notizia prodotta dalla pontani service azienda specialista del risparmio energetico con energie alternative e rinnovabili
L’edificio assorbe una quantità elevata di energia, sia in fase di costruzione che di utilizzo-funzionamento, per rendere confortevoli gli spazi interni. I consumi energetici di un edificio sono legati a: riscaldamento, raffrescamento, illuminazione, produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione, etc.
Si tenga conto del fatto che, in Italia, i consumi finali di energia nel settore edile (abitativo e terziario) incidono per il 32% dell’energia totale del Paese.
La certificazione energetica di un edificio ha lo scopo principale di informare l’utente finale, proprietario, affittuario, etc., sulle caratteristiche energetiche del suo edificio-sistema in termini di consumi, risparmi ed efficienza.
La certificazione energetica di un edificio non è altro che un documento di identità dell’edificio, dove si attesta quanto si consuma in termini di riscaldamento, corrente elettrica, etc.
In questo documento viene riportato il valore del Fabbisogno Energetico Convenzionale, ovvero di quello conosciuto come “rendimento energetico di un edificio”. Questi valori si ottengono elaborando alcuni dati di partenza con una opportuna metodologia di calcolo.
La certificazione energetica riguarda due categorie di edifici: quelli esistenti e quelli da realizzare. Per i primi fornisce una attenta analisi sullo stato attuale dei consumi e delle possibili opere utili a ridurre i consumi stessi: in questo caso si opera una riqualificazione energetica (vedi 55% IRPEF).
Nel caso invece di costruzione di un nuovo edificio, nell’ambito della progettazione, i tecnici sono chiamati ad adottare una serie di accorgimenti progettuali che garantiscano determinate performances energetiche (vedi D.Lgs. 192/2005 e 311/2006).
Dott. Ing. Giulio Passarini
lunedì, marzo 09, 2009
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