Visualizzazione post con etichetta seahorse recordings. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta seahorse recordings. Mostra tutti i post

martedì, dicembre 09, 2014

Talk Floyd: il 17 dicembre @ Arteria di Bologna l'evento-conferenza dedicato ai Pink Floyd


La nostra musica può generare meravigliosi incubi o gettare nella più affascinante delle estasi. Di solito succede la seconda opzione.” Con queste parole Roger Waters riusciva già a sintetizzare, agli albori dei Pink Floyd, quella che sarebbe stata la loro intera avventura sonora e comunicativa. Una band che, pur apparentemente senza personaggi marcatamente istrionici, ha lentamente conquistato la vetta del Rock portando i fari The Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here e The Wall nel mito immortale. Mercoledì 17 Dicembre, all'Arterìa di Bologna alle 20:30, Alec Cospite del Roger Waters Italian FanSite ripercorrerà temi e snodi cruciali della loro storia unica e irripetibile. 

Dettagli evento:

A seguire grande musica live con il concerto dei capitolini Dead Bouquet, band psychedelic folk-rock della Seahorse Recordings che presenta il suo ottimo disco di debutto As Far As I Know. Ad aprire le danze i bolognesi Deltoro e i Progenia.

Ascolta i Dead Bouquet


Press & Media Office

Frank Lavorino 339 6038451
Skype: sgrooveman





lunedì, novembre 24, 2014

Tra spunti psichedelici, funk e pop: il ritorno dei Thomas con l'album “Fin”.


presenta


Thomas - “Fin”


Dopo l’album d’esordio“Mr Thomas’s Travelogue Fantastic” (Automatic/Goodfellas), i Thomas continuano la loro corsa in fuga da generi e catalogazioni pubblicando per Seahorse Recordings il loro secondo lavoro in studio.

Etichetta-Seahorse Recordings; Distribuzione digitale-The Orchard; Distribuzione fisica-Audioglobe; Editore-New Model Label


Prodotto e registrato dal cantante del gruppo, Massimiliano Zaccone, negli studi Audiomokette tra Acqui Terme e Torino, “Fin” si presenta come un album più psichedelico e riflessivo ma che non sacrifica il caratteristico sound della band votato al funk e al groove.
Undici brani che si intrecciano in una produzione ricercata nel suono e nella composizione, senza dimenticare l’immediatezza pop che contraddistingue i Thomas sin dagli esordi. Non mancano incursioni di strumenti e musicisti grazie alla partecipazione di Alex Leonte al violino, Matteo Cerboncini alla chitarra solista e la sezione dei fiati della Bandarotta Fraudolenta. Il cantante della Tom Ton Band, Andrea Canobbio, regala ai Thomas il testo della toccante “April Fool”, primo singolo e videoclip, realizzando così un nuovo esperimento acustico della band. 

Fin” vuole presentarsi come una riconferma delle capacità dei Thomas di essere musicalmente poliedrici mantenendo ben chiara l’impronta del loro sound. L’album è disponibile su tutte le principali piattaforme di distribuzione digitale (iTunes, Spotify…) e in cd distribuito da Audioglobe. Dopo le oltre 60 date che hanno seguito l’uscita del primo album, tra cui Asti Musica con Goran Bregovic e Collisioni a Barolo, i Thomas sono pronti a calcare nuovamente i palchi d’Italia e d’Europa per proporre un live set ulteriormente rifinito e ballerino. “Siamo convinti che il nuovo lavoro ci rappresenti a pieno, e non vediamo l’ora di proporlo dal vivo, una dimensione che abbiamo sempre amato e dove diamo il massimo” dichiara la band.

A proposito del primo singolo, “April Fool”: “è una toccante ballad acustica dal gusto folk, con le armonie vocali che riempono lo spazio tra le casse. Il testo è di Andrea Canobbio, cantante della Tom Ton Band.”. Della canzone è stato realizzato anche il videoclip, per la regia del cantante del gruppo Massimiliano Zaccone.



Tracklist
Universe Is Me
Lowland Boletus
Masturbation
Tether
Miracolo Italiano
A New Ending
U Turn Me Up
Nine O’ Clock
April Fool
The Fastest Singer In The World
When Mr Thomas Met Santhe


Biografia
I Thomas nascono durante una serata in quella che sarebbe diventata la loro sala prove nel marzo 2001. Nel corso degli anni la band si è modellata fino all’attuale formazione che vede Giordano Menegazzi alle tastiere, Enrico Di Marzio alla chitarra elettrica, Nicolò Gallo al basso, Sergio Sciammacca alla batteria e Massimiliano Zaccone a synth, voci e percussioni. Per i primi anni il gruppo si occupa esclusivamente della dimensione live, con show basati prevalentemente sull’improvvisazione, ed è solo nel 2010 che decidono finalmente di chiudersi in studio e riassumere le idee in pezzi fatti e finiti: ne viene fuori il loro primo album “Mr. Thomas’ Travelogue Fantastic” (Automatic/Goodfellas) con conseguente tour italiano ed europeo con piu' di 60 date in un anno. Nel dicembre 2010 danno alle stampe uno split single su vinile a 45 giri con il poliedrico dj genovese Tarick1. L’approccio dei Thomas alla musica è radicale, senza selezione tra generi o stili, ma solo tra musica bella o brutta, se possibile sottolineando il tutto con un pò di ironia; quindi il compito che si sono dati è quello di riportare il buonumore nella musica indipendente italiana, generalmente molto “seriosa”. Gianrico Bezzato, autore chitarrista e cantante degli Knot Toulouse, definì la band “una sachertorte allucinata per palati fini predisposti al divertimento intelligente”. Ora i Thomas continuano la loro corsa in fuga da generi e catalogazioni pubblicando per Seahorse Recordings il loro secondo lavoro intitolato “Fin”. Anche questo è prodotto e registrato dal cantante del gruppo, Massimiliano Zaccone, negli studi Audiomokette e si presenta come un album più psichedelico e riflessivo ma che non sacrifica il caratteristico sound della band votato al funk e al groove. Undici brani che si intrecciano in una produzione ricercata nel suono e nella composizione, senza dimenticare l’immediatezza pop che contraddistingue i Thomas sin dagli esordi.
Rassegna stampa
ROCKIT di Letizia Bognanni: “l'abilità dei Thomas sta nella fluidità con cui compiono il loro viaggio sonoro, rendendolo per l'ascoltatore un percorso stimolante e divertente.”

ROCKERILLA - Recensione di Francesco Casuscelli: “... spiazza ad ogni giro d’angolo e riesce a sfornare melodie orecchiabilissime”

FULL SONG - Recensione di Piero Vittoria: “...un lavoro affascinante e degno di prendere posto nelle case di chi ama la buona musica.”

BUSCADERO - Rubrica Italians Do It Better “...sfornano un disco che diverte proponendo musica di classe...ecclettici!
ROCKAMBULA - Recensione di Marco Vittoria: “... non deluderà le aspettative dell'ascoltatore e lo costringerà a diventarne dipendente (...) non mancheranno di appassionarvi sin dal primo secondo d'ascolto.”

BLOW UP - Recensione di Piergiorgio Pardo: “.. hanno fantasia, amore per la musica, energia, vitalita’, tecnica, feeling e ironia (...) Un esordio davvero notevole.”

MUSIC ON TNT - Recensione di Loris Gualdi: “...disco destabilizzante e coinvolgente (...) dentro al quale saprete perdervi”.

SHIVER - Recensione di Max Sannella: “...una piccola perfezione che fa lezione a tanti”.

IL FATTO QUOTIDIANO – Articolo/Intervista di Pasquale Rinaldis: “Un disco dal quale non si può che essere stregati, e soggiogati dopo averlo ascoltato.”

PAPERSTREET - Matteo Conti: “...Le dieci canzoni dell'album spaziano amabilmente tra generi diversi, situazioni impossibili messe insieme con maestria da arrangiamenti che ci regalano un ricco affresco compatto e riuscito”.

LO SPETTACOLO: “i Thomas si mostrano colti e spensierati allo stesso tempo. Mr. Thomas’s Travelogue Fantastic è un album in cui sono presenti ritmi e sonorità mai banali...un’identità musicale libera da qualsiasi schema artistico precostituito.”

SOUND 36 - Recensione di Serena Zavatta: “...Mr Thomas’ s Travelogue Fantastic va sentito a ripetizione con la consapevolezza che non sarai lo stesso personaggio per più di un paio di minuti a canzone. Pensi di poterlo fare?”
Next Gigs
19 dicembre @ Beer Room, Pontinvrea (SV)
26 dicembre @ Raindogs House, Savona
27 dicembre @ Bar Dante, Acqui Terme (AL)
Contatti
Sito ufficiale www.thomastheband.com
Press Media Office
Frank Lavorino 339 6038451
Skype: sgrooveman

lunedì, novembre 17, 2014

Hikobusha: esce "Disordini", il nuovo album della rock wave band lombarda


presenta



Hikobusha - “Disordini”


Terzo album ufficiale della band rock wave lombarda, pubblicato il 15 novembre 2014 per Seahorse Recordings in collaborazione con MFA Prod. Undici brani suggestivi che vedono la partecipazione di ospiti sia internazionali come Hugo Race (The Wreckery, Nick Cave and The Bad Seeds), sia emergenti come le cantautrici Cinzia Mai e Monica Postiglione.

Etichetta: Seahorse Recordings; Distribuzione digitale: The Orchard/Audioglobe; Distribuzione fisica: Audioglobe; Editore: New Model Label


Pubblicato da Seahorse Recordings in collaborazione con MFA Prod., in distribuzione Audioglobe in tutti i negozi di dischi e su iTunes e altre piattaforme di download digitale (The Orchard Ed.), ecco a voi “Disordini”, il terzo album degli Hikobusha: undici tracce inedite (compresa la cover “Baby Play Dead” del combo australiano The Wreckery, in cui ha militato Hugo Race, membro dei Bad Seeds di Nick Cave e che qui collabora al brano in veste di chitarrista), che frullano spezzoni di pellicole italiane d'antan e brani di interviste a Italo Calvino e Alberto Manzi, sovrapposti ai versi del poeta statunitense Gil Scott Heron... un calderone di suggestioni senza apparente logica, attraversate dal cantato/recitato di Gammon e di cantautrici emergenti, come Cinzia Mai e Monica Postiglione, che contrastano col minimalismo della grafica del disco, realizzata dall'illustratore Gianfranco Enrietto (già noto per la sua collaborazione con i Calibro 35). Il primo singolo estratto dalla tracklist è “Obliquità”: il video è affidato al regista Mattia Molinari, giovane ed eclettico film maker che ha collaborato alla realizzazione di clip con Francesco Sarcina (Le Vibrazioni), Luca Carboni, Nina Zilli, Tiziano Ferro, Club Dogo e molti altri artisti italiani.

Tracklist

1- Obliquità
2- La Ferita Perfetta
3- Spazi Vuoti
4- Magica Nera Preghiera (Linoleum)
5- Rivoluzione Televisione
6- Carnaval!
7- Il Meraviglioso Ragazzo Invisibile
8- Vieni Mio Mostro
9- Diventare Deserto
10- Disordine
11- Baby Play Dead (bonus track)

Obliquità, opening track del disco, è stato scelto come primo singolo che meglio rappresenta l'evoluzione della band, prossima a tagliare il traguardo del decennio di attività. Nel brano e nel video è presente il “featuring” di Monica p., che duetta con Gammon su un accompagnamento di solido rock autoriale, scuro e sensuale. Le riprese sono state effettuate in una vecchia villa padronale abbandonata e amplificano l'atmosfera di decadenza e raffinatezza tanto amata dal quartetto lombardo.


Biografia
Hikobusha è la storpiatura di una parola giapponese (hibakusha), che ricorre nei libri di Kenzaburo Öe. Significa pressappoco “sopravvissuto” ed è stata coniata nel secondo dopoguerra per riferirsi ai superstiti del disastro di Hiroshima e Nagasaki. Dalle rovine del dopobomba orientale alla provincia industriale lombarda, da cui provenie la band, il passo è meno lungo di quanto si pensi. Hikobusha nasce nel 2005. Inizia a frullare un misto di rock wave e indie, con spruzzate di elettronica e campionamenti, accostati ad un cantato in italiano e da testi in bilico tra disincanto e critica sociale, stemperati da una vena ironica ed autocompiacente che tenta di portare il cantautorato classico verso lidi inesplorati: suoni troppo raffinati e furbi per essere accolti dal pubblico dei “duri e puri”, troppo cerebrali e complessi per gli amanti del disimpegno. Una band in anticipo sui tempi e in ritardo sulle mode (o viceversa, se preferite). Tra il 2006 e il 2008, Hikobusha si affaccia sul meraviglioso (?) Mondo della scena musicale indipendente nostrana con due EP e la partecipazione ad eventi e rassegne che includono nomi di spicco nel campo della musica alternativa italiana d’autore. Nel 2009 esce l'album di debutto “Dinosauri”, che ha potuto contare sulla produzione artistica di Giovanni Cleis (sound engeneer e fondatore dello storico gruppo elettro-noise svizzero Table) e la collaborazione di Jean Marc Tigani (Fabrizio De Andrè, Antonella Ruggero, Soerba). Il video del singolo “Libero Arbitrio” viene premiato al “Venice Airport Festival”, in occassione del quale parte il tour promozionale del disco, che tocca i più noti club del nord italia. Nell'estate 2010 esce un EP che raccoglie alcuni remixes di “Dinosauri”, affidati a dj, produttori, musicisti, collaboratori ed amici. Hikobusha decide quindi di iniziare la stesura di nuovi brani e la composizione di un nuovo disco: il produttore artistico è Paolo Nuas, chitarrista della storica formazione punk rock milanese Punkreas. Sotto la sua guida, il sound di Hikobusha conosce l'ennesima evoluzione, puntando a coniugare l'immediatezza degli arrangiamenti con la ricercatezza dei testi e delle atmosfere, in un connubio tra new wave, elettronica, post-punk e cantautorato italiano. Il titolo del nuovo lavoro (in uscita nel 2012) è “Discoregime”: undici brani che inscenano un affresco sociale convulso e tragi-comico: da Giorgio Gaber ai Sex Pistols (temerariamente accostati in una cover dell'autore del teatro-canzone, che sfocia in un finale-tributo ad “Anarchy In The Uk”...), con testi ispirati da Pasolini e dallo scrittore Raul Montanari, coautore del brano “Il Male”. La copertina del cd è affidata all'artista Erique Lacorbeille (Sourmilk, Pop Is Dead) un'artista poliedrica, che si occupa di fotografia, arte digitale, musica e grafica. L'artwork del libretto interno invece viene commissionato al fotografo Roberto Venegoni. La compagnia teatrale milanese Radicetimbrica offre la propria collaborazione alla realizzazione del videoclip previsto per il primo singolo, dal titolo “Cappiolavoro”. Nel corso del 2013, la band si dedica alla promozione del disco e ad un reimpasto nella scelta dei suoni e dei collaboratori al progetto. A fine 2014, è pronto per la stampa il terzo album ufficiale della band, chiamato: “Disordini”.


Hikobusha are:
Davide Gammon: Voce, Tastiere, Programming.
Paolo Zangara: Basso Elettrico, Chitarre Acustiche ed elettriche, Voce.
Stefano Maurizio: Chitarra Elettrica.
Gianmario Jama Ferrario: Synt, Chitarre acustiche ed elettriche, Voce

Next Gigs
22 novembre 2014 @ Sur Le Sofà, Castiglione Olona (VA) (Presentazione ufficiale “Disordini”)
5 dicembre 2014 @ Circolone, Legnano (MI) (+ Pan Del Diavolo)

Recensioni
Losthighways // (gennaio 2010)
Hikobusha scrive canzoni psicotiche e lucidissime, dure, consanguinee di certa stampa che osa la verità, maldicenti, scomode, tossiche, colte, riconoscenti alle proprie fonti, capaci d'altro e di osarlo. La danza delle ossa, normalità?, Dinosauro, il sapore del sangue, portami via: canzoni dal sobborgo del nostro costato, rettili e impavide, striscianti, sopravvissute: arrivano, e una volta giunte a destinazione mettono radici. Un disco cui porgere il fianco: non tutte le ferite finiscono per nuocere.
[R.Molteni]

Sentire&Ascoltare // (gennaio 2010)
Hikobusha, ovvero vivere con la morte dentro. Soprattutto dalle parti di Hiroshima e Nagasaki.
Una new wave patternizzata trip-hop che aspira evidentemente a conquistare lo spessore autoriale di
Certa tradizione autoctona. Uno scenario decadente e conflittuale come non se ne sentivano da un pezzo, figlio di ruvidezze oscure à la portishead e di una mute records ante litteram, dei depeche mode e dei la crus. Da quest'ultimi i nostri ereditano approccio serioso e aspirazioni colte, col pallino di aggiornarle di qualche anno e di farle star dentro ai canoni di un rock che non disdegna la chitarra elettrica. Le cose migliori si ascoltano quando a prendere il sopravvento sono la canzone d'autore (terra di risa e sgomento) e il trip hop (libero arbitrio), mondi piacevolmente e inaspettatamente confinanti tra cui la new wave fa un po' da collante.
[F.Zampighi]

Rockit // (luglio 2009)
Il mood è incostante e sa di elettronica asciutta, new wave raffinata ed eclettismo, buio profondo joydivisioniano in "dinosauro" e saluti e baci ai diaframma come ispirazione e faro; il lavoro scivola fluido e denso lungo minuti di accordi soffici e ricercatezza, "portami via" oscilla tra capitoli di "ko de mondo", indubbi riferimenti a ferretti nell'umore e nell'uso sinfonico della lingua, figure retoriche s'aggrappano a visioni en plein air crepuscolari, mai in tinte pastello. "dinosauri" è un frutto, coltivato e cresciuto con l'attenzione necessaria, da una fioritura di pensieri amari e umani, la polpa è melodica e il succo piacevole, un'uscita seducente.
[M.Difiore]

Blow up magazine // (settembre 2006)
La qualità ha un cuore italiano. Il dub-hop à la utley che apre "libero arbitrio" è un cameo ibernato e disgelato alle soglie dell'elettrorock attuale: in "land of laughing & dismay" e nel pezzo che dà il nome alla band si respira buio late-gahan, claustrofobia tornata in auge si scosta nel rap spanato di "portami via", un anticipo di aria condizionata artificiale arriva dritta dal prossimo revival 2007."
[E.Veronese]

Beautiful freaks // (autunno 2006)
Davide Gammon è una vecchia conoscenza di BF.
Adesso il nostro è impegnato con gli Hikobusha in un interessante esperimento di unione tra atmosfere legate al rock alternativo, al jazz, al trip hop e accompagnate dall'utilizzo di campionamenti di vario genere. Il risultato è complessivamente positivo e la definizione proposta dagli autori di trip-rock può in parte rendere l'idea della musica prodotta dal gruppo. A farla da padrone è sempre il riuscito intreccio di un rock molto più elettronico che in passato e i testi, di stampo cantautoriale. Un lavoro sicuramente positivo condito soprattutto da una notevole e apprezzabile dose di personalità.
[A.P.]

Blackout69 // (dicembre 2005)
Sappiatelo, si tratta di un disco complesso: le sonorità sono accattivanti, gli Hikobusha pescano a piene mani dal trip hop ma lo sporcano di chitarre distorte, la voce è vellutata e spesso assume toni da crooner. Gli arrangiamenti sono complessi, ricchi, l'avrò ascoltato trenta volte, e ancora noto particolari nuovi. Il paragone coi Portishead viene dopo dieci secondi di ascolto (d'altronde loro li citano tra le maggiori influenze), ma ciò non toglie che il demo degli Hikobusha mantenga una sua originalità.
[Doghead]

Hikobusha: trio funambolico dai suoni chitarristici che ti massaggiano il cuore... insomma, una morte interiore che riesce a farti sentire vivo come poche altre cose.... Che ddddire?! Imperdibili”.
[testo tratto dal forum di Rockit]


Contatti

Press Media Office
Frank lavorino 339 6038451
Skype: sgrooveman


lunedì, novembre 03, 2014

Dead Bouquet: la folk rock band romana pubblica l'album As Far As I Know

Blob Agency logo

presenta


Dead Bouquet - As Far As I Know

La cover di As Far As I Know

La rock band laziale presenta il disco esordio, uscito il 27 Ottobre per Seahorse Recordings: tredici tracce mistiche e notturne, fra psichedelia e folk. As Far As I Know si avvale dei prestigiosi contributi del produttore Paul Kimble (Grant Lee Buffalo, Velvet Goldmine's soundtrack) e del noto mastering engineer Joe Gastwirt (Bob Dylan, Tom Petty, Jimi Hendrix, The Beach Boys)

Etichetta: Seahorse Recordings - Distribuzione Digitale: The Orchard
Distribuzione Fisica: Audioglobe - Editore: New Model Label

I Dead Bouquet annunciano la pubblicazione del loro disco d'esordio As Far As I Know. Il lavoro, prodotto da Paul Kimble (Grant Lee Buffalo), è uscito ufficialmente il 27 ottobre per la label Seahorse Recordings. Dopotutto, l’autunno è la stagione chiave per questa raccolta di canzoni. Oltre ad averlo registrato, missato ed esserne stato il produttore artistico, Paul Kimble è stato il formidabile session-man dell’album, colorando molti brani con la sue abilità di polistrumentista. Di grande rilievo è stata poi la collaborazione con Joe Gastwirt, noto mastering engineer che ha lavorato con mostri sacri come Bob Dylan, Jerry Garcia, Tom Petty oltre ad essere famoso per i suoi re-master di dischi storici di artisti come Jimi Hendrix, The Beach Boys e molti altri. Queste la parole della rock band laziale a proposito di tali, prestigiosi contributi: “Sapere che il tuo disco è passato nella stessa consolle dove è passato Time’s Out of Mind di Dylan, oppure Fuzzy e Mighty Joe Moon dei Grant Lee Buffalo fa venire i brividi, specie se il proprietario della consolle è diventato un tuo ammiratore. Siamo grati di avere avuto la possibilità di lavorare con questi due grandi talenti di livello mondiale.” Il primo singolo-video estratto dall'album è Nobody's Sky, che i Dead Bouquet descrivono come: “Una canzone dall''atmosfera onirica, che nessun altro tranne Paul Kimble avrebbe potuto esaltare in quel modo sul ritornello. E' stata scelta come singolo proprio perché durante l’ascolto del pre-mix, esclamò all’improvviso, “the single!”. Siamo incredibilmente felici del lavoro svolto da Paul ed è quindi venuto naturale fidarci del suo istinto.


I Dead Bouquet sono un trio rock che esprime atmosfere mistiche e notturne attraverso lande di eclettica psichedelia suggellata dalla distorsione di una dodici corde acustica e caratterizzate da sonorità folk, celtiche e di confine, in bilico tra luce ed oscurità. L'approccio cantautorale del gruppo si enfatizza in modo significativo con le profonde note della voce, per trovare la sua massima espressione nel contributo armonioso e pungente del basso e dal suono conciliante della batteria.Suonano insieme dall’estate 2012 esibendosi nei maggiori locali di Roma e dintorni e partecipando inoltre al festival LazioWave sull'isola Tiberina. Decidono fin da subito di registrare il loro disco d’esordio, As Far As I Know, al quale prende parte, in veste di produttore e di strumentista aggiunto Paul Kimble, bassista dei Grant Lee Buffalo nonché produttore dell'album The Days Of Our Nights della rock band Luna, per la Elektra Records/Jericho (sempre Warner Bros) e della colonna sonora del film Velvet Goldmine, dove, contribuendo anche come cantante e polistrumentista, ha lavorato insieme ad artisti del calibro di Michael Stipe, Thom Yorke e Andy Mackay dei Roxy Music (con cui Paul ha duettato in Bitter’s End). L’entusiasmo di Paul nei confronti della band lo ha portato, come detto, oltre alla partecipazione per le sessioni dell’album da polistrumentista, a mettere anche a disposizione tutto il suo talento per suonare con Carlo e Daniele al The Spot Live Club (Marino, Roma), regalando una memorabile serata di rock e magia al pubblico presente. Il mastering è ad opera del rinomato Joe Gastwirt, che ha contribuito a centinaia di dischi d’oro e di platino per artisti come Bob Dylan (in Time Out Of Mind), Neil Young, Pearl Jam, Jerry Garcia, The Grateful Dead, Paul McCartney, venendo nominato per un Grammy (per il Pet Sounds Box Set, dei The Beach Boys). Le sessioni di registrazione di As Far As I Know hanno avuto luogo in Italia, nel SoundClub Recording Studio; mentre il mixaggio è stato effettuato da Paul Kimble a Seattle, negli U.S.A.

Bandcamp: http://deadbouquet.bandcamp.com

I Dead Bouquet sono:
Carlo Mazzoli:
chitarra acustica 12 corde, voce ed autore;
Daniele Toti: basso e cori;
Alberto Croce: batteria.

Press & Media Office
Frank Lavorino 339 6038451
Skype: sgrooveman