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domenica, aprile 15, 2012

Verisign certifica l'autenticità. Pagamenti in tutta sicurezza

Il certificato digitale Verisign indica con sicurezza assoluta che il sito che state utilizzando è quello che dichiara di essere, e non una copia o facsimile.

Il certificato digitale fa riferimento all'Internet Service Provider incaricato dall'Hotel Kraft di gestire il sistema di prenotazione.

La sicurezza del sistema di prenotazione è garantita da crittografia forte a 128 bit, ovvero uno degli algoritmi di criptazione dati più potente al momento disponibile.

La webcam


La nostra WebCam è posizionata sulla terrazza dell'Hotel Kraft, sopra il quinto piano, ed è rivolta verso il centro di Firenze e sulla cupola del Duomo del Brunelleschi. Le immagini sono riprese ad intervalli di 60 secondi.

venerdì, marzo 23, 2012

Cassaforte per la custodia di valori e documenti cartacei

La Cassaforte EUROPA per impianti di posta pneumatica viene opportunamente forata e predisposta per il fissaggio dei dispositivi propri delle varie società realizzatrici degli impianti di posta pneumatica. Dotata di sportello copricongegni, di dispositivo interno per aggancio sacco e di contenitore a sacco autochiudente all’estrazione (per il contenimento dei bossoli). Il mezzo forte può essere integrato dal sistema antiripescaggio (quando non fornito dalla società di posta pneumatica), dallo sportello a protezione totale battente e dal sistema di rivelazione ed inibizione gas esplodenti. Caratteristiche tecniche: Protezione antieffrazione certificata Grado III e V secondo la norma europea EN 1143-1 ottenuta presso diversi enti certificatori legalmente riconosciuti. Sistemi di relocking attivi e passivi rendono la cassaforte Europa più resistente agli attacchi.
· Diversi accessori interni come ripiani, tesoretti o cassette di sicurezza consentono di ottimizzare lo spazio disponibile. Ogni modello è predisposto per l’ancoraggio a pavimento. Le casseforti Europa sono personalizzabili con una vasta gamma di serrature a chiave e di combinazioni meccaniche o elettroniche.

mercoledì, marzo 21, 2012

Le regole della movida romana

Si è parlato molto della “movida romana” notturna e delle problematiche che questa ha comportato, per questo, sono scattati dal 17 gennaio scorso oltre 2300 controlli da parte delle forze dell’ordine, con l’impiego di 150 uomini della polizia municipale, appostati nelle zone più “calde”. Il Comune, fra l’altro, sta per varare nuove regole, valide su tutto il territorio di competenza, sugli orari notturni di attività come gelaterie, rosticcerie e simili, in cui la vendita sarà consentita fino all’1 di notte, su una maggiore vigilanza sulla somministrazione degli alcolici da parte dei distributori automatici e la chiusura obbligatoria alle 2 per circoli privati e associazioni culturali. I locali notturni che vorranno restare aperti oltre tale orario dovranno aderire ad un protocollo che li impegnerà a collaborare con le forze dell’ordine e a dotarsi di vigilanza privata, oltre ad installare videocamere e altre misure di sicurezza.

DIMINUISCONO GLI INFORTUNI NEI CANTIERI

È solo il 3% in meno, ma la tendenza è positiva. I dati provvisori del 2011 dicono che gli infortuni nel settore edile sono stati complessivamente 95.350 con 250 casi mortali. È indubbio che le nuove e più restrittive norme sulla sicurezza nei cantieri, hanno contribuito, ed è positivo notare che il Lazio è tra le regioni più attente alla sicurezza dei lavoratori, mentre nel sud vi è percentualmente il maggior numero di incidenti.

Classificatori ignifughi per la protezione dei dati aziendali

L'argomento privacy e il documento programmatico di sicurezza restano questioni attuali e rilevanti per l'imprenditoria italiana. Il Decreto Legislativo 196/03 impone, infatti, ad aziende, professionisti e alla pubblica amministrazione norme di adeguamento nell'ambito del trattamento dati. Sono previste multe salate per i trasgressori; per non incorrere in tali sanzioni il trattamento dei dati deve avvenire nel rispetto del D.p.s.(documento programmatico di sicurezza) che l'azienda è tenuta a scrivere, aggiornare con cadenza annuale e allegare al bilancio.



Cosa bisogna osservare? Quali sono le misure minime da adottare?

a) l’obbligo più generale di ridurre al minimo determinati rischi.

Occorre custodire e controllare i dati personali oggetto di trattamento per contenere nella misura più ampia possibile il rischio che i dati siano distrutti, dispersi anche accidentalmente, conoscibili fuori dei casi consentiti o altrimenti trattati in modo illecito.



L’inosservanza di questo espone a responsabilità civile e penale per danno anche non patrimoniale qualora, davanti al giudice ordinario, non si dimostri di aver adottato tutte le misure idonee ad evitarlo.



b) l’obbligo di adottare ogni altra misura di sicurezza idonea a fronteggiare le predette evenienze, avuto riguardo alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle caratteristiche del trattamento, di cui si devono valutare comunque i rischi.





Nel quadro degli accorgimenti più ampi da adottare per effetto dell’obbligo ora richiamato, occorre garantire comunque un livello minimo di protezione dei dati personali.



La normativa è chiara, quindi, come la conclusione che se ne può trarre: è meglio essere previdenti che pentirsi in seguito. Mettersi al riparo dalle sanzioni - e naturalmente anche dal danno di un fermo operativo parziale o totale derivante dalla perdita dei dati - non è un’impresa così difficile come può sembrare. È necessario dotarsi di adeguate misure di protezione dei dati, e in questo campo gli armadi ignifughi sono l’unico e valido aiuto certificato.



Ne esistono di tutti i tipi e di tutte le dimensioni, di adatti alla carta e ai supporti ottici/magnetici, e la scelta è ampia anche sotto l'aspetto del design. Un buon modello protegge inoltre dai rischi di sottrazione o alterazione dei dati, grazie a sistemi di chiusura sofisticati e alla robustezza della struttura.

Vediamo ad esempio uno dei modelli più adatti agli uffici: Vulcane, l'armadio antincendio compatto di Fichet-Bauche.

lunedì, luglio 20, 2009

Estate nel vivo: arrivata la nuova direttiva sicurezza balneare

Il 15 luglio scorso il Ministro per le infrastrutture e trasporti Altero Matteoli ha presentato la direttiva 2009 per la sicurezza balneare, un atto dalla cadenza annuale istituito con la legge di riordino della Nautica da Diporto (L 8 luglio 2003 n° 172) che quest'anno, per la prima volta, si è dovuto confrontare con l'avvento di un regolamento fondamentale per il comparto del Diporto, vale a dire il regolamento di attuazione del Nuovo Codice per la Nautica da Diporto. La direttiva nasce con il specifico scopo di orientare i controlli effettuati dagli uffici periferici dell'autorità marittima, indicando le priorità e fornendo indicazioni concrete, e negli anni passati (dal 2004 in poi) ha sempre stabilito che i controlli devono privilegiare la tutela dell'incolumità di bagnanti e subacquei e avvenire con modalità tali da arrecare il minimo disturbo al pubblico dei vacanzieri; inoltre, la direttiva ha sempre demandato all'autorità marittima l'emanazione di ordinanze con regole per la navigazione sottocosta, limitandosi a stabilire, in linea di massima, la previsione di un divieto di navigazione a velocità superiore a 10 nodi nella fascia costiera sino a 500 metri dalle coste rocciose a picco e 1000 metri dalle spiagge. Quest'anno la circolare appare ben più articolata rispetto a quelle degli anni precedenti, in quanto dispone un'intensificazione dei controlli volti ad assicurare il rispetto dei limiti connessi alla disciplina delle fasce di navigazione e sul rispetto della distanza minima di navigazione dai segnalamenti dei subacquei (le imbarcazioni devono mantenersi ad almeno 100 metri di distanza da tali segnali). La direttiva richiama l'attenzione degli organi di controllo verso tutte le attività suscettibili di mettere a repentaglio l'incolumità di bagnanti, subacquei ed anche altri diportisti, come ad esempio la guida di imbarcazioni in stato di ebbrezza, figura di illecito introdotta dalla Legge 14/2009 di conversione di uno dei tanti decreti "Millepropoghe". La presentazione della direttiva lascia comunque due grossi interrogativi di fondo: perché una così importante indicazione giunge quando ormai la bella stagione è in fase avanzata, visto che richiede l'emanazione di ordinanze che inevitabilmente giungeranno a tempo praticamente scaduto? L'esperienza degli anni passati ci fa ritenere che le fasce di navigazione indicate dalla direttiva siano sempre rimaste sulla carta fino ad oggi, perché basta affacciarsi su un qualsiasi tratto di costa per osservare imbarcazioni di ogni dimensione sfrecciare a velocità ben superiori a 10 nodi e ben al di sotto dei 500 metri dalle scogliere e 1000 metri dalle spiagge: che il 2009 sia l'anno in cui finalmente riusciremo a notare una qualche applicazione pratica di questi sani principi, capaci di assicurare una fruizione delle coste libera e sicura da parte di tutti i cittadini?

Fiera di Genova

venerdì, luglio 10, 2009

Il Ministro presenta la nuova direttiva per un mare più sicuro

Mercoledì 15 luglio alle ore 11:00 presso il Comando Generale della Guardia Costiera di Roma, il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli ed il Comandante Generale delle CCPP - Guardia Costiera Ammiraglio Raimondo Pollastrini illustreranno la nuova direttiva sicurezza per la stagione estiva 2009. Questa direttiva è stata introdotta dalla Legge 8 luglio 2003, n. 172, intitolata "Disposizioni per il riordino ed il rilancio della nautica da diporto e del turismo", il cui articolo 9 prevede che i controlli sulla sicurezza della navigazione rientrano nella preminente competenza del Corpo delle Capitanerie di Porto ed avvengono secondo criteri indicati con specifiche direttive al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Già dal 2004 questa norma ha trovato applicazione sotto forma della cosiddetta "direttiva estiva", che ha lo scopo di garantire un mare più sicuro, soprattutto per bagnanti e subacquei. Il contenuto della circolare, emessa annualmente, non ha avuto cambiamenti significativi negli anni passati, quando si limitava a stabilire che nello svolgimento dei controlli deve considerarsi prioritaria la sicurezza di bagnanti e subacquei, che i controlli devono essere rapidi e cortesi e che le ordinanze di polizia marittima devono prevedere le distanze dalla costa entro le quali le imbarcazioni devono navigare a velocità ridotta, non superiore a 10 nodi, indicando, in linea di massima, una distanza di 1000 metri dalle spiagge e 500 metri dalle coste a picco. Quest'anno, però, la direttiva potrebbe e dovrebbe avere contenuti diversi, perché nel frattempo è entrato in vigore il Regolamento di attuazione del Codice della Nautica da Diporto, approvato con il Decreto 29 luglio 2008 n°146, che prevede anche le norme di sicurezza per le unità da diporto impiegate come unità appoggio per le immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo. L'augurio è che queste circolari trovino finalmente applicazione, perché negli anni passati chiunque si sia affacciato lungo le nostre coste avrà notato che praticamente nessuna imbarcazione rispetta i limiti di navigazione da costa specificati nella direttiva - che non è immediatamente applicabile, ma una norma interna della PA diretta agli uffici periferici delle CCPP che devono provvedere ad attuarla con le proprie ordinanze -, mettendo a repentaglio l'incolumità di bagnanti e subacquei, in particolare i pescatori in apnea, che le ordinanze costringono a mantenersi ad almeno 500 metri dalle spiagge e 100 metri dalle scogliere a picco, punendoli con sanzioni di 1000 euro in caso di violazione ed esponendoli al grave rischio di investimenti. Purtroppo, buona parte dei morti e feriti da elica sono proprio pescatori in apnea regolarmente segnalati, un fatto che genera un'altra situazione perlomeno singolare: mentre il subacqueo che non si segnala con la regolare bandiera rossa con striscia diagonale bianca rischia 1000 euro di multa per aver messo la propria incolumità in pericolo, il diportista che non si mantiene a 100 metri dal segnale del sub, con ciò mettendo a repentaglio l'incolumità altrui, rischia solo 200 euro di multa.

Ucina