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mercoledì, ottobre 28, 2020

Errori cognitivi

 

Gli errori cognitivi, o bias cognitivi, sono la tendenza a creare una propria realtà soggettiva, sviluppata sulla base dell'interpretazione personale delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errare di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio.


Questi errori cognitivi sono davvero interessanti, e li facciamo tutti, spesso, e senza esserne consapevoli.


Vediamone alcuni.


Errore di composizione: “Se è vero per le sue parti, allora è vero per il tutto”. Ad esempio: “Se ci sono tre grandi giocatori nella mia squadra, allora anche la mia squadra in toto sarà grande”.

E l'opposto. L'errore di divisione: “Se è vero per il tutto, allora deve essere vero anche per le sue parti”. Ad esempio: “Se il mio appartamento è grande circa la metà del tuo, ne consegue logicamente che le mie porte devono essere grandi la metà delle tue”.

 

Errore del giocatore d'azzardo: è l'idea che esistano strisce di buona fortuna o di sfortuna. Ad esempio: “è uscito il rosso sei volte di seguito, quindi c'è un'alta probabilità che esca ancora il rosso”. In realtà la probabilità che esca il rosso o il nero è sempre del 50%. Sempre.


Errore del Tu Quoque o chi sei tu per parlare?

Se tua sorella, che non fa esercizio fisico, ti dice che dovresti fare 150 minuti di esercizio moderato o 75 minuti di esercizio intenso alla settimana per essere in salute, il tuo “Tu Quoque” ti farà rispondere "Lo farò quando tu lo farai! Chi sei tu per insegnarmi quanto esercizio dovrei fare?”. Ma è appunto un errore in quanto il suo non fare esercizio non dice nulla della sua reale competenza in quell'argomento.


Errore dell'uomo di paglia. Cioè travisare volontariamente un argomento, spesso in modo esageratamente iperbolico. Ad esempio se uno dice: “Dobbiamo ridurre il nostro uso di fossili combustibili" l'altro risponde" Ah, così vuoi bandire tutte le auto, e far andare anche gli ottantenni in bicicletta!?!"


Errore Ad Hominem cioè “Sei cattivo di natura”: è una strategia con la quale ci si allontana dall'argomento della discussione contestando non l'affermazione dell'interlocutore, ma l'interlocutore stesso. “E' una strega! Brucia la strega e non ascoltare le sue opinioni, sono le parole del diavolo!”

A volte le persone sono ovviamente di parte o soggettive e quindi bisognerebbe trattare i loro argomenti con cura, ma generalmente è meglio attaccare l'argomento, piuttosto che la persona.
In qualche modo correlato a questo è l'
errore genetico, il quale presuppone che un argomento sia automaticamente sbagliato a causa della fonte che pregiudizialmente riteniamo inaffidabile.
Ma … anche un orologio fermo è giusto due volte al giorno.


Errore dell'appello all'autorità.

A volte è appropriato ascoltare cosa gli esperti pensano di un certo argomento, ma gli appelli fallaci all'autorità portano a ritenere che qualcuno che sia un esperto in un specifico campo, lo sia anche in un campo del tutto estraneo al suo.
Ma essere un esperto di fisica delle particelle non significa automaticamente che avrai opinioni sensate sull'allevamento di suini. E viceversa.


Errore della falsa pista. Cioè il tentativo di distrarre l'interlocutore dal vero argomento in discussione: “Beh, potrebbero forse anche aver rubato, Vostro Onore, ma guardate cime sono afflitti a stare in tribunale ... ” I diversivi possono sembrare plausibili, ma alla fine sono irrilevanti. Nel nostro esempio, una persona che è triste perché è in tribunale non è rilevante per stabilire sé abbia effettivamente rubato o meno.

Questa particolare falsa pista è anche un esempio di attrazione per le emozioni. Gli appelli alle emozioni tentano di distrarti facendoti sentire male per l'altra persona.
“Allora perché dovremmo assumerla per questo lavoro?” “Perché se non mi assumete, io sarò in strada, e dovrò vivere in una scatola di cartone. Non volete costringermi a vivere in una scatola di cartone, vero?”


Errore dell'appello alla popolarità: “Due milioni di persone non possono sbagliarsi tutte insieme! Quindi se due milioni di persone pensano che la Terra sia piatta, allora vuol dire che è vero”.

Oppure l'appello alla tradizione: “Le persone lo fanno da secoli, quindi deve essere giusto!”

O l'appello alla Natura: “Non fidarti delle medicine, sono piene di sostanze chimiche che fanno male! Tieni, prendi questa belladonna, è totalmente naturale!”.

O ancora l'appello all'ignoranza: “Se non puoi dimostrare che è falso, allora dev'essere necessariamente vero”

“Non puoi provare che i fantasmi non esistono, quindi devono esistere”.


Errore dell'Accattonaggio: presumere che sia vera una premessa che stai cercando di dimostrare. Ad esempio: “Matteo il Grande è infallibile perché nel Grande Libro di Matteo il Grande egli dice che è infallibile, e sappiamo che il testo è infallibile perché è stato scritto da Matteo, che è infallibile. Perché lo dice nel Libro ...”


Errore della falsa dicotomia: “O sei d'accordo con tutto ciò che dico o sei un malvagio mangiatore di bambini!”.

Anche l'opposto può essere un falso cognitivo, cioè l'errore della via di mezzo, che dice: “se alcune persone pensano che due più due fa quattro, e altre persone pensano che due più due fa cinque, allora chiaramente la risposta sta da qualche parte nel mezzo”.


Errore del punto decisionale detto anche il paradosso del sorite, cioè il famoso paradosso del mucchio: “Se da un mucchio di sabbia tolgo un granello di sabbia, resta ancora un mucchio, ma quanti granelli di sabbia devo togliere affinché non sia più un mucchio?”

L'equivoco sta nel mettere sullo stesso piano due concetti diversi, di tipo qualitativo da un lato, il mucchio, e di tipo quantitativo dall'altro, il singolo granello.
L'errore del punto decisionale dice: poiché lì c'è un continuum, ciò significa che non possiamo distinguere tra le cose. Ma solo perché i confini tra le cose sono un po' sfocati, non significa che non possiamo distinguere una cosa da un'altra.

So che un cavallo è un mammifero e una rana è un anfibio, quindi l'ornitorinco non può esistere?


Errore di pendenza scivolosa: cioè l'affermazione che un passo inevitabilmente condurrà ad un altro, che porterà inevitabilmente ad un altro, che porterà inevitabilmente ... alla fine del mondo.

Ad esempio: “Se hai una carta di credito, inevitabilmente spenderai più del dovuto e inevitabilmente finirai per vivere per strada in una scatola di cartone”.


Errore delle Generalizzazioni affrettate: cioè quando trai una conclusione generale da un campione parziale. Ad esempio: “Mia zia fumava 20 sigarette al giorno, tutti i giorni, ed è vissuta fino a 109 anni, quindi le sigarette non fanno male”.


Errore dell'Onere della prova: quando insisti a ritenere che spetti alla persiana che non crede alle tue affermazioni di fornire prove contro la tua teoria, piuttosto che fornire tu delle prove a favore della tua teoria.


Errore della conseguenza: è quando dici qualcosa come: “Il mio cane abbaia quando c'è un intruso. Il mio cane non abbaia, quindi non ci sono intrusi”.

Affermazione che non è valida in tutti i casi.
Il mio cane sta abbaiando, quindi deve esserci un intruso non è valido. Voglio dire, i cani abbaiano per qualsiasi cosa ...

Ma anche “Il mio cane non abbaia quindi non ci sono intrusi” non è valido. Magari non sta abbaiando perché ha mal di gola, o perché l'intruso lo ha ucciso.


Errore della Falsa causa:

La correlazione non è causalità, quindi anche sé le temperature globali aumentano mentre il numero dei pirati diminuisce, questo non significa che l'eliminazione dei pirati prevenga il riscaldamento globale.
Un po' come chi va al tiro a segno e prima spara e poi disegna i bersagli. Cioè prima decidi qual è la tua conclusione, poi vai alla ricerca di dati che supportino la tua conclusione.


Errore della Domanda caricata

Cioè chiedere qualcosa con un presupposto costruito in modo tale che chi rispande risulta dalla parte del torto qualunque cosa dica. Ad esempio: “Quando hai smesso di picchiare tua moglie?”


Errore dell'Incredulità personale. Ad esempio: “ è difficile per me credere che siamo fatti di miliardi di atomi, quindi non ho intenzione di crederci”.


E ultimo errore cognitivo, ma non meno importante: la fallacia della fallacia. Solo perché qualcosa contiene uno o più errori, non significa che giunga necessariamente ad una conclusione sbagliata.
Ad esempio: “Il mio insegnante di yoga dice che dovrei mangiare le verdure perché le verdure sono sane. Ma questo è un fallace appello all'autorità, perché gli insegnanti di yoga non sono dietisti, quindi, mangerò la torta”.


Ascolta il podcast "Distorsioni cognitive o bias cognitivi" su Spreaker.

 

giovedì, maggio 22, 2014

Sei alla ricerca di un psicologo online? Chiediallopsicologo.it

I miei sintomi possono essere riconducibili alla depressione? Come reagire ai comportamenti sbagliati di mio figlio? Come posso comportarmi per risolvere i conflitti con il mio partner?

Se desiderate ricevere risposte professionali a queste e ad altre domande di natura psicologica e comportamentale, potete rivolgervi al forum www.chiediallopsicologo.it, in cui medici specialisti, psicologi e psicoterapeuti rispondono alle domande poste dagli utenti offrendo un consulto psicologico online gratuito.

Le tematiche trattate nel sito sono numerose: ansia e attacchi di panico, disturbi comportamentali e dell'umore, dipendenze, depressione, disturbi di personalità, omosessualità, bisessualità e transessualismo, problemi tra genitori e figli, dubbi legati all’assunzione di psicofarmaci, etc etc... .

La partecipazione può essere realizzata in forma anonima, tramite un nickname scelto in fase di iscrizione. Si garantisce in tal modo al sottoscrittore la libertà di porre domande e dubbi in piena serenità, senza timore di essere riconosciuto da altri utenti.

Gli esperti risponderanno a tutte le domande offrendo una consulenza professionale. Non conoscendo approfonditamente l'utente e la sua cartella clinica, il consulto offerto sarà limitato a consigli e pareri specialistici e in nessun caso può sostituire un percorso psicoterapeutico svolto assieme a un terapeuta di fiducia. Il forum é tuttavia molto utile per tutti coloro che stanno vivendo un malessere personale e/o che desiderano approfondire la conoscenza delle patologie trattate nel sito.

La consulenza di un vero e proprio psicologo online consente pertanto di ricevere risposte professionali, serie e attendibili, gratuitamente e in forma del tutto anonima.

Vi attendiamo nel forum di Chiediallopsicologo.it!


mercoledì, settembre 04, 2013

La tesi di laurea in Psicologia: organizzare lo scritto

La tesi di laurea in Psicologia richiede un impegno da non sottovalutare, sia per gli studenti del corso triennale che per coloro che frequentano la magistrale.

Gli studenti della laurea triennale devono rivolgersi ad uno dei professori con cui hanno sostenuto uno o più esami, sempre relativamente agli argomenti del corso che più li hanno appassionati. In questa maniera, possono concordare di quale tema devono trattare e, a grandi linee, come organizzare lo scritto. La laurea triennale è propedeutica alla magistrale e la lunghezza della tesi è perciò molto minore rispetto a quella del ciclo successivo. Il laureando deve esporre gli argomenti con una certa scioltezza, sia all’interno del testo che nella discussione orale, dimostrando di aver acquisito le basi della disciplina per la prosecuzione degli studi.

La tesi di laurea magistrale in Psicologia richiede invece un impegno molto maggiore, perché presuppone la conoscenza e l’utilizzo delle fonti primarie di questo settore, come Freud, Jung e Adler.  All’interno dello scritto non bisogna soltanto presentare le proprie conoscenze in merito, ma sviluppare una ricerca per quanto possibile originale, suffragata da una bibliografia corposa e da verifiche compiute sul campo. La connessione con branche affini della stessa materie o anche con argomenti esterni, devono convergere verso quello che è l’obiettivo della tesi di laurea in Psicologia: dimostrare il proprio pensiero critico relativamente ad un problema emerso durante le ricerche in uno specifico campo di studio.

La tesi di laurea in Psicologia è un importante traguardo per ogni studente di questa Facoltà, che va realizzato con il massimo dell’impegno e della concentrazione.

mercoledì, ottobre 10, 2012

Penso dunque sono: una campagna sociale virale per stimolare il pensiero


Grazie ai meme, agli Epic win & fail e alle grafiche a sfondo nero di personaggi famosi che pronunciano frasi improbabili, Facebook si è ormai consacrato come generatore di tormentoni. 
Quando incappiamo nel periodo di uscita di una campagna virale su Facebook, siamo costretti a subire le condivisioni tutte uguali dei nostri contatti e i contenuti, soprattutto adesso che la moda è stata sdoganata, non sempre sono interessanti.
Ecco quindi che anche i tormentoni sociali hanno dovuto inventarsi qualcosa di meglio: contenuti interessanti.
Sembrerebbe una cosa ovvia ma non lo è mica tanto, considerando la quantità e il successo di pagine sociali zeppe di contenuti vuoti e insulsi. 

Da qualche settimana sta prendendo piede la campagna "Penso dunque sono", una campagna sociale per stimolare il pensiero.
Si tratta di grafiche semplici e colorate che raccolgono i pensieri brevi più significativi di psicologi, pensatori e artisti di ogni epoca e cultura.
L'obiettivo è semplice ma in controtendenza: sfruttare il canale sociale per generare nuovi pensieri, fornire stimoli e spunti di riflessione, combattendo le condivisioni vuote e sterili che prendono sempre troppo spazio sulle nostre bacheche.

Il concetto alla base è che il social network, e internet più in generale, possa essere un grandissimo strumento di crescita personale solo se utilizzato nel modo giusto. Facebook poi, in quanto rete sociale più grande al mondo (è di pochi giorni fa la stima ufficiale di un miliardo di utenti attivi nel 2012) ha le potenzialità per sviluppare nuovi modi di relazionarsi con gli altri, improntati sulla condivisione e sulla crescita collettiva.

"Penso dunque sono" propone quindi degli spunti di riflessione con l'obiettivo di innescare il dialogo e la riflessione condivisa sui temi più interessanti della vita umana: l'amore, la morte, la crescita, la consapevolezza del sé.

La campagna è stata promossa dal centro di ascolto psicologico Consultorio Alma, con sede a Roma. L'obiettivo è perfettamente in linea con la missione del Consultorio Alma: come il nome stesso suggerisce (dal latino “almus”, che genera, che dà vita) il gruppo di psicologi e psicoterapeuti romani ha l'obiettivo di generare nuovi pensieri e nuovi percorsi nel prossimo, con l'idea che la crescita della persona possa avere un senso solo quando è accompagnata da una riflessione attenta e consapevole.
Pensare dunque equivale ad essere, nel senso di cercare il proprio centro nella facoltà di pensiero che è propria dell'essere umano.

Dal 1 ottobre per 100 giorni sulla pagina Facebook del Consultorio Alma verrà pubblicato un pensiero al giorno. Questi “almapensieri” più che come consigli vanno intesi come spunti di riflessione, semi che generano nuovi pensieri e nuovi discorsi. L'obiettivo è quello di stimolare la discussione sociale e quindi la condivisione e il confronto.
Il sito del Consultorio Alma: http://www.consultorioalma.it 

martedì, settembre 04, 2012

Nuovo Manuale di Grafologia dinamica per studenti e appassionati di Grafologia


Nell'ambito della scienza grafologica, questo è il primo Manuale di Grafologia dinamica. Se escludiamo i Trattati di Girolamo Moretti e alcune pubblicazioni di N. Palaferri, il mercato editoriale, in questo specifico segmento, non annovera alcuna pubblicazione.

L'autore di questo saggio annota quanto carente sia la bibliografia relativa alla Grafologia dinamica, la quale tratta in maniera approfondita gli aspetti psicologici dei vari segni grafologici e le sue profonde implicazioni caratteriali e temperamentali.
Proprio per questo - afferma ancora l'autore - a beneficio di tutti gli studenti e appassionati di Grafologia, ci è sembrato utile riunire e sistematizzare in un unico Manuale tutti gli aspetti della Grafologia dinamica, ovvero le relazioni e interazioni che sussitono tra il significato psicologico, caratteriale e attitudinale dei segni grafologici e le sue profonde motivazioni.
Nella seconda parte del libro si affronteranno invece le implicazioni grafologiche in ordine ai tratti caratteriali e di personalità secondo la semiotica grafologica morettiana.
“Quando molti anni fa frequentavo i corsi di specializzazione per conseguire il diploma di Consulente grafologo – annota Giuseppe Amico – ricordo che mi avrebbe fatto molto comodo un testo come questo.
Mi chiedevo se il mercato editoriale offrisse allora qualcosa di utile ai miei studi ma purtroppo, esclusi alcuni libri di Palaferri e di Moretti, non vi erano pubblicazioni che approfondivano le motivazioni psicologiche dei segni grafologici”.
L’autore sottolinea che il testo è la sintesi della sua esperienza come Grafologo e la rielaborazione dei suoi appunti presi durante i corsi di specializzazione da lui effettuati.
Si tratta di un testo ricco di numerosi spunti e che tratta in modo approfondito, oltre che le motivazioni psicoattitudinali, anche i tratti della personalità che scaturiscono dall’interazione tra i vari segni grafologici di una scrittura.
 
Note sull’autore:
Giuseppe Amico (Beppe Amico), giornalista pubblicista e saggista, Consulente Grafologo, Perito Calligrafo Consulente di marketing e strategia aziendale. Ha collaborato con case editrici, agenzie di pubblicità e centri di produzione audio video in qualità di producer e doppiatore radio-tv.
Ha pubblicato 15 libri, alcuni dei quali best seller. Tra le opere più importanti "Padre Pio - il frate dei miracoli" (Reverdito edizioni 1995), “Grafologia – Analizzare i segni della scrittura per comprendere personalità e attitudini” e “Guida al franchising” (Bruno editore 2010 - 2011), “Apri il tuo negozio - crea la tua impresa” (Simplicissimus book farm 2012).

venerdì, maggio 11, 2012

Psicologia Asti

I sintomi depressivi che si esprimono in ambito lavorativo possono spesso essere confusi con la sindrome di " burn out " , che è un termine nato per indicare l'aumento di tensione e di disagio che molti individui si trovano ad affrontare sul posto di lavoro, infatti sono molti i fattori che possono contribuire a produrre la sensazione di lavorare troppo, anche perchè ogni lavoro presenta delle difficoltà intrinseche, che siano mentali, fisiche o emotive, per cui gli individui possono sempre correre il rischio di sentirsi presi di mira, non apprezzati a sufficienza o mal retribuiti. Le richieste del lavoro o della carriera possono essere in conflitto con il bisogno che ha l'individuo di utilizzare il suo tempo o la sua energia in altre relazioni o per riposarsi, inoltre le necessità economiche possono spingere una persona ad accettare un lavoro poco soddisfacente o, peggio ancora, umiliante, per cui tutte queste osservazioni suggeriscono come le caratteristiche dell'ambiente di lavoro e del lavoro stesso costituiscano l'aspetto centrale nella genesi del " burn out " e, in considerazione dell'espressione delle vere manifestazioni depressive in ambito lavorativo, si può notare quanto di ciò che viene descritto come " burn out " possa, in realtà, anche essere ricondotto al disturbo depressivo. Nell'esercizio della mia professione di psicologo Asti, onde evitare il rischio di confondere la sindrome di " burn out " con sindromi depressive, molto più problematiche e difficoltose da essere individuate e correttamente diagnosticate, oltre alla somministrazione del test specifico, sottopongo sempre il paziente ad una batteria di reattivi relativi alla diagnostica di molti sintomi che possono essere in qualche modo ricollegati ad una depressione se pur silente o ben sopita, reattivi che incrocio, successivamente con le rilevazioni psicofisiologiche, proprio al fine di individuare nel modo meno possibilmente esposto all'errore, la patologia esatta, fonte delle dichiarazioni di sofferenza denunciate dal paziente.

mercoledì, novembre 23, 2011

The book of life – il libro della vita

I SEGRETI DEI GRANDI MAESTRI SPIRITUALI PER CRESCERE E MIGLIORARE


E’ uscito in questi giorni “The book of life – il libro della vita” di Beppe Amico ed è disponibile sul sito di Lulu.com in versione brossura cliccando qui.  
Prossimamente l’autore lo renderà disponibile anche in versione ebook sul sito di Ultimabooks dove per ora è possibile scaricare il recentissimo “David – cronaca di un tentato suicidio – una storia vera”.
Coloro che desiderano la versione elettronica di “The book of life” dovranno pazientare ancora alcuni giorni e nel frattempo godersi le anteprime del libro di Beppe Amico disponibili su Lulu.com, su Scribds, YouTube e sui siti-blog dell’autore:

-          Strategieaziendali
-          Misteri Cattolici


Copertina del libro “The book of life – il libro della vita”

Ma veniamo ai contenuti del libro che sono, a dir poco, innovativi. L’autore rivolge subito una domanda ai lettori chidendo se sono disposti a spendere poco più di 20 euro per vedere la propria vita cambiare in meglio.
Già dalle prime pagine Beppe Amico annota l’importanza di un cammino di crescita interiore e spiega perché ciascuno di noi dovrebbe compierne uno.
Attraverso l’applicazione di alcune regole d’oro e seguendo i segreti dei maestri spirituali il lettore potrà modificare la propria vita “guarendo” da mali fisici e psichici, alleviare la sofferenza, trovare un giusto equilibrio interiore, risolvere tanti piccoli problemi quotidiani. Una miriade di consigli per crescere e migliorare.
Questo libro, frutto di esperienza vissuta e di un lungo cammino di ricerca dell’autore, si propone di sondare il mistero dell'animo umano.
Beppe Amico è convinto che tra scienza e fede ci siano molti punti in comune e tra la psicologia, cioè la disciplina che studia i comportamenti umani attraverso le sue manifestazioni esteriori e psichiche e la fede, sussista una certa interdisciplinarità.
Attraverso esempi, testimonianze ed esercizi pratici, vengono illustrate le varie tipologie di un cammino di crescita interiore e i benefici che può portare. L'autore, facendo riferimento alle varie correnti spirituali e ai segreti dei grandi maestri, invita il lettore a una riflessione approfondita su tutta una serie di tematiche troppo trascurate dalla società di oggi e addita nel cammino spirituale il mezzo per trovare serenità e gioia di vivere.
Le tesi esposte in questo libro sono di grande interesse per chi desidera intraprendere un viaggio verso la pienezza della vita e raggiungere armonia, equilibrio e realizzazione personale. Beppe Amico conclude così il suo commento al libro “The book of life”: “Siamo sicuri che dopo aver letto queste pagine certamente non sarete più gli stessi”.

martedì, dicembre 14, 2010

Impotenza sessuale maschile e possibili problemi esistenziali.



(Il timore di ammettere a se’ stessi la propria disfunzione erettile potrebbe condurre a lungo andare ad avere anche seri problemi di natura esistenziale!).

Nel post precedente si affrontava la fittizia facilità con cui ci si può procurare dal web una confezione di pilloline per l’impotenza maschile. Bene, ora continuiamo ad analizzare la situazione:

Hai in mano la tua bella confezione di pillole "magiche" e sei felice, molto felice......

...pensi tra te e te: "Da oggi non avro' piu' problemi di erezione!”

.....peccato solo che non te ne puoi vantare con nessun amico, ne con te stesso, ne tanto meno con la tua donna perche' sai che non ti giudicherebbe affatto "un maschione prestante" sapendo che quell'erezione raggiunta e' frutto esclusivamente di un farmaco... e NON della tua VERA forza sessuale!

.....peccato solo che anche se quando prendi una di quelle pillole per la disfunzione erettile (forse) ti viene una decente erezione, la tua ansia da prestazione continua a farti compagnia e quando ti confronterai con uomini che hanno erezioni naturali, continuerai a sentirti con lo stesso senso di "vuoto", inferiorità e incompletezza che avevi ancor prima di prendere le "magiche" pillole!

.....peccato solo che NON SONO "farmaci adatti a farti guarire dall’impotenza maschile"!

Se mandi giu' una pastiglia prima del rapporto sessuale, dopo (forse) fai faville....ma se non la prendi, non ti tira!!
Quindi, se hai l'intenzione naturale e salutare di fare sesso fino all'ultimo dei tuoi giorni, DEVI anche IMMANCABILMENTE assumere “pillole per l’impotenza” prima di ogni tuo rapporto, fino alla "fine" dei tuoi giorni!!

Apri la mente!!......questo significa solo una cosa: "Ne sei DIPENDENTE...!!!"

E la tua DIPENDENZA diventa il fulcro del business di tutte quelle multinazionali che producono pillole per l’impotenza sessuale maschile.

Ovviamente hai agito con molta fretta e seguendo “i vari consigli” sull’ impotenza sessuale appresi con disinteresse da fonti varie o avedolo sentito dire magari da qualche tuo amico, hai affrontato il “tuo problema” con superficialità, pensando che quella fosse l’unica soluzione possibile e “davvero efficace”.

“Fermati un istante..!! Rifletti con piu’ calma e soprattutto con la TUA MENTE”.

Vuoi davvero una Naturale Erezione Sicura?
Sì ?
Allora c’e’ bisogno anche di “sicurezza” in se’ stessi nella sfera sessuale. Ovvero di un autostima-sessuale positiva ed elevata anzichè bassa ed auto-sminuente.
(Puoi approfondire questo "nuovo" e cruciale aspetto nel metodo Erezione Sicura).

Tornando a noi, questo agire di fretta si chiama "fame da risultato istantaneo" (detto anche “Voglio tutto, subito e senza fare fatica”) e non ti da' il modo di confrontare o di cercare se esiste un metodo o delle tecniche alternative che risveglino veramente la tua naturale forza sessuale e che ti faccia esprimere TUTTO il tuo bel potenziale sessuale ancora a te sconosciuto.

Nei prossimi articoli rianalizzeremo meglio tutto quello detto fin’ora e i “perche” delle circostanze in cui si manifesta l’ansia da prestazione sessuale.

Impotenza sessuale maschile: “Sono disonesti loro o...siamo sciocchi noi ?”

D'istinto verrebbe da dire che "sono loro ad essere disonesti... e anche un po' bastardi" (le multinazionali 
farmacieutiche n.d.a.).
Ma proviamo ad analizzare l’impotenza sessuale maschile da un'ottica "un po’ differente":
Sai di avere problemi di erezione, cosa fai...?
Il comportamento più diffuso e’ di indagare con i propri mezzi sulla possibile causa che determina l’impotenza sessuale chiedendosi in continuazione cose come “Perchè non mi tira ?” oppure “Perchè mi viene l’ansia ?”, ma alla fine si arriva quasi sempre ad una di queste due conclusioni:
1) Non ho ancora capito quale è la VERA causa dei miei problemi di erezione, e continuo a chiedermi “Perchè.....?”
2) Ho capito quale è la causa, il “perchè”.....ma conoscere solamente "il perche" mi libererebbe del tutto da una 
probabile impotenza ? Risolverebbe definitivamente il mio problema di ansia da prestazione ?
Quindi, giunti a questi interrogativi e conclusioni, che si fa?
Visto e considerato che quando ci si ritrova con una disfunzione erettile, sapere solo "il perche" della causa dell’impotenza sessuale maschile di certo non risolve tempestivamente il nostro problema, ecco che si ricorre al web per cercare una soluzione o un metodo efficacie per problemi di erezione.
Niente di piu' semplice: attraverso internet si puo’ facilmente acquistare una qualche pastiglia contro l’impotenza maschile che per l'occasione ce lo terrà duro e ci fara' fare una "bella figura" (peccato che questo sia così solo nella teoria...e NON nella realtà dei fatti !!!).
Cosi’, senza stare a cercare se esistono altri possibili sistemi o metodi contro l’impotenza sessuale e l’ ansia da prestazione, e senza tanto porsi troppe domande, ci si ritrova a comperare pillolette di ogni genere, forma e colore:
- pillola blu farmacologica originale e costosa e acquistabile solo con la ricetta medica 
(sì mi riferisco proprio a quella...capisci 'a me'!?),
- pillola blu "taroccata" di basso costo, simile in tutto e per tutto nell’aspetto a quelle originali e vendute in siti apparentemente "molto professionali". Talmente "professionali" che non t'accorgi dell'inganno e dei gravissimi rischi che corre la tua stessa salute. (Clicca qui per leggere uno dei tanti articoli in proposito),
- pillolette e/o pomate a base di vitamine, erbe esoteriche, ossido nitrico, minerali, aminoacidi e quant'altro, 
tutto 100% naturale. Promesse di istantanee erezioni da pornostar, garanzie da testimonials fantasmi e per finire 
test medico/scentifici effettuati da dottori stranieri che, probabilmente, neanche esistono.
E cosi’, dopo qualche semplice click del tuo affezionato mouse, ti ritrovi a casa con le tue tanto sperate pastigliette 
(originali, meno originali, efficaci o complete fregature che siano).
Sei la persona piu' felice del creato....... (forse)....continua nel prossimo post.

Impotenza maschile e ansia da prestazione sessuale

Internet é un mezzo molto veloce, a portata di click, discreto, ma anche con molte insidie.

E' piuttosto facile nascondersi dietro uno schermo e con la speranza di risolvere velocemente i nostri problemi di impotenza sessuale si incappa invece nel fare acquisti sbagliati di pillole farmaceutiche alquanto pericolose e anche molto inefficaci, oltre al fatto che non aiutano di certo a risolvere definitivamente i problemi di ansia da prestazione.

Bisogna affrontare invece, da “veri uomini”, l’impotenza sessuale maschile alla radice e riuscire con la "propria sicurezza" e il giusto metodo a "rimpadronirsi" di quella capacita' erettile che spetta di diritto ad ognuno di noi uomini.

Spesso l’impotenza sessuale maschile é scatenata da una componente che oggi viene riconosciuta come:

                                “Ansia da prestazione sessuale”

Un problema poco conosciuto che una volta interessava una piccolissima fetta di persone, ma che oggi diventa sempre piu' un fenomeno di massa, dove i giovani sono quelli colpiti da una piu' frequente impotenza sessuale, proprio al momento del rapporto sessuale stesso.

Questi problemi di erezione sommati all'ansia da prestazione danno vita ad “un'accoppiata micidiale” che potrebbe condurre qualunque uomo, anche il più sano, ad un'impotenza sessuale vera e propria, per poi lasciarlo inerme e in balia delle case farmaceutiche che speculano "avidamente" sui nostri problemi di disfunzione erettile...... (prosegue nel prossimo post)