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martedì, marzo 23, 2010

Dati sullo scioglimento dei ghiacciai

Si è svolta oggi a Milano la conferenza stampa “Casa dell’Energia A2A”, in cui sono stati presentati i risultati delle ricerche sullo stato attuale dei ghiacciai alpini, tendenze ed eventuali rapporti con l’evoluzione del clima.

I principali dati emersi sono:
- il numero di ghiacciai è aumentato (da 334 a 348) per via della frammentazione di quelli più grandi;
- la superficie e lo spessore dei ghiacciai è diminuito, in particolar modo negli anni compresi tra il 1991 e il 2003 (-21%);
- è stata registrata una perdita di circa 0,8 km3 acqua.

Ulteriore dato importante è che lo scorso anno è stato il peggiore in assoluto per i nostri ghiacciai, che hanno registrato una perdita di oltre 4m di acqua ed un accumulo invernale non sufficiente.

Questi dati dovrebbero farci riflettere maggiormente sugli effetti che i cambiamenti climatici stanno avendo sulla riduzione dei ghiacciai alpini ed in generale sul nostro Pianeta.

You4planet - Tutela dei ghiacciai

mercoledì, gennaio 06, 2010

Alpi, cambiamenti climatici e turismo - Esempio emblematico di una situazione mondiale critica

Le stazioni sciistiche sulle Alpi temono di avere una stagione sempre più breve, basti pensare agli sforzi di quest'ultimo decennio di attrezzare le piste da impianti costosissimi di innevamento arteficiale.



Cambiamenti climatici in atto nell'arco alpino provocano
- un dissesto idrogeologico sempre più diffuso causato da precipitazioni brevi e intense o eccezionali e prolungate e dalle attività umane che destabilizzano sempre di più i versanti: tagli stradali, scavi, cattiva o assente pianificazione territoriale. L’espansione edilizia è avvenuta spesso in aree instabili ed ha prodotto un significativo aumento del rischio da frana.
- anomale e improvvise variazioni termiche e i conseguenti rischi valanga.
- lo scioglimento del permafrost, lo strato di ghiaccio profondo che compatta le pareti rocciose.
Il mutamento climatico comporta
- lo scioglimento dei ghiacciai,
- lo straripamento di fiumi che provoca innondazioni,
- l'innalzamento del livello del mare che mette a rischio numerose località di mare,
- le frequenti piogge torrenziali.
Mäder (Austria) 20 e 21 gennaio 2010
Si riuniscono i massimi esperti all'occasione del convegno internazionale sul clima voluto (... continua)

mercoledì, settembre 23, 2009

La Cina taglierà le emissioni entro il 2020

Giungono importanti novità dal Vertice sul Clima che si sta tenendo in questi giorni a New York. Il Presidente della Cina HU Jintao ha infatti affermato che il suo Paese si impegnerà a ridurre entro il 2020 le emissioni di anidride carbonica per unità di prodotto interno lordo. Trattasi di una promessa alquanto vaga, ma poter contare anche sul contributo di uno dei maggiori Paesi emergenti è già molto.


Il Vertice stesso è stato aperto dal Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, con un duro atto d’accusa contro la comunità internazionale, asserendo che i negoziati per un accordo sul clima stanno "procedendo ad una velocità glaciale".


Ulteriore spinta alla lotta contro il surriscaldamento del pianeta è data dal Presidente americano Barack Obama, con un cambiamento politico radicale rispetto al precedente Presidente Bush. Anche Obama ha infatti ribadito la necessità di agire in fretta, poiché il processo di riscaldamento del pianeta è una seria minaccia per la sicurezza e la stabilità di tutte le nazioni e di tutti i popoli.


Nel frattempo giungono anche i dati poco confortanti dell’istituto oceanico statunitense, che ci informano che i mari sono in ebollizione ed anche le acque in profondità registrano un aumento di temperatura. Per quel che ci riguarda più da vicino, il Mediterraneo registra un aumento di un grado rispetto alla media degli ultimi 30 anni.


Fonte della notizia: Energrid

venerdì, settembre 18, 2009

Intervista al Col. Giuliacci - Il futuro del pianeta? E’ in mano alle nuove generazioni

Il  Colonnello Mario Giuliacci è LA meteorologia in Italia. A lui la maggior parte degli italiani affida le decisioni sulle proprie ferie, se spendere il weekend al mare, in montagna o più semplicemente sul mezzo da prendere per andare al lavoro ogni giorno.

La redazione di You4planet lo ha incontrato per rivolgergli alcune domande sul clima e per richiedergli la previsione più importante… quella sul futuro del pianeta.


Il problema del Global Warming e i suoi effetti sulle risorse del nostro pianeta?

Il Global Warming è il riscaldamento record che sta coinvolgendo il nostro pianeta in particolare negli ultimi 30 anni. Nell’arco di un secolo abbiamo ottenuto un riscaldamento record di quasi un grado se pensiamo che negli ultimi 10.000 anni non era mai avvenuto a livello climatico un evento del genere. Chiaramente la temperatura terrestre è oscillata anche di 2/3 gradi, non solo di un grado, ma nel corso di milioni di anni. Per raggiungere 2/3 gradi in più e avere così un variazione in positivo delle temperature ci sono voluti però 20.000-50.000-100.000 anni.

Le principali cause per la maggior parte della comunità scientifica sono legate all’incremento dei gas serra. E questo fenomeno di riscaldamento ha avuto delle conseguenze molto significative su altri elementi del nostro pianeta, soprattutto sull’ambiente, l’acqua e l’energia.


Nell’ambiente quali sono gli effetti che maggiormente incideranno sul nostro stile di vita, ma soprattutto sull’ambiente, sull’acqua e l’energia?

L’acqua e l’energia saranno le due grandi sfide del futuro proprio legate al problema del Global Warming. In particolare l’acqua perché è una risorsa vitale e legata al clima.

Innanzitutto il surriscaldamento del pianeta provoca:

-    la fusione dei ghiacciai Alpini che sono una riserva importantissima di acqua

-    un minor innevamento non solo alle alte latitudini, ma anche sulle nostre montagne. Quest’anno è stata un’eccezione, e ciò presume che molte annate saranno simili a quelle avute in passato, come nel 2005 o nel 2007, dove è stato registrato con un arco alpino quasi sgombro dalla neve per gran parte della stagione invernale. Questo significa minor possibilità per i ghiacciai di resistere al Global Warming perché non c’è un reintegro attraverso l’innevamento. In più, un minor innevamento significa anche meno acqua per i nostri fiumi, per i nostri laghi e per i nostri consumi.

-    Un disordine della circolazione generale dell’atmosfera e, in particolare, i percorsi che fanno le perturbazioni atlantiche che portano nuvole e pioggia. Oggi rispetto al passato passano molto più lontano dall’Italia le perturbazioni: vi sono più piogge nel Nord Europa rispetto al passato, ma meno nel Mediterraneo. Quindi in alcune aree piove di più rispetto al passato  e in alcune meno; ciò causa un impoverimento delle risorse idriche per il futuro.


Link all'intervista 

http://www.you4planet.it/magazine/93/Il_futuro_del_pianeta%3F_E%E2%80%99_in_mano_alle_nuove_generazioni


News sull’ambiente e clima: The Age of Stupid


In anteprima mondiale e in occasione della settimana sul clima, il 22 settembre sarà trasmesso, epicentro New York, quello che promette di diventare l’evento mediatico dell’anno: The Age of Stupid, e possiamo immaginare di cosa si tratti!
Più di cinquanta i paesi saranno collegati, compreso l’Italia, in simultanea, grazie alla tecnologia via satellite.
Definito come "eco documentario", The Age of Stupid tratterà dei cambiamenti climatici e c’è dunque da aspettarsi consigli ma anche ammonimenti, visto che negli ultimi 30 anni i comportamenti errati hanno condotto a cambiamenti climatici i cui effetti spesso sono stati devastanti.
L’evento cinematografico che avverrà nei cinema di tutto il mondo, grazie, appunto, alla tecnologia via satellite, è stato già confermato ufficialmente dall’ONU come evento facente parte della settimana sul clima (Global Climate Week) che si terrà dal 21 al 25 settembre.
La curiosità da sottolineare è che tutti i partecipanti che si recheranno ad assistere all’eco documentario utilizzando mezzi trasporto alternativi.
Non solo.
Il tendone presente a New York nel quale saranno allestiti gli schermi per vedere il documentario, sarà interamente alimentato a pannelli solari!

venerdì, luglio 31, 2009

Intervista Claudio Smiraglia, sull'esperimento di protezione attiva del ghiacciaio Dosdè

Con la nuova posa di tessuto geotessile sul Ghiacciao del Dosdè si è aperto il terzo anno di collaborazione tra l'Università degli Studi di Milano e Levissima. E’ l’occasione per farci raccontare dal professor Smiraglia, responsabile del progetto, lo stato di salute del ghiacciaio e la storia di una “preziosa collaborazione” dal principio.

La collaborazione fra l'Università degli Studi di Milano e Levissima è nata da un'idea comune, che è quella dell'acqua. Il nostro gruppo di ricerca si occupa di acqua allo stato solido, cioè di ghiacciai, attraverso lo studio delle loro caratteristiche e delle loro variazioni, mentre Levissima è una top brand dell'acqua. A noi era stato chiesto di trovare un settore glaciale su cui fare delle ricerche che portassero un contributo a quello che è uno dei grandi temi dominanti della ricerca ambientale, cioè il ritiro e il collasso dei ghiacciai alpini e di indagare le motivazioni di questo fenomeno: abbiamo scelto un ghiacciaio, su cui il nostro gruppo di Milano stava lavorando già da molti anni, il Ghiacciaio di Dosdè Orientale, nel Gruppo Piazzi Dosdè, gruppo che poi è interessato anche direttamente dalle sorgenti Levissima. Questo ha portato ad una collaborazione che ha dato degli ottimi risultati sia a livello scientifico che divulgativo.
Abbiamo verificato che il ghiacciaio, come gran parte dei ghiacciai alpini, sta vivendo una fase di crisi intensa, e questo poi ci ha spinto a fare un altro esperimento che definirei innovativo - anche se era stato già fatto in altri stati, come l'Austria e la Svizzera, ma non con finalità scientifiche - per vedere se esistono tecniche e metodologie per ridurre questa crisi: abbiamo steso sul Dosdè un telo fatto in un tessuto particolare, di circa 150 mq, per provare a ridurre l'ablazione (la fusione del ghiaccio). Questo esperimento si è concluso – almeno in parte – lo scorso ottobre e ci ha dimostrato che queste tecniche possono veramente ridurre la fusione glaciale anche del 60-70%. I risultati scientifici sono interessanti e sono stati pubblicati su riviste italiane ed internazionali. Stiamo facendo un grosso sforzo di divulgazione di questi dati ai mass-media, sia sulla televisione che sui giornali. Questa prima parte della collaborazione fra noi e il gruppo Levissima è stata molto soddisfacente”.

Link all'intervista