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mercoledì, giugno 12, 2024

Relazione di cura e cura della relazione dello psicoterapeuta Bonani: un’opera per relazioni personali e professionali di qualità

E’ appena uscito in libreria “ Relazione di cura e cura della relazione. Per una clinica dei paesaggi relazionali” dello psicoterapeuta Matteo Maria Bonani, a cura della Mauna Edizioni. E’un’opera rivolta a chi desideri studiare e migliorare la propria capacità relazionale, ma anche a chi voglia sviluppare una maggiore consapevolezza nell’interazione con l’altro. Incontrare l’altro, così com’è, è sempre trasformativo. La disponibilità a includere e integrare la novità e la divergenza è un segno indicativo della salute di un individuo e di una comunità e della sua speranza di cambiamento e crescita. Questo testo si rivolge sia agli operatori impegnati nella relazione di cura e crescita (come psicologi, psichiatri, educatori, pedagogisti, assistenti sociali, infermieri) sia a genitori e famiglie, con l’intento di contribuire a processi sociali evolutivi. Una opera importante per superare la visione istituzionale e assistenziale e partecipare a un nuovo paradigma evolutivo-riabilitativo, ponendo al centro la persona e soprattutto il suo Progetto di Vita, le sue ambizioni, i suoi sogni, investendo sui sostegni di cui abbisogna per una qualità di vita soddisfacente e inclusiva. È rivolto a chi desideri migliorare la propria capacità relazionale, ma anche a chi voglia sviluppare una maggiore consapevolezza nell’interazione con l’altro, suggerendo un possibile linguaggio per farlo, indicando quali attenzioni e azioni siano più funzionali alla salute relazionale e agli ambienti che curano. Questo libro, che ha la prefazione del Dott. Giancarlo Sanavio, raccoglie oltre vent'anni di osservazioni sul campo dell’autore nelle aree della disabilità, della salute mentale e della tutela del minore. Matteo Maria Bonani vive a Padova dove lavora come psicoterapeuta, supervisore e formatore nelle aree della disabilità complessa, della salute mentale e della tutela del minore. Oltre agli studi di psicoterapia si interessa di filosofie orientali (lo zen, il tantra, l'advaita vedanta) e di altre tradizioni come lo sciamanismo. Autore del testo "Oceano Irrazionale. Cronache di uno psicoteraputa", Mauna Loa Edizioni (2022), insieme alla moglie Silvia Riccamboni ha pubblicato il libro “Il canto della foresta. Ayahuasca e medicina sciamanica”, Mauna Loa Edizioni (2021).

mercoledì, ottobre 10, 2012

Penso dunque sono: una campagna sociale virale per stimolare il pensiero


Grazie ai meme, agli Epic win & fail e alle grafiche a sfondo nero di personaggi famosi che pronunciano frasi improbabili, Facebook si è ormai consacrato come generatore di tormentoni. 
Quando incappiamo nel periodo di uscita di una campagna virale su Facebook, siamo costretti a subire le condivisioni tutte uguali dei nostri contatti e i contenuti, soprattutto adesso che la moda è stata sdoganata, non sempre sono interessanti.
Ecco quindi che anche i tormentoni sociali hanno dovuto inventarsi qualcosa di meglio: contenuti interessanti.
Sembrerebbe una cosa ovvia ma non lo è mica tanto, considerando la quantità e il successo di pagine sociali zeppe di contenuti vuoti e insulsi. 

Da qualche settimana sta prendendo piede la campagna "Penso dunque sono", una campagna sociale per stimolare il pensiero.
Si tratta di grafiche semplici e colorate che raccolgono i pensieri brevi più significativi di psicologi, pensatori e artisti di ogni epoca e cultura.
L'obiettivo è semplice ma in controtendenza: sfruttare il canale sociale per generare nuovi pensieri, fornire stimoli e spunti di riflessione, combattendo le condivisioni vuote e sterili che prendono sempre troppo spazio sulle nostre bacheche.

Il concetto alla base è che il social network, e internet più in generale, possa essere un grandissimo strumento di crescita personale solo se utilizzato nel modo giusto. Facebook poi, in quanto rete sociale più grande al mondo (è di pochi giorni fa la stima ufficiale di un miliardo di utenti attivi nel 2012) ha le potenzialità per sviluppare nuovi modi di relazionarsi con gli altri, improntati sulla condivisione e sulla crescita collettiva.

"Penso dunque sono" propone quindi degli spunti di riflessione con l'obiettivo di innescare il dialogo e la riflessione condivisa sui temi più interessanti della vita umana: l'amore, la morte, la crescita, la consapevolezza del sé.

La campagna è stata promossa dal centro di ascolto psicologico Consultorio Alma, con sede a Roma. L'obiettivo è perfettamente in linea con la missione del Consultorio Alma: come il nome stesso suggerisce (dal latino “almus”, che genera, che dà vita) il gruppo di psicologi e psicoterapeuti romani ha l'obiettivo di generare nuovi pensieri e nuovi percorsi nel prossimo, con l'idea che la crescita della persona possa avere un senso solo quando è accompagnata da una riflessione attenta e consapevole.
Pensare dunque equivale ad essere, nel senso di cercare il proprio centro nella facoltà di pensiero che è propria dell'essere umano.

Dal 1 ottobre per 100 giorni sulla pagina Facebook del Consultorio Alma verrà pubblicato un pensiero al giorno. Questi “almapensieri” più che come consigli vanno intesi come spunti di riflessione, semi che generano nuovi pensieri e nuovi discorsi. L'obiettivo è quello di stimolare la discussione sociale e quindi la condivisione e il confronto.
Il sito del Consultorio Alma: http://www.consultorioalma.it 

martedì, marzo 20, 2012

Esistono tante forme di psicoterapia

Esistono tante forme di psicoterapia, che si rifanno a diverse impostazioni teoriche e questo è uno degli argomenti che più diffusamente vengono affrontati all'interno dei miei siti internet all'indirizzo psicologo milano oppure anche all'indirizzo psicologoamilano.it.

Tra le diverse impostazioni psicoterapeutiche, forse la più nota è la psicoanalisi, che tuttavia richiede un impegno di tempo, in quanto si tratta, in genere, di molte sedute alla settimana per molti anni e, per questo motivo, non viene, certamente, indicata tra le più idonee nel trattamento dei disturbi fobici. Vi è poi la terapia familiare, che coinvolge nel trattamento tutta la famiglia del paziente e che si presta, soprattutto, a risolvere quei disagi che trovano origine e mantenimento nelle distorte relazioni interpersonali.

Un'altra impostazione terapeutica è la terapia cognitiva che, contrariamente alla psicoanalisi, come si diceva sopra, riscuote i suoi maggiori successi proprio nella risoluzione dei disturbi fobici.

A proposito di questo argomento, credo sia molto importante precisare che non esiste un " meglio " in assoluto, infatti, mentre alcuni pazienti si trovano meglio a lavorare con un certo stile, altri preferiscono una diversa impostazione e ciò che si rivela sempre essere decisivo ai fini della scelta della corretta terapia è la competenza del terapeuta e la fiducia che il paziente ripone in lui.

lunedì, novembre 08, 2010

Attacchi di panico

Gli episodi di panico si verificano con una certa frequenza nella popolazione sia maschile che femminile a partire dall’ adolescenza fino all’età adulta. In alcuni casi questi episodi si verificano in relazioni ad alcune situazioni stressanti, come esami universitari, situazioni lavorative nuove o problematiche, o, molto spesso in relazione alla fine di una relazione o di un lutto. In altri casi, gli episodi si verificano all’improvviso, apparentemente slegati da qualsiasi situazione di per sé ansiogena.
Occorre distinguere tra episodi di ansia e il vero e proprio disturbo da attacchi di panico, ma in qualsiasi caso ciò che conta è comprenderne la fonte per poter operare nel modo più efficace.
Quello che è importante comprendere è che gli episodi di panico sono una sorta di campanelli d’ allarme di una sofferenza profonda della persona, che va quindi debitamente indagata.
La psicoterapia, in questi casi spesso affiancata ad una terapia farmacologica, riveste un ruolo fondamentale nella risoluzione di questi episodi: il lavoro si basa sulla consapevolezza dei propri bisogni e delle proprie paure, sul proprio modo di vedere se stessi e di affacciarsi al mondo, comprendendo il modo in cui intessiamo le nostre relazioni.

mercoledì, luglio 01, 2009

Psicoterapia della Gestalt nella preparazione mentale alla maratona

La preparazione per la maratona richiede un impegno notevole di tempo e di fatica fisica.

Preparare una maratona diventa un investimento di energie fisiche e di tempo finalizzati alla miglior resa nel giorno della competizione.

La preparazione va programmata con la massima accuratezza considerando il proprio potenziale atletico relativo alle precedenti competizioni e ai precedenti programmi di allenamento.

Va considerato il periodo di preparazione, estivo, invernale per poter programmare le uscite di allenamento più lunghe o più faticose.

E’ auspicabile stilare un programma di massima di allenamento che comprenda alcuni test importanti di allenamento o di gara, per valutare il grado di preparazione e in modo da capire i ritmi da poter sostenere nella competizione-obiettivo.

La preparazione mentale può curare diversi aspetti che contribuiscono alla migliore riuscita della prestazione.

E’ importante partire dalla consapevolezza dell’atleta nell’impegno che si appresta a prendere.

Si può invitare l’atleta a considerare le precedenti preparazioni a competizioni simili considerando i momenti di difficoltà, di eventuali crisi, di eventuali infortuni, di eventuali rinunce e pensare a come sono stati affrontati, superati.

Si può invitare l’atleta a confrontarsi con altri atleti che hanno sperimentato una preparazione simile, a persone più esperte.

Si può invitare l’atleta ad immaginare di visualizzare gli allenamenti più impegnativi, quando si svolgeranno, in quali condizioni atmosferiche, in quali percorsi, con eventuali amici di allenamento, in quali orari.

L’atleta può considerare di volersi impegnare per tale preparazione e tale considerazione positiva potrebbe permettergli di essere più sicuro delle sue forze, delle sue potenzialità.

Una volta fissato l’obiettivo-maratona, è importante per l’atleta prestare attenzione ai suoi allenamenti, alle sue sensazioni, è importante sapersi ascoltare, capire quando e quanto fatica, come fatica, come è la sua respirazione, come sente le sue gambe, è importante accorgersi di ogni minimo fastidio e capire a cosa possa essere dovuto, in modo da poter intervenire in tempo e rimediare per evitare di perdere importanti sedute di allenamento e compromettere la prestazione-obiettivo.

L’atleta durante la preparazione per la maratona deve essere attento ai suoi bisogni e cercare di farli coincidere con l’obiettivo prefissato, l’atleta può avere bisogno di partecipare ad una competizione durante il periodo di preparazione, però deve essere attento a non distrarsi dall’obiettivo previsto, quindi avere un occhio orientato al presente ed uno al futuro prossimo.

L’atleta può avere momenti di conflitto interni, una parte dell’atleta può avere bisogni da soddisfare che potrebbero cozzare con i bisogni dell’altra parte, quindi sarebbe auspicabile che le due parti dialoghino tra di loro, si ascoltino tra di loro, ogni parte può esprimere all’altra le proprie esigenze, le proprie ragioni, attraverso un esercizio di immaginazione e visualizzazione dell’altra parte potrebbe verificarsi al termine del dialogo una integrazione delle polarità, o quanto meno le 2 eventuali parti potrebbero conoscersi meglio ed eventualmente collaborare tra di loro permettendo all’atleta di avere le idee più chiare sui propri bisogni/esigenze.

L’atleta può provare a dialogare anche con le proprie gambe, con i propri muscoli delle gambe, potrebbe immaginare di vederli di fronte a lui stesso e chiedergli qualcosa che gli possa interessare, anche semplicemente: “come state?”, “come vi faccio stare con il mio sport?”, “come posso fare a farvi stare meglio?”, oppure in caso di infortunio, potrebbe chiedere “cosa potrei fare per voi per farvi stare meglio? e dopo avere fatto le domande che interessano, l’atleta può provare ad immaginarsi la parte che risponde, può descriversi come gamba, muscolo, come si sente e quindi provando a stare dall’altra parte, potrebbe sviluppare una maggiore consapevolezza di se stesso.

Dott. Matteo SIMONE
Psicologo – Psicoterapeuta
Roma - Via Veio 52/B int. 4
333.6955250 - 21163@tiscali.it

Per Psicologia & Benessere

domenica, maggio 04, 2008

Dysotek presenta il sito dell'ISC G. De Lisio di Pisa


La web agency Dysotek è lieta di presentare Iscdelisio.org, il sito dell’Istituto di Scienze del Comportamento “G. De Lisio” di Pisa.
L'Istituto di Scienze del Comportamente "G. De Lisio", con sede a Pisa (PI), è formato da uno staff di Dottori e Professori altamente specializzati nel campo della salute mentale.
L'Istituto si propone di migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da disturbi del comportamento e di ridurre l’impatto che queste malattie hanno sull’individuo e sulla società attraverso:
- Attività di didattica, formazione e aggiornamento;
- Attività di promozione della ricerca scientifica e diffusione dei risultati nel settore delle scienze del comportamento;
- Attività di informazione e di sostegno ai gruppi di auto-aiuto, alle organizzazioni di familiari dei pazienti ed alle istituzioni di volontariato.
Abbiamo realizzato un prodotto con un design semplice da navigare e professionale.
Il pannello di controllo del sito permette di gestire, in modo facile e veloce, tutte le funzioni riguardanti i corsi e gli account di amministrazione.
L'area riservata dei singoli Dottori/Professori permette loro di amministrare i propri eventi a cui partecipano tramite un interfaccia con calendario dinamico.
Come sempre è disponibile nel nostro sito una pagina dedicata al cliente con la case history del servizio.
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Comunicato inviato dall'ufficio stampa della Dysotek.
La Dysotek offre servizi web e soluzioni professionali per le aziende.
I nostri servizi sono già stati scelti con successo da diverse imprese ed enti, sia italiani che internazionali.
Contattateci per maggiori informazioni sui nostri servizi d'informatica.
# Numero Verde: 800.135856
# Telefono: 050.3193466
# Fax: 178.4415041
# E-mail: info@dysotek.it
# Skype: fracalvi
# Sito: dysotek.it
# Sede: Via Salemi 33, 56121 Pisa - località Riglione (PI)