La collezione faceva parte del lascito di una corposa biblioteca che, per titoli e tipologie di volumi, dava un’idea molto concreta e interessante del clima e delle scelte culturali di una colta famiglia borghese degli anni ‘20/’30.
L’avventura di questa casa editrice inizia grazie all’intraprendenza e al coraggio di un giovanissimo (23 anni !) operaio apprendista di una tipografia, Rocco Carabba (1854-1924), che con un torchio ed una stampatrice azionata a mano, acquistati con un prestito di 400 lire, decide di mettersi in proprio nel 1877.
Il primo grande successo per la neonata casa editrice arriva nel 1880, con la pubblicazione della seconda edizione “riveduta con penna e fuoco” di “Primo Vere” di Gabriele D’Annunzio.
La decorazione della copertina fu affidata ad Ardengo Soffici e tra i curatori troviamo, oltre a Papini, studiosi ed intellettuali del calibro di Prezzolini, Amendola, Praz, Sapegno, Gobetti, Flores D’Arcais e molti altri giovani studiosi legati alla contemporanea ricchissima fioritura di periodici culturali fiorentini, quali il “Leonardo”, “Hermes”, “La Voce” e “Lacerba”. I titoli della Collana rispecchiano gli interessi e “l’avidità culturale di una intera generazione, moderna, curiosa, polemica, che credeva nella rinascita spirituale, nelle potenzialità creative dell’uomo e si apriva agli stimoli di tutte le scuole di pensiero, anche a quelle più lontane dalla cultura occidentale” (da F. Samaritani “Rocco Carabba editore”, da La Repubblica Letteraria, 2005).
Alla morte improvvisa di Rocco (26 gennaio 1924), la direzione della casa editrice fu assunta dal figlio Giuseppe, ma cominciò un lento declino che si concluse, dopo gravi problemi finanziari e le vicissitudini della guerra (incendio e occupazione della fabbrica), con il fallimento nel 1950. Nel 1996 la casa editrice è stata rifondata ed ha ripreso le pubblicazioni nel solco della tradizione tracciata dal fondatore Rocco.
