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giovedì, giugno 07, 2012

Apri un negozio di successo con i consigli dell'esperto


Come avviare un’attività commerciale di successo evitando errori.

Quando decidiamo di avviare una nuova impresa commerciale il rischio è sempre quello dell’errata valutazione del nostro mercato di riferimento.
E’ necessario conoscere a fondo la realtà commerciale della nostra zona e approfondire attentamente i target e le tendenze del bacino d’utenza nel quale vorremmo avviare la nostra impresa.
Se ad esempio desiderate avviare un bar, una birreria, un chiosco di piadine, o una qualsiasi attività nel settore alimentare, è necessario che procediate a una serie di verifiche approfondite sul gusto dei vostri potenziali clienti e sulla concorrenza operante nella vostra zona.
Il piano di fattibilità è lo strumento più idoneo per raccogliere una serie di dati utili per il corretto orientamento della nostra futura impresa. Può essere redatto da un esperto di comunicazione e strategia aziendale e da un profondo conoscitore del vostro mercato di riferimento.


Un errore molto diffuso nella nuova imprenditoria è quello di sottovalutare la location commerciale. Frequentemente si sceglie una posizione commerciale poco adatta all’attività svolta dalla nostra azienda. Spesso non è situata in posizione strategica. Le caratteristiche di una location ideonea a svolgere ad esempio l’attività di gelateria riguardano il grande affllusso pedonale. I centri storici o gli ipermercati sono quindi le posizioni più adatte per svolgere questo tipo di attività.
Quando si parte con una nuova attività commerciale particolare attenzione deve essere riservata all’aspetto finanziario, stipulando accordi idonei con gli Istituti di credito. Lo sapevate ad esempio che su un qualsiasi mutuo chirografario anche di poche decine di migliaia di euro la banca generalmente chiede una fidejussione bancaria che vi impegna fino al doppio della cifra che avete chiesto in prestito?
Altro aspetto importantissimo è quello della comunicazione. E’ necessario approntare sempre un buon piano di marketing per comunicare e diffondere con successo il nostro prodotto-servizio.
In un capitolo interamente dedicato al marketing e alla comunicazione, l’autore spiega approfonditamente, in base alla sua ventennale esperienza in campo pubblicitario, come si realizza un’efficace campagna pubblicitaria e come si organizza l’inuagurazione per l’apertura di un nuovo punto vendita.
Questi e altri argomenti riguardanti l’avviamento di un’impresa commerciale di successo sono trattati nel volume: “Apri il tuo negozio – crea la tua impresa” che trovate in distribuzione su Lulu.com in versione cartacea ed ebook.
Desiderate avviare un nuovo negozio e non sapete come fare? Non sapete qual è la posizione più adatta? Non conoscete le regole del marketing e della comunicazione? Non sapete come chiedere un finanziamento? Volete un consiglio su come contattare i fornitori e organizzare un lancio appropriato dei vostri prodotti?
Se avete risposto si ad almeno una di queste domande, dovete leggere “Apri il tuo negozio, crea la tua impresa” il libro scritto da Beppe Amico che ti segue passo passo per l’apertura di una nuova attività commerciale.
Un esperto di strategia e comunicazione risponde alle domande più frequenti dando risposta a quesiti di ordine commerciale, finanziario e strategico-operativo.
Se vuoi avviare un negozio di successo ed evitare errori, scarica subito l’ebook “Apri il tuo negozio – crea la tua impresa” di Beppe Amico, cliccando: qui
Oppure ordina l’edizione stampata su lulu.com  o leggi l’anteprima cliccando qui.

mercoledì, luglio 01, 2009

Mario Delfino: Investire nel Fotovoltaico

E’ notorio che il fotovoltaico rappresenta un settore in fortissima espansione, nel mondo ed anche in Italia.

Proprio pochi giorni fa è stato pubblicato uno studio dell’European Photovoltaic Industry Association (EPIA) che sottolinea che la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica ha registrato negli ultimi anni aumenti superiori rispetto a quelli di una qualsiasi delle altre fonti rinnovabili.

E, come per ogni altro mercato in rapida evoluzione, anche per il fotovoltaico i riferimenti normativi sono stati profondamente variati. Un semplice dato per fotografare tale situazione.
Il riferimento normativo in Italia per le fonti rinnovabili è costituito dal Decreto Legislativo 387/2003. Come ogni Decreto Legislativo, anche questo prevedeva che le disposizioni in esso contenute dovessero essere attuate grazie all’emanazione di decreti attuativi, le cosi dette Linee Guida ad indirizzo nazionale.
Siamo nel 2009, ben 6 anni dopo.

Secondo Te, queste Linee Guida nazionali sono state pubblicate? No.

In meno di 12 mesi dall’uscita del mio ebook Investire nel Fotovoltaico, il settore del fotovoltaico è, invece, stato profondamente modificato. Le novità che sono intervenute hanno, di fatto, interessato quasi tutte le fasi nelle quali si articola una commessa di realizzazione di un impianto fotovoltaico.

Ecco perchè, insieme allo staff della Bruno Editore, abbiamo ritenuto opportuno non preparare semplici report integrativi rispetto al testo dell’ebook, bensì procedere ad una vera e propria Seconda Edizione aggiornata.

Le modifiche principali, trattate nella Seconda Edizione dell’ebook, sono schematicamente le seguenti:

- la semplificazione dell’iter autorizzativo per impianti fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti
- l’aggiornamento delle Tariffe Incentivanti, vale a dire la riduzione del 2% dell’importo dell’incentivo statale, scattata a partire da 1 gennaio 2009, (in realtà non si tratta di una novità, in quanto regolarmente prevista dal Decreto 19 febbraio 2007, il decreto che, come saprai, stabilisce i criteri del Nuovo Conto Energia)
- la disciplina del Nuovo Scambio sul Posto, entrata in vigore dal 1 gennaio 2009 (ma, come per ogni evoluzione normativa, anche in questo caso, le linee guida e le indicazioni sulle modalità applicative sono state fornite agli operatori del settore successivamente)
- le nuove regole per la connessione degli impianti fotovoltaici alla rete elettrica, entrate in vigore dal 1 gennaio 2009

- il nuovo portale del GSE che non è riservato più unicamente alla gestione delle richieste degli incentivi del Nuovo Conto Energia, ma si articola in un accesso generale, dal quale è possibile poi selezionare l’applicativo web di interesse. Questo perché le attività svolte dal GSE, rispetto a 12 mesi fa, sono aumentate (un paio di esempi, tra gli altri: la gestione del Nuovo Scambio sul Posto o quella del Ritiro Dedicato). Approfondiremo insieme queste novità in una serie di post.

A Cura di Mario Delfino,
Autore di “Investire nel Fotovoltaico”

martedì, giugno 30, 2009

Patrizio Messina: Effetti della stampa incondizionata di banconote

Qualche anno più tardi la cosa si è ripetuta in Francia durante la rivoluzione quando, per pagare l’esercito in modo che difendesse il territorio da una possibile invasione del nemico filo-monarchico, si decise di coniare una nuova moneta in doppia circolazione (usando però sempre il vecchio quantitativo di oro sottostante) chiamata “assegnato”. Con questa moneta ci dovevano pure pagare il pane da distribuire al popolo francese in rivolta e finanziare le opere pubbliche promesse.

Via via che si stampavano questi “assegnati” essi perdevano irrimediabilmente valore tanto che nel 1795 (cioè solo 5 anni dopo la loro istituzione), a fronte di 33 miliardi di assegnati il loro valore era sceso a 1/600 di quello nominale. A questo punto se ne creò un altro chiamato il “mandato” che equivaleva a 30 assegnati.

La spinta inflazionistica riparti più di prima facendone crollare il valore di oltre il 3% in pochi mesi. Infine, con l’arrivo al potere di Napoleone Bonaparte, si reintrodusse il sistema monetario classico mettendo un fine a questa escalation inflazionistica.

Si ritorna negli USA per finanziare un’altra guerra (quella civile) ed il Presidente A. Lincoln decise di creare il “greenbacks”. Bisogna sapere che dopo il grosso problema inflazionistico causato dai continental, appena gli USA ebbero l’indipendenza, decisero di far gestire le banconote da un ente privato (nella fattispecie la Federal Reserve) in modo tale che i politici non potessero più inguaiare il popolo per le loro gestioni spavalde dell’economia.

Durante la guerra civile, il partito di Lincoln chiedeva a gran voce il diritto dello stato di poter ristampare i soldi come stato sovrano (cosa che ritornò alla ribalta molto tempo dopo anche con J.F. Kennedy).

Il greenbacks doveva avere parità con il dollaro metallico ma, come accaduto con i continental, la circolazione di moneta non regolata portò queste nuove “carte” ad inflazionarsi rapidamente costringendo all’emissione di altre per coprire i debiti crescenti fin quando, alla fine della guerra, il loro valore era inferiore al 39% dei dollari “veri”.

Visto che il problema di emissione incontrollata di denaro aveva creato problemi in tutte le nazioni, chi prima chi dopo, tutte le nazioni (non dittatoriali) passarono via via ad un emissione controllata da una banca privata, detta anche Banca Centrale.

Per tornare al caso americano (prima grande nazione che passò il testimonial del conio ad un ente privato), si stabilì che ogni oncia d’oro equivalesse a 20 dollari mentre ogni oncia d’argento fosse pari ad 1 dollaro. Così facendo si potevano stampare tanti dollari quanto oro o argento vi fosse nelle riserve.

A Cura di Patrizio Messina,
Autore di “Autoconsulenza Finanziaria”