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lunedì, marzo 27, 2017

CS - Esce "Rebis", il viaggio dei Bridgend tra passione e conoscenza


Post rock con influenze progressive e psychedelic per un concept album diviso in tre atti che racconta, attraverso musica e dialoghi, il viaggio di un uomo in bilico tra passione e conoscenza verso l'isola di Rebis.

Genere: post rock/progressive/psychedelic
Label: Orange Park Records
Distribuzione digitale: Believe

Streaming


Bridgend è un gruppo post rock con influenze progressive e psychedelic. Il progetto prende il nome dall'omonima cittadina gallese dove il chitarrista e fondatore della band, Andrea Zacchia, era impegnato a comporre e incidere le prime preproduzioni di quello che sarebbe in seguito diventato il concept album Rebis.

Proveniente dalla scena rock underground di Roma, Andrea è stato fortemente ispirato nella composizione e nella scrittura da band rock progressive degli anni '70/'80, Marillion, Pink Floyd solo per citarne alcune. Con queste premesse Rebis non poteva che essere quindi un concept album, diviso in tre atti, nel quale i brani confluiscono l'uno nell'altro e attraverso i dialoghi tra i tre personaggi (curati dallo scrittore Lorenzo Polonio) viene raccontato il viaggio di un uomo, Rajas, verso l'isola di Rebis. Nel suo viaggio sarà accompagnato dal mentore, Sattva, e dal suo vecchio amico, Tamas, ai quali spesso chiederà aiuto per sciogliere i legami che lo trattengono a Ys, il suo mondo. A dare voce ai tre personaggi sono stati gli attori teatrali Roberto Bonfantini, Lodovico Zago e Gioele Barone.


Zacchia ha cercato di fondere il “wall of sound”, tipico delle formazioni post rock come Mogwai e Caspian, con quello più sognante e viaggiatore delle band psichedeliche anni '70. Per ottenere questo risultato lo studio di registrazione scelto è stato il PoliStudio Recording di Roma, con le esperte mani dell'ingegnere del suono Andrea Saponara a lasciare la loro impronta sul sound generale dell'album. Durante le registrazioni, durate circa tre mesi, è stato fatto larghissimo uso di macchine analogiche, le riprese hanno previsto l'uso di microfoni ambientali affinché il disco avesse ampio respiro, spesso sfruttando proprio le riflessioni del suono sui vari materiali che componevano la sala di registrazione.

Il singolo scelto per presentare l'album è la traccia Zain, di cui è disponibile il video su YouTube. Un crescendo in stile post rock con chitarre ossessionanti che si fondono a synth solenni per accompagnare Rajas nelle fasi finali del suo onirico viaggio verso Rebis. Il video è stato realizzato da Michele Montini (Drop-c art) con la tecnica del "Compositing" utilizzando Adobe Photoshop cs6 e Adobe After Effect cc 2015.

Zain è il brano che rappresenta e riassume l'intero disco.” - afferma Zacchia - “Al suo interno racchiude i principali temi trattati nell'album, curiosità, stupore, superamento dei limiti.



Tracklist
Act I
01 Path to Ys
02 The Sunken Cathedral
03 Ys
04 Rendezvous
05 Rebis
06 Threshold
Act II
07 Tetracedron Planus Vacuus
08 Binah
09 Return to Ys
10 Zain
Act III
11 Black Sun
12 Archè

Biografia Bridgend è il nome del progetto post rock con influenze progressive e psichedeliche di Andrea Zacchia (chitarre e synth). Al progetto collaborano Lorenzo Sirani Fornasini (basso) e Denis Kokomani (batterie). In collaborazione con Orange Park Records realizzano “Rebis”, concept album da cui viene estratto nel 2017 il primo singolo “Zain”. Attualmente la band si sta preparando al tour che la vedrà impegnata sui palchi di tutta Italia.


Contatti

Press Media Office
Frank Lavorino 3396038451

martedì, settembre 20, 2016

Ascolta Baed, primo singolo estratto dall'ultimo disco degli Obscure Paths


bead
“Baed. Distanza. Perdita e riavvicinamento, arrivo e partenza. Nostalgia e vertigine di libertà, ben voluta e odiata.” Così recita lo slogan associato a Baed, il primo singolo tratto da “META“, l’ultimo disco degliObscure Paths (Psych-Post Rock) in uscita alla fine del 2016. Un obiettivo raggiunto, una meta, ma anche un passaggio verso il futuro e verso tanta musica ancora da scrivere. Baed (termine arabo che indica “Distanza”) è stato rilasciato il 3 settembre in formato digitale sul profilo Bandcamp del gruppo. Le parole del gruppo:“È un disco molto importante per noi perché arriva a 10 anni dalla nostra formazione. Per festeggiare al meglio questa ricorrenza abbiamo pensato di offrire il nostro prodotto più completo e maturo, dove il nostro sound più ‘tipicamente’ Stoner\post si coniuga ad atmosfere elettroniche”
Credits del Videoclip:
Realizzazione: Obscure Paths Animazioni & Grafica: Slowly Take Shape

Credits del Disco:
Registrato c\o O.P. Studios di Molfetta (BA) e “Il Preludio” Studio Musica di Trani (BT)
Produzione: Obscure Paths
Grafica: Obscure Paths & Slowly Take Shape
Mixing & Mastering: Nico Caldarulo – Tunnel Studio

BIOGRAFIA
OBSCURE PATHS, quartetto strumentale nato ufficialmente il 5 agosto 2006. Punto di convergenza di pensieri e passioni spesso estremamente diversi, diversi come i modi di guardare la realtà di ogni singolo elemento della band. L’evoluzione condivisa di gusti e passioni musicali nate da ascolti spesso occasionali ma sentiti vicini e continuamente reinterpretati. Perfezionamento continuo partito dai primi risultati impressi nelle registrazioni del 2007 (OBSCURE PATHS IN THE LIGHT) dopo un anno passato a imparare cosa significa suonare in gruppo ma anche semplicemente ad imparare a suonare. Nel 2008 il secondo passo che ha portato la band alla coscienza di poter vedere le proprie idee realizzate in ogni singola nota di “NIPIOS”. Arrivano al 2009 arricchiti dal bagaglio dell’esperienza del concerto dal vivo, coscienti del bisogno di una diversa coerenza interna alla produzione, verso un nuovo modo di rielaborare i singoli gusti personali verso una nuova apertura diretta all’esterno delle singole menti.

Il 2009 è l’anno di “ON A DRY SEASON”, quattro pezzi (3 nuovi 1 ristrutturato) dai suoni taglienti e secchi ma spesso attraversati da un vento lontano e diluito che tenta di conciliare momenti improvvisi con atmosfere più distanti, sempre nella massima spontaneità. Dopo una gestazione di quasi 4 anni, il 15 febbraio 2013 esce il primo album ufficiale “AT A LOSS”, una coraggiosa introspezione musicale nel concetto di Perdita. Il disco si presenta già ad un primo ascolto come più compatto e maturo rispetto ai lavori precedenti.


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