considerazione i momenti di convivialità. Seguendo Pippi nelle sue avventure quotidiane, scopriamo una cucina, quella della Svezia meridionale, robusta, rustica e assolutamente deliziosa: tutta da provare.
 
L’autore:
Elisabetta Tiveron è nata e vive nell'entroterra veneziano. Laureata in storia contemporanea, alterna l'attività di consulente culinaria a quella di scrittrice di "cibo e dintorni". Ama la cucina di campagna (da cui il titolo della sua rubrica nel sito internet della collana Leggere è un gusto) e ha un debole per le culture gastronomiche europee generalmente considerate "minori". Nel 2008 ha pubblicato "Il quaderno dei frutti spontanei" e "Il quaderno dei dolci di mele", entrambi per l'editore Kellermann.


Scheda libro:
autore: Elisabetta Tiveron
titolo: Pippi calzelunghe, piccola, grande cuoca. Comfort food in salsa svedese.
anno: 2009
pagg. : 110
ISBN: 978-88-95177-50-2
prezzo: euro 10,00

lunedì, maggio 11, 2009

droghe innocue?

La caffeina e la nicotina sono le droghe preferite dalle donne, tranne le nuove generazioni che hanno sperimentato e preferiscono quelle non casalinghe. Intendo casalinghe non nel senso che si creano a casa ma perché sono quelle droghe di cui le donne hanno bisogno per vivere ogni giorno, da quando si alzano al mattino fino a prima di andare a dormire la sera.

Una delle due, o tutt’e due insieme come mix ideale e indispensabile, servono a tenersi sveglie, ad affrontare una nuova giornata o a chiuderne una disastrosa, ad aver la forza di tener su la schiena quando invece si vorrebbe star distese per ore.

L’unico profumo veramente desiderabile è quello del caffè e la prima tazzina è la prima dose di una lunga serie per un pieno che riesca a farti finire la giornata senza aver combinato disastri, quando ci si riesce, nonostante il carburate sia stato assimilato. In vita mia non ho mai conosciuto nessuno che facesse a meno dell’uno e dell’altro, facendo eccezione per quelli facente parte di qualche ordine religioso ferreo, e quella tazzina fumante apre le porte del mattino anche agli animi più disperati.

E’ la linfa divina, il vero cibo degli dei, quello che scende giù per la gola e apre le valvole dell’energia.

Pochi minuti di pausa, davanti al caffè fumante, una sigaretta tra le dita, e tutto può riprendere il suo ritmo. Dalla casalinga all’impiegata,dalla fioraia alla dottoressa, tutte prendono la stessa droga.

E la sigaretta è l’amica del cuore della tazzina di caffè. E quando la dose ha finito l’effetto bisogna ricorrere ad una nuova quantità. In questo non ci sono differenze tra i sessi, almeno in questo, e mariti e mogli si ritrovano davanti alla tazzina di caffè con la stesso desiderio di svegliarsi e lo stesso bisogno di carburare per affrontare la lunga e impegnativa giornata.

Il caffè è diventato un rito, una passione indiscussa, e ha contagiato persino quei paesi dove la bevanda nazionale era un’altra. Il cappuccino è diventata una parola internazionale e il caffè espresso un must per molti popoli.

La caffeina è il carburante per il corpo, eppure molti esperti dicono che l’energia non è data dal caffè ma dallo zucchero messo nel caffè. La nicotina di energetico non ha nulla ma una volta presa la prima volta non se ne può fare a meno. Certo gli effetti collaterali, in confronto a certe droghe pesanti sono minimi: tumore ai polmoni, difficoltà respiratorie, morte…ma per lo stato queste non sono conseguenze gravi no? E quindi le sigarette si possono acquistare tranquillamente ogni giorno.

Anche l’uso del caffè, se smodato, ha delle conseguenze più o meno gravi, ma lo si può acquistare anche questo tranquillamente ogni giorno, come un alimento qualsiasi.

Secondo voi, chi beve magari latte e orzo di mattina non arriva alla sera, o quanto meno non riesce a fare tutto quello che un’atra persona fa bevendo caffè e fumando sigarette?

giovedì, maggio 07, 2009

Praga alla fiamma - le ricette della cucina ceca

Un invito a scoprire autori e testi di una narrativa ancora relativamente inesplorata, ad apprezzare la “praghesità letteraria” di scrittori clandestini o liberi di esprimersi solo fuori dalla propria patria, mai dimenticata e sempre viva nelle loro pagine.
Cinquantatré autori antologizzati e accumunati dal gusto per la cucina ceca, protagonista a volte ironica, altre drammatica di romanzi noire,sceneggiature dell’assurdo e storie fantastiche. Il cibo, tema dominante delle pagine di questo volume, si fa così nostalgico ricordo dell’infanzia in autori come Bozena Nemcovà, o fuga immaginaria dalla realtà in Bohumil Hrabal, per assurgere a metafora della vita nelle parole di Jana Cernà, fino a rappresentare l’ultimo baluardo di civiltà nei lager nazisti raccontati da Julius Fucik:

“Era meravigliosamente appetitoso, sì, era più che appetitoso, era un ricordo materiale della vita umana, era qualcosa di civile, nella anormalità crudele della prigione della Gestapo, qualcosa di cui si parlava con dolcezza e con voluttà - ah, chi può capire quale valore supremo posa raggiungere un cucchiaio di buon sugo condito dal terrore d’un deperimento continuo!”


I protagonisti della letteratura ceca costituiscono allora la molla di un divertente viaggio nella gastronomia ceca, ne danno addirittura il titolo alle ricette, presentate nella seconda parte del testo, obbedendo alla filosofia culinaria di Ragagnin, per il quale:

In cucina non bisognerebbe soltanto appoggiare i ricettari, ma anche la filosofia, la storia, la poesia. La musica. I cibi sono pieni di musica, per chi la sa ascoltare.

Parole che hanno un che di ancora più suggestivo, se pronunciate dallo stesso autore di Canzoni da mangiare, edito anch’esso dal Leone Verde per la collana Leggere è un gusto.



Scheda libro:
autore: Luca Ragagnin
titolo: Praga alla fiamma
pagg.: 160
prezzo: euro 10,00

Niente spese di spedizione postale

lunedì, maggio 04, 2009

Cosa bolle ne Le pentole di Don Chisciotte

"In un villaggio della Mancia, del cui nome non voglio ricordarmi, non molto tempo fa viveva un gentiluomo di quelli con la lancia nella rastrelliera, scudo antico, ronzino magro e levriero da seguito. In pentola poco più di vacca che di castrato, carne rifredda piccante il più delle sere, frittata con lardo e rigaglie il sabato, lenticchie il venerdì, qualche piccioncino in più la domenica, consumavano i tre quarti della sua rendita..."


Così comincia il celberrimo capolavoro di Miguel De Cervantes y Saavedra, Don Chisciotte della Mancia, dove l'autore elenca i cibi che in quell'epoca, fine Cinquecento, poteva consumare un hidalgo mancego.
Marina Cepeda Fuentes racconta allora i piatti, i cibi, le bevande che Cervantes cita nel suo immortale romanzo: dalle semplici pietanze della più umile cucina mancega che tanto amava il buon Sancio Panza, ai piatti più prelibati che vennero serviti al Cavaliere della Triste Figura nei luoghi delle sue folli avventure.
Le pentole di Don Chisciotte, partorito dall'autrice in una cucina, è "una storia di cibarie, ricette e roba varia da ingerire", per far conoscere la frugale tavola e la modesta dispensa di un così nobile e onorato gentiluomo come Don Chisciotte della Mancia, raccontato con parole semplici, con discorsi chiari e comprensibili e seguendo le descrizioni dell'autore stesso. Marina Cepeda Fuentes riporta tante curiosità sulla cucina tipica della Mancia, ricca di manicaretti e ghiottonerie: ricette semplici e fruibili che invitano ad essere provate.

Marina Cepeda Fuentes, spagnola, giornalista, scrittrice, studiosa di tradizioni popolari e di storia della gastronomia, collabora da circa vent'anni con le varie reti radiofoniche della RAI. Ha ideato, e da cinque anni conduce su Radiodue, la rubrica "Che bolle in pentola? Sapori e saperi della cucina".
Al suo attivo vanta numerose pubblicazioni e vari riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio Orio Vergani dell'Accademia Italiana della Cucina.
Per la collana Leggere è un gusto ha già pubblicato Il surrealismo in cucina tra il pane e l'uovo. A tavola con Salvador Dalì.

venerdì, maggio 01, 2009

A tavola con Grazia - gli odori di ospitalità nella cucina sarda

Nessuna scena in cui la Deledda descrive una ricetta culinaria, un mangiare tipico, è semplicemente adornativa. Essa, invece, ha almeno due caratteristiche fondamentali: è sempre rigorosamente ripresa dalla tradizione popolare sarda; è funzionale alla storia narrata, al particolare momento in cui la ricetta, la scena culinaria, è stata inserita.


E’ a partire da questa considerazione, evidente a chiunque abbia mai preso in mano un romanzo o una novella di Grazia Deledda, che Neria De Giovanni, una delle maggiori esperte dell’autrice barbaricina, le si accosta per la prima volta in una chiave gastro-antropologica, nell’ultima pubblicazione per Il leone verde Edizioni nella collana Leggere è un gusto!, A tavola con Grazia. Cibo e cucina nell'opera di Grazia Deledda.

In un’epoca che alla donna riservava come principale mansione la cura della casa e in una terra, quella sarda appunto, basata su un’economia agropastorale, la cultura del cibo non era estranea neanche a Grazietta, come la chiamavano in famiglia, la quale anzi riempì molte della sue pagine con descrizioni così dettagliate degli ambienti domestici e delle pietanze in essi preparate, che solo una donna avrebbe potuto conoscere e riferire. Come quando, in una memorabile scena del romanzo La fuga in Egitto, il lettore è invitato a seguire passo passo l’esecuzione della ricetta degli gnocchi, la cui descrizione si colora di divertenti metafore militari, forse per via del fatto che sia un uomo a prepararli – d’altra parte non stupisce che poi essi risulteranno duri a mangiarsi…
Ma il cibo per la Deledda è soprattutto un segno di appartenenza alla terra d’origine, l’espressione più eloquente del suo radicamento nella cultura sarda, che si differenzia da quella del Continente proprio a partire dai modi in cui soddisfa uno dei bisogni primari dell’uomo, il mangiare; una funzione, quest’ultima, difficile da esercitare quando la povertà e la miseria sono sempre dietro l’angolo. Eppure la cucina sarda sembra essere stata capace di superare la penuria costitutiva dei suoi ingredienti, trasformando le umili risorse del suo territorio in piatti ricchi di gusto e genuini, ma ancora di più sapendo concepire il cibo come un dono, come un’offerta di ospitalità e un segno di accoglienza nei confronti dei parenti e degli amici, ma anche degli “stranieri”, che ai tempi della Deledda, recandosi in Sardegna, non potevano certo illudersi di trovare le adeguate strutture ricettive.

Il senso di ospitalità viene orgogliosamente celebrato in quasi tutte le opere di Grazia, ancor di più quando esso si esprime nella caritatevole elemosina verso chi soffre la fame, un gesto usuale nella Sardegna di fine Ottocento che garantì per molto tempo la sopravvivenza di quel clima di solidarietà che ancora oggi caratterizza i luoghi più reconditi e autentici dell’isola: Un po’a tutti, come intitolava una novella della raccolta Chiaroscuro.


Neria De Giovanni è presidente dell'Associazione Internazionale dei Critici Letterari, con sede a Parigi; dirige il periodico di cultura "Salpare". Ha pubblicato 31 volumi di saggistica soprattutto sulla poesia contemporanea e sulla letteratura al femminile.
E' tra le maggiori esperte di Grazia Deledda sulla quale ha pubblicato nove volumi. Nel maggio 2007 è andato in onda su RAI1 il programma televisivo "I luoghi di Grazia", da lei ideato e condotto.


Scheda libro:
Autore: Neria De Giovanni
Titolo: A tavola con Grazia. Cibo e cucina nell'opera di Grazia Deledda
Anno: 2008
Pagg.: 133
ISBN: 978-88-95177-29-8
Prezzo: 10,00 euro

martedì, aprile 28, 2009

I segreti della tavola di Montalbano - le ricette

Il leone verde Edizioni presenta il nuovo libro della collana Leggere è un gusto!

I segreti della tavola di Montalbano.
Le ricette di Andrea Camilleri.  

Stefania Campo indaga l’universo gastronomico di Andrea Camilleri, attraverso il suo illustre personaggio: il commissario Montalbano, goloso e continuamente affetto da un "pititto" smisurato. Ne viene fuori un'antologia gustosa come una tavolata ben imbandita, con rievocazioni di alimenti e pietanze tratte dai suoi ricordi dell'infanzia in Sicilia.
 
Il cibo è il protagonista trasversale di tutte le storie, e acquista una valenza affettiva molto forte, sinonimo di materializzazione dell'amore materno. Da qui si deduce l'importanza che questa passione ha per il commissario, così prepotente da prevaricare anche la passione amorosa. Per lui, il cibo è l'oggetto del desiderio, più importante degli altri piaceri e deve essere conquistato a tutti i costi; ma i segreti delle gustose pietanze sono custoditi da altri, la "cammarera" Adelina, Calogero, Enzo. Le ricette sono svelate in queste gustose pagine da assaporare in silenzio e solitudine, con animo lieto e mente sgombra, una per volta, come quando Montalbano si siede a degustare i suoi piatti preferiti.
 

L’autrice: 
Stefania Campo, architetto, specializzata in fotografia e cinema digitale. Vive tra Ragusa e Milano dove affianca alla libera professione e all'insegnamento la passione per la sua terra. Studia e promuove con l'Associazione Sicilia movietour itinerari culturali ed enogastronomici ispirati alla letteratura e al cinema.

Scheda libro:  
autore: Stefania Campo 
titolo: I segreti della tavola di Montalbano. Le ricette di Andrea Camilleri 
anno: 2009 
pagg.: 160 
ISBN: 978-88-95177-47-2 
prezzo: euro 10,00
 

martedì, aprile 21, 2009

Cena con le ricette dai film di Woody Allen

In occasione della pubblicazione del libro di Luca Glebb Miroglio, edito da Il leone verde, Manhattan a tavola: delicatessen, bistrot, trattorie, take away e nevrosi, giovedì 30 aprile 2009 ore 20.00 al CIRCOLO DEI LETTORI di Torino si terrà una cena letteraria a base di ricette dai film di Woody Allen.

Menù cinematografico a cura di Roberta Zendrini. Musiche e letture a cura di Giacomo Cornelio (voce) con Leonardo Enrici (clarinetto)

Il menù della serata sarà a cura del Ristorante del Circolo dei Lettori al costo di 45 euro compreso un libro in omaggio scelto tra i tre testi di Luca Glebb Miroglio della collana Leggere è un gusto!:
Manhattan a tavola
Cuoche sull'orlo di una crisi di nervi. A tavola con Pedro Almodòvar
Alla ricerca della madeleine. Le ricette di Marcel Proust

Ed ecco il menù che vi aspetta ;)

Il Bellini
da Tutti dicono I love you

Pane Nan con Chicken tandoori
da Crimini e misfatti

Won ton
da Mariti e mogli

Chili con carne
da Il dittatore dello stato libero di Bananas

Lobster aspic liberamente ispirato
da Pallottole su Broadway

Fettuccine all'Alfredo
Da Mariti e mogli

New England clam chowder
da Accordi e disaccordi

Prosciutto arrosto al miele
da Io e Annie

Coleslaw
da Il dittatore dello stato libero di Bananas

Parfait alla pesca
da Tutti dicono I love you

Manhattan cocktail
da Manhattan

Vino
Chianti doc "Annata" Banfi

domenica, aprile 05, 2009

Orchidee a tavola - Le ricette di Nero Wolfe

ll leone verde Edizioni 
presenta il nuovo libro della collana "Leggere è un gusto!" 

Orchidee a tavola
Le ricette di Nero Wolfe
di Enzo Tumminello


Enzo Tumminello ci accompagna alla scoperta della vita dell’investigatore Nero Wolfe. Detective tra i più originali della letteratura gialla essenzialmente per due motivi: il modo con cui conduce le indagini, non uscendo "quasi" mai dalla sua grande casa in arenaria di Manhattan, e la passione con cui cura le sue diecimila orchidee Resta però un elemento che lo accomuna ad alcuni famosi investigatori: l'amore per il cibo. Ma a differenza del commissario Montalbano, non mangia quasi mai al ristorante né tanto meno in trattoria; ama e apprezza però la cucina raffinata e non preparerebbe mai un piatto senza l'aiuto del suo fidato cuoco Fritz Brenner. Appassionato lettore, non userebbe mai un libro per accendere il fuoco come fa invece Pepe Carvalho e non concluderebbe mai un pranzo accendendosi la pipa come il commissario Maigret.  L’autore perciò ci propone sei menù, sei come il numero massimo di persone che Wolfe sopporta a tavola, con l’intenzione non solo di stuzzicare il palato, ma anche di raccontare i lati più affascinanti della complessa personalità del detective.


L'autore:
Enzo Tumminello (1959) vive a Torre Pellice e lavora a Torino presso il quotidiano La Stampa. Laureato in Storia contemporanea all’Università di Torino, appassionato di cinema, ha collaborato con riviste di settore e  con il quotidiano on-line Il Nuovo. Con Il leone verde ha già pubblicato “Ciak per due”, sempre per la collana Leggere è un gusto!


Scheda libro: 
autore: Enzo Tumminello
titolo: Orchidee a tavola. Le ricette di Nero Wolfe. 
anno: 2009
pagg.: 78
ISBN: 978-88-95177-33-5
prezzo: euro 10,00


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lunedì, marzo 30, 2009

Il giro del mondo in 80 ricette a TORINO con Leggere è un gusto!

Alla Libreria Fògola, in Piazza Carlo Felice 15, Torino, lunedì 6 aprile alle ore 21.00 Irene Cabiati ci accompagnerà alla scoperta di un Jules Verne ghiotto di nuovi gusti e nuovi sapori.

I suoi eroi sono alla continua ricerca di luoghi, persone o tesori in tutto il mondo, non indugiano mai sul cibo e così attraverso le loro fantastiche avventure è possibile tracciare un atlante di sapori: dal Moussaka greco allo Chapati indiano, dalle lenticchie al cocco tanzaniane alla zuppa di mirtilli statunitense. 
Irene Cabiati raccoglie mirabilmente ogni avventura raccontata da Verne, insegnandoci così che il viaggio è conoscenza… anche del gusto!
 

Alla presentazione interverrà Piero Gondolo della Riva, vicepresidente della Société Jules Verne di Parigi e del Centre International Jules Verne di Amiens, e il giornalista e scrittore Renzo Rossotti. 

L'autrice: 
Irene Cabiati, giornalista, vive a Torino. In viaggio sin da bambina, ha percorso mari e deserti apprezzando la diversità delle persone incontrate come stimolo di crescita 

Scheda libro:  

autore: Irene Cabiati 
titolo: Il giro del mondo in 80 ricette. In viaggio con Jules Verne.

anno: 2009 
pagg.: 152 
ISBN: 978-88-95177-36-6 
prezzo: euro 10,00
Collana : Leggere è un gusto!

sabato, gennaio 12, 2008

Idee per San Valentino

Hai già scelto il regalo per San Valentino per il tuo partner? Sei ancora in tempo per stupirlo con un regalo indimenticabile, e trascorrere il più bel giorno di San Valentino! Week end romantici, cene a lume di candele, gioielli, profumi regali di abbigliamento...La lista dei possibili regali per il giorno San Valentino è davvero molto lunga: tutto sta nel riuscire trovare la soluzione che si avvicina di più ai gusti e agli interessi del tuo innamorato. Negli ultimi anni la ricerca del regalo di San Valentino è diventata più semplice, grazie all'aiuto di internet, e in particolare dei blog e i portali temetici dedicati a questa festività. Cercando su internet puoi trovare tutte le novità per il San Valentino 2008, e stupire il tuo partner con un regalo davvero originale...e in più comprando on line risparmi tempo e denaro!
La festa di San Valentino si avvicina ed è importante non trovarsi impreparati: scopri tutte le idee regalo e le novità proposte dalla rete!