mercoledì, giugno 12, 2024
Relazione di cura e cura della relazione dello psicoterapeuta Bonani: un’opera per relazioni personali e professionali di qualità
mercoledì, ottobre 10, 2012
Penso dunque sono: una campagna sociale virale per stimolare il pensiero
martedì, marzo 20, 2012
Esistono tante forme di psicoterapia
Tra le diverse impostazioni psicoterapeutiche, forse la più nota è la psicoanalisi, che tuttavia richiede un impegno di tempo, in quanto si tratta, in genere, di molte sedute alla settimana per molti anni e, per questo motivo, non viene, certamente, indicata tra le più idonee nel trattamento dei disturbi fobici. Vi è poi la terapia familiare, che coinvolge nel trattamento tutta la famiglia del paziente e che si presta, soprattutto, a risolvere quei disagi che trovano origine e mantenimento nelle distorte relazioni interpersonali.
Un'altra impostazione terapeutica è la terapia cognitiva che, contrariamente alla psicoanalisi, come si diceva sopra, riscuote i suoi maggiori successi proprio nella risoluzione dei disturbi fobici.
A proposito di questo argomento, credo sia molto importante precisare che non esiste un " meglio " in assoluto, infatti, mentre alcuni pazienti si trovano meglio a lavorare con un certo stile, altri preferiscono una diversa impostazione e ciò che si rivela sempre essere decisivo ai fini della scelta della corretta terapia è la competenza del terapeuta e la fiducia che il paziente ripone in lui.
lunedì, novembre 08, 2010
Attacchi di panico
Occorre distinguere tra episodi di ansia e il vero e proprio disturbo da attacchi di panico, ma in qualsiasi caso ciò che conta è comprenderne la fonte per poter operare nel modo più efficace.
Quello che è importante comprendere è che gli episodi di panico sono una sorta di campanelli d’ allarme di una sofferenza profonda della persona, che va quindi debitamente indagata.
La psicoterapia, in questi casi spesso affiancata ad una terapia farmacologica, riveste un ruolo fondamentale nella risoluzione di questi episodi: il lavoro si basa sulla consapevolezza dei propri bisogni e delle proprie paure, sul proprio modo di vedere se stessi e di affacciarsi al mondo, comprendendo il modo in cui intessiamo le nostre relazioni.
mercoledì, luglio 01, 2009
Psicoterapia della Gestalt nella preparazione mentale alla maratona
La preparazione per la maratona richiede un impegno notevole di tempo e di fatica fisica.
Preparare una maratona diventa un investimento di energie fisiche e di tempo finalizzati alla miglior resa nel giorno della competizione.
La preparazione va programmata con la massima accuratezza considerando il proprio potenziale atletico relativo alle precedenti competizioni e ai precedenti programmi di allenamento.
Va considerato il periodo di preparazione, estivo, invernale per poter programmare le uscite di allenamento più lunghe o più faticose.
E’ auspicabile stilare un programma di massima di allenamento che comprenda alcuni test importanti di allenamento o di gara, per valutare il grado di preparazione e in modo da capire i ritmi da poter sostenere nella competizione-obiettivo.
La preparazione mentale può curare diversi aspetti che contribuiscono alla migliore riuscita della prestazione.
E’ importante partire dalla consapevolezza dell’atleta nell’impegno che si appresta a prendere.
Si può invitare l’atleta a considerare le precedenti preparazioni a competizioni simili considerando i momenti di difficoltà, di eventuali crisi, di eventuali infortuni, di eventuali rinunce e pensare a come sono stati affrontati, superati.
Si può invitare l’atleta a confrontarsi con altri atleti che hanno sperimentato una preparazione simile, a persone più esperte.
Si può invitare l’atleta ad immaginare di visualizzare gli allenamenti più impegnativi, quando si svolgeranno, in quali condizioni atmosferiche, in quali percorsi, con eventuali amici di allenamento, in quali orari.
L’atleta può considerare di volersi impegnare per tale preparazione e tale considerazione positiva potrebbe permettergli di essere più sicuro delle sue forze, delle sue potenzialità.
Una volta fissato l’obiettivo-maratona, è importante per l’atleta prestare attenzione ai suoi allenamenti, alle sue sensazioni, è importante sapersi ascoltare, capire quando e quanto fatica, come fatica, come è la sua respirazione, come sente le sue gambe, è importante accorgersi di ogni minimo fastidio e capire a cosa possa essere dovuto, in modo da poter intervenire in tempo e rimediare per evitare di perdere importanti sedute di allenamento e compromettere la prestazione-obiettivo.
L’atleta durante la preparazione per la maratona deve essere attento ai suoi bisogni e cercare di farli coincidere con l’obiettivo prefissato, l’atleta può avere bisogno di partecipare ad una competizione durante il periodo di preparazione, però deve essere attento a non distrarsi dall’obiettivo previsto, quindi avere un occhio orientato al presente ed uno al futuro prossimo.
L’atleta può avere momenti di conflitto interni, una parte dell’atleta può avere bisogni da soddisfare che potrebbero cozzare con i bisogni dell’altra parte, quindi sarebbe auspicabile che le due parti dialoghino tra di loro, si ascoltino tra di loro, ogni parte può esprimere all’altra le proprie esigenze, le proprie ragioni, attraverso un esercizio di immaginazione e visualizzazione dell’altra parte potrebbe verificarsi al termine del dialogo una integrazione delle polarità, o quanto meno le 2 eventuali parti potrebbero conoscersi meglio ed eventualmente collaborare tra di loro permettendo all’atleta di avere le idee più chiare sui propri bisogni/esigenze.
L’atleta può provare a dialogare anche con le proprie gambe, con i propri muscoli delle gambe, potrebbe immaginare di vederli di fronte a lui stesso e chiedergli qualcosa che gli possa interessare, anche semplicemente: “come state?”, “come vi faccio stare con il mio sport?”, “come posso fare a farvi stare meglio?”, oppure in caso di infortunio, potrebbe chiedere “cosa potrei fare per voi per farvi stare meglio? e dopo avere fatto le domande che interessano, l’atleta può provare ad immaginarsi la parte che risponde, può descriversi come gamba, muscolo, come si sente e quindi provando a stare dall’altra parte, potrebbe sviluppare una maggiore consapevolezza di se stesso.
Dott. Matteo SIMONE
Psicologo – Psicoterapeuta
Roma - Via Veio 52/B int. 4
333.6955250 - 21163@tiscali.it
domenica, maggio 04, 2008
Dysotek presenta il sito dell'ISC G. De Lisio di Pisa
L'Istituto di Scienze del Comportamente "G. De Lisio", con sede a Pisa (PI), è formato da uno staff di Dottori e Professori altamente specializzati nel campo della salute mentale.
L'Istituto si propone di migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da disturbi del comportamento e di ridurre l’impatto che queste malattie hanno sull’individuo e sulla società attraverso:
- Attività di didattica, formazione e aggiornamento;
- Attività di promozione della ricerca scientifica e diffusione dei risultati nel settore delle scienze del comportamento;
- Attività di informazione e di sostegno ai gruppi di auto-aiuto, alle organizzazioni di familiari dei pazienti ed alle istituzioni di volontariato.
Abbiamo realizzato un prodotto con un design semplice da navigare e professionale.
Il pannello di controllo del sito permette di gestire, in modo facile e veloce, tutte le funzioni riguardanti i corsi e gli account di amministrazione.
L'area riservata dei singoli Dottori/Professori permette loro di amministrare i propri eventi a cui partecipano tramite un interfaccia con calendario dinamico.
Come sempre è disponibile nel nostro sito una pagina dedicata al cliente con la case history del servizio.
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Comunicato inviato dall'ufficio stampa della Dysotek.
La Dysotek offre servizi web e soluzioni professionali per le aziende.
I nostri servizi sono già stati scelti con successo da diverse imprese ed enti, sia italiani che internazionali.
Contattateci per maggiori informazioni sui nostri servizi d'informatica.
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