Chi ha detto che oggi la cultura è accessibile a tutti? Chi l’ha detto?Molti penserebbero la stessa cosa ma vi posso assicurare che le cose non stanno così.
Voi avete internet? Bene. Potete conoscere altra gente, fare ricerche, venire a conoscenza delle ultime scoperte in ogni campo, consultare le offerte di lavoro, informarvi sulle lezioni universitarie, conoscere trucchi e segreti del vostro pc, guardare video o film, scaricare le ultime novità musicali, foto, insomma potete fare un po’ di tutto.
Immaginate per un solo attimo di non avere internet. Come vi sentireste? Potreste fare le stesse cose con altri mezzi? Quali mezzi? La biblioteca forse? Io vi posso assicurare di no. Non c’è più modo di fare le stesse cose che si fanno su internet con altri mezzi. In più alcuni mezzi stanno scomparendo del tutto , proprio grazie, o a causa, di internet. Dite che è impossibile?
Provate a pensare come fareste le cose che fate ogni giorno con internet se non ce l’aveste. Vi sarebbe possibile? Siate sinceri. E se vi dicessi che ci sono ancora tantissime persone che non ce l’hanno? Centinaia, migliaia, milioni? Cosa pensereste?Vi sentireste fortunati a poterne far uso no?
Ma cosa non permette a tutte queste altre persone di fare tutte le cose che fate voi ogni giorno?
La risposta è ovvia, ma forse pochi di voi l’hanno effettivamente pensata, la risposta è : i soldi.
Questo è il progresso? La cultura dovrebbe essere accessibile a tutti. Non sto parlando di auto lussuose o di vestiti firmati, sto parlando di una fonte d’informazione, perché questo è internet, oltre a mezzo di comunicazione, per cui dovrebbe essere accessibile a tutti. Allora perché molti non ce l’hanno?
Quando è comparsa la televisione solo pochi l’hanno potuta acquistare, mentre altri non potevano fare questa spesa e ne sono rimasti all’oscuro per molti anni. Vi sembra che da allora sia cambiato qualcosa? E’ comparso internet ma ci sono ancora tantissime persone che non se lo possono permettere e son tagliati fuori. Vi sembra che cogli anni sia cambiato qualcosa, cioè da quando è comparsa la televisione?
Bisogna pagare per sapere. Non è certo una bella cosa, eppure continua ad essere così. Secondo me è una grandissima ingiustizia e una grande mancanza a cui si dovrebbe rimediare.
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lunedì, maggio 11, 2009
liberarsi del principe azzurro
Sembrava che un gran passo fosse stato fatto quando finalmente le donne scoprirono se stesse, il proprio valore e la propria indipendenza. Invece ci sono ancora troppe donne in giro che sognano ancora il principe azzurro, in veste d’attore o di cronista magari,che le porti via da una vita noiosa e banale e le catapulti in un mondo di feste, sesso, soldi e Caraibi.
E non si tratta solo di piccole Cenerentole che lacrimano spolverando i mobili di casa, che esistono ancora purtroppo, ma anche di quelle virago che guidano auto sportive, sono piene di firme dalla testa ai piedi e si sbattono un uomo alla sera insieme ai drink superalcolici.
Dunque non ci sono differenze di ceto sociale o posizione professionale e queste povere sognatrici intramontabili si vedono ancora andare in giro son su scritto sulla fronte “Salvami” e pensano di scorgere il loro splendido salvatore nel dentista o nel giovane benzinaio o nel padre del compagno di classe del figlio…insomma,o sposate, o fidanzate, o ninfomani, hanno in mente quel principe bello e pieno d’amore che le porterà con sé in un impeto di passione che stravolgerà la loro vita.
Che sia dovuta alle favole che vengono raccontate alle bambine (stè Biancaneve e compagnia bella che nella vita non fanno altro che aspettare il principe che le risvegli) oppure per ciò che leggono nei romanzi o che vedono in televisione o nelle soap, non si come questa idea del salvatore sia entrata nel loro dna.
Ciò che si dovesse insegnare di veramente importante alle bambine fin da piccole a scuola è come stanno davvero le cose, come sono gli uomini reali e non descrivere principi da favola, risparmiando loro tanti sbagli e tante delusioni che pò le rendono schiave di relazioni opprimenti o di mariti per nulla regali. Si dovrebbero raccontare ai bambini storie vere altrimenti finiscono col credere ai sogni e inseguire ideali per tutta la vita e vivere per sempre scontenti.
Questo vale anche per gli uomini, è doveroso precisarlo, perché ci sono ancora troppi uomini che credono che le donne siano tutte delle aspiranti principesse e che amino i mazzi di rose, le cene a lume di candela e i principi azzurri; così essi si fingono tali e scoprono la loro pessima faccia solo dopo aver sposato le suddette fanciulle, le quali spesso, proprio per convolare a giuste nozze, lasciano loro credere di esserlo davvero delle principesse per poi trasformarsi in streghe durante gli anni di matrimonio.
Non sarebbe l’ora di dire come stanno veramente le cose ed evitare inutili voli dell’immaginazione con foto di coppia che guarda il tramonto stringendosi per mano e credendo che quest’immagine sia la verità. O meglio che duri per sempre? Perché la cosa peggiore, che si è aggiunta alla fine delle favole è stata proprio questo: “e vissero per sempre felici “. Si poteva essere più cattivi convincendo che il bello della favola duri per sempre? Questo finale è stato proprio crudele, anche perché anche ai tempi degli scrittori che hanno scritto queste favole le cose non andavano così; è vero non c’era il divorzio e le coppie rimanevano insieme a vita, ma il tradimento era diffuso lo stesso anche se nascosto, e inoltre la maggior parte dei matrimoni erano legami d’interesse e non d’amore e spesso i coniugi conducevano una vita separata tra di loro coperta solo dalla maschera del matrimonio.
Se già quindi queste favole non erano vere allora tanto più adesso è terribile raccontare queste storielle stupide ai bambini, meglio le fiabe con gli animali, sono più istruttive.
Mi è capitato spesso di sentire qualche amica o collega esclamare con tono sognante “ah, se solo a casa mi aspettasse Gorge Clooney o Raul Bova, invece devo accontentarmi di mio marito”. Ma queste donne sono davvero convinte che magari un attore sia una specie di uomo diversa dalla specie dell’uomo comune. Queste donne pensano che magari George vada in giro per casa ben rasato e in smoking oppure che a letto si comporti come Micky Rourke in “nove settimane e mezzo” o che sappia stare ai fornelli col grembiulino e nudo sotto e che al rientro faccia trovar loro il migliore dei piatti italiani.
Io credo che se davvero avessero la possibilità di vivere tutti i giorni con uno di questi attori, famosi e tanto sognati, io credo che cambierebbero presto idea sui loro adorati idoli. Poi se per caso le tali donne riescon a trovare un uomo che abbia una qualche somiglianza col loro ideale allora si buttano a capofitto e se lo sposano e poi si lamentano e magari divorziano perché non si è rivelato come pensavano che fosse, cioè la copia esatta del loro amato e bello attore.
Lo stesso succede a quegli uomini che hanno creduto di trovare la loro velina dei sogni, la loro Monica Bellocci o Cameron Diaz e se la sposano con la precisa convinzione, e invidia degli amici più cari, e poi si ritrovano una megera urlante per casa dopo soli due anni di matrimonio.
Non raccontiamo più balle, siamo fatte come siamo fatte e anche gli uomini son fatti come sono fatti e ci dovremmo accettare, se si vuole vivere una vera relazione e non una favola, così come siamo evitando di tentare di trasformare i rospi in principi e le colombe in principesse. Perché poi per colpa di tante delusioni e sogni infranti si rovinano matrimoni e famiglie, solo perché si è inseguito un ideale inesistente.
E non si tratta solo di piccole Cenerentole che lacrimano spolverando i mobili di casa, che esistono ancora purtroppo, ma anche di quelle virago che guidano auto sportive, sono piene di firme dalla testa ai piedi e si sbattono un uomo alla sera insieme ai drink superalcolici.
Dunque non ci sono differenze di ceto sociale o posizione professionale e queste povere sognatrici intramontabili si vedono ancora andare in giro son su scritto sulla fronte “Salvami” e pensano di scorgere il loro splendido salvatore nel dentista o nel giovane benzinaio o nel padre del compagno di classe del figlio…insomma,o sposate, o fidanzate, o ninfomani, hanno in mente quel principe bello e pieno d’amore che le porterà con sé in un impeto di passione che stravolgerà la loro vita.
Che sia dovuta alle favole che vengono raccontate alle bambine (stè Biancaneve e compagnia bella che nella vita non fanno altro che aspettare il principe che le risvegli) oppure per ciò che leggono nei romanzi o che vedono in televisione o nelle soap, non si come questa idea del salvatore sia entrata nel loro dna.
Ciò che si dovesse insegnare di veramente importante alle bambine fin da piccole a scuola è come stanno davvero le cose, come sono gli uomini reali e non descrivere principi da favola, risparmiando loro tanti sbagli e tante delusioni che pò le rendono schiave di relazioni opprimenti o di mariti per nulla regali. Si dovrebbero raccontare ai bambini storie vere altrimenti finiscono col credere ai sogni e inseguire ideali per tutta la vita e vivere per sempre scontenti.
Questo vale anche per gli uomini, è doveroso precisarlo, perché ci sono ancora troppi uomini che credono che le donne siano tutte delle aspiranti principesse e che amino i mazzi di rose, le cene a lume di candela e i principi azzurri; così essi si fingono tali e scoprono la loro pessima faccia solo dopo aver sposato le suddette fanciulle, le quali spesso, proprio per convolare a giuste nozze, lasciano loro credere di esserlo davvero delle principesse per poi trasformarsi in streghe durante gli anni di matrimonio.
Non sarebbe l’ora di dire come stanno veramente le cose ed evitare inutili voli dell’immaginazione con foto di coppia che guarda il tramonto stringendosi per mano e credendo che quest’immagine sia la verità. O meglio che duri per sempre? Perché la cosa peggiore, che si è aggiunta alla fine delle favole è stata proprio questo: “e vissero per sempre felici “. Si poteva essere più cattivi convincendo che il bello della favola duri per sempre? Questo finale è stato proprio crudele, anche perché anche ai tempi degli scrittori che hanno scritto queste favole le cose non andavano così; è vero non c’era il divorzio e le coppie rimanevano insieme a vita, ma il tradimento era diffuso lo stesso anche se nascosto, e inoltre la maggior parte dei matrimoni erano legami d’interesse e non d’amore e spesso i coniugi conducevano una vita separata tra di loro coperta solo dalla maschera del matrimonio.
Se già quindi queste favole non erano vere allora tanto più adesso è terribile raccontare queste storielle stupide ai bambini, meglio le fiabe con gli animali, sono più istruttive.
Mi è capitato spesso di sentire qualche amica o collega esclamare con tono sognante “ah, se solo a casa mi aspettasse Gorge Clooney o Raul Bova, invece devo accontentarmi di mio marito”. Ma queste donne sono davvero convinte che magari un attore sia una specie di uomo diversa dalla specie dell’uomo comune. Queste donne pensano che magari George vada in giro per casa ben rasato e in smoking oppure che a letto si comporti come Micky Rourke in “nove settimane e mezzo” o che sappia stare ai fornelli col grembiulino e nudo sotto e che al rientro faccia trovar loro il migliore dei piatti italiani.
Io credo che se davvero avessero la possibilità di vivere tutti i giorni con uno di questi attori, famosi e tanto sognati, io credo che cambierebbero presto idea sui loro adorati idoli. Poi se per caso le tali donne riescon a trovare un uomo che abbia una qualche somiglianza col loro ideale allora si buttano a capofitto e se lo sposano e poi si lamentano e magari divorziano perché non si è rivelato come pensavano che fosse, cioè la copia esatta del loro amato e bello attore.
Lo stesso succede a quegli uomini che hanno creduto di trovare la loro velina dei sogni, la loro Monica Bellocci o Cameron Diaz e se la sposano con la precisa convinzione, e invidia degli amici più cari, e poi si ritrovano una megera urlante per casa dopo soli due anni di matrimonio.
Non raccontiamo più balle, siamo fatte come siamo fatte e anche gli uomini son fatti come sono fatti e ci dovremmo accettare, se si vuole vivere una vera relazione e non una favola, così come siamo evitando di tentare di trasformare i rospi in principi e le colombe in principesse. Perché poi per colpa di tante delusioni e sogni infranti si rovinano matrimoni e famiglie, solo perché si è inseguito un ideale inesistente.
martedì, febbraio 12, 2008
Video online dedicati a chi viaggia
3 minuti per sapere che aria tira per le strade di Città del Messico, respirare l'atmosfera di Berlino e iniziare a sognare di essere a Mumbai.3 minuti online: l'ideale per ispirarsi in attesa del prossimo viaggio. Che potrebbe essere in Antartide, una delle destinazioni più amate. Viene voglia di fare le valigie e di cominciare l'esplorazione, magari facendosi accompagnare dagli acquerelli di Christophe Verdier, un artista che in Antartide ha trascorso un'intera estate, gomito a gomito con i ricercatori della base italo-francese Concordia, e che ha raccolto le sue tavole nel libro "Antartide. Un'estate al polo sud" (EDT, 2006).
Ma questo è solo un dei percorsi di esplorazione e "lettura" che i video Lonely Planet (tradotti e pubblicati in italiano da EDT) vi offrono. Restate in contatto e seguite il canale nei prossimi mesi.
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