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Tra poche ore, nell'edicola virtuale, sarà disponibile la seconda uscita dell’anno di MAT2020, come sempre con molte novità.
Partiamo dai nuovi album: Alberto Sgarlato si sottopone a un superlavoro e presenta l’ultima uscita di Eris Pluvia e Habelard2 mentre Athos Enrile propone il doppio disco dei Presence e il progetto Acqua Libera; Antonio Pellegrini ha assistito alla presentazione del nuovo “Baustelle”e Maurizio Mazzarella, nella sua rubrica metal, propone il rilascio degli Artemisia; torna Gianni Sapia che descrive il nuovo episodio di Corrado Rossi ed Evandro Piantelli, che ha ascoltato per MAT il lavoro deLa Bocca della Verità; Antonello Giovannelli ci racconta del mondo musicale de l’Estate di San Martino ed Edmondo Romano fornisce la sua versione del recente lavoro diFranco Olivero.
Vecchi album: nella sua consueta rubrica Alberto Sgarlato si occupa dei Genesis mentreRiccardo Storti ci permette di ricordare la recente scomparsa di John Wetton attraverso un disco particolare, tutto da scoprire.
Sul versante interviste si segnala il lavoro di Franco Vassia che propone Antonio Clemente, della nostra corrispondente russa Nadia Fedenko che ha dialogato con Lino Vairettie diAndrea Pintelli che ha rispolverato un elemento storico del prog italiano, Franz Dondidell’Acqua Fragile.
Non molto live in questa tornata, ma il servizio fotografico di Valter Boati ci porta a Veruno, per un recente concerto di Franck Carducci descritto attraverso reportage fotografico.
Per quanto riguarda le rubriche consolidate si segnala l’angolo tecnico di Paolo Siani, la commistione tra “sicurezza sul lavoro e musica” di Carlo Bisio e l’angolo psicologico di Mauro Selis, che arricchisce in altro spazio la sua indagine musicale sul percorso prog perseguito in Turchia.
Seconda parte del romanzo di Giorgio Mora, una lettura che induce a proseguire per… scoprirne di più…
E poi alcune anticipazione, il concerto benefico dei Big One, il “Savona Vinile”, i prossimiVerona Prog Fest e Porto Antico Prog Fest.
Dopo
l’esordio con “Carry Me Home” e quasi tre anni di concerti a
Roma e nel Centro Italia, i NoiseBusters tornano con il secondo
lavoro. Un Ep, un Concept. Forte, più rock. “Endless
Mirage” inizia e finisce nel giro di “un singolo sogno”. Un
miraggio.
Dopo
l’esordio Carry Me Home
uscito nel 2014, è finalmente disponibile Endless
Mirage, secondo lavoro in studio dei
romani
NoiseBusters.
Presentato
lo scorso 3 marzo @ Felt
Club
di Roma, Endless Mirage
è la coerente evoluzione del debutto. Se il filo conduttore di
quest'ultimo era infatti “la realtà della band”, con
arrangiamenti minimalisti e suoni “acustici”, i NoiseBusters
provano adesso a renderli più massicci, con cori e utilizzo di
sintetizzatori, tastiere e parti melodiche rockeggianti.
Il
disco si apre con Endless e
continua senza pausa fino all'ultima traccia, Miraggio.
Endless Mirage è un
cerchio senza soluzione di continuità.Tre
testi in inglese, uno in italiano, un'intro e due intermezzi
musicali, i sette brani sono da prendere sia singolarmente che “in
blocco” per consentire all'EP di risultare un'unica grande traccia.
Registrato
ai Pyramid
Studios di Roma e prodotto dagli stessi
NoiseBusters per la label iM Classic,Endless
Mirage
è disponibile in formato CD, streaming e download digitale sulle
principali piattaforme del settore.
13-06-14
– Defrag - Opening act Durden & The Cathering - Roma
05-07-14
- Circolo degli artisti - Roma
21-08-14
- Musica in Festa - Narni
09-10-14
- Spazio ebbro - Roma
12-10-14
- Let it beer - Roma
19-10-14
- Pentatonic - Roma
12-11-14
- Locanda blues - Roma
15-11-14
- Pentatonic Live Club - Roma
27-11-14
- Alvarado street - Roma
13-12-14
- Equinox pub - Veroli
15-01-15
- Whishlist - Roma
25-01-15
- Contestaccio - Roma
24-03-15
- Pride Pub - Roma
10-04-15
- Zona Roveri - Bologna
12-04-15
- Foollyk - Roma
20-04-15
- Jailbreak - Roma
26-04-15
- Big mama Club - Roma
29-05-15
- Orfeo Club - Roma (Il Cantagiro)
22-10-15
- Teatro Imperiale di Guidonia (Finale Cantagiro)
17-12-15
- Spazio Ebbro - Roma
21-12-15
- Spazio Ebbro - Roma
18-03-16
- Pentalfa Club - Roma
20-03-16
- Jailbreak - Roma
17-04-16
- Big Mama - Roma
18-06-16
- Locanda Blues - Roma
28-10-16
- LoStecco - Castel Gandolfo
30-11-16
- Locanda Blues – Roma
03-03-2017
– Felt Club - Roma
Parziale
Rassegna Stampa
“Banco
del Mutuo Soccorso, Balletto di Bronzo e altri nomi che non si
conoscono sono nel loro D.N.A. nei loro geni. Genuini in "Ancora
nel buio" i Noisebusters si chiedono e si rispondono: "Qualcosa
cambierà se è questo che vorrò".
Appassioniamoci
come fossero gomma arabica!”
Lorenzo Faustini – LaScimmiahttps://www.facebook.com/NoiseBustersOfficial/posts/711475845585310?pnref=story
Biografia
I NoiseBusters sono
un gruppo rock formatosi nel 2011 a Roma. Dopo qualche mese di
assestamento, si esibiscono come cover band in diversi locali romani,
ma trovata la giusta alchimia cominciano a creare pezzi inediti che
presenteranno poi anche dal vivo e con cui nel 2013 arriveranno alle
finali regionali di Emergenza Festival, esibendosi con buon riscontro
su palchi importanti della Capitale come il BlackOut e la Stazione
Birra. Nel 2014, dopo numerosi concerti e un cambio di formazione al
basso, entrano in sala di registrazione per incidere il primo album
Carry Me Home,
undici tracce sia in italiano che in inglese che passano da sonorità
pop ad altre decisamente più rock, facendo coesistere le varie
influenze artistiche dei componenti. Ne vengono estratti due singoli,
Dream Of A Night
e Malinconia,
in rotazione su oltre 150 radio italiane e su alcune radio estere.
Nel frattempo riprende l'attività live al fine di promuovere il
suddetto album. Nel 2015 superano le selezioni regionali del
Cantagiro, importante festival di musica italiana emergente,
trovandosi così ad esibirsi alle finali nazionali di Guidonia al
Teatro Imperiale; il brano Malinconia
viene selezionato per l'inserimento nella compilation della
manifestazione. Nel 2016 incidono il loro nuovo lavoro, l’EP
Endless Mirage,
una sorta di mini concept album che racconta il percorso del miraggio
di un uomo in un mondo ormai devastato. Anche in questo caso il
risultato è la raccolta delle idee artistiche dei musicisti, dando
quindi alla fine un filo logico al prodotto con i vari intermezzi
strumentali.
Post
rock con influenze progressive e psychedelic per un concept album
diviso in tre atti che racconta, attraverso musica e dialoghi, il
viaggio di un uomo in bilico tra passione e conoscenza verso l'isola
di Rebis.
Bridgend
è un gruppo post
rock
con influenze progressive
e psychedelic.
Il progetto prende il nome dall'omonima cittadina gallese dove il
chitarrista e fondatore della band, Andrea
Zacchia,
era impegnato a comporre e incidere le prime preproduzioni di quello
che sarebbe in seguito diventato il concept album Rebis.
Proveniente
dalla scena rock
underground
di Roma, Andrea è stato fortemente ispirato nella composizione e
nella scrittura da band
rock progressive degli anni '70/'80,
Marillion,
Pink
Floyd
solo per citarne alcune. Con queste premesse Rebis
non poteva che essere quindi un concept album, diviso in tre atti,
nel quale i brani confluiscono l'uno nell'altro e attraverso i
dialoghi tra i tre personaggi (curati dallo scrittore Lorenzo
Polonio)
viene raccontato il viaggio di un uomo, Rajas, verso l'isola di
Rebis. Nel suo viaggio sarà accompagnato dal mentore, Sattva, e dal
suo vecchio amico, Tamas, ai quali spesso chiederà aiuto per
sciogliere i legami che lo trattengono a Ys, il suo mondo. A dare
voce ai tre personaggi sono stati gli attori teatrali Roberto
Bonfantini,
Lodovico
Zago
e Gioele
Barone.
Zacchia
ha cercato di fondere il “wall
of sound”,
tipico delle formazioni post
rock come
Mogwai
e Caspian,
con quello più sognante e viaggiatore delle band
psichedeliche anni '70.
Per ottenere questo risultato lo studio di registrazione scelto è
stato il PoliStudio
Recording
di Roma, con le esperte mani dell'ingegnere del suono Andrea
Saponara a
lasciarela
loro impronta sul sound generale dell'album. Durante le
registrazioni, durate circa tre mesi, è stato fatto larghissimo uso
di macchine analogiche, le riprese hanno previsto l'uso di microfoni
ambientali affinché il disco avesse ampio respiro, spesso sfruttando
proprio le riflessioni del suono sui vari materiali che componevano
la sala di registrazione.
Il
singolo scelto per presentare l'album è la traccia Zain,
di cui è disponibile il video su YouTube. Un crescendo in stile post
rock con chitarre ossessionanti che si fondono a synth solenni per
accompagnare Rajas nelle fasi finali del suo onirico viaggio verso
Rebis. Il video è stato realizzato da Michele Montini (Drop-c art)
con la tecnica del "Compositing" utilizzando Adobe
Photoshop cs6 e Adobe After Effect cc 2015.
“Zain
è il brano che rappresenta e riassume l'intero disco.”
- afferma Zacchia - “Al
suo interno racchiude i principali temi trattati nell'album,
curiosità, stupore, superamento dei limiti.”
Tracklist
Act
I
01
Path to Ys
02
The Sunken Cathedral
03
Ys
04
Rendezvous
05
Rebis
06
Threshold
Act
II
07
Tetracedron Planus Vacuus
08
Binah
09
Return to Ys
10
Zain
Act
III
11
Black Sun
12
Archè
Biografia
Bridgend
è il nome del progetto post rock con influenze progressive e
psichedeliche di Andrea Zacchia (chitarre e synth). Al progetto
collaborano Lorenzo Sirani Fornasini (basso) e Denis Kokomani
(batterie). In collaborazione con Orange Park Records realizzano
“Rebis”, concept album da cui viene estratto nel 2017 il primo
singolo “Zain”. Attualmente la band si sta preparando al tour che
la vedrà impegnata sui palchi di tutta Italia.
L’irriverente
e dissacrante pop/rock band casertana sforna il secondo album dal
titolo “Dorem Ipsum” : nove tracce che, sebbene restie alla
catalogazione, spaziano gioiosamente dal rock al pop, dal folk al
latin, dalla prog alla ballad melodica.
A
quattro anni dall’esordio I
successi, non ancora successi
i Maleizappa
tornano sulle scene nazionali con Dorem
Ipsum,
secondo album in studio.La
musica dei casertani è un mix apparentemente disordinato di generi e
citazioni che confluisce in quello che loro amano definire un “findie
rock dissacrante”.
I testi apparentemente leggeri nascondono un fondo di realismo
malinconico e “messaggi subliminali” intrisi di amare verità.
Definire
il genere musicale dei Maleizappa è un’impresa ardua perché non
ne hanno uno bensì molteplici: spaziano gioiosamente dal rock
al pop,
dal folk
al latin,
dalla prog
alla ballad
melodica..insomma,
fanno quello che pare loro e lo fanno divertendosi e divertendo,
dissacrando su vari fronti il mondo “ovattato e conformista” che
è oggi il panorama musicale italiano.
Dorem
Ipsum
è un disco di nove tracce che riassume meglio di tante parole quello
che sono i Maleizappa
e la loro progressiva maturazione artistica. Un lavoro fresco dai
sentori estivi che si gusta con gioia e soddisfazione, auto-prodotto
dai cinque componenti e arricchito da collaborazioni eccellenti.
Alle
registrazioni infatti hanno partecipato amichevolmente: Antonio
Bocchino (Enzo Avitabile), Carmine Scialla (Calatia, Orchestra
Popolare Casertana, Daniele Sepe, Ar meitheal, Eugenio Bennato, Blue
Staff), Luca De Simone (Calatia, Orchestra Popolare Casertana,
Daniele Sepe, Eugenio Bennato), Giuseppe Giroffi (Daniele Sepe, Enzo
Avitabile, The Congos), Cecilia Scatola (Calatia, Amii Stewart,
M'barka Ben Taleb, Adriano Guarino, Ciro Manna), Alessandro De
Carolis (Peppe Barra, Daniele Sepe, Stefano Bollani, Eugenio Bennato,
Ar meitheal), Sasà Piedepalumbo (Lina Sastri, Gino Paoli, Enrico
Montesano, Sal da Vinci, Valentina Stella, Nino D'Angelo), Antonio
Sacco, Fabio Renzullo (Foja), Roberto Vigliotti.
La
copertina e la grafica del disco sono state realizzate utilizzando
un'opera dell'artista marcianisano Mandarino, un bohémien dei giorni
nostri che cerca di sopravvivere vendendo la sua arte per strada o
arrangiandosi con piccoli lavoretti.
BiografiaI
Maleizappa nascono ufficialmente nel dicembre del 2004 e nel corso
degli anni diventano una delle band più apprezzate e seguite della
provincia casertana, e in seguito in gran parte della Campania;
grazie anche alla partecipazione a diversi festival musicali come il
Meeting del Mare del 2010 e 2012 - in cui aprono rispettivamente Elio
e le Storie Tese e Mannarino. Le
prime esibizioni creano scandalo e ripudio tra i musicisti campani,
non abituati evidentemente ad accettare che cinque sconosciuti
incapaci di intendere e volere, siano diventati nel giro di pochi
mesi un fenomeno generazionale: insomma delle rockstarze. Cominciano
ad esportare le proprie sonorità oltre i confini della Campania
Felix, facendosi portavoce dei disagi, della rabbia e dell’allegria
del popolo della “generazione x”. C’è chi li ama a tal punto
da definirli: “la migliore cosa che questa terra poteva defecare”
(ce n'è di gente strana in giro!). La musica dei Maleizappa è un
miscuglio non ben definito di suoni, generi, citazioni, anagrammi e
puzzle penta grammatici. Assistere ad una loro serata è come
guardare una puntata di blob all’anfetamina. Vengono più volte
censurati, epurati, tagliati e s-microfonati. Ciò nonostante i
giovani li adorano: manco fossero delle pornostar. Ironici, cattivi e
dissacranti. O se preferite, semplicemente: Maleizappa.
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