Si è svolta oggi a Milano la conferenza stampa “Casa dell’Energia A2A”, in cui sono stati presentati i risultati delle ricerche sullo stato attuale dei ghiacciai alpini, tendenze ed eventuali rapporti con l’evoluzione del clima.
I principali dati emersi sono:
- il numero di ghiacciai è aumentato (da 334 a 348) per via della frammentazione di quelli più grandi;
- la superficie e lo spessore dei ghiacciai è diminuito, in particolar modo negli anni compresi tra il 1991 e il 2003 (-21%);
- è stata registrata una perdita di circa 0,8 km3 acqua.
Ulteriore dato importante è che lo scorso anno è stato il peggiore in assoluto per i nostri ghiacciai, che hanno registrato una perdita di oltre 4m di acqua ed un accumulo invernale non sufficiente.
Questi dati dovrebbero farci riflettere maggiormente sugli effetti che i cambiamenti climatici stanno avendo sulla riduzione dei ghiacciai alpini ed in generale sul nostro Pianeta.
You4planet - Tutela dei ghiacciai
Visualizzazione post con etichetta tutela ambientale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tutela ambientale. Mostra tutti i post
martedì, marzo 23, 2010
venerdì, febbraio 19, 2010
La cultura della vacanza eco-sostenibile
Unicamping, il social network dei camping in Italia, si impegna a promuovere la cultura della vacanza eco-sostenibile. Non è un impegno così astratto visto che, secondo un'indagine di TripAdvisor (la community dei viaggiatori), il 30% degli italiani ha dichiarato che la sostenibilità del turismo è una priorità per le vacanze 2010.
Un segnale positivo che Unicamping ha colto al volo per sensibilizzare i suoi utenti, appassionati di vacanze plein air e i gestori dei camping in Italia, per ricordare quali sono i must di una vacanza eco-sostenibile dal punto di vista dell'offerta e della domanda di turismo.
Chi sceglie la vacanza pleinair sceglie anche il rispetto dell'ambiente perchè solo secondo un'ottica di sostenibilità è possibile conservare la bellezza e l'integrità del patrimonio naturale. Per questo Unicamping ha chiesto a Legambiente Turismo quali siano le linee guida per una vacanza all'insegna dell'eco-sostenibilità. Innanzitutto la gestione eco-sostenibile dei rifiuti, dell'acqua e delle fonti di energia per limitare sprechi e inefficienze.
Poi la promozione di un'alimentazione sana, da agricoltura biologica che comprenda tanta frutta e verdura fresca. La promozione della cucina locale attraverso i menù dei camping in Italia, sempre più rispettosi delle peculiarità locali.Infine la qualità a 360° dell'offerta turistica, la promozione della mobilità sostenibile (trasporto pubblico e bicicletta) e il rispetto reciproco della quiete e del silenzio in campeggio.
La consapevolezza passa sia attraverso le coscienze dei viaggiatori nel selezionare il luogo di vacanze, e sia attraverso l'offerta turistica dei camping in Italia, che investono sulla qualità e il benessere della vacanza.
Un segnale positivo che Unicamping ha colto al volo per sensibilizzare i suoi utenti, appassionati di vacanze plein air e i gestori dei camping in Italia, per ricordare quali sono i must di una vacanza eco-sostenibile dal punto di vista dell'offerta e della domanda di turismo.
Chi sceglie la vacanza pleinair sceglie anche il rispetto dell'ambiente perchè solo secondo un'ottica di sostenibilità è possibile conservare la bellezza e l'integrità del patrimonio naturale. Per questo Unicamping ha chiesto a Legambiente Turismo quali siano le linee guida per una vacanza all'insegna dell'eco-sostenibilità. Innanzitutto la gestione eco-sostenibile dei rifiuti, dell'acqua e delle fonti di energia per limitare sprechi e inefficienze.
Poi la promozione di un'alimentazione sana, da agricoltura biologica che comprenda tanta frutta e verdura fresca. La promozione della cucina locale attraverso i menù dei camping in Italia, sempre più rispettosi delle peculiarità locali.Infine la qualità a 360° dell'offerta turistica, la promozione della mobilità sostenibile (trasporto pubblico e bicicletta) e il rispetto reciproco della quiete e del silenzio in campeggio.
La consapevolezza passa sia attraverso le coscienze dei viaggiatori nel selezionare il luogo di vacanze, e sia attraverso l'offerta turistica dei camping in Italia, che investono sulla qualità e il benessere della vacanza.
Etichette:
tutela ambientale
venerdì, luglio 31, 2009
Intervista Claudio Smiraglia, sull'esperimento di protezione attiva del ghiacciaio Dosdè
Con la nuova posa di tessuto geotessile sul Ghiacciao del Dosdè si è aperto il terzo anno di collaborazione tra l'Università degli Studi di Milano e Levissima. E’ l’occasione per farci raccontare dal professor Smiraglia, responsabile del progetto, lo stato di salute del ghiacciaio e la storia di una “preziosa collaborazione” dal principio.
La collaborazione fra l'Università degli Studi di Milano e Levissima è nata da un'idea comune, che è quella dell'acqua. Il nostro gruppo di ricerca si occupa di acqua allo stato solido, cioè di ghiacciai, attraverso lo studio delle loro caratteristiche e delle loro variazioni, mentre Levissima è una top brand dell'acqua. A noi era stato chiesto di trovare un settore glaciale su cui fare delle ricerche che portassero un contributo a quello che è uno dei grandi temi dominanti della ricerca ambientale, cioè il ritiro e il collasso dei ghiacciai alpini e di indagare le motivazioni di questo fenomeno: abbiamo scelto un ghiacciaio, su cui il nostro gruppo di Milano stava lavorando già da molti anni, il Ghiacciaio di Dosdè Orientale, nel Gruppo Piazzi Dosdè, gruppo che poi è interessato anche direttamente dalle sorgenti Levissima. Questo ha portato ad una collaborazione che ha dato degli ottimi risultati sia a livello scientifico che divulgativo.
Abbiamo verificato che il ghiacciaio, come gran parte dei ghiacciai alpini, sta vivendo una fase di crisi intensa, e questo poi ci ha spinto a fare un altro esperimento che definirei innovativo - anche se era stato già fatto in altri stati, come l'Austria e la Svizzera, ma non con finalità scientifiche - per vedere se esistono tecniche e metodologie per ridurre questa crisi: abbiamo steso sul Dosdè un telo fatto in un tessuto particolare, di circa 150 mq, per provare a ridurre l'ablazione (la fusione del ghiaccio). Questo esperimento si è concluso – almeno in parte – lo scorso ottobre e ci ha dimostrato che queste tecniche possono veramente ridurre la fusione glaciale anche del 60-70%. I risultati scientifici sono interessanti e sono stati pubblicati su riviste italiane ed internazionali. Stiamo facendo un grosso sforzo di divulgazione di questi dati ai mass-media, sia sulla televisione che sui giornali. Questa prima parte della collaborazione fra noi e il gruppo Levissima è stata molto soddisfacente”.
Link all'intervista
lunedì, luglio 20, 2009
Posizionati 100 metri quadrati di telo geotessile per preservare la neve e tre termometri per misurare la “febbre” estiva sul ghiacciaio Dosde’ orient
Levissima e l’Università degli Studi di Milano presentano il secondo esperimento italiano di “protezione attiva” di un ghiacciaio
Levissima in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano ha dato l’avvio al nuovo esperimento di protezione attiva, per il secondo anno consecutivo sulle bianche distese innevate del ghiacciaio Dosdè Orientale - Gruppo Piazzi Campo in Valtellina.
L’iniziativa rientra nel più ampio programma di sostenibilità e di protezione della risorsa idrica che Levissima ha intrapreso dal 2007 in collaborazione con l’Università di Milano, sostenendo la ricerca scientifica per la protezione dell’ambiente e in particolare della risorsa acqua a partire dai ghiacciai, i sistemi ambientali tra i più sensibili ai cambiamenti climatici in atto.
I risultati incoraggianti ottenuti, alla fine di ottobre 2008, con il primo esperimento che ha permesso salvare 115 mila litri di acqua e la volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica su un bene così prezioso da salvaguardare per il futuro, hanno portato Levissima e il team di ricercatori dell’Università di Milano, guidati dal Prof. Claudio Smiraglia, di nuovo sulle vette del Dosdè Orientale – Gruppo Piazzi Campo in Valtellina, fonte dell’acqua Levissima, per il secondo esperimento di “protezione attiva” del ghiacciaio.
Una spedizione dei ricercatori dell’Università di Milano, alla fine del mese di giugno, ha dato avvio alle operazioni; è stata così stesa una parcella di 100 m2 di telo protettivo geotessile, chiamato “Ice Protector 500”, con l’obiettivo di ridurre l’ablazione (ovvero la fusione) della porzione di ghiaccio ricoperta e di sperimentare e quantificare il potere protettivo che il telo esercita sulla neve e sul ghiaccio sottostanti rispetto alla radiazione solare. “Attualmente lo spessore della neve densa e compatta presente nell’area prescelta per la stesura del telo geotessile è risultato 270-280 cm, lievemente superiore al 2008 (circa 200 cm)“ afferma il prof. Claudio Smiraglia, dell’Università degli Studi di Milano “come per l’esperimento dello scorso anno, bisognerà attendere il mese di ottobre per verificare lo spessore di neve che grazie alla protezione del telo avrà potuto resistere all’estate.”
La novità che caratterizza questo secondo esperimento è l’utilizzo di strumenti capaci di calcolare la “febbre” del ghiacciaio durante il periodo estivo. Infatti, sotto il telo, sono stati posizionati tre termistori, speciali termometri dotati di data logger per la registrazione continua di dati - uno in superficie, quindi subito sotto il telo, uno a 100 cm ed uno a 170 cm di profondità - con l’obiettivo di monitorare l’andamento della temperatura sotto il telo e nella neve a differenti profondità, per quantificare il flusso di calore ed i suoi effetti sulla neve sottoposta a copertura durante tutta la durata della stagione di ablazione.
“Siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti dal progetto di ricerca scientifica sul Ghiacciaio Dosdè lo scorso anno e per questo motivo abbiamo deciso di continuare questo percorso intrapreso con il Prof. Claudio Smiraglia e il suo team” dichiara Federico Sarzi Braga, direttore Business Unit Italia Sanpellegrino. “La collaborazione con i ricercatori dell’Università di Milano è un’esperienza unica ed importante per Levissima e ci dimostra come la salvaguardia e la tutela dell’ambiente siano premesse necessarie per garantire un futuro di qualità alle risorse naturali del nostro pianeta. Levissima ha fatto tesoro di ciò che la natura le ha messo a disposizione e, pienamente consapevole della responsabilità sociale che questo privilegio genera, è da sempre impegnata nella protezione delle sorgenti, nella difesa del territorio montano e nell’educazione dell’opinione pubblica contro gli sprechi d’acqua.”
Il geotessile è un materiale caratterizzato da un peso (asciutto) di 500 grammi al mq, da uno spessore di 3,8 mm e da una forza massima alla trazione sia longitudinale che trasversale superiore ai 25 kN/m; è un “non tessuto” composito a 2 strati, agugliato meccanicamente e caratterizzato dal fatto di agire come stabilizzante termico, nonché di assorbire i raggi UV, impedendo a questi ultimi di raggiungere la neve e il ghiaccio sottostanti. Il materiale in oggetto è stato scelto anche per la sua caratteristica di essere esente da sostanze nocive e smaltibile termicamente.
Per ancorare il telo geotessile alla superficie del ghiacciaio, sono state utilizzate 30 borse bianche in tessuto naturale (cotone non trattato) riempite con 7-8 kg di frammenti rocciosi; ad ogni borsa, appoggiata sulla neve a una distanza di circa 2 m dal bordo del telo, è stata legata una fettuccia statica (della lunghezza di 2 metri) e potenti pinze smaltate in bianco, per evitare un eccessivo assorbimento di radiazione solare incidente.
La superficie glaciale su cui è stato steso il geotessile è stata individuata a 15 metri a valle dalla stazione meteorologica automatica (AWS) Levissima, posizionata sul ghiacciaio dal 2007. La stazione che si trova a quota 2.850 metri è una delle stazioni meteorologiche più alte su ghiacciaio in Italia e la più alta di tutta la Lombardia. Grazie al recente collegamento radio alla rete GSM/GPRS, la stazione, equipaggiata con una radio in banda UHF ad alta velocità per il trasferimento di dati (la stessa tecnologia che permette il collegamento da remoto con la stazione al Colle Sud del Monte Everest), fornisce importanti indicazioni, aggiornate in tempo reale, sulle condizioni meteorologiche d’alta montagna come temperatura, umidità, pressione, radiazione solare e altezza della neve. Proprio l’analisi di dati meteorologici di questo tipo può permettere di comprendere l’effetto del clima sul bilancio energetico e di massa dei ghiacciai.
In prossimità dell’area individuata per la stesura del telo, è stata effettuata anche una trincea nivologica, con l’obiettivo di rilevare i dati della temperatura, del contenuto in acqua e della densità dei diversi strati di neve presenti sul ghiacciaio a giugno 2009 (al termine della stagione di accumulo). Tali dati verranno poi confrontati, a fine estate, con quelli della neve “salvata” grazie alla protezione del telo, per quantificarne l’efficacia.
Levissima in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano ha dato l’avvio al nuovo esperimento di protezione attiva, per il secondo anno consecutivo sulle bianche distese innevate del ghiacciaio Dosdè Orientale - Gruppo Piazzi Campo in Valtellina.
L’iniziativa rientra nel più ampio programma di sostenibilità e di protezione della risorsa idrica che Levissima ha intrapreso dal 2007 in collaborazione con l’Università di Milano, sostenendo la ricerca scientifica per la protezione dell’ambiente e in particolare della risorsa acqua a partire dai ghiacciai, i sistemi ambientali tra i più sensibili ai cambiamenti climatici in atto.
I risultati incoraggianti ottenuti, alla fine di ottobre 2008, con il primo esperimento che ha permesso salvare 115 mila litri di acqua e la volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica su un bene così prezioso da salvaguardare per il futuro, hanno portato Levissima e il team di ricercatori dell’Università di Milano, guidati dal Prof. Claudio Smiraglia, di nuovo sulle vette del Dosdè Orientale – Gruppo Piazzi Campo in Valtellina, fonte dell’acqua Levissima, per il secondo esperimento di “protezione attiva” del ghiacciaio.
Una spedizione dei ricercatori dell’Università di Milano, alla fine del mese di giugno, ha dato avvio alle operazioni; è stata così stesa una parcella di 100 m2 di telo protettivo geotessile, chiamato “Ice Protector 500”, con l’obiettivo di ridurre l’ablazione (ovvero la fusione) della porzione di ghiaccio ricoperta e di sperimentare e quantificare il potere protettivo che il telo esercita sulla neve e sul ghiaccio sottostanti rispetto alla radiazione solare. “Attualmente lo spessore della neve densa e compatta presente nell’area prescelta per la stesura del telo geotessile è risultato 270-280 cm, lievemente superiore al 2008 (circa 200 cm)“ afferma il prof. Claudio Smiraglia, dell’Università degli Studi di Milano “come per l’esperimento dello scorso anno, bisognerà attendere il mese di ottobre per verificare lo spessore di neve che grazie alla protezione del telo avrà potuto resistere all’estate.”
La novità che caratterizza questo secondo esperimento è l’utilizzo di strumenti capaci di calcolare la “febbre” del ghiacciaio durante il periodo estivo. Infatti, sotto il telo, sono stati posizionati tre termistori, speciali termometri dotati di data logger per la registrazione continua di dati - uno in superficie, quindi subito sotto il telo, uno a 100 cm ed uno a 170 cm di profondità - con l’obiettivo di monitorare l’andamento della temperatura sotto il telo e nella neve a differenti profondità, per quantificare il flusso di calore ed i suoi effetti sulla neve sottoposta a copertura durante tutta la durata della stagione di ablazione.
“Siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti dal progetto di ricerca scientifica sul Ghiacciaio Dosdè lo scorso anno e per questo motivo abbiamo deciso di continuare questo percorso intrapreso con il Prof. Claudio Smiraglia e il suo team” dichiara Federico Sarzi Braga, direttore Business Unit Italia Sanpellegrino. “La collaborazione con i ricercatori dell’Università di Milano è un’esperienza unica ed importante per Levissima e ci dimostra come la salvaguardia e la tutela dell’ambiente siano premesse necessarie per garantire un futuro di qualità alle risorse naturali del nostro pianeta. Levissima ha fatto tesoro di ciò che la natura le ha messo a disposizione e, pienamente consapevole della responsabilità sociale che questo privilegio genera, è da sempre impegnata nella protezione delle sorgenti, nella difesa del territorio montano e nell’educazione dell’opinione pubblica contro gli sprechi d’acqua.”
Il geotessile è un materiale caratterizzato da un peso (asciutto) di 500 grammi al mq, da uno spessore di 3,8 mm e da una forza massima alla trazione sia longitudinale che trasversale superiore ai 25 kN/m; è un “non tessuto” composito a 2 strati, agugliato meccanicamente e caratterizzato dal fatto di agire come stabilizzante termico, nonché di assorbire i raggi UV, impedendo a questi ultimi di raggiungere la neve e il ghiaccio sottostanti. Il materiale in oggetto è stato scelto anche per la sua caratteristica di essere esente da sostanze nocive e smaltibile termicamente.
Per ancorare il telo geotessile alla superficie del ghiacciaio, sono state utilizzate 30 borse bianche in tessuto naturale (cotone non trattato) riempite con 7-8 kg di frammenti rocciosi; ad ogni borsa, appoggiata sulla neve a una distanza di circa 2 m dal bordo del telo, è stata legata una fettuccia statica (della lunghezza di 2 metri) e potenti pinze smaltate in bianco, per evitare un eccessivo assorbimento di radiazione solare incidente.
La superficie glaciale su cui è stato steso il geotessile è stata individuata a 15 metri a valle dalla stazione meteorologica automatica (AWS) Levissima, posizionata sul ghiacciaio dal 2007. La stazione che si trova a quota 2.850 metri è una delle stazioni meteorologiche più alte su ghiacciaio in Italia e la più alta di tutta la Lombardia. Grazie al recente collegamento radio alla rete GSM/GPRS, la stazione, equipaggiata con una radio in banda UHF ad alta velocità per il trasferimento di dati (la stessa tecnologia che permette il collegamento da remoto con la stazione al Colle Sud del Monte Everest), fornisce importanti indicazioni, aggiornate in tempo reale, sulle condizioni meteorologiche d’alta montagna come temperatura, umidità, pressione, radiazione solare e altezza della neve. Proprio l’analisi di dati meteorologici di questo tipo può permettere di comprendere l’effetto del clima sul bilancio energetico e di massa dei ghiacciai.
In prossimità dell’area individuata per la stesura del telo, è stata effettuata anche una trincea nivologica, con l’obiettivo di rilevare i dati della temperatura, del contenuto in acqua e della densità dei diversi strati di neve presenti sul ghiacciaio a giugno 2009 (al termine della stagione di accumulo). Tali dati verranno poi confrontati, a fine estate, con quelli della neve “salvata” grazie alla protezione del telo, per quantificarne l’efficacia.
Etichette:
ambiente,
ghiacciaio,
levissima,
montagna,
tutela ambientale
Iscriviti a:
Post (Atom)